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Margherita Vialardi

Margherita Vialardi

Margherita Vialardi, si occupa di contenzioso civile e, in particolare, di responsabilità professionale e sanitaria

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Prodotto difettoso: se il venditore non lo ripara/sostituisce in tempi congrui, il consumatore ha diritto alla risoluzione del contratto anche in caso di difetto di lieve entità

Con la sentenza n. 10453/2020 la Corte di Cassazione afferma la possibilità per il consumatore di accedere al rimedio della risoluzione di contratto, anche in caso di difetto di lieve entità se il venditore, pur potendo, non ha provveduto entro un tempo congruo a sostituire o a riparare il prodotto ovvero se tali interventi non si siano dimostrati risolutivi.

Fattura elettronica e decreto ingiuntivo: verso il superamento dell’obbligo di produrre i registri contabili (…o forse no)

Diverse pronunce di merito sostengono che la fattura elettronica rappresenti titolo idoneo e di per sé sufficiente per l’emissione del decreto ingiuntivo, senza obbligo per il creditore di produrre in giudizio l’estratto autentico delle scritture contabili. Vediamo perché.

Come noto, per ottenere un’ingiunzione di pagamento, il creditore deve dimostrare in giudizio l’esistenza del proprio diritto di credito, fornendo prova scritta. Ai sensi dell’art. 634, c.2, c.p.c., sono considerate prove scritte dei crediti degli imprenditori e dei lavoratori autonomi gli estratti autentici delle loro scritture contabili, purché regolarmente tenute e autenticate da notaio.

Dunque, fino a prima dell’obbligo di fatturazione elettronica, il ceditore interessato ad ottenere un decreto ingiuntivo era pacificamente tenuto a produrre in giudizio le fatture cartacee, accompagnate dall’estratto notarile autentico del registro su cui tali fatture erano annotate, al fine di certificare la conformità dei documenti prodotti agli originali.

Prelievi bancomat abusivi: la banca rimborsa se non prova che è stato il cliente a usare il bancomat

Con l'ordinanza n. 9721 del 26 maggio 2020 la Corte di Cassazione accerta la responsabilità della banca nei confronti del cliente, intestatario di conto corrente con relativa carta bancomat, per i danni patrimoniali causati da svariati prelievi non autorizzati effettuati da ignoti, estranei al rapporto di conto corrente. Secondo la Cassazione qualora il ricorrente danneggiato alleghi di aver subito prelievi abusivi, spetta alla banca l’onere di dimostrare che, al contrario, il bancomat è stato utilizzato dal titolare del conto, dovendo altrimenti rimborsare le somme indebitamente prelevate da terzi.

Danno da mancato consenso al trattamento sanitario: lo stato dell’arte tra pregiudizi risarcibili e oneri probatori

  • 28 May 2020 |
  • Pubblicato in Sanità

Il consenso del paziente costituisce imprescindibile presupposto di liceità di ogni atto compiuto in ambito sanitario. L’alleanza terapeutica che si instaura tra medico e paziente deve infatti necessariamente fondarsi sull’informazione al paziente e sulla sua preventiva e consapevole accettazione del trattamento terapeutico.

Ogni paziente ha il diritto di ricevere dettagliate informazioni sul proprio stato di salute, sulla natura, le caratteristiche e i possibili sviluppi delle terapie consigliate dal medico, sulle eventuali alternative terapeutiche, oltre che, ovviamente, sui rischi, anche solo eventuali, collegati al trattamento prospettato.

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