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Ultime notizie

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Diritto di vista del figlio minore in periodo di COVID-19

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 06-04-2020 - Famiglia e Successioni

Il Tribunale di Bari si esprime in senso contrario alle visite tra padre e figlio minore, collocato presso la madre, che risiedono in Comuni diversi. Secondo il Tribunale, gli incontri tra padre e figlio non realizzano le condizioni di sicurezza e prudenza richiamate dai plurimi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e, da ultimo, dal D.P.C.M. 22...

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Oltre l’obbligo di mascherina - Sull’ordinanza della Lombardia n. 521/2020

Lorenzo Lamberti - avatar Lorenzo Lamberti - 05-04-2020 - Enti Pubblici & Appalti

È singolare che l’attenzione dei media si sia soffermata molto sull’asserito “obbligo” di indossare le mascherine che sarebbe stato introdotto in Lombardia con l’ordinanza n. 521/2020. A prescindere dalla valutazione sulla utilità o l’efficacia della misura, basterebbe leggere il testo del provvedimento per notare che non è previsto un vero “obbligo di indo...

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Pubblicato il report “Women’s Empowerment and Business: 2020 Trends and Opportun…

Natalia Bagnato - avatar Natalia Bagnato - 03-04-2020 - Charities & Social Enterprises

di Natalia Bagnato e Fabio Gallo Perozzi E’ stato pubblicato il report “Women’s Empowerment and Business: 2020 Trends and Opportunities”, a cura di UN Global Compact e Business for Social Responsibility. Tale pubblicazione segna il decimo anniversario dei Women’s Empowerment Principles (WEPs), un insieme ambizioso di principi che devono guidare le imprese p...

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WEBINAR "Decreto Cura Italia: misure a sostegno di imprese e lavoro alla lu…

La Redazione - avatar La Redazione - 03-04-2020 - News

Il giorno venerdì 10 aprile dalle ore 11 alle ore 12, l'avvocato Piergiorgio Bonacossa interverrà in qualità di docente al webinar "Decreto Cura Italia: misure a sostegno di imprese e lavoro alla luce di messaggi e circolari INPS".Il webinar prevede un approccio sistematico all’interpretazione del D.L. 18/2020, analizzando, dal punto di vista dei rapporti di...

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Indennità di maternità: ne ha diritto anche l’amministratore di società (iscritt…

Roberto Testa - avatar Roberto Testa - 02-04-2020 - Lavoro e Relazioni Industriali

Con Sentenza n. 7089 dello scorso 12 marzo 2020, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (confermando la decisione della Corte d’Appello di Milano) ha stabilito che non osta alla percezione della indennità di maternità l’avvenuta percezione nel periodo di astensione obbligatoria del compenso per la carica di amministratore. L’INPS sosteneva che in virtù...

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Appalti pubblici e Covid-19: gli orientamenti della Commissione europea

La Redazione - avatar La Redazione - 02-04-2020 - News

La Commissione europea ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Unione europea del 1.4.2020 gli orientamenti comunitari sull’utilizzo degli appalti pubblici nella situazione di emergenza connessa alla crisi da Covid-19. Dopo avere evidenziato che la crisi sanitaria causata da Covid-19 richiede soluzioni rapide e intelligenti, considerato che determinat...

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Domani, giornata dell’autismo, alle 16 sui balconi per il tradizionale “urloo”

La Redazione - avatar La Redazione - 01-04-2020 - News

Il  2 Aprile è la giornata Mondiale dell’Autismo proclamata dall’ONU. Quest’anno quel giorno cade in piena emergenza Coronavirus, un periodo durante il quale l’isolamento rende certi silenzi ancora più grandi.    Il 2 Aprile quindi, il mondo dell’autismo si farà sentire dando appuntamento alle 16:00 sui balconi con il tradizionale “URLOOOOO” per sfidare l’a...

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Sanzioni del Garante Privacy cipriota per l’utilizzo di un sistema automatizzato…

Chiara Agostini - avatar Chiara Agostini - 31-03-2020 - Privacy & Data Protection

Nel corso del 2018, il sindacato dei dipendenti, aveva presentato una denuncia presso l'Autorità per la protezione dei dati personali di Cipro, contro un gruppo di aziende che aveva implementato uno strumento automatizzato utilizzato per monitorare le assenze per malattia dei dipendenti, noto anche come "Bradford Factor". L'utilizzo di tale algoritmo, perm...

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Didattica a distanza al tempo del COVID-19: istruzioni per l’uso dal Garante per…

Ludovica Ceretto - avatar Ludovica Ceretto - 31-03-2020 - Privacy & Data Protection

Con il provvedimento del 26 marzo 2020 il Garante per la protezione dei dati personali, richiamando le indicazioni fornite dall’EDPB il 19 marzo scorso in tema di trattamento dei dati personali nel contesto dell’epidemia di COVID-19, ha voluto fornire alcune istruzioni pratiche circa lo svolgimento dell’attività formativa a distanza nel rispetto della normat...

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COVID-19: LE MODIFICHE AL TRATTAMENTO SANZIONATORIO INTRODOTTE DAL D.L. 25 MARZO…

Piero Magri - avatar Piero Magri - 30-03-2020 - Criminal Law

Con il Decreto Legge 25 marzo 2020 sono state introdotte modiche al trattamento sanzionatorio e ulteriori profili penali per l'emergenza Covid-19. Il presente contributo, scritto da Piero Magri e Alessandro Racano approfondisce questi temi.

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Follow-up La geolocalizzazione come misura di contrasto al Covid-19

Luca Egitto - avatar Luca Egitto - 30-03-2020 - Privacy & Data Protection

di Luca Egitto e Ilaria Olivari In data 25.03.2020 il Garante ha espresso la propria opinione in merito all’utilizzo di app per il tracciamento delle persone. La premessa è stata, ancora una volta, che il diritto alla protezione dei dati personali, anche nella sua “declinazione digitale”, soggiace ad importanti limitazioni e si equilibra necessariamente c...

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COVID 19: Stato e regioni al nuovo riparto di competenze Primi commenti al d.l. …

Lorenzo Lamberti - avatar Lorenzo Lamberti - 27-03-2020 - Enti Pubblici & Appalti

Con il decreto legge n. 19/2020 entrato in vigore oggi, 26 marzo 2020, il Governo ha provveduto al riassetto delle competenze e dei poteri in materia di adozione delle misure di contrasto alla diffusione del virus COVID 19, in parziale novella del precedente riparto di cui all’art. 3 del d.l. n. 6/2020. Il decreto contiene delle conferme, ma anche delle sig...

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Il Decreto Legge 25 marzo 2020 n. 19 fa chiarezza sulle conseguenze in caso di v…

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 26-03-2020 - Criminal Law

Nel corso del Consiglio dei Ministri del 24 marzo 2020, il Governo ha approvato un ulteriore Decreto Legge che introduce nuove misure urgenti per contenere l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il Decreto Legge è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 25 marzo 2020e, all’art. 4, stabilisce quali sono le conseguenze per la violazione delle disposizi...

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Coronavirus, e-commerce e social media: AGCM in campo a tutela dei consumatori

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 25-03-2020 - TMT - Media Entertainment

Con lo scoppio dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e l’applicazione di severe misure di quarantena, le vendite online hanno visto in Italia – a febbraio – un incremento dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un tasso di crescita probabilmente destinato ad aumentare per il mese di marzo quando il lockdown è diventato pressoché totale. ...

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Italian Company law changes to adapt to Coronavirus outbreak

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 24-03-2020 - Corporate M&A

Art. 106 of the so-called ‘Cura Italia’ Law Decree dated March 17, 2020, introduced some important innovations for corporate law in order to support companies corporate activities during the Coronavirus outbreak.   1. Term for approval of the financial Statements In particular, by way of derogation to Articles 2364, second paragraph, and 2478-bis, of the...

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R&P Legal partner di “Musica che Unisce”, maratona televisiva di cantanti, …

La Redazione - avatar La Redazione - 24-03-2020 - News

Il team entertainment di R&P Legal guidato da Pierluigi De Palma è partner di “Musica che Unisce”, progetto charity creato da Marta Donà in collaborazione con Rai.  Musica che Unisce vedrà cantanti, artisti e sportivi di ogni generazione impegnati in una maratona benefica che sarà trasmessa da Rai Uno in prima serata ed in simultanea da Rai Radio Due e t...

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Come comportarsi se si è genitori separati o divorziati ai tempi del coronavirus

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 23-03-2020 - Famiglia e Successioni

I provvedimenti emessi in sede di separazione, divorzio e affidamento dei figli per coppie non sposate prevedono in quali i giorni i figli trascorrono il loro tempo con la madre e con il padre. L’attuale situazione di emergenza creata dalla diffusione del COVID-19 ha suscitato molti interrogativi tra i genitori che non sanno come comportarsi...

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Cassazione: il fondo patrimoniale può formare anche Equitalia

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 23-03-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Buone notizie per chi ha adottato la soluzione del fondo patrimoniale familiare per proteggere alcuni beni patrimoniali dedicandoli al fabbisogno familiare. La Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanza n. 5369 del 27 febbraio 2020, ha sancito come Equitalia non possa iscrivere ipoteca sui beni del fondo patrimoni...

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Misure anti Coronavirus: detrazione al 30% per erogazioni liberali

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 23-03-2020 - Tax

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 approvato dal Governo, il Decreto "Cura Italia" all'art. 66, introduce una detrazione fiscale e ampia la deducibilità fiscale delle erogazioni liberali in favore di Stato, Regioni enti locali altri enti pubblici e associazioni e fondazioni private senza fini di lucro finalizz...

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Il Decreto-Legge “Cura Italia” e il Codice dei contratti pubblici

La Redazione - avatar La Redazione - 23-03-2020 - News

Il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, c.d. “Cura Italia”, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, presenta numerose disposizioni di interesse in relazione alla disciplina del Codice dei contratti pubblici. In estrema sinte...

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La geolocalizzazione come misura di contrasto al Covid-19

Luca Egitto - avatar Luca Egitto - 23-03-2020 - Privacy & Data Protection

di Luca Egitto e Ilaria Olivari L’utilizzo del servizio di geolocalizzazione per la finalità di contrasto alla diffusione del COVID-19 è possibile, a condizione che costituisca una misura necessaria, appropriata e proporzionata e che sia accompagnata da idonee misure di salvaguardia, in ottemperanza ai requisiti imposti dal GDPR e senza incorrerre in valuta...

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DECRETO CURA ITALIA – NOVITA’ ANCHE PER IL NON PROFIT

Giuseppe Taffari - avatar Giuseppe Taffari - 20-03-2020 - Charities & Social Enterprises

Il Decreto “Cura Italia” prevede delle interessanti novità anche per gli enti non profit. Da segnalare, innanzi tutto, la proroga del termine per l’approvazione delle modifiche statutarie da parte di Onlus, OdV, Aps ed imprese sociali, previsto per il 30 giugno 2020 ed ora ulteriormente prorogato al 31 ottobre 2020. Allo stesso modo, Onlus OdV e Aps, qualo...

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DUE DILIGENCE ESG SULLA SUPPLY CHAIN – PASSI AVANTI VERSO UN OBBLIGO COMUNITARIO

Emiliano Giovine - avatar Emiliano Giovine - 20-03-2020 - Charities & Social Enterprises

La Commissione Europea ha pubblicato un importante report intitolato “Study on due diligence requirements through the supply chain” da cui emerge un significativo sforzo comunitario per l’identificazione, la prevenzione e la mitigazione degli impatti negativi prodotti dall’impresa. Partendo da sondaggi, interviste e case studies, lo studio analizza numerose...

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AGCM e influencer marketing: l’importanza delle linee guida aziendali e le respo…

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 20-03-2020 - International Arbitration & Litigation

1. Introduzione Si è concluso senza sanzioni, come era già capitato nel procedimento pilota Alitalia-Ferretti, il procedimento avviato dall’AGCM nei confronti di Barilla e numerosi micro-influencer per violazione degli obblighi di trasparenza pubblicitaria. Nel provvedimento adottato il 16/03/2020, l’AGCM è tornata a trattare l’influencer marketing (defin...

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Novità per il diritto societario previste dal decreto Cura Italia

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 19-03-2020 - Corporate M&A

Con il Decreto Legge “Cura Italia” del 17 marzo 2020, all’art. Art. 106 sono introdotte alcune rilevanti novità in tema di diritto societario. In particolare, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo comma, e 2478-bis, del codice civile o alle diverse disposizioni statutarie, l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio è convocata e...

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Risarcimento multimilionario per la violazione dei diritti morali degli street a…

Fabio Marino - avatar Fabio Marino - 19-03-2020 - Intellectual Property

Nel 2002 Gerald Wolkoff, proprietario di una serie di magazzini fatiscenti nel Queens, ne affida la gestione al noto street artist Jonathan Cohen, in arte Meres, per realizzare e curare uno spazio artistico. In breve tempo il complesso industriale, noto come 5Pointz, diventa un polo artistico e culturale per la pittura aerografica di rilevanza internazionale...

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Chiarite le differenze tra locazione e affitto di azienda per i negozi all’inter…

Matteo Visigalli - avatar Matteo Visigalli - 18-03-2020 - Contratti d'Impresa

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 3888 del 17 febbraio 2020, ha individuato i criteri che distinguono la fattispecie della locazione da quella dell’affitto di azienda, tema rilevante soprattutto nel caso di unità immobiliari all’interno dei centri commerciali. Secondo la Cassazione, anzitutto, il rilievo che le parti abbiano concordemente definito il ...

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WEBINAR “L’IMPATTO DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS SUI CONTRATTI: CONSEGUENZE E RIMED…

La Redazione - avatar La Redazione - 17-03-2020 - News

Il giorno giovedì 19 marzo alle ore 9.15, l'avvocato Claudio Perrella interverrà al webinar "l'impatto dell'emergenza coronavirus sui contratti: conseguenze e rimedi".Il webinar sarà presentato da ANRA (Associazione Nazionale Risk Manager). Di seguito il link del sito internet per iscriversi: link

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Rischi penali in caso di violazioni dei DPCM in materia prevenzione del coronavi…

Piero Magri - avatar Piero Magri - 16-03-2020 - Criminal Law

Come noto, in base al DPCM 8.3.2020 l’allontanamento dalla propria abitazione è previsto solo per comprovati esigenze lavorative, di salute e di necessità. La violazione del divieto come di altri eventualmente previsti in prossimi provvedimenti in materia di prevenzione del contagio comporta la configurabilità del reato previsto dall’art. 650 c.p. (Inosser...

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Coronavirus: responsabilità penale del datore di lavoro e della società in caso …

Piero Magri - avatar Piero Magri - 16-03-2020 - Criminal Law

In caso di contagio da COVID-19 (“Coronavirus”) di un dipendente di una società vi è una astratta possibilità per il datore di lavoro della società di incorrere nella responsabilità penale per i reati di lesioni personali gravi/gravissime (art. 590 c.p.) o di omicidio colposo (589 c.p.) - aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistiche - qualora no...

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La Commissione Europea lancia una call per start-up e PMI per soluzioni in tema …

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 16-03-2020 - Startup

Con un fondo da 164 mln di Euro, la Commissione Europea ricerca PMI e startup che offrano tecnologie e soluzioni innovative che possano aiutare nel trattamento, test, monitoraggio o qualsiasi altro aspetto connesso alla pandemia di Coronavirus.  La call ha termine mercoledì 18 marzo...

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Assemblee telematiche in assenza di previsioni statutarie ad hoc

Giulia Pairona - avatar Giulia Pairona - 15-03-2020 - Corporate M&A

Con Massima “emergenziale” n. 187 del 11 marzo 2020 il Consiglio notarile di Milano ha provveduto a fornire precisazioni in tema di partecipazione in assemblea  mediante mezzi di telecomunicazione. L’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione – ove consentito dallo statuto ai sensi dell’art. 2370, comma 4, c.c., o comunque ammesso dalla vig...

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European Court of Justice, flightright vs Iberia case

Maurizio Corain - avatar Maurizio Corain - 15-03-2020 - Navigazione e Trasporti

The judgement concerns the interpretation of Regulation (EU) No 1215/2012 on jurisdiction and the recognition and enforcement of judgments in civil and commercial matters. Section 2 of Chapter II of Regulation No 1215/2012, entitled “Special jurisdiction”, contains Article 7(1) thereof, which provides: “A person domiciled in a Member State may be sued in a...

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Il carrozziere deve convenire in giudizio anche il proprietario del veicolo resp…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 11-03-2020 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6406 del 6 marzo 2020, ha stabilito che il carrozziere, cessionario del credito, che ripara il veicolo danneggiato, non può convenire in giudizio solo l’assicurazione del danneggiante ma anche il proprietario o comunque il conducente. Secondo la Suprema Corte, in materia di assicurazione obbligatoria della responsa...

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Donazione di quote societarie: esenzione anche nel caso di trasferimento della n…

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 11-03-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Con la risposta all’interpello n. 38 del 7 febbraio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti sull’esenzione dall’imposta sulle donazioni per i trasferimenti di quote societarie ai discendenti (tra cui i figli) ed al coniuge. In particolare è stato chiarito come la donazione della nuda proprietà...

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Crisi d’impresa, un codice da decifrare

La Redazione - avatar La Redazione - 06-03-2020 - News

Il 19 Maggio a partire dalle ore 14.00 alle 18.00 presso l‘Hotel NH Venezia Laguna Palace a Mestre si terrà l’evento: “Crisi d’impresa, un Codice da decifrare” organizzato da ANRA e Insurance Skills Jam in collaborazione con Chubb, Lercari e R&P Legal.

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La pensione di reversibilità viene divisa tra ex coniuge e coniuge superstite

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 06-03-2020 - Famiglia e Successioni

La Corte di Cassazione ha recentemente emesso due ordinanze in tema di assegno di reversibilità. La prima ordinanza, n. 5268 del 27.2.2020, nasce dal caso al vaglio della Corte d'appello di Lecce, che stabiliva nella misura del 35% la quota della pensione di reversibilità spettante alla ex moglie, in qualità di coniuge divorziata del defunto, attribuendo al...

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Coronavirus: obblighi del datore per tutelare i lavoratori a contatto con il pub…

Roberto Testa - avatar Roberto Testa - 05-03-2020 - Lavoro e Relazioni Industriali

Il Ministero della salute, fornendo una serie di indicazioni per affrontare la nuova epidemia da coronavirus, precisa che il datore deve adottare le misure di tutela dei lavoratori a contatto con il pubblico. Fonte: Ministero della Salute- Circolare 3 febbraio 2020, n. 3190 L’importante Circolare 3 febbraio 2020, n.3190 del Ministero della Salute, fornisce...

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Esenzione anche in caso di trasferimento delle partecipazioni a discendenze dive…

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 04-03-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Particolarmente interessante la recente risposta dell’Agenzia delle Entrate ad un’istanza di interpello (risposta n. 37 del 7 febbraio 2020) che affronta la situazione di una holding, costituita nella forma di S.p.A., detenuta da tre fratelli che vogliono realizzare il passaggio generazionale a favore dei propri dis...

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Pubblicato il report italiano “Business & Human Rights 2020”, a cura di R…

La Redazione - avatar La Redazione - 03-03-2020 - Charities & Social Enterprises

R&P Legal consolida il proprio coinvolgimento in tema di impresa e diritti umani in ambito globale contribuendo, per la parte relativa alla giurisdizione italiana, al report “Business & Human Rights 2020”, pubblicato da Lexology, curato da Roberto Randazzo - membro della International Bar Association (IBA) Business & Human Rights Committee -, Emi...

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La Redazione

La Redazione

Profilo:

L’opera cartografica come opera dell’ingegno – risarcimento del danno

autore:

Francesca Florio

Le cartine geografiche configurano opere dell’ingegno, tutelate dal diritto d’autore, in quanto rappresentano un’originale e personale rielaborazione degli elementi geografici presenti nel territorio, con la conseguenza che qualsiasi utilizzazione non preventivamente autorizzata delle stesse comporta la violazione dell’esclusiva dell’autore delle cartine geografiche medesime.
Tribunale di Torino 1 febbraio 2012.pdf

Commento
La sentenza in esame ha accolto un principio pacifico in giurisprudenza ed in dottrina, affermando che le cartine geografiche sono considerate a tutti gli effetti opere dell’ingegno, tutelate in quanto tali dalla normativa in materia di diritto d’autore ed in particolare dall’art. 2, n. 4 della L. 633/1941 e dalla Convenzione di Unione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche, all’art. 2.1. Molte sono, ad oggi, le decisioni dei Giudici italiani che hanno affermato questo principio: tra le tante, ricordiamo la sentenza del Tribunale di Milano, 30 giugno 2004, che, come il Giudice Torinese, ha stabilito che le cartine geografiche costituiscono un’originale rielaborazione degli elementi geografici presenti nel territorio, caratterizzate da un grado di creatività adeguato e, comunque, sufficiente ad ottenere tutela anche in caso di riproduzione parziale delle stesse; nonché l’ordinanza del Tribunale di Monza, 15 maggio 2000, che ha riconosciuto il carattere creativo delle opere in questione, definendo queste ultime come frutto della fantasia creativa dell’uomo, espressione della sua personalità, nella misura in cui rappresentano e modificano, alla luce di un’originale ed unica “lente” sensopercettiva, la realtà naturale, senza, quindi, presentarsi totalmente astratte dal dato materiale, ma rielaborandolo in modo soggettivo. A tal proposito, rileviamo che denominatore comune di tutte le decisioni sull’argomento in oggetto è la condanna dell’utilizzatore al risarcimento del danno. Ciò in ragione del fatto che l’utilizzo da parte di terzi delle predette opere cartografiche senza il preventivo consenso dell’autore costituisce un illecito, suscettibile di far nascere in capo all’autore stesso il diritto ad ottenere il risarcimento del danno subito. Al riguardo, di particolare interesse sono i criteri che il Giudice di Torino ha utilizzato al fine di quantificare il danno subito dall’attore: il Tribunale ha, invero, tenuto conto nel numero di cartine utilizzate e divulgate, del formato digitale di altissima definizione delle stesse, del relativo periodo di pubblicazione, dei costi di produzione delle opere medesime e della circostanza per cui l’attore non aveva in passato mai concesso l’utilizzo di queste ultime su internet (modalità con cui le opere in questione erano state divulgate dal convenuto), nonché degli abituali costi che l’attore medesimo era solito applicare per il rilascio della propria autorizzazione alla riproduzione delle cartine in questione. Ciò detto, merita, altresì, attenzione un inciso della sentenza in esame relativo alla impossibilità di accogliere la tesi proposta dal convenuto circa una sua supposta buona fede riguardo alla liceità dell’utilizzo su internet delle cartine geografiche ed alla esistenza di un vantaggio pubblicitario a favore dell’attore derivante dal predetto utilizzo. Il Tribunale ha, infatti, negato la possibilità di accertare le predette circostanze in quanto la pubblicazione delle opere in oggetto determina comunque la violazione del diritto di esclusiva dell’autore, violazione che non può essere esclusa neppure in caso di consultazione gratuita della cartine oggetto di causa, rientrando nella suddetta esclusiva qualsiasi forma di utilizzazione economica delle stesse senza la preventiva autorizzazione del relativo autore. Sul punto, il Giudice Torinese ha precisato, inoltre, che la possibilità di scaricare le opere in oggetto tramite internet non solo non determina una promozione delle stesse, ma comporta addirittura uno sviamento di clientela, dal momento che all’utente viene concesso di ottenere una copia delle predette cartine senza l’autorizzazione e/o l’intervento dell’autore.

Corte di giustizia dell’Unione Europea: tutela dei programmi per elaboratore

autore:

Roberta Avarello

La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha di recente fissato, con la sentenza pubblicata il 2 maggio 2012, tre significativi principi di diritto in ambito di tutela dei programmi per elaboratore, i cosiddetti “software”.
In primo luogo, la Corte, interpretando l’art. 1, paragrafo 2, della direttiva 91/250 CE, ha escluso che la funzionalità del programma per elaboratore, il relativo linguaggio di programmazione ed il formato di file di dati dallo stesso utilizzato possano essere considerati forme di espressione del programma per elaboratore medesimo e dunque tutelabili dal diritto d’autore.
In secondo luogo, la Corte, interpretando l’art. 5, paragrafo 3, della direttiva 91/250 CEE, ha ritenuto che il titolare del diritto d'autore su un programma per elaboratore non può impedire che il relativo soggetto licenziatario studi, osservi e sperimenti liberamente il funzionamento del programma stesso, al fine di effettuare operazioni che la licenza gli consente di compiere, nonché operazioni di caricamento e svolgimento necessarie all'utilizzazione del programma medesimo, a condizione, tuttavia, che egli non leda i diritti esclusivi del titolare del diritto d'autore su tale programma.
Da ultimo, la Corte, interpretando l’art. 2, lett. a), della direttiva 2001/250 CE, ha stabilito che, laddove venga giudizialmente accertato che il manuale d’uso di un programma per elaboratore costituisce una creazione intellettuale del programma stesso e sia, in quanto tale, protetto dal diritto d’autore, la riproduzione di elementi in esso descritti all’interno di un altro programma per elaboratore o di un altro manuale d’uso rappresenta una violazione del diritto d’autore sul predetto manuale protetto.
http://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?language=it&jur=C,T,F&num=C-406&td=ALL

Commento
Non può che rilevarsi come la sentenza in commento abbia il pregio di chiarire in maniera piuttosto dettagliata e precisa il contenuto di norme che, fino ad oggi, parevano del tutto generiche.
La Corte, chiamata a pronunciarsi, in via pregiudiziale, sull’interpretazione degli artt. 1, paragrafo 2, e 5, paragrafo 3, della direttiva 91/250/CEE, relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore, nonché sull’art. 2, lett. a) della direttiva 2001/29 CE, integrativa rispetto alla precedente e relativa all’armonizzazione di alcuni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, pare aver assolto efficacemente al proprio compito di interprete.
Quanto al citato art. 1, paragrafo 2, l’organo giudicante ha finalmente chiarito, invero, quali debbano effettivamente considerarsi le forme di espressione di un programma per elaboratore ai fini della tutela del diritto d’autore e, quindi, anche quali elementi non debbano essere considerati tali.
A tale proposito si rammenta come la norma in parola disponga genericamente che: “La tutela ai sensi della presente direttiva si applica a qualsiasi forma di espressione di un programma per elaboratore. Le idee e i principi alla base delle sue interfacce, non sono tutelati dal diritto d’autore a norma della presente direttiva”.
Ebbene, dalla massima citata al precedente paragrafo, emerge la rilevanza del contributo fornito dalla Corte che, escludendo dal novero delle forme di espressione del programma per elaboratore tutelabili dal diritto d’autore la funzionalità del programma stesso, nonché il linguaggio di programmazione ed il formato di file di dati utilizzato, ha limitato notevolmente il rischio di infondate contestazioni.
Secondo l’interpretazione della Corte, invero, ammettere che la funzionalità di un programma per elaboratore possa essere tutelata dal diritto d'autore equivarrebbe ad offrire la possibilità di monopolizzare le idee, a scapito del progresso tecnico e dello sviluppo industriale.
Allo stesso modo, la Corte ha escluso la tutelabilità del linguaggio di programmazione e del formato dei file di dati utilizzati nell'ambito di un programma per elaboratore per interpretare ed eseguire programmi d'applicazione scritti dagli utenti nonché per leggere e scrivere dati in un formato di dati specifico, considerando tali elementi necessari ai fini dello sfruttamento di talune funzioni del programma stesso da parte degli utenti.
Anche in ordine al predetto art. 5, paragrafo 3, della direttiva 91/250 CEE, l’interpretazione fornita dalla Corte pare del tutto efficace a scongiurare un’eventuale confusione in ordine ai casi in cui un soggetto licenziatario dei diritti su un programma per elaboratore, nell’utilizzo dello stesso, necessiti dell’autorizzazione da parte del titolare dei diritti medesimi.
A tale proposito si rammenta come la norma in esame preveda che: “La persona che ha il diritto di utilizzare una copia di un programma può, senza chiederne l’autorizzazione al titolare del diritto, osservare, studiare o sperimentare il funzionamento del programma, quando essa effettua le operazioni di caricamento, visualizzazione, esecuzione, trasmissione o memorizzazione del programma che ha il diritto di effettuare”.
Pare di tutta evidenza come prima della sentenza in commento non fosse agevole comprendere a che tipo di operazioni la norma facesse riferimento, laddove adesso, invece, risulti chiaro che lo studio del funzionamento del programma ai fini della determinazione delle idee e dei principi su cui si basano gli elementi dello stesso può essere realizzato, da parte del licenziatario, solo nell’ambito delle operazioni autorizzate dalla licenza stessa o necessarie all’uso del programma.
Anche l’interpretazione dell’art. 2, lett. a), della direttiva 2001/250 CE, risulta essere molto utile ai fini della corretta determinazione del concetto di “riproduzione della propria opera”.
La norma in esame stabilisce genericamente, infatti, che gli Stati membri riconoscono agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare la riproduzione diretta o indiretta, temporanea o permanente, in qualunque modo o forma, in tutto o in parte, della propria opera.
Finalmente è dato comprendere, adesso, a che tipo di fattispecie concreta detta riproduzione può considerarsi riferibile, e, soprattutto, entro quali limiti. Sul punto, peraltro, è bene precisare che, nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che fosse compito del giudice del rinvio accertare, in concreto, se la riproduzione effettuata dalla parte convenuta in causa costituisse violazione della predetta norma. (R.A.)

Registrazioni di opere musicali prodotte ante 2004

autore:

Francesca Florio

Ai fini della determinazione della base imponibile su cui calcolare i contributi ENPALS (ora, INPS), dovuti per le prestazioni rese dagli artisti nelle sale di registrazione per la realizzazione delle registrazioni di opere musicali prodotte negli anni antecedenti al 2004, deve essere tenuto in considerazione anche quanto pagato a titolo di royalty agli artisti stessi.
Corte d’Appello Milano.pdf

Commento
Abbiamo ritenuto opportuno commentare questa sentenza, seppur emanata nel mese di dicembre del 2011, non solo perché, sino ad ora, la decisione in questione non era stata oggetto di attenzione persino da parte degli esperti della materia, ma anche in quanto, qualora il principio in essa sancito fosse accolto dalla giurisprudenza, si verificherebbero diverse dirompenti conseguenze, anche di natura economica, per l’industria discografica.

1. Il principio sancito dalla sentenza in oggetto.
La sentenza in oggetto, come descritto nella massima sopra riportata, ha stabilito che le somme liquidate agli artisti a titolo di royalty sulla commercializzazione delle registrazioni prodotte prima dell’anno 2004 facciano parte della base di calcolo per la determinazione dei contributi ENPALS (l’attuale INPS) relativi alle attività espletate dagli artisti medesimi in sala di registrazione.

Il principio che sembra emergere dalla predetta sentenza non è proprio del tutto nuovo nella nostra giurisprudenza, benché esistano precedenti anche di Cassazione che lo negano. Già nel passaggio finale di una sentenza del Tribunale di Milano del 13 giugno 2011, i nostri Giudici avevano enunciato qualcosa di velatamente simile, respingendo, però, la richiesta dell’ente per una questione processuale di mancato adempimento dell’onere della prova gravante su quest’ultimo in relazione alle diverse tipologie di compensi spettanti agli artisti anche in considerazione dell’annosa questione del calcolo che deve tenere conto delle “giornate lavorative” in sala di incisione.

Ciò detto, riteniamo doveroso evidenziare che, in applicazione del predetto principio, si determinerebbe:

(i) un doppio binario contributivo: un primo, forfetario, in relazione alle registrazioni dal 2004 in avanti, secondo quanto stabilito dal D.M. 29 dicembre 2003, ed un secondo, da calcolarsi tenuto conto anche delle royalty, per le registrazioni prodotte ante 2004;

(ii) una nuova base di calcolo ricomprendente le somme liquidate agli artisti a titolo di royalty. Sul punto, desideriamo, però, evidenziare che, anche laddove venisse acclarata l’assoggettabilità contributiva di quanto versato a titolo di royalty, il relativo onere sarebbe limitato al 60% dell’importo riconosciuto all’artista. Ciò detto in quanto, come è noto, l’imponibile su cui calcolare i contributi ENPALS deve riguardare solo il 60% di quanto in realtà versato agli artisti, rimanendo il residuo 40% forfetariamente considerato a titolo di compenso per la cessione dei diritti oggetto del contratto discografico.

2. Prescrizione degli oneri contributivi
Sulla base di una recentissima circolare dell’INPS, risulta ormai accertato il principio secondo cui l’obbligo di contribuzione soggiace ad un termine prescrizionale quinquennale.
In considerazione di quanto sopra, un ente previdenziale non potrà, pertanto, chiedere il versamento di un onere contributivo dovuto oltre il quinquennio precedente al giorno della richiesta.
Questa notazione ci sembra di grande importanza, perché limita fortemente le conseguenze negative economiche a carico delle aziende coinvolte anche qualora fosse applicato il predetto principio.
Se, infatti, trova applicazione una prescrizione quinquennale e poiché stiamo parlando di registrazioni ante 2004, nella peggiore delle ipotesi, la richiesta di versamento di contribuzione ipoteticamente avanzata dall’INPS potrà riguardare solo le royalty pagate dal 2007 ad oggi e, quindi, dopo che le registrazioni in questione abbiano già avuto almeno quattro anni di sfruttamento.
(F.F.)

Sentenza Apple/Samsung: violazione brevetti Smartphone

autore:

Roberta Avarello

Lo scorso 24 agosto 2012, la giuria del Tribunale americano di San Jose, California, ha definito l’interessante controversia insorta tra due colossi della tecnologia, la Apple e la Samsung, avente ad oggetto la violazione di brevetti relativi i cosiddetti “smartphone”, dei quali le citate aziende sono i più grandi produttori nel mondo.
Secondo l’atteso verdetto, la Samsung avrebbe violato alcuni brevetti della Apple, relativi alla progettazione dell’interfaccia grafica utilizzata dalla Apple medesima su iPhone e iPad, nonché ad alcune modalità di zoom e navigazione, oltre che al design dei dispositivi mobili.

L’azienda coreana, in particolare, e solo per citare alcune delle violazioni di cui la stessa è stata riconosciuta colpevole, avrebbe violato il brevetto Apple relativo al cosiddetto "rimbalzo" dell'interfaccia grafica che si ottiene navigando tra i contenuti delle applicazioni su iPhone e iPad, nonché il brevetto del “pizzico allo schermo” ("pinch and zoom") e quello relativo all’ingrandimento delle immagini e dei documenti quando li si tocca con un dito ("tap to zoom").

Secondo la pronuncia in esame, l’unico brevetto che Samsung non avrebbe infranto è quello relativo al design del proprio tablet, caratterizzato dalla forma rettangolare e dagli angoli addolciti in una curva.
In ragione delle citate violazioni, tuttavia, il Tribunale californiano ha condannato la Samsung al pagamento di oltre un miliardo di dollari in favore della Apple, per violazione, appunto, dei relativi brevetti tecnologici nella progettazione dei propri smartphone.
Tale decisione non può che considerarsi solo la prima fase della insorta contrapposizione tra le due superpotenze industriali.
(R.A.)

Società di gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi

autore:

Roberta Avarello

Si segnala la proposta di direttiva recentemente elaborata dall’Unione Europea nell’intento di garantire, nell’ambito del mercato unico, un’adeguata regolamentazione dell’attività esercitata dalle società di gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi, le c.d. “collecting societies”.
Si rammenta che le collecting societies gestiscono collettivamente, per conto dei soggetti che le medesime rappresentano, i diritti d’autore ed i diritti connessi delle opere protette, svolgendo un ruolo di intermediazione quanto alla concessione di licenze, la riscossione delle royalties e la relativa distribuzione in favore dei citati autori.
Ebbene, con riferimento alle opere musicali, la direttiva mira a migliorare i criteri di amministrazione e trasparenza adottati dalle collecting societies nell’esercizio della propria attività, affinché i soggetti per conto dei quali le medesime agiscono possano esercitarvi un più effettivo controllo.

La proposta di direttiva mira, altresì, a facilitare il rilascio, da parte delle collecting societies, delle licenze multi-territoriali per lo sfruttamento on line delle opere musicali.
Quanto al contenuto della proposta in esame, daremo conto, di seguito, di una sintesi dei punti più rilevanti del testo della proposta di direttiva in parola.
A tal proposito, si segnala come la stessa preveda una suddivisione in tre “titoli”, i primi due dei quali aventi ad oggetto, rispettivamente, previsioni generali in ordine a scopo e definizioni della medesima direttiva e regole di organizzazione e trasparenza a cui tutte le collecting societies dell’UE sarebbero tenute a conformarsi.
Il titolo secondo è, a sua volta, suddiviso in cinque capitoli che, dall’art. 4 all’art. 20 dettano, come accennato, regole generali di trasparenza con particolare riferimento all’organizzazione interna delle collecting societies, alla gestione finanziaria dalle stesse posta in essere, alla gestione dei diritti per conto di altre collecting societies, ai rapporti di queste ultime con gli utenti ed al regime di informazione dell’attività svolta nei confronti dei propri membri e delle altre società.
Quanto alla organizzazione interna delle collecting societies, il testo della proposta imporrebbe agli Stati membri di assicurare: a) che l’azione delle collecting societies venga posta in essere nell’interesse dei propri membri e senza imposizioni, nei confronti dei titolari dei diritti, di obbligazioni non strettamente necessarie per la protezione degli stessi; b) specifiche facoltà in favore dei titolari dei diritti, tra cui la facoltà di autorizzare le collecting societies in ordine alle scelte da effettuare quanto alla gestione dei diritti d’autore, nonché la possibilità di porre fine al mandato con congruo preavviso di 6 mesi; c) che l’eventuale rifiuto opposto da una collecitng societies ad una richiesta di partecipazione si basi su dei criteri oggettivi; d) che gli incontri tra i membri delle collecting societies si svolgano almeno una volta l’anno per decisioni relative alla politica ed alla distribuzione dei ricavi derivanti dallo sfruttamento delle opere; e) che le collecting societies svolgano una funzione di supervisione sui soggetti effettivamente responsabili della gestione dei diritti.
Con riferimento alle regole dettate relativamente alla gestione finanziaria delle collecting societies, gli artt. 10, 11 e 12 del citato titolo secondo stabiliscono, tra l’altro, che le collecting societies dovrebbero gestire separatamente i ricavi derivanti dallo sfruttamento dei diritti d’autore da altre entrate, e che le medesime collecting societies sarebbero tenute al pagamento regolare e senza ritardi degli importi dovuti ai titolari dei diritti, nonché alla specificazione delle deduzioni per management fees.
Quanto alla gestione dei diritti per conto di altre collecting societies, il testo della proposta in esame imporrebbe agli Stati Membri di assicurare che le medesime collecting societies non pongano in essere discriminazioni, in ordine alla applicazione di tariffe e condizioni, tra i propri membri e soggetti dei quali le stesse amministrino i diritti in forza di accordi di rappresentanza.
Riguardo ai rapporti con gli utenti, la direttiva imporrebbe alle collecting societies ed agli utenti di condurre le negoziazioni di licenze secondo buona fede, mediante l’applicazione di criteri oggettivi e conformemente al valore dei diritti di autore sul mercato.
Quanto infine al regime di informazione dell’attività svolta dalle collecting societies, la direttiva imporrebbe agli Stati Membri di assicurare, tra l’altro, trasparenza nell’informazione, nei confronti dei propri membri, degli importi raccolti e pagati sia in ordine allo sfruttamento dei diritti sulle opere protette che a management fees e deduzioni.
Dopo esserci soffermati sulle previsioni generali di cui ai primi due titoli della proposta di direttiva, si segnala adesso come il titolo terzo della stessa detti le condizioni che le collecting societies sarebbero tenute a rispettare nella concessione di licenze multi territoriali per lo sfruttamento on line di opere musicali.

In particolare, gli artt. 27-33 della direttiva imporrebbero agli Stati Membri di assicurare che le collecting societies: a) pongano in essere una elaborazione elettronica efficiente dei dati necessari per la concessione delle predette licenze, con riferimento alla identificazione del repertorio, al controllo del relativo uso nonché ai ricavi derivanti dallo sfruttamento on line delle opere protette e della relativa distribuzione tra i titolari dei diritti; b) garantiscano ai service provider, ai titolari dei diritti ed alle altre società la identificazione di tutte le opere musicali rappresentate; c) garantiscano ai titolari dei diritti ed alle altre società la possibilità di correggere dati inseriti nei data base che ritengano non essere corretti; d) controllino l’utilizzo, da parte dei service provider, delle opere rappresentate e coperte da licenze; e) paghino correttamente e senza ritardi gli importi dovuti ai titolari dei diritti.
Per concludere, si segnala come il titolo quarto della direttiva in esame, regolamenterebbe, tra l’altro, la risoluzione di eventuali controversie che dovessero sorgere tra le collecting societies, gli utenti, i titolari di diritti ed altre società in ordine alle condizioni di licenza, attribuendo la relativa competenza ad un’autorità designata dagli stessi Stati Membri, indipendente ed imparziale.
(R.A.)
Proposta di Direttiva 11.7.2012.pdf

Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 18.10.2012

La sentenza della Corte di Giustizia Europea del 18.10.2012 modifica radicalmente le condizioni di partecipazione ad una manifestazione a premi, dal momento che vieta l’imposizione di qualsivoglia costo – anche irrisorio (i.e.  raccomandata r.r., francobollo, connessione ad internet, etc.) – ai partecipanti.


Segnaliamo che ad oggi i regolamenti delle manifestazioni a premi prevedono che i partecipanti sopportino le spese di partecipazione, in conformità a quanto previsto dall’art. 1, comma 5, DPR 430/2001. La sentenza in analisi, dunque, qualificando tale pratica come aggressiva ai sensi della direttiva 2005/29/CE , cambia radicalmente lo scenario in analisi, imponendo di fatto di disapplicare la suddetta disposizione di legge.

In particolare, la Corte ha precisato che “Il punto 31, secondo trattino, dell’allegato I alla direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento n. 2006/2004 del Parlamento e del Consiglio (“direttiva sule pratiche commerciali sleali”) deve essere interpretato nel senso che esso vieta le pratiche aggressive con cui un professionista, come quelli di cui trattasi nel procedimento principale, dà la falsa impressione che il consumatore abbia già vinto un premio, quando invece il compimento di un’azione volta a reclamare il premio, che si tratti di una richiesta d informazioni relativa alla natura del premio o della presa di possesso dello stesso, è subordinato all’obbligo, per il consumatore, di versare del denaro o di sostenere un costo di qualsiasi natura. E’ irrilevante che il costo imposto al consumatore, come il costo di un francobollo, sia irrisorio rispetto al valore del premio o non procuri al professionista alcun vantaggio. E’ del pari irrilevante che le azioni volte a reclamare un premio possano essere realizzate attraverso diversi metodi proposti dal professionista al consumatore, dei quali almeno uno sia gratuito quando uno o più dei metodi proposti presuppongono che il consumatore sostenga un costo per informarsi sul premio o sulle modalità per ottenerlo. Spetta ai giudici nazionali valutare le informazioni fornite ai consumatori alla luce dei considerando 18 e 19 della direttiva 2005/29, nonché dell’art. 5, paragrafo 2, lettera b), della stessa, tenendo cioè conto della chiarezza e della comprensibilità di tali informazioni da parte del pubblico al quale la pratica è diretta”.

Leggi la Sentenza

Patti di non concorrenza alla cessione dei diritti dell’artista?

autore:

Roberta Avarello

La Corte di Appello di Milano ha di recente confermato, con sentenza depositata lo scorso 20 settembre 2012, la decisione di primo grado emanata dal Tribunale di Milano in data 8 maggio 2008 nella controversia insorta tra la CDG East West S.r.l. (incorporata successivamente dalla Warner Music Italia S.r.l.), l’artista Giuseppe Daniele (in arte “Pino”) e la Demomusic International s.r.l..

Nel 1994, la Warner aveva stipulato con la Demomusic due diversi contratti, sottoscritti anche da Pino Daniele: un contratto discografico diretto a disciplinare la registrazione di vecchie e nuove canzoni da parte di Daniele stesso ed una cessione, della Demomusic in favore della Warner, di alcune registrazioni fonografiche riguardanti il repertorio passato dell’artista (c.d. back catalogue).

Il secondo dei predetti contratti conteneva, peraltro, una clausola che imponeva all’artista l’obbligo di non registrare le opere incise nelle registrazioni oggetto di tale accordo nei 10 anni successivi alla scadenza dello stesso.

Nel corso dei detti 10 anni, tuttavia, Pino Daniele realizzava un supporto fonografico, distribuito da Sony-BMG, contenente alcuni brani tra quelli oggetto di cessione da parte della Demomusic in favore della Warner.

L’attrice Warner, pertanto, contestava alle convenute la violazione del predetto patto ed il Tribunale, accogliendo la domanda, condannava le stesse al risarcimento legato all’ inadempimento contrattuale.

Le parti soccombenti in primo grado proponevano, quindi, appello al fine di ottenere la riforma di siffatta pronuncia, che veniva confermata, tuttavia, anche dal Giudice di secondo grado.

I Giudici d’Appello di Milano, infatti, nel confermare la sentenza di primo grado, hanno ritenuto, ancora una volta, infondata l’ eccezione avente ad oggetto la presunta nullità della clausola sopra descritta, per assenza di corrispettivo del relativo obbligo e per il mancato rispetto dei limiti legali previsti in tema di restrizioni alla concorrenza.

I Giudici del gravame hanno, invero, superato siffatta eccezione, ritenendo che il divieto in questione non può essere considerato alla stregua di patto di non concorrenza, trattandosi, in sostanza, di obbligo di astensione assunto per oggetti limitati e per tempi determinati, obbligo che lascia ampi spazi all’attività professionale dell’artista e che si presenta, semmai, come ancillare alla cessione dei diritti del produttore fonografico e dell’artista interprete-esecutore e funzionale al loro migliore sfruttamento economico.

Corte d’Appello Milano.pdf


Commento

La pronuncia in commento esclude, dunque, che le clausole aventi ad oggetto un obbligo di astensione, per un determinato periodo di tempo dalla scadenza di un contratto discografico, dalla nuova registrazione di opere già incise in esecuzione del contratto medesimo, possano considerarsi riconducibili al patto di non concorrenza di cui agli artt. 2596 e 2125 del codice civile, in quanto dette clausole contengono, piuttosto, obblighi meramente ancillari alle cessioni di diritti oggetto dell’accordo intervenuto tra le parti.

Ebbene, non può negarsi che il principio affermato dalla Corte di Appello di Milano produrrà, laddove lo stesso dovesse essere confermato anche dalla Suprema Corte, non pochi cambiamenti sul piano della prassi contrattuale.

Fino ad oggi, invero, le clausole in questione, contrattualmente previste, come noto, a tutela del produttore di fonogrammi ai fini di un migliore sfruttamento economico delle registrazioni prodotte in esecuzione di determinati contratti discografici, venivano predisposte in considerazione dei limiti imposti dalla legge ai patti di non concorrenza.

In particolare, dal combinato disposto degli artt. 2596 c.c., il quale detta i limiti contrattuali della concorrenza, e 2125 c.c., che regolamenta, invece, il patto di non concorrenza nell’ambito di un rapporto di lavoro, si desume che: (i) il patto che limita la concorrenza per il tempo successivo alla cessazione del contratto deve essere provato per iscritto; (ii) esso è valido se circoscritto ad una determinata zona o ad una determinata attività e se è pattuito un corrispettivo; (iii) il patto di non concorrenza non può eccedere la durata di cinque anni e se detta durata non è determinata o è stabilita per un periodo superiore a cinque anni, il patto è valido per la durata di un quinquennio.

Laddove dovesse darsi seguito al principio affermato dalla sentenza qui esaminata, viene da sé che la predisposizione di siffatte clausole contrattuali risulterebbe più agevole e vantaggiosa per i produttori di fonogrammi. Basti pensare alla concreta possibilità, per questi, di obbligare gli artisti ad astenersi da una qualsivoglia nuova registrazione di opere musicali già registrate per un periodo di tempo ben superiore rispetto a quello di cinque anni e/o senza alcun limite territoriale.

Ora, vero è che la prassi contrattuale in ambito discografico potrebbe trarre da siffatto orientamento giurisprudenziale un qualche vantaggio in termini di maggiore libertà delle parti nel regolare l’assetto dei reciproci interessi, ma altrettanto vero è che un patto che si sostanzia nel divieto di porre in essere una determinata attività alla scadenza di un contratto pare davvero non potersi ricondurre che al patto di non concorrenza ai sensi delle richiamate norme del codice civile.

Pur rispettando la pronuncia della Corte di Appello di Milano, pertanto, esprimiamo qualche riserva sul contenuto della stessa.

(R.A.)

Tribunale di New York: via libera alla digitalizzazione dei libri

autore:

Roberta Avarello

Lo scorso 10 ottobre 2012, il Tribunale newyorkese ha deciso l’aspra controversia instaurata dall’Author’s Guild, organizzazione no profit che tutela gli interessi degli autori statunitensi, al fine di ottenere il blocco della collaborazione iniziata tra alcuni atenei americani e Google, in ordine alla massiva digitalizzazione di opere, nel quadro del generale progetto di digitalizzazione denominato “Google Book-Scanning”.

Detta collaborazione, avente ad oggetto uno scambio di contenuti, avrebbe consentito a Google di digitalizzare i volumi universitari ed agli atenei di detenere le copie elettroniche dei libri.

La Author’s Guild ha instaurato detto procedimento, in particolare, nei confronti della HathiTrust, organizzazione cui era stato demandato il compito di archiviare i libri digitalizzati per conto dell’Università del Michigan.

L’organizzazione convenuta in giudizio, aveva digitalizzato ben 10 milioni di opere, di cui il 73% protette da copyright.

Nonostante il sindacato degli autori abbia contestato all’HathiTrust di aver posto in essere un’operazione non autorizzata e rischiosa, atteso che, una volta entrate nel sistema Google Books, le opere protette oggetto di digitalizzazione non sarebbero più state soggette al controllo dalle università, il Giudice di New York ha respinto le domande attrici.

Ad avviso del Giudicante, infatti, il progetto di digitalizzazione non violerebbe affatto le norme sul copyright e rientrerebbe negli usi legittimi delle opere e, in particolare, nel c.d. “fair use”.

Detto principio, contemplato dal “Copyright Act” (legge statunitense sul copyright), rende disponibili al pubblico le opere protette da copyright, a condizione che il loro utilizzo serva a promuovere il progresso della scienza e delle arti.

Ebbene, il Tribunale newyorkese ha osservato che l’iniziativa di HathiTrust sarebbe perfettamente legale, dal momento che l’organizzazione offre l’accesso ai suoi servizi solo a determinate condizioni.

La concessione che gli atenei, o con specifico riferimento al caso di specie, la HathiTrust, fa a Google Books è infatti vincolata a determinati requisiti, tra cui, in primis, l’autorizzazione dell’avente diritto.

Tribunale di NY.pdf



Commento

Sebbene la guerra legale tra Google e gli autori delle opere protette da copyright sia destinata a continuare, è evidente come la pronuncia in esame segni un importante punto a favore del menzionato generale progetto di digitalizzazione denominato “Google Book-Scanning”.

Il colosso di Mountain View ha vinto, dunque, un’altra importante battaglia dopo l’accordo, siglato dopo sette anni difficilissimi di citazioni in giudizio e accuse di violazioni di copyright, raggiunto sulla questione della digitalizzazione dei libri all’interno del Google Library Project, con l’Association of American Publishers (associazione degli editori americani), in base al quale gli editori potranno scegliere quali libri possono essere inclusi nella biblioteca digitale e quali rimuovere.

Ci pare interessante segnalare, da ultimo, come la decisione in commento sia stata notevolmente influenzata dall’Ada (Americans with Disabilities Act), una legge a tutela dei diritti civili dei disabili, entrata in vigore nel 1990.

E’ stato, infatti, acclarato che, nel rispetto dei contenuti di questa norma, la disponibilità delle opere elettroniche faciliterebbe la consultazione ai portatori di handicap.

(R.A.)

Tribunale delle imprese – al via dal 20 settembre 2012

autore:

Francesca Florio

Il 20 settembre 2012 ha debuttato il Tribunale delle imprese, introdotto dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27.
Con l’istituzione del predetto Tribunale, le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale sono state ribattezzate “sezioni specializzate in materia d’impresa” e saranno destinatarie di procedimenti aventi ad oggetto controversie:
(i) di cui all'articolo 134 del D.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni, ovvero controversie in materia di proprietà industriale;
(ii) in materia di diritto d'autore;
(iii) di cui all'art. 33, comma 2, della L. 10 ottobre 1990, n. 287, ovvero controversie in materia di intese, abuso di posizione dominante ed operazioni di concentrazione;
(iv) relative alla violazione della normativa antitrust dell'Unione europea;
(v)  riguardanti le società per azioni, le società in accomandita per azioni, e le società a responsabilità limitata, le imprese cooperative e mutue assicuratrici le società europee di cui al Regolamento CE n. 2157/2001, le società cooperative europee di cui al Regolamento (CE) n. 1435/2003, nonché le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle società costituite all'estero, ovvero le società che rispetto alle stesse esercitano o sono sottoposte a direzione e coordinamento.
 Per quanto riguarda la competenza territoriale, le sezioni specializzate in materia di impresa sono state istituite presso i tribunali e le corti d'appello aventi sede nel capoluogo di ogni regione, con eccezione di Lombardia e Sicilia (in cui sono presenti due sedi) e della Valle D'Aosta (in cui non sono presenti sedi, poiché la competenza spetta a Torino).
Di seguito, il nuovo testo del Decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168:
Decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168, testo coordinato con DL 24.1.2012 n.1 (conv.con modifiche con L.24.3.2012 n. 27)
Art. 1. Istituzione delle sezioni specializzate in materia di impresa 1. Sono istituite presso i tribunali e le corti d'appello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia sezioni specializzate in materia di impresa senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato né incrementi di dotazioni organiche(. 1-bis. Sono altresì istituite sezioni specializzate in materia di impresa presso i tribunali e le corti d'appello aventi sede nel capoluogo di ogni regione, ove non esistenti nelle città di cui al comma 1. Per il territorio compreso nella regione Valle d'Aosta/Vallè d'Aoste sono competenti le sezioni specializzate presso il tribunale e la corte d'appello di Torino. È altresì istituita la sezione specializzata in materia di impresa presso il tribunale e la corte d'appello di Brescia.
Art. 2. Composizione delle sezioni e degli organi giudicanti. 1. I giudici che compongono le sezioni specializzate sono scelti tra i magistrati dotati di specifiche competenze; 2. Ai giudici delle sezioni specializzate può essere assegnata, rispettivamente dal Presidente del tribunale o della corte d'appello, anche la trattazione di processi diversi, purché ciò non comporti ritardo nella trattazione e decisione dei giudizi in materia di impresa.
Art. 3 Competenza per materia delle sezioni specializzate. 1. Le sezioni specializzate sono competenti in materia di: a) controversie di cui all'articolo 134 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni; b) controversie in materia di diritto d'autore; c) controversie di cui all'articolo 33, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287; d) controversie relative alla violazione della normativa antitrust dell'Unione europea. 2. Le sezioni specializzate sono altresì competenti, relativamente alle società di cui al libro V, titolo V, capi V, VI e VII, e titolo VI, del codice civile, alle società di cui al regolamento (CE) n. 2157/2001 del Consiglio, dell'8 ottobre 2001, e di cui al regolamento (CE) n. 1435/2003 del Consiglio, del 22 luglio 2003, nonché alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle società costituite all'estero, ovvero alle società che rispetto alle stesse esercitano o sono sottoposte a direzione e coordinamento, per le cause e i procedimenti: a) relativi a rapporti societari ivi compresi quelli concernenti l'accertamento, la costituzione, la modificazione o l'estinzione di un rapporto societario, le azioni di responsabilità da chiunque promosse contro i componenti degli organi amministrativi o di controllo, il liquidatore, il direttore generale ovvero il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché contro il soggetto incaricato della revisione contabile per i danni derivanti da propri inadempimenti o da fatti illeciti commessi nei confronti della società che ha conferito l'incarico e nei confronti dei terzi danneggiati, le opposizioni di cui agli articoli 2445, terzo comma, 2482, secondo comma, 2447-quater, secondo comma, 2487-ter, secondo comma, 2503, secondo comma, 2503-bis, primo comma, e 2506-ter del codice civile; b) relativi al trasferimento delle partecipazioni sociali o ad ogni altro negozio avente ad oggetto le partecipazioni sociali o i diritti inerenti; c) in materia di patti parasociali, anche diversi da quelli regolati dall'articolo 2341-bis del codice civile; d) aventi ad oggetto azioni di responsabilità promosse dai creditori delle società controllate contro le società che le controllano; e) relativi a rapporti di cui all'articolo 2359, primo comma, numero 3), all'articolo 2497-septies e all'articolo 2545-septies del codice civile; f) relativi a contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria dei quali sia parte una delle società di cui al presente comma, ovvero quando una delle stesse partecipa al consorzio o al raggruppamento temporaneo cui i contratti siano stati affidati, ove comunque sussista la giurisdizione del giudice ordinario. 3. Le sezioni specializzate sono altresì competenti per le cause e i procedimenti che presentano ragioni di connessione con quelli di cui ai commi 1 e 2";
Art. 4 Competenza territoriale delle sezioni 1. Le controversie di cui all'articolo 3 che, secondo gli ordinari criteri di ripartizione della competenza territoriale e nel rispetto delle normative speciali che le disciplinano, dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari compresi nel territorio della regione sono assegnate alla sezione specializzata avente sede nel capoluogo di regione individuato ai sensi dell'articolo 1. Alle sezioni specializzate istituite presso i tribunali e le corti d'appello non aventi sede nei capoluoghi di regione sono assegnate le controversie che dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari compresi nei rispettivi distretti di corte d'appello.
Art. 5.Competenze del Presidente della sezione specializzata. 1. Nelle materie di cui all'articolo 3, le competenze riservate dalla legge al Presidente del tribunale e al Presidente della corte d'appello spettano al Presidente delle rispettive sezioni specializzate.

Illecito sfruttamento dei diritti di diffusione televisiva

autore:

Roberta Avarello

Il Tribunale di Padova, nel definire una controversia avente ad oggetto l’illecito sfruttamento televisivo di un’opera cinematografica, ha di recente confermato, con sentenza depositata lo scorso 23 novembre 2012, il significativo principio, già affermato dalla Suprema Corte, secondo cui, in tema di diritto d’autore, la violazione di un diritto di esclusiva integra di per sé la prova dell’esistenza del danno.
Con precipuo riferimento alla fattispecie oggetto di causa, il Tribunale di Padova ha osservato, invero, che, in caso di illecito sfruttamento dei diritti di diffusione televisiva di un filmato, l’esistenza del danno deve essere considerata in re ipsa.
Sul punto, il Giudice di Padova ha precisato che l’illecita diffusione televisiva di un’opera priva il soggetto titolare dei diritti sull’opera medesima dell’utile che esso avrebbe potuto trarre dalla relativa diffusione diretta o dalla concessione, dietro corrispettivo, del diritto di diffonderla, specificando che, in assenza della prova di specifiche voci di danno patrimoniale, il pregiudizio discendente dall’illecito sfruttamento dei diritti di diffusione televisiva può essere liquidato in via equitativa.
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Commento
Nel sostenere che la violazione di un diritto di esclusiva integra di per sé la prova dell’esistenza del danno, la sentenza appena richiamata ha confermato, come detto, un principio già espresso dalla giurisprudenza della Suprema Corte, sul quale, tuttavia, occorre soffermarsi ancora, attesa l’importanza delle relative conseguenze processuali in tema di contenziosi in materia di diritto d’autore.
Conformemente al principio espresso dalla pronuncia in commento, infatti, il titolare dei diritti patrimoniali di un’opera, che ne lamenti l’avvenuta violazione da parte di un terzo, ben può considerarsi svincolato dall’onere probatorio gravante sul medesimo ai sensi dell’art. 2697 c.c. Si assiste, in altri termini, alla totale disapplicazione del generale principio dell’onere della prova contemplato all’art. 2697 c.c., che prevede, al primo comma, che “chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”.
Ebbene, non può di certo negarsi come la pronuncia in esame, così come quelle che l’hanno preceduta, superando, in qualche modo, la questione relativa alla prova del danno lamentato dal soggetto interessato alla tutela dei propri diritti, abbia il merito di alleggerire il giudizio avente ad oggetto la violazione di un diritto di esclusiva sotto il profilo istruttorio, restando aperta la sola questione relativa alla quantificazione del danno medesimo che, tuttavia, come detto, può essere liquidato in via equitativa.
(R.A.)

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