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Follow-up La geolocalizzazione come misura di contrasto al Covid-19

Luca Egitto - avatar Luca Egitto - 30-03-2020 - Privacy & Data Protection

di Luca Egitto e Ilaria Olivari In data 25.03.2020 il Garante ha espresso la propria opinione in merito all’utilizzo di app per il tracciamento delle persone. La premessa è stata, ancora una volta, che il diritto alla protezione dei dati personali, anche nella sua “declinazione digitale”, soggiace ad importanti limitazioni e si equilibra necessariamente c...

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COVID 19: Stato e regioni al nuovo riparto di competenze Primi commenti al d.l. …

Lorenzo Lamberti - avatar Lorenzo Lamberti - 27-03-2020 - Enti Pubblici & Appalti

Con il decreto legge n. 19/2020 entrato in vigore oggi, 26 marzo 2020, il Governo ha provveduto al riassetto delle competenze e dei poteri in materia di adozione delle misure di contrasto alla diffusione del virus COVID 19, in parziale novella del precedente riparto di cui all’art. 3 del d.l. n. 6/2020. Il decreto contiene delle conferme, ma anche delle sig...

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Il Decreto Legge 25 marzo 2020 n. 19 fa chiarezza sulle conseguenze in caso di v…

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 26-03-2020 - Criminal Law

Nel corso del Consiglio dei Ministri del 24 marzo 2020, il Governo ha approvato un ulteriore Decreto Legge che introduce nuove misure urgenti per contenere l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il Decreto Legge è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 25 marzo 2020e, all’art. 4, stabilisce quali sono le conseguenze per la violazione delle disposizi...

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Coronavirus, e-commerce e social media: AGCM in campo a tutela dei consumatori

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 25-03-2020 - TMT - Media Entertainment

Con lo scoppio dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e l’applicazione di severe misure di quarantena, le vendite online hanno visto in Italia – a febbraio – un incremento dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un tasso di crescita probabilmente destinato ad aumentare per il mese di marzo quando il lockdown è diventato pressoché totale. ...

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Italian Company law changes to adapt to Coronavirus outbreak

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 24-03-2020 - Corporate M&A

Art. 106 of the so-called ‘Cura Italia’ Law Decree dated March 17, 2020, introduced some important innovations for corporate law in order to support companies corporate activities during the Coronavirus outbreak.   1. Term for approval of the financial Statements In particular, by way of derogation to Articles 2364, second paragraph, and 2478-bis, of the...

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R&P Legal partner di “Musica che Unisce”, maratona televisiva di cantanti, …

La Redazione - avatar La Redazione - 24-03-2020 - News

Il team entertainment di R&P Legal guidato da Pierluigi De Palma è partner di “Musica che Unisce”, progetto charity creato da Marta Donà in collaborazione con Rai.  Musica che Unisce vedrà cantanti, artisti e sportivi di ogni generazione impegnati in una maratona benefica che sarà trasmessa da Rai Uno in prima serata ed in simultanea da Rai Radio Due e t...

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Come comportarsi se si è genitori separati o divorziati ai tempi del coronavirus

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 23-03-2020 - Famiglia e Successioni

I provvedimenti emessi in sede di separazione, divorzio e affidamento dei figli per coppie non sposate prevedono in quali i giorni i figli trascorrono il loro tempo con la madre e con il padre. L’attuale situazione di emergenza creata dalla diffusione del COVID-19 ha suscitato molti interrogativi tra i genitori che non sanno come comportarsi...

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Cassazione: il fondo patrimoniale può formare anche Equitalia

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 23-03-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Buone notizie per chi ha adottato la soluzione del fondo patrimoniale familiare per proteggere alcuni beni patrimoniali dedicandoli al fabbisogno familiare. La Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanza n. 5369 del 27 febbraio 2020, ha sancito come Equitalia non possa iscrivere ipoteca sui beni del fondo patrimoni...

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Misure anti Coronavirus: detrazione al 30% per erogazioni liberali

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 23-03-2020 - Tax

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 approvato dal Governo, il Decreto "Cura Italia" all'art. 66, introduce una detrazione fiscale e ampia la deducibilità fiscale delle erogazioni liberali in favore di Stato, Regioni enti locali altri enti pubblici e associazioni e fondazioni private senza fini di lucro finalizz...

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Il Decreto-Legge “Cura Italia” e il Codice dei contratti pubblici

La Redazione - avatar La Redazione - 23-03-2020 - News

Il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, c.d. “Cura Italia”, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, presenta numerose disposizioni di interesse in relazione alla disciplina del Codice dei contratti pubblici. In estrema sinte...

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La geolocalizzazione come misura di contrasto al Covid-19

Luca Egitto - avatar Luca Egitto - 23-03-2020 - Privacy & Data Protection

di Luca Egitto e Ilaria Olivari L’utilizzo del servizio di geolocalizzazione per la finalità di contrasto alla diffusione del COVID-19 è possibile, a condizione che costituisca una misura necessaria, appropriata e proporzionata e che sia accompagnata da idonee misure di salvaguardia, in ottemperanza ai requisiti imposti dal GDPR e senza incorrerre in valuta...

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DECRETO CURA ITALIA – NOVITA’ ANCHE PER IL NON PROFIT

Giuseppe Taffari - avatar Giuseppe Taffari - 20-03-2020 - Charities & Social Enterprises

Il Decreto “Cura Italia” prevede delle interessanti novità anche per gli enti non profit. Da segnalare, innanzi tutto, la proroga del termine per l’approvazione delle modifiche statutarie da parte di Onlus, OdV, Aps ed imprese sociali, previsto per il 30 giugno 2020 ed ora ulteriormente prorogato al 31 ottobre 2020. Allo stesso modo, Onlus OdV e Aps, qualo...

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DUE DILIGENCE ESG SULLA SUPPLY CHAIN – PASSI AVANTI VERSO UN OBBLIGO COMUNITARIO

Emiliano Giovine - avatar Emiliano Giovine - 20-03-2020 - Charities & Social Enterprises

La Commissione Europea ha pubblicato un importante report intitolato “Study on due diligence requirements through the supply chain” da cui emerge un significativo sforzo comunitario per l’identificazione, la prevenzione e la mitigazione degli impatti negativi prodotti dall’impresa. Partendo da sondaggi, interviste e case studies, lo studio analizza numerose...

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AGCM e influencer marketing: l’importanza delle linee guida aziendali e le respo…

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 20-03-2020 - International Arbitration & Litigation

1. Introduzione Si è concluso senza sanzioni, come era già capitato nel procedimento pilota Alitalia-Ferretti, il procedimento avviato dall’AGCM nei confronti di Barilla e numerosi micro-influencer per violazione degli obblighi di trasparenza pubblicitaria. Nel provvedimento adottato il 16/03/2020, l’AGCM è tornata a trattare l’influencer marketing (defin...

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Novità per il diritto societario previste dal decreto Cura Italia

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 19-03-2020 - Corporate M&A

Con il Decreto Legge “Cura Italia” del 17 marzo 2020, all’art. Art. 106 sono introdotte alcune rilevanti novità in tema di diritto societario. In particolare, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo comma, e 2478-bis, del codice civile o alle diverse disposizioni statutarie, l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio è convocata e...

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Risarcimento multimilionario per la violazione dei diritti morali degli street a…

Fabio Marino - avatar Fabio Marino - 19-03-2020 - Intellectual Property

Nel 2002 Gerald Wolkoff, proprietario di una serie di magazzini fatiscenti nel Queens, ne affida la gestione al noto street artist Jonathan Cohen, in arte Meres, per realizzare e curare uno spazio artistico. In breve tempo il complesso industriale, noto come 5Pointz, diventa un polo artistico e culturale per la pittura aerografica di rilevanza internazionale...

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Chiarite le differenze tra locazione e affitto di azienda per i negozi all’inter…

Matteo Visigalli - avatar Matteo Visigalli - 18-03-2020 - Contratti d'Impresa

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 3888 del 17 febbraio 2020, ha individuato i criteri che distinguono la fattispecie della locazione da quella dell’affitto di azienda, tema rilevante soprattutto nel caso di unità immobiliari all’interno dei centri commerciali. Secondo la Cassazione, anzitutto, il rilievo che le parti abbiano concordemente definito il ...

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WEBINAR “L’IMPATTO DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS SUI CONTRATTI: CONSEGUENZE E RIMED…

La Redazione - avatar La Redazione - 17-03-2020 - News

Il giorno giovedì 19 marzo alle ore 9.15, l'avvocato Claudio Perrella interverrà al webinar "l'impatto dell'emergenza coronavirus sui contratti: conseguenze e rimedi".Il webinar sarà presentato da ANRA (Associazione Nazionale Risk Manager). Di seguito il link del sito internet per iscriversi: link

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Rischi penali in caso di violazioni dei DPCM in materia prevenzione del coronavi…

Piero Magri - avatar Piero Magri - 16-03-2020 - Criminal Law

Come noto, in base al DPCM 8.3.2020 l’allontanamento dalla propria abitazione è previsto solo per comprovati esigenze lavorative, di salute e di necessità. La violazione del divieto come di altri eventualmente previsti in prossimi provvedimenti in materia di prevenzione del contagio comporta la configurabilità del reato previsto dall’art. 650 c.p. (Inosser...

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Coronavirus: responsabilità penale del datore di lavoro e della società in caso …

Piero Magri - avatar Piero Magri - 16-03-2020 - Criminal Law

In caso di contagio da COVID-19 (“Coronavirus”) di un dipendente di una società vi è una astratta possibilità per il datore di lavoro della società di incorrere nella responsabilità penale per i reati di lesioni personali gravi/gravissime (art. 590 c.p.) o di omicidio colposo (589 c.p.) - aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistiche - qualora no...

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La Commissione Europea lancia una call per start-up e PMI per soluzioni in tema …

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 16-03-2020 - Startup

Con un fondo da 164 mln di Euro, la Commissione Europea ricerca PMI e startup che offrano tecnologie e soluzioni innovative che possano aiutare nel trattamento, test, monitoraggio o qualsiasi altro aspetto connesso alla pandemia di Coronavirus.  La call ha termine mercoledì 18 marzo...

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Assemblee telematiche in assenza di previsioni statutarie ad hoc

Giulia Pairona - avatar Giulia Pairona - 15-03-2020 - Corporate M&A

Con Massima “emergenziale” n. 187 del 11 marzo 2020 il Consiglio notarile di Milano ha provveduto a fornire precisazioni in tema di partecipazione in assemblea  mediante mezzi di telecomunicazione. L’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione – ove consentito dallo statuto ai sensi dell’art. 2370, comma 4, c.c., o comunque ammesso dalla vig...

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European Court of Justice, flightright vs Iberia case

Maurizio Corain - avatar Maurizio Corain - 15-03-2020 - Navigazione e Trasporti

The judgement concerns the interpretation of Regulation (EU) No 1215/2012 on jurisdiction and the recognition and enforcement of judgments in civil and commercial matters. Section 2 of Chapter II of Regulation No 1215/2012, entitled “Special jurisdiction”, contains Article 7(1) thereof, which provides: “A person domiciled in a Member State may be sued in a...

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Il carrozziere deve convenire in giudizio anche il proprietario del veicolo resp…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 11-03-2020 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6406 del 6 marzo 2020, ha stabilito che il carrozziere, cessionario del credito, che ripara il veicolo danneggiato, non può convenire in giudizio solo l’assicurazione del danneggiante ma anche il proprietario o comunque il conducente. Secondo la Suprema Corte, in materia di assicurazione obbligatoria della responsa...

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Donazione di quote societarie: esenzione anche nel caso di trasferimento della n…

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 11-03-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Con la risposta all’interpello n. 38 del 7 febbraio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti sull’esenzione dall’imposta sulle donazioni per i trasferimenti di quote societarie ai discendenti (tra cui i figli) ed al coniuge. In particolare è stato chiarito come la donazione della nuda proprietà...

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Crisi d’impresa, un codice da decifrare

La Redazione - avatar La Redazione - 06-03-2020 - News

Il 19 Maggio a partire dalle ore 14.00 alle 18.00 presso l‘Hotel NH Venezia Laguna Palace a Mestre si terrà l’evento: “Crisi d’impresa, un Codice da decifrare” organizzato da ANRA e Insurance Skills Jam in collaborazione con Chubb, Lercari e R&P Legal.

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La pensione di reversibilità viene divisa tra ex coniuge e coniuge superstite

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 06-03-2020 - Famiglia e Successioni

La Corte di Cassazione ha recentemente emesso due ordinanze in tema di assegno di reversibilità. La prima ordinanza, n. 5268 del 27.2.2020, nasce dal caso al vaglio della Corte d'appello di Lecce, che stabiliva nella misura del 35% la quota della pensione di reversibilità spettante alla ex moglie, in qualità di coniuge divorziata del defunto, attribuendo al...

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Coronavirus: obblighi del datore per tutelare i lavoratori a contatto con il pub…

Roberto Testa - avatar Roberto Testa - 05-03-2020 - Lavoro e Relazioni Industriali

Il Ministero della salute, fornendo una serie di indicazioni per affrontare la nuova epidemia da coronavirus, precisa che il datore deve adottare le misure di tutela dei lavoratori a contatto con il pubblico. Fonte: Ministero della Salute- Circolare 3 febbraio 2020, n. 3190 L’importante Circolare 3 febbraio 2020, n.3190 del Ministero della Salute, fornisce...

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Esenzione anche in caso di trasferimento delle partecipazioni a discendenze dive…

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 04-03-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Particolarmente interessante la recente risposta dell’Agenzia delle Entrate ad un’istanza di interpello (risposta n. 37 del 7 febbraio 2020) che affronta la situazione di una holding, costituita nella forma di S.p.A., detenuta da tre fratelli che vogliono realizzare il passaggio generazionale a favore dei propri dis...

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Pubblicato il report italiano “Business & Human Rights 2020”, a cura di R…

La Redazione - avatar La Redazione - 03-03-2020 - Charities & Social Enterprises

R&P Legal consolida il proprio coinvolgimento in tema di impresa e diritti umani in ambito globale contribuendo, per la parte relativa alla giurisdizione italiana, al report “Business & Human Rights 2020”, pubblicato da Lexology, curato da Roberto Randazzo - membro della International Bar Association (IBA) Business & Human Rights Committee -, Emi...

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Coronavirus: il Garante Privacy vieta la raccolta di dati sanitari da parte dell…

Chiara Agostini - avatar Chiara Agostini - 03-03-2020 - Privacy & Data Protection

No iniziative “fai da te” nella raccolta dei dati personali. Il divieto del Garante Privacy Il Garante Privacy ha espresso il proprio orientamento contrario in merito alla possibilità da parte di datori di lavoro pubblici e privati di:

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Trattamento delle assenze e smartworking all’epoca del Coronavirus

Piergiorgio Bonacossa - avatar Piergiorgio Bonacossa - 27-02-2020 - Lavoro e Relazioni Industriali

Le assenze Il trattamento economico e normativo delle assenze determinate dall’incidenza epidemiologica varia a seconda dei motivi che le accompagnano. Possiamo distinguere diverse categorie: (i) assenza determinata da provvedimento di contenimento da parte dell’Autorità (residenza del lavoratore o dell’azienda nella “zona rossa”); (ii) assenza determinata...

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La valutazione dell'impatto come criterio premiale negli appalti pubblici

Roberto Randazzo - avatar Roberto Randazzo - 27-02-2020 - Charities & Social Enterprises

La strada verso una maggiore diffusione della valutazione dell’impatto sociale si amplia grazie al Decreto Fiscale 2020 (D.L. 124/2019) che introduce due emendamenti alla disciplina del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016). Si tratta di una novità interessante che deve essere analizzata non solo in funzione dell’applicazione in concreto della norma...

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La Suprema Corte consolida l’orientamento 2019 sul conferimento di beni in trust

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 27-02-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 2897 del 7 febbraio 2020, ha confermato il precedente consolidato orientamento secondo il quale il conferimento di immobili in trust va a tassa fissa, stante il fatto che il trasferimento dei beni dal disponente al trustee non determina effetti traslativi. Il conferimento i...

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Marchi storici di interesse nazionale: pubblicato il decreto attuativo

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 26-02-2020 - Intellectual Property

Con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 10/01/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24/02/2020, è stato istituito il logo del “Marchio storico di interesse nazionale” e sono stati chiariti i principali requisiti per l’iscrizione di un marchio nel relativo registro speciale. La definizione di “marchi storici”, introdotta con il Decreto Cr...

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Evento I a MILANO: IL RICORSO PER CASSAZIONE IN SEDE CIVILE

La Redazione - avatar La Redazione - 24-02-2020 - News

I giorni 19 maggio 2020 e 21 maggio 2020, dalle ore 15:00 alle ore 17:00m presso lo Spazio Chiossetto in Via Chiossetto 20, Milano, ci saranno due sessioni per il seminario "Il ricorso per Cassazione in sede civile" Contenuto del corso Il seminario si propone di illustrare il ricorso per Cassazione in sede civile ed il passaggio tra il giudizio di merito e...

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Il notaio che omette di iscrivere l’ipoteca è tenuto al risarcimento del danno

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 24-02-2020 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4686 del 21 febbraio 2020, ha stabilito che il Notaio, il quale non iscrive l’ipoteca, è tenuto al risarcimento del danno, in quanto tale comportamento pregiudica la qualità di creditore del cliente. A nulla rileva il fatto che al professionista non sia stato versato l’onorario, allorquando emerge che l’ostacolo pe...

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Appalti Labour Intensive – art. 17.bis, comma 5 D.lgs 241/1997 - I chiarimenti d…

Piergiorgio Bonacossa - avatar Piergiorgio Bonacossa - 21-02-2020 - Lavoro e Relazioni Industriali

L’Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 1/E, è tornata sulla recente normativa con l’obiettivo di offrirne un quadro interpretativo esaustivo. Si ricorda, per comodità d’esposizione, che sono considerati appalti labour intensive “gli affidamenti di servizi, (i) con corrispettivo annuale superiore ad euro 200.000 (ii) aventi ad oggetto prestazioni cara...

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Al via il canale R&P Legal Impact & Sustainability su twitter e linkedin

La Redazione - avatar La Redazione - 19-02-2020 - News

R&P Legal lancia il canale R&P Legal Impact & Sustainability dando voce alla propria e consolidata esperienza nell’ambito dell’economia sociale, del Terzo settore, delle forme imprenditoriali ibride e della finanza sociale.

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Se i figli sono diventati indipendenti, al padre va restituito l’assegno versato…

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 18-02-2020 - Famiglia e Successioni

La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3659/2020, ha precisato che il padre ha diritto a vedersi restituite le somme indebitamente corrisposte all’ex moglie a titolo di contributo al mantenimento per le figlie divenute indipendenti economicamente. Nel caso in esame, era stato posto a carico del padre l’obbligo di versare il mantenimento per le figlie ch...

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Copia cache locale di un sito Web: serve l'autorizzazione?

La Corte di Giustizia dell’Unione europea con la decisione del 5 giugno scorso nella causa C-360/13 si è nuovamente occupata del rapporto tra protezione dei diritti di proprietà intellettuale e sviluppo dei servizi internet soffermandosi, in particolare, sulle attività di browsing e caching necessarie per consentire agli utenti la consultazione dei siti internet.

La domanda di pronuncia pregiudiziale è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Public Relations Consultants Association Ltd (in prosieguo: la «PRCA») e la Newspaper Licensing Agency Ltd e a. (in prosieguo: la «NLA») in merito all’obbligo di ottenere un’autorizzazione dei titolari di diritti d’autore per la consultazione di siti Internet che comporta la realizzazione di copie di tali siti sullo schermo del computer dell’utente e nella «cache» internet del disco fisso di tale computer.

La Corte Suprema del Regno Unito (Supreme Court of the United Kingdom) ha chiesto alla Corte europea se la realizzazione di tali copie, da parte dei fornitori di servizi internet interessati, costituisca o meno un’attività per la quale è richiesto il consenso dei titolari del diritto d’autore sui contenuti dei siti web considerati ed in particolare “se siffatte copie siano temporanee, transitorie o accessorie e costituiscano parte integrante ed essenziale del procedimento tecnologico, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 2001/29/CE

La norma richiamata dalla Corte Suprema dispone, al comma 1, che: “Sono esentati dal diritto di riproduzione di cui all’articolo 2 gli atti di riproduzione temporanea di cui all’articolo 2 privi di rilievo economico proprio che sono transitori o accessori, e parte integrante e essenziale di un procedimento tecnologico, eseguiti all’unico scopo di consentire: a) la trasmissione in rete tra terzi con l’intervento di un intermediario o b) un utilizzo legittimo di un’opera o di altri materiali”, mentre al comma 5 che: “Le eccezioni e limitazioni di cui ai paragrafi 1, 2, 3 e 4 sono applicate esclusivamente in determinati casi speciali che non siano in contrasto con lo sfruttamento normale dell’opera o degli altri materiali e non arrechino ingiustificato pregiudizio agli interessi legittimi del titolare”.

La Corte è stata chiamata, dunque, a verificare se le copie generate attraverso le attività di browsing e caching rispettino i requisiti previsti dalla norma citata e, quindi, se i fornitori di tali servizi possano avvantaggiarsi dell’eccezione espressamente prevista dalla direttiva richiamata.

La Corte esamina i requisiti che, ai sensi della norma citata, debbono essere soddisfatti affinché i fornitori di servizi internet possano fruire dell’eccezione, verificandone la sussistenza nel caso di specie.

In particolare:

(i) relativamente al primo requisito previsto dall’art. 5, paragrafo 1- individuato nel “carattere temporaneo della riproduzione”, la Corte rileva che, come verificato nell’ambito del procedimento principale, le copie sullo schermo sono cancellate allorquando l’utente esce dal sito internet consultato. Le copie cache sono, invece, di norma sovrascritte dopo un certo intervallo che dipende dalla capacità della cache nonché dal volume e dalla frequenza dell’utilizzo di internet da parte dell’utente. Da ciò discende che entrambe hanno carattere temporaneo.

(ii) circa il terzo requisito, che viene esaminato prima del secondo - ovvero il costituire una parte integrante e essenziale di un procedimento tecnologico - la Corte chiarisce come la norma in questione richieda che siano soddisfatti cumulativamente due elementi, vale a dire che, da un lato, gli atti di riproduzione siano interamente compiuti nell’ambito dell’esecuzione di un procedimento tecnologico e, dall’altro, che la realizzazione di tali atti di riproduzione sia necessaria, nel senso che il procedimento tecnologico non potrebbe funzionare correttamente ed efficacemente senza i medesimi.

In tale quadro, secondo la Corte, è emerso nell’ambito della causa principale che tanto la creazione di una copia sullo schermo del computer, quanto la creazione delle copie cache delle pagine internet debbano essere considerati atti essenziali per la consultazione di pagine internet che non sarebbe possibile senza tali tipologie di riproduzione.

(iii) con riferimento poi al secondo requisito - il carattere transitorio o accessorio dell’atto di riproduzione - la Corte ricorda come possa essere qualificato (a) “transitorio” esclusivamente un atto la cui durata sia limitata a quanto necessario per il funzionamento del procedimento tecnologico utilizzato e che, in maniera automatica, cancelli la riproduzione una volta concluso il procedimento tecnologico stesso e (b) “accessorio”, l’atto di riproduzione che non ha né un’esistenza né una finalità autonome rispetto al procedimento tecnologico di cui fa parte.  Svolte tali precisazioni, la Corte conclude come la riproduzione di una copia sullo schermo debba essere considerata transitoria, mentre le copie nella cache debbano essere qualificate come accessorie non avendo né un’esistenza né una finalità autonoma rispetto al processo tecnologico considerato.

Dopo aver, dunque, acclarato la sussistenza di tutti i requisiti richiesti dal paragrafo 1 dell’articolo 5, la Corte verifica il rispetto delle condizioni previste dall’articolo 5, paragrafo 5 della Direttiva in questione ovvero che gli atti di riproduzione considerati non siano in contrasto con lo sfruttamento normale dell’opera o e non arrechino ingiustificato pregiudizio agli interessi legittimi del titolare dei diritti.

Sul punto la Corte rileva come tali atti di riproduzione soddisfino le due condizioni richieste nella misura in cui il creatore di un sito web, almeno in linea di principio, ha ottenuto le autorizzazioni da parte dei titolari dei diritti prima di mettere online materiali protetti.

Al termine dell’elaborato percorso argomentativo sopra descritto, la Corte di Giustizia dell’Unione europea ha quindi risposto che:

L’articolo 5 della direttiva 2001/29 dev’essere interpretato nel senso che le copie sullo schermo del computer dell’utente e le copie nella «cache» del disco fisso di tale computer, realizzate da un utente finale durante la consultazione di un sito Internet, soddisfano i requisiti in base ai quali tali copie devono essere temporanee, transitorie o accessorie e costituire una parte integrante ed essenziale di un procedimento tecnologico, nonché i requisiti stabiliti all’articolo 5, paragrafo 5, di tale direttiva, e possono pertanto essere realizzate senza l’autorizzazione dei titolari di diritti d’autore”.

Disciplina contrassegno supporti SIAE

autore:

Francesca Florio

Il Consiglio di Stato, con sentenza del 2 febbraio 2012, ha deciso sull’impugnazione proposta dalla società Edizioni Master S.p.A. contro la sentenza del TAR Lazio n. 11590/2009, con la quale quest’ultimo aveva respinto il ricorso presentato dalla predetta società avverso il DPCM n. 31 del 23  febbraio 2009, che aveva disposto la reintroduzione dell’obbligo di apposizione del “bollino” SIAE, dichiarato illegittimo dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea con la sentenza dell’8 novembre 2007. In particolare, il Consiglio di Stato, sebbene confermando la validità del predetto DPCM nel suo complesso, ha dichiarato illegittimo l’art. 6, comma 8, del decreto stesso, secondo il quale “sono fatti salvi in ogni caso gli atti e i rapporti intervenuti tra la Siae ed i soggetti indicati dall’art. 181bis della legge 22 aprile 1941 n. 633, a seguito dell’entrata in vigore della legge 18 agosto 2000”. A tal proposito, il Consiglio di Stato si è limitato a rilevare che i provvedimenti amministrativi (tra cui rientra anche il DPCM) non possono avere carattere retroattivo e, conseguentemente, disciplinare i rapporti patrimoniali pregressi, la cui definizione spetta al Giudice.
Consiglio di Stato 2 febbraio 2012.pdf

Commento
La sentenza in oggetto stabilisce l’illegittimità dei contrassegni SIAE acquistati ed apposti su supporti nel periodo anteriore al mese di febbraio 2009. Il testo alquanto essenziale della predetta sentenza comporta, però, due dubbi interpretativi. Il primo riguarda la tipologia di supporti interessati: potrebbe, infatti, essere sostenuto che la disposizione del DPCM dichiarata illegittima è, invero, inserita in un articolo avente ad oggetto la disciplina della cd. “dichiarazione identificativa sostitutiva del contrassegno”, di cui godono esclusivamente i programmi per elaboratore (software). Sulla base, appunto, della collocazione della norma in questione, potrebbe sembrare, prima facie, che l’illegittimità del contrassegno SIAE riguardi soltanto quei “bollini” apposti, nel periodo antecedente al mese di febbraio del 2009, sui programmi per elaboratore e non quelli utilizzati per tutte le altre tipologie di supporti previsti dall’art. 181-bis della legge 633/1941.
Secondo, invece, un’interpretazione più estensiva e, a nostro avviso, più corretta, si può verosimilmente sostenere che la predetta illegittimità coinvolga tutti i tipi di supporti, col conseguente diritto di chiedere il rimborso di tutte le somme pagate per l’acquisto dei “bollini” per il periodo temporale anteriore al mese di febbraio del 2009.
 Altra possibile questione nasce dal fatto che, secondo la SIAE le annualità potenzialmente oggetto di rimborso sono solo quelle relative al periodo temporale compreso tra l’anno 2007 ed il mese di febbraio 2009.
Secondo una diversa interpretazione, invece, ciò che si potrebbe sostenere al riguardo è la durata decennale del termine prescrizionale, durata questa prevista per l’azione di ripetizione di indebito.
Adottando tale interpretazione, si potrebbe, pertanto, richiedere la restituzione delle somme spese per l’acquisto dei contrassegni SIAE dall’anno 2002 al mese di febbraio 2009. (F.F.)

Bollettini SIAE

autore:

Roberta Avarello

Il Tribunale di Bologna, con sentenza emessa in data 28 febbraio 2012, ha stabilito che i bollettini SIAE, qualora rechino la sottoscrizione dell’autore e dell’editore, siano idonei ad integrare la prova scritta richiesta dall’art. 110 legge 22 aprile 1941 n. 633 dell’avvenuta trasmissione dei soli diritti di sfruttamento fonomeccanico e pubblica esecuzione dell’opera musicale dichiarata oggetto del mandato conferito alla SIAE, implicando essi indefettibilmente l’esistenza di un contratto di edizione.
Tribunale Bologna 28 febbraio 2012.pdf

Commento
Con la sentenza in oggetto, il Tribunale di Bologna ha affrontato un tema molto discusso in giurisprudenza ovvero la legittimità del bollettino di dichiarazione SIAE ad essere considerato quale prova della cessione dei diritti di utilizzazione economica dell’opera musicale oggetto di mandato. Ciò che rende degna di nota la predetta sentenza è l’aver specificato che il bollettino SIAE integra la prova scritta ex art. 110 Legge 22 aprile 1941 n. 633 esclusivamente della cessione dei diritti di sfruttamento fonomeccanico e di pubblica esecuzione dell’opera musicale, diritti che, come è noto, sono gestiti dalla SIAE stessa. Ne consegue che la cessione tutti gli altri diritti di utilizzazione economica (sincronizzazione e stampa) deve essere provata attraverso un atto scritto diverso dal bollettino in questione. (R.A.)

Stati membri e “prelievo per copia privata”

autore:

Roberta Avarello

Secondo la sentenza emessa dal TAR del Lazio in data 2 marzo 2012, l'equo compenso per copia privata di opere tutelate dal diritto di autore deve essere necessariamente calcolato sulla base del criterio del pregiudizio causato agli autori delle opere protette per effetto dell'introduzione dell'eccezione per copia privata. 
Il TAR ha fatto proprio, altresì, il principio secondo cui gli Stati membri possono istituire, ai fini del finanziamento dell’equo compenso, “un prelievo per copia privata” a carico non dei soggetti privati interessati, bensì di coloro che dispongono di apparecchiature, dispositivi e supporti di riproduzione digitale e che, conseguentemente, di diritto o di fatto, mettono tali apparecchia a disposizione dei soggetti privati ovvero rendono loro un servizio di riproduzione. Nell'ambito di un siffatto sistema, il versamento del canone per le copie private incombe, dunque, su tali soggetti che, tuttavia, possono ripercuotere l'importo del prelievo sul prezzo della messa a disposizione di tali apparecchiature, ovvero sul prezzo del servizio di riproduzione da essi reso. Ciò premesso, l'utente privato a favore del quale vengano messi a disposizione i predetti dispositivi deve essere considerato, in realtà, quale "debitore indiretto" dell'equo compenso. Tra l'altro, per l'assoggettamento al compenso in questione non occorre che i dispositivi vengano in concreto utilizzati per la riproduzione delle opere dell'ingegno, essendo sufficiente la loro possibile utilizzazione a tale scopo.
TAR Lazio 2 marzo 2012.pdf

Commento
La sentenza in commento rappresenta il primo punto fermo - immaginiamo di una lunga serie di future decisioni - rispetto all’interpretazione della regolamentazione relativa al pagamento dell’equo compenso per copia privata. La decisione risulta essere molto lunga ed articolata. Tra i tanti temi affrontati dai Giudici, riteniamo maggiormente degno di nota quello relativo al cd. criterio della “prevalenza”. In altri termini, il TAR, come ricordato nella massima, ha considerato irrilevante, al fine del pagamento dell’equo compenso, il fatto che un determinato apparecchio abbia oggettivamente un uso principale diverso da quello di riproduzione di contenuti protetti. Auspichiamo che questo punto possa essere rivisto nel futuro. Se, invero, un apparecchio viene posto in commercio e viene di fatto utilizzato per usi diversi da quello che rileva ai fini del pagamento del compenso, riteniamo che sia troppo rigido il principio secondo cui anche in tal caso debba essere riconosciuto l’equo compenso per copia privata come se si trattasse di un apparecchio che, invece, per definizione, viene realizzato al principale scopo di consentire la riproduzione di contenuti protetti. (R.A.)

Tutela giuridica delle banche dati

La Corte di giustizia dell’Unione Europea, con una recentissima sentenza emessa il 1° marzo 2012, ha stabilito che l’art. 3, par. 1, della Direttiva n. 96/9/CE, relativa alla tutela giuridica delle banche di dati, deve essere interpretato nel senso che una «banca di dati», ai sensi dell'art. 1, par. 2, di tale direttiva, è protetta dal diritto d'autore previsto dalla direttiva stessa a condizione che la scelta o la disposizione dei dati in essa contenuti costituisca un'espressione originale della libertà creativa del suo autore, valutazione, questa, che spetta al giudice nazionale. Di conseguenza, l'impegno intellettuale e il know-how destinati alla creazione di detti dati, laddove non esprimano alcuna originalità, non possono, di per sè, giustificare siffatta tutela.

Clicca qui per leggere la Sentenza Corte di Giustizia UE C-604/10

Diffusione di musica all’interno di un albergo e di uno studio dentistico

autore:

Francesca Florio

La Corte di giustizia dell’Unione Europea, con due recentissime sentenze, pubblicate il 15 marzo 2012, ha stabilito, da una parte, che il gestore di un albergo, il quale mette a disposizione nelle camere dei clienti apparecchi televisivi e/o radio, cui invia un segnale di trasmissione, è tenuto al versamento di un’equa remunerazione in forza dell’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 2006/115, per la riproduzione del fonogramma, in aggiunta a quella versata dall’emittente radiofonica.
La Corte ha infatti affermato il principio secondo il quale il predetto soggetto albergatore debba considerarsi un «utente» che effettua un atto di «comunicazione al pubblico» di un fonogramma radiodiffuso, ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 2006/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale. 

Dall'altra parte, la Corte ha invece stabilito che la diffusione gratuita di fonogrammi effettuata all’interno di uno studio odontoiatrico privato non dà diritto alla percezione di un compenso in favore dei produttori fonografici.Secondo la Corte, invero, la nozione di «comunicazione al pubblico», ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 92/100, deve essere interpretata nel senso che essa non comprende la diffusione gratuita di fonogrammi effettuata all’interno di uno studio odontoiatrico privato, come quello di cui alla controversia principale, esercente attività economica di tipo libero-professionale, a beneficio della relativa clientela e da questa fruita indipendentemente da un proprio atto di volontà. Siffatta diffusione non dà pertanto diritto alla percezione di un compenso in favore dei produttori fonografici.
Clicca qui per leggere la Sentenza Corte di Giustizia UE C-162/10
Clicca qui per leggere la Sentenza Corte di Giustizia UE C-135/10
 

 

Commento
La sentenza in commento ha il pregio, al di là delle singole fattispecie esaminate, di offrire la nozione di “comunicazione al pubblico”, ai sensi dell’articolo 8, paragrafo 2, della direttiva 92/100, precisando che rientra in tale ambito esclusivamente l’uso propriamente pubblico, con esclusione dei luoghi in cui si svolge un’attività tecnico-professionale.
Esprimiamo qualche perplessità sulla soluzione offerta perché la stessa sembra essere troppo legata all’individuazione del luogo di trasmissione e dell’attività svolta all’interno dello stesso, individuazione che appare non sempre riconducibile a criteri oggettivi. (F.F.)

 

Liberalizzazione della materia relativa alla gestione dei diritti connessi al diritto d’autore

Si segnala la recente approvazione della legge di conversione del Decreto Legge liberalizzazioni, nella quale all’art. 39, comma 2 e 3, al fine di favorire la creazione di nuove imprese nel settore della tutela dei diritti degli artisti interpreti esecutori, è stata, appunto, liberalizzata l’attività di amministrazione ed intermediazione dei diritti connessi.

 

Attraverso detta norma, quindi, potranno essere costituiti nuovi organismi, in concorrenza con l’attuale “Nuova IMAIE”, che possano svolgere tale attività.
Decreto Legge 24 gennaio 2012, n.1.pdf

 

Coordinatori:
Avv. Lorenzo Attolico
Avv. Francesca Florio

L’opera cartografica come opera dell’ingegno – risarcimento del danno

autore:

Francesca Florio

Le cartine geografiche configurano opere dell’ingegno, tutelate dal diritto d’autore, in quanto rappresentano un’originale e personale rielaborazione degli elementi geografici presenti nel territorio, con la conseguenza che qualsiasi utilizzazione non preventivamente autorizzata delle stesse comporta la violazione dell’esclusiva dell’autore delle cartine geografiche medesime.
Tribunale di Torino 1 febbraio 2012.pdf

Commento
La sentenza in esame ha accolto un principio pacifico in giurisprudenza ed in dottrina, affermando che le cartine geografiche sono considerate a tutti gli effetti opere dell’ingegno, tutelate in quanto tali dalla normativa in materia di diritto d’autore ed in particolare dall’art. 2, n. 4 della L. 633/1941 e dalla Convenzione di Unione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche, all’art. 2.1. Molte sono, ad oggi, le decisioni dei Giudici italiani che hanno affermato questo principio: tra le tante, ricordiamo la sentenza del Tribunale di Milano, 30 giugno 2004, che, come il Giudice Torinese, ha stabilito che le cartine geografiche costituiscono un’originale rielaborazione degli elementi geografici presenti nel territorio, caratterizzate da un grado di creatività adeguato e, comunque, sufficiente ad ottenere tutela anche in caso di riproduzione parziale delle stesse; nonché l’ordinanza del Tribunale di Monza, 15 maggio 2000, che ha riconosciuto il carattere creativo delle opere in questione, definendo queste ultime come frutto della fantasia creativa dell’uomo, espressione della sua personalità, nella misura in cui rappresentano e modificano, alla luce di un’originale ed unica “lente” sensopercettiva, la realtà naturale, senza, quindi, presentarsi totalmente astratte dal dato materiale, ma rielaborandolo in modo soggettivo. A tal proposito, rileviamo che denominatore comune di tutte le decisioni sull’argomento in oggetto è la condanna dell’utilizzatore al risarcimento del danno. Ciò in ragione del fatto che l’utilizzo da parte di terzi delle predette opere cartografiche senza il preventivo consenso dell’autore costituisce un illecito, suscettibile di far nascere in capo all’autore stesso il diritto ad ottenere il risarcimento del danno subito. Al riguardo, di particolare interesse sono i criteri che il Giudice di Torino ha utilizzato al fine di quantificare il danno subito dall’attore: il Tribunale ha, invero, tenuto conto nel numero di cartine utilizzate e divulgate, del formato digitale di altissima definizione delle stesse, del relativo periodo di pubblicazione, dei costi di produzione delle opere medesime e della circostanza per cui l’attore non aveva in passato mai concesso l’utilizzo di queste ultime su internet (modalità con cui le opere in questione erano state divulgate dal convenuto), nonché degli abituali costi che l’attore medesimo era solito applicare per il rilascio della propria autorizzazione alla riproduzione delle cartine in questione. Ciò detto, merita, altresì, attenzione un inciso della sentenza in esame relativo alla impossibilità di accogliere la tesi proposta dal convenuto circa una sua supposta buona fede riguardo alla liceità dell’utilizzo su internet delle cartine geografiche ed alla esistenza di un vantaggio pubblicitario a favore dell’attore derivante dal predetto utilizzo. Il Tribunale ha, infatti, negato la possibilità di accertare le predette circostanze in quanto la pubblicazione delle opere in oggetto determina comunque la violazione del diritto di esclusiva dell’autore, violazione che non può essere esclusa neppure in caso di consultazione gratuita della cartine oggetto di causa, rientrando nella suddetta esclusiva qualsiasi forma di utilizzazione economica delle stesse senza la preventiva autorizzazione del relativo autore. Sul punto, il Giudice Torinese ha precisato, inoltre, che la possibilità di scaricare le opere in oggetto tramite internet non solo non determina una promozione delle stesse, ma comporta addirittura uno sviamento di clientela, dal momento che all’utente viene concesso di ottenere una copia delle predette cartine senza l’autorizzazione e/o l’intervento dell’autore.

Corte di giustizia dell’Unione Europea: tutela dei programmi per elaboratore

autore:

Roberta Avarello

La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha di recente fissato, con la sentenza pubblicata il 2 maggio 2012, tre significativi principi di diritto in ambito di tutela dei programmi per elaboratore, i cosiddetti “software”.
In primo luogo, la Corte, interpretando l’art. 1, paragrafo 2, della direttiva 91/250 CE, ha escluso che la funzionalità del programma per elaboratore, il relativo linguaggio di programmazione ed il formato di file di dati dallo stesso utilizzato possano essere considerati forme di espressione del programma per elaboratore medesimo e dunque tutelabili dal diritto d’autore.
In secondo luogo, la Corte, interpretando l’art. 5, paragrafo 3, della direttiva 91/250 CEE, ha ritenuto che il titolare del diritto d'autore su un programma per elaboratore non può impedire che il relativo soggetto licenziatario studi, osservi e sperimenti liberamente il funzionamento del programma stesso, al fine di effettuare operazioni che la licenza gli consente di compiere, nonché operazioni di caricamento e svolgimento necessarie all'utilizzazione del programma medesimo, a condizione, tuttavia, che egli non leda i diritti esclusivi del titolare del diritto d'autore su tale programma.
Da ultimo, la Corte, interpretando l’art. 2, lett. a), della direttiva 2001/250 CE, ha stabilito che, laddove venga giudizialmente accertato che il manuale d’uso di un programma per elaboratore costituisce una creazione intellettuale del programma stesso e sia, in quanto tale, protetto dal diritto d’autore, la riproduzione di elementi in esso descritti all’interno di un altro programma per elaboratore o di un altro manuale d’uso rappresenta una violazione del diritto d’autore sul predetto manuale protetto.
http://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?language=it&jur=C,T,F&num=C-406&td=ALL

Commento
Non può che rilevarsi come la sentenza in commento abbia il pregio di chiarire in maniera piuttosto dettagliata e precisa il contenuto di norme che, fino ad oggi, parevano del tutto generiche.
La Corte, chiamata a pronunciarsi, in via pregiudiziale, sull’interpretazione degli artt. 1, paragrafo 2, e 5, paragrafo 3, della direttiva 91/250/CEE, relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore, nonché sull’art. 2, lett. a) della direttiva 2001/29 CE, integrativa rispetto alla precedente e relativa all’armonizzazione di alcuni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, pare aver assolto efficacemente al proprio compito di interprete.
Quanto al citato art. 1, paragrafo 2, l’organo giudicante ha finalmente chiarito, invero, quali debbano effettivamente considerarsi le forme di espressione di un programma per elaboratore ai fini della tutela del diritto d’autore e, quindi, anche quali elementi non debbano essere considerati tali.
A tale proposito si rammenta come la norma in parola disponga genericamente che: “La tutela ai sensi della presente direttiva si applica a qualsiasi forma di espressione di un programma per elaboratore. Le idee e i principi alla base delle sue interfacce, non sono tutelati dal diritto d’autore a norma della presente direttiva”.
Ebbene, dalla massima citata al precedente paragrafo, emerge la rilevanza del contributo fornito dalla Corte che, escludendo dal novero delle forme di espressione del programma per elaboratore tutelabili dal diritto d’autore la funzionalità del programma stesso, nonché il linguaggio di programmazione ed il formato di file di dati utilizzato, ha limitato notevolmente il rischio di infondate contestazioni.
Secondo l’interpretazione della Corte, invero, ammettere che la funzionalità di un programma per elaboratore possa essere tutelata dal diritto d'autore equivarrebbe ad offrire la possibilità di monopolizzare le idee, a scapito del progresso tecnico e dello sviluppo industriale.
Allo stesso modo, la Corte ha escluso la tutelabilità del linguaggio di programmazione e del formato dei file di dati utilizzati nell'ambito di un programma per elaboratore per interpretare ed eseguire programmi d'applicazione scritti dagli utenti nonché per leggere e scrivere dati in un formato di dati specifico, considerando tali elementi necessari ai fini dello sfruttamento di talune funzioni del programma stesso da parte degli utenti.
Anche in ordine al predetto art. 5, paragrafo 3, della direttiva 91/250 CEE, l’interpretazione fornita dalla Corte pare del tutto efficace a scongiurare un’eventuale confusione in ordine ai casi in cui un soggetto licenziatario dei diritti su un programma per elaboratore, nell’utilizzo dello stesso, necessiti dell’autorizzazione da parte del titolare dei diritti medesimi.
A tale proposito si rammenta come la norma in esame preveda che: “La persona che ha il diritto di utilizzare una copia di un programma può, senza chiederne l’autorizzazione al titolare del diritto, osservare, studiare o sperimentare il funzionamento del programma, quando essa effettua le operazioni di caricamento, visualizzazione, esecuzione, trasmissione o memorizzazione del programma che ha il diritto di effettuare”.
Pare di tutta evidenza come prima della sentenza in commento non fosse agevole comprendere a che tipo di operazioni la norma facesse riferimento, laddove adesso, invece, risulti chiaro che lo studio del funzionamento del programma ai fini della determinazione delle idee e dei principi su cui si basano gli elementi dello stesso può essere realizzato, da parte del licenziatario, solo nell’ambito delle operazioni autorizzate dalla licenza stessa o necessarie all’uso del programma.
Anche l’interpretazione dell’art. 2, lett. a), della direttiva 2001/250 CE, risulta essere molto utile ai fini della corretta determinazione del concetto di “riproduzione della propria opera”.
La norma in esame stabilisce genericamente, infatti, che gli Stati membri riconoscono agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare la riproduzione diretta o indiretta, temporanea o permanente, in qualunque modo o forma, in tutto o in parte, della propria opera.
Finalmente è dato comprendere, adesso, a che tipo di fattispecie concreta detta riproduzione può considerarsi riferibile, e, soprattutto, entro quali limiti. Sul punto, peraltro, è bene precisare che, nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che fosse compito del giudice del rinvio accertare, in concreto, se la riproduzione effettuata dalla parte convenuta in causa costituisse violazione della predetta norma. (R.A.)

Registrazioni di opere musicali prodotte ante 2004

autore:

Francesca Florio

Ai fini della determinazione della base imponibile su cui calcolare i contributi ENPALS (ora, INPS), dovuti per le prestazioni rese dagli artisti nelle sale di registrazione per la realizzazione delle registrazioni di opere musicali prodotte negli anni antecedenti al 2004, deve essere tenuto in considerazione anche quanto pagato a titolo di royalty agli artisti stessi.
Corte d’Appello Milano.pdf

Commento
Abbiamo ritenuto opportuno commentare questa sentenza, seppur emanata nel mese di dicembre del 2011, non solo perché, sino ad ora, la decisione in questione non era stata oggetto di attenzione persino da parte degli esperti della materia, ma anche in quanto, qualora il principio in essa sancito fosse accolto dalla giurisprudenza, si verificherebbero diverse dirompenti conseguenze, anche di natura economica, per l’industria discografica.

1. Il principio sancito dalla sentenza in oggetto.
La sentenza in oggetto, come descritto nella massima sopra riportata, ha stabilito che le somme liquidate agli artisti a titolo di royalty sulla commercializzazione delle registrazioni prodotte prima dell’anno 2004 facciano parte della base di calcolo per la determinazione dei contributi ENPALS (l’attuale INPS) relativi alle attività espletate dagli artisti medesimi in sala di registrazione.

Il principio che sembra emergere dalla predetta sentenza non è proprio del tutto nuovo nella nostra giurisprudenza, benché esistano precedenti anche di Cassazione che lo negano. Già nel passaggio finale di una sentenza del Tribunale di Milano del 13 giugno 2011, i nostri Giudici avevano enunciato qualcosa di velatamente simile, respingendo, però, la richiesta dell’ente per una questione processuale di mancato adempimento dell’onere della prova gravante su quest’ultimo in relazione alle diverse tipologie di compensi spettanti agli artisti anche in considerazione dell’annosa questione del calcolo che deve tenere conto delle “giornate lavorative” in sala di incisione.

Ciò detto, riteniamo doveroso evidenziare che, in applicazione del predetto principio, si determinerebbe:

(i) un doppio binario contributivo: un primo, forfetario, in relazione alle registrazioni dal 2004 in avanti, secondo quanto stabilito dal D.M. 29 dicembre 2003, ed un secondo, da calcolarsi tenuto conto anche delle royalty, per le registrazioni prodotte ante 2004;

(ii) una nuova base di calcolo ricomprendente le somme liquidate agli artisti a titolo di royalty. Sul punto, desideriamo, però, evidenziare che, anche laddove venisse acclarata l’assoggettabilità contributiva di quanto versato a titolo di royalty, il relativo onere sarebbe limitato al 60% dell’importo riconosciuto all’artista. Ciò detto in quanto, come è noto, l’imponibile su cui calcolare i contributi ENPALS deve riguardare solo il 60% di quanto in realtà versato agli artisti, rimanendo il residuo 40% forfetariamente considerato a titolo di compenso per la cessione dei diritti oggetto del contratto discografico.

2. Prescrizione degli oneri contributivi
Sulla base di una recentissima circolare dell’INPS, risulta ormai accertato il principio secondo cui l’obbligo di contribuzione soggiace ad un termine prescrizionale quinquennale.
In considerazione di quanto sopra, un ente previdenziale non potrà, pertanto, chiedere il versamento di un onere contributivo dovuto oltre il quinquennio precedente al giorno della richiesta.
Questa notazione ci sembra di grande importanza, perché limita fortemente le conseguenze negative economiche a carico delle aziende coinvolte anche qualora fosse applicato il predetto principio.
Se, infatti, trova applicazione una prescrizione quinquennale e poiché stiamo parlando di registrazioni ante 2004, nella peggiore delle ipotesi, la richiesta di versamento di contribuzione ipoteticamente avanzata dall’INPS potrà riguardare solo le royalty pagate dal 2007 ad oggi e, quindi, dopo che le registrazioni in questione abbiano già avuto almeno quattro anni di sfruttamento.
(F.F.)

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