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Ultime notizie

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Diritto di vista del figlio minore in periodo di COVID-19

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 06-04-2020 - Famiglia e Successioni

Il Tribunale di Bari si esprime in senso contrario alle visite tra padre e figlio minore, collocato presso la madre, che risiedono in Comuni diversi. Secondo il Tribunale, gli incontri tra padre e figlio non realizzano le condizioni di sicurezza e prudenza richiamate dai plurimi decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri e, da ultimo, dal D.P.C.M. 22...

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Oltre l’obbligo di mascherina - Sull’ordinanza della Lombardia n. 521/2020

Lorenzo Lamberti - avatar Lorenzo Lamberti - 05-04-2020 - Enti Pubblici & Appalti

È singolare che l’attenzione dei media si sia soffermata molto sull’asserito “obbligo” di indossare le mascherine che sarebbe stato introdotto in Lombardia con l’ordinanza n. 521/2020. A prescindere dalla valutazione sulla utilità o l’efficacia della misura, basterebbe leggere il testo del provvedimento per notare che non è previsto un vero “obbligo di indo...

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Pubblicato il report “Women’s Empowerment and Business: 2020 Trends and Opportun…

Natalia Bagnato - avatar Natalia Bagnato - 03-04-2020 - Charities & Social Enterprises

di Natalia Bagnato e Fabio Gallo Perozzi E’ stato pubblicato il report “Women’s Empowerment and Business: 2020 Trends and Opportunities”, a cura di UN Global Compact e Business for Social Responsibility. Tale pubblicazione segna il decimo anniversario dei Women’s Empowerment Principles (WEPs), un insieme ambizioso di principi che devono guidare le imprese p...

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WEBINAR "Decreto Cura Italia: misure a sostegno di imprese e lavoro alla lu…

La Redazione - avatar La Redazione - 03-04-2020 - News

Il giorno venerdì 10 aprile dalle ore 11 alle ore 12, l'avvocato Piergiorgio Bonacossa interverrà in qualità di docente al webinar "Decreto Cura Italia: misure a sostegno di imprese e lavoro alla luce di messaggi e circolari INPS".Il webinar prevede un approccio sistematico all’interpretazione del D.L. 18/2020, analizzando, dal punto di vista dei rapporti di...

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Indennità di maternità: ne ha diritto anche l’amministratore di società (iscritt…

Roberto Testa - avatar Roberto Testa - 02-04-2020 - Lavoro e Relazioni Industriali

Con Sentenza n. 7089 dello scorso 12 marzo 2020, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione (confermando la decisione della Corte d’Appello di Milano) ha stabilito che non osta alla percezione della indennità di maternità l’avvenuta percezione nel periodo di astensione obbligatoria del compenso per la carica di amministratore. L’INPS sosteneva che in virtù...

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Appalti pubblici e Covid-19: gli orientamenti della Commissione europea

La Redazione - avatar La Redazione - 02-04-2020 - News

La Commissione europea ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Unione europea del 1.4.2020 gli orientamenti comunitari sull’utilizzo degli appalti pubblici nella situazione di emergenza connessa alla crisi da Covid-19. Dopo avere evidenziato che la crisi sanitaria causata da Covid-19 richiede soluzioni rapide e intelligenti, considerato che determinat...

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Domani, giornata dell’autismo, alle 16 sui balconi per il tradizionale “urloo”

La Redazione - avatar La Redazione - 01-04-2020 - News

Il  2 Aprile è la giornata Mondiale dell’Autismo proclamata dall’ONU. Quest’anno quel giorno cade in piena emergenza Coronavirus, un periodo durante il quale l’isolamento rende certi silenzi ancora più grandi.    Il 2 Aprile quindi, il mondo dell’autismo si farà sentire dando appuntamento alle 16:00 sui balconi con il tradizionale “URLOOOOO” per sfidare l’a...

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Sanzioni del Garante Privacy cipriota per l’utilizzo di un sistema automatizzato…

Chiara Agostini - avatar Chiara Agostini - 31-03-2020 - Privacy & Data Protection

Nel corso del 2018, il sindacato dei dipendenti, aveva presentato una denuncia presso l'Autorità per la protezione dei dati personali di Cipro, contro un gruppo di aziende che aveva implementato uno strumento automatizzato utilizzato per monitorare le assenze per malattia dei dipendenti, noto anche come "Bradford Factor". L'utilizzo di tale algoritmo, perm...

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Didattica a distanza al tempo del COVID-19: istruzioni per l’uso dal Garante per…

Ludovica Ceretto - avatar Ludovica Ceretto - 31-03-2020 - Privacy & Data Protection

Con il provvedimento del 26 marzo 2020 il Garante per la protezione dei dati personali, richiamando le indicazioni fornite dall’EDPB il 19 marzo scorso in tema di trattamento dei dati personali nel contesto dell’epidemia di COVID-19, ha voluto fornire alcune istruzioni pratiche circa lo svolgimento dell’attività formativa a distanza nel rispetto della normat...

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COVID-19: LE MODIFICHE AL TRATTAMENTO SANZIONATORIO INTRODOTTE DAL D.L. 25 MARZO…

Piero Magri - avatar Piero Magri - 30-03-2020 - Criminal Law

Con il Decreto Legge 25 marzo 2020 sono state introdotte modiche al trattamento sanzionatorio e ulteriori profili penali per l'emergenza Covid-19. Il presente contributo, scritto da Piero Magri e Alessandro Racano approfondisce questi temi.

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Follow-up La geolocalizzazione come misura di contrasto al Covid-19

Luca Egitto - avatar Luca Egitto - 30-03-2020 - Privacy & Data Protection

di Luca Egitto e Ilaria Olivari In data 25.03.2020 il Garante ha espresso la propria opinione in merito all’utilizzo di app per il tracciamento delle persone. La premessa è stata, ancora una volta, che il diritto alla protezione dei dati personali, anche nella sua “declinazione digitale”, soggiace ad importanti limitazioni e si equilibra necessariamente c...

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COVID 19: Stato e regioni al nuovo riparto di competenze Primi commenti al d.l. …

Lorenzo Lamberti - avatar Lorenzo Lamberti - 27-03-2020 - Enti Pubblici & Appalti

Con il decreto legge n. 19/2020 entrato in vigore oggi, 26 marzo 2020, il Governo ha provveduto al riassetto delle competenze e dei poteri in materia di adozione delle misure di contrasto alla diffusione del virus COVID 19, in parziale novella del precedente riparto di cui all’art. 3 del d.l. n. 6/2020. Il decreto contiene delle conferme, ma anche delle sig...

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Il Decreto Legge 25 marzo 2020 n. 19 fa chiarezza sulle conseguenze in caso di v…

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 26-03-2020 - Criminal Law

Nel corso del Consiglio dei Ministri del 24 marzo 2020, il Governo ha approvato un ulteriore Decreto Legge che introduce nuove misure urgenti per contenere l’emergenza epidemiologica da COVID-19. Il Decreto Legge è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 25 marzo 2020e, all’art. 4, stabilisce quali sono le conseguenze per la violazione delle disposizi...

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Coronavirus, e-commerce e social media: AGCM in campo a tutela dei consumatori

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 25-03-2020 - TMT - Media Entertainment

Con lo scoppio dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e l’applicazione di severe misure di quarantena, le vendite online hanno visto in Italia – a febbraio – un incremento dell’80% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un tasso di crescita probabilmente destinato ad aumentare per il mese di marzo quando il lockdown è diventato pressoché totale. ...

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Italian Company law changes to adapt to Coronavirus outbreak

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 24-03-2020 - Corporate M&A

Art. 106 of the so-called ‘Cura Italia’ Law Decree dated March 17, 2020, introduced some important innovations for corporate law in order to support companies corporate activities during the Coronavirus outbreak.   1. Term for approval of the financial Statements In particular, by way of derogation to Articles 2364, second paragraph, and 2478-bis, of the...

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R&P Legal partner di “Musica che Unisce”, maratona televisiva di cantanti, …

La Redazione - avatar La Redazione - 24-03-2020 - News

Il team entertainment di R&P Legal guidato da Pierluigi De Palma è partner di “Musica che Unisce”, progetto charity creato da Marta Donà in collaborazione con Rai.  Musica che Unisce vedrà cantanti, artisti e sportivi di ogni generazione impegnati in una maratona benefica che sarà trasmessa da Rai Uno in prima serata ed in simultanea da Rai Radio Due e t...

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Come comportarsi se si è genitori separati o divorziati ai tempi del coronavirus

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 23-03-2020 - Famiglia e Successioni

I provvedimenti emessi in sede di separazione, divorzio e affidamento dei figli per coppie non sposate prevedono in quali i giorni i figli trascorrono il loro tempo con la madre e con il padre. L’attuale situazione di emergenza creata dalla diffusione del COVID-19 ha suscitato molti interrogativi tra i genitori che non sanno come comportarsi...

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Cassazione: il fondo patrimoniale può formare anche Equitalia

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 23-03-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Buone notizie per chi ha adottato la soluzione del fondo patrimoniale familiare per proteggere alcuni beni patrimoniali dedicandoli al fabbisogno familiare. La Corte di Cassazione, attraverso l’ordinanza n. 5369 del 27 febbraio 2020, ha sancito come Equitalia non possa iscrivere ipoteca sui beni del fondo patrimoni...

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Misure anti Coronavirus: detrazione al 30% per erogazioni liberali

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 23-03-2020 - Tax

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Il Decreto Legge n. 18 del 17 marzo 2020 approvato dal Governo, il Decreto "Cura Italia" all'art. 66, introduce una detrazione fiscale e ampia la deducibilità fiscale delle erogazioni liberali in favore di Stato, Regioni enti locali altri enti pubblici e associazioni e fondazioni private senza fini di lucro finalizz...

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Il Decreto-Legge “Cura Italia” e il Codice dei contratti pubblici

La Redazione - avatar La Redazione - 23-03-2020 - News

Il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18, c.d. “Cura Italia”, recante “Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19”, presenta numerose disposizioni di interesse in relazione alla disciplina del Codice dei contratti pubblici. In estrema sinte...

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La geolocalizzazione come misura di contrasto al Covid-19

Luca Egitto - avatar Luca Egitto - 23-03-2020 - Privacy & Data Protection

di Luca Egitto e Ilaria Olivari L’utilizzo del servizio di geolocalizzazione per la finalità di contrasto alla diffusione del COVID-19 è possibile, a condizione che costituisca una misura necessaria, appropriata e proporzionata e che sia accompagnata da idonee misure di salvaguardia, in ottemperanza ai requisiti imposti dal GDPR e senza incorrerre in valuta...

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DECRETO CURA ITALIA – NOVITA’ ANCHE PER IL NON PROFIT

Giuseppe Taffari - avatar Giuseppe Taffari - 20-03-2020 - Charities & Social Enterprises

Il Decreto “Cura Italia” prevede delle interessanti novità anche per gli enti non profit. Da segnalare, innanzi tutto, la proroga del termine per l’approvazione delle modifiche statutarie da parte di Onlus, OdV, Aps ed imprese sociali, previsto per il 30 giugno 2020 ed ora ulteriormente prorogato al 31 ottobre 2020. Allo stesso modo, Onlus OdV e Aps, qualo...

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DUE DILIGENCE ESG SULLA SUPPLY CHAIN – PASSI AVANTI VERSO UN OBBLIGO COMUNITARIO

Emiliano Giovine - avatar Emiliano Giovine - 20-03-2020 - Charities & Social Enterprises

La Commissione Europea ha pubblicato un importante report intitolato “Study on due diligence requirements through the supply chain” da cui emerge un significativo sforzo comunitario per l’identificazione, la prevenzione e la mitigazione degli impatti negativi prodotti dall’impresa. Partendo da sondaggi, interviste e case studies, lo studio analizza numerose...

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AGCM e influencer marketing: l’importanza delle linee guida aziendali e le respo…

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 20-03-2020 - International Arbitration & Litigation

1. Introduzione Si è concluso senza sanzioni, come era già capitato nel procedimento pilota Alitalia-Ferretti, il procedimento avviato dall’AGCM nei confronti di Barilla e numerosi micro-influencer per violazione degli obblighi di trasparenza pubblicitaria. Nel provvedimento adottato il 16/03/2020, l’AGCM è tornata a trattare l’influencer marketing (defin...

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Novità per il diritto societario previste dal decreto Cura Italia

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 19-03-2020 - Corporate M&A

Con il Decreto Legge “Cura Italia” del 17 marzo 2020, all’art. Art. 106 sono introdotte alcune rilevanti novità in tema di diritto societario. In particolare, in deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo comma, e 2478-bis, del codice civile o alle diverse disposizioni statutarie, l’assemblea ordinaria per l’approvazione del bilancio è convocata e...

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Risarcimento multimilionario per la violazione dei diritti morali degli street a…

Fabio Marino - avatar Fabio Marino - 19-03-2020 - Intellectual Property

Nel 2002 Gerald Wolkoff, proprietario di una serie di magazzini fatiscenti nel Queens, ne affida la gestione al noto street artist Jonathan Cohen, in arte Meres, per realizzare e curare uno spazio artistico. In breve tempo il complesso industriale, noto come 5Pointz, diventa un polo artistico e culturale per la pittura aerografica di rilevanza internazionale...

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Chiarite le differenze tra locazione e affitto di azienda per i negozi all’inter…

Matteo Visigalli - avatar Matteo Visigalli - 18-03-2020 - Contratti d'Impresa

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 3888 del 17 febbraio 2020, ha individuato i criteri che distinguono la fattispecie della locazione da quella dell’affitto di azienda, tema rilevante soprattutto nel caso di unità immobiliari all’interno dei centri commerciali. Secondo la Cassazione, anzitutto, il rilievo che le parti abbiano concordemente definito il ...

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WEBINAR “L’IMPATTO DELL’EMERGENZA CORONAVIRUS SUI CONTRATTI: CONSEGUENZE E RIMED…

La Redazione - avatar La Redazione - 17-03-2020 - News

Il giorno giovedì 19 marzo alle ore 9.15, l'avvocato Claudio Perrella interverrà al webinar "l'impatto dell'emergenza coronavirus sui contratti: conseguenze e rimedi".Il webinar sarà presentato da ANRA (Associazione Nazionale Risk Manager). Di seguito il link del sito internet per iscriversi: link

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Rischi penali in caso di violazioni dei DPCM in materia prevenzione del coronavi…

Piero Magri - avatar Piero Magri - 16-03-2020 - Criminal Law

Come noto, in base al DPCM 8.3.2020 l’allontanamento dalla propria abitazione è previsto solo per comprovati esigenze lavorative, di salute e di necessità. La violazione del divieto come di altri eventualmente previsti in prossimi provvedimenti in materia di prevenzione del contagio comporta la configurabilità del reato previsto dall’art. 650 c.p. (Inosser...

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Coronavirus: responsabilità penale del datore di lavoro e della società in caso …

Piero Magri - avatar Piero Magri - 16-03-2020 - Criminal Law

In caso di contagio da COVID-19 (“Coronavirus”) di un dipendente di una società vi è una astratta possibilità per il datore di lavoro della società di incorrere nella responsabilità penale per i reati di lesioni personali gravi/gravissime (art. 590 c.p.) o di omicidio colposo (589 c.p.) - aggravati dalla violazione delle norme antinfortunistiche - qualora no...

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La Commissione Europea lancia una call per start-up e PMI per soluzioni in tema …

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 16-03-2020 - Startup

Con un fondo da 164 mln di Euro, la Commissione Europea ricerca PMI e startup che offrano tecnologie e soluzioni innovative che possano aiutare nel trattamento, test, monitoraggio o qualsiasi altro aspetto connesso alla pandemia di Coronavirus.  La call ha termine mercoledì 18 marzo...

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Assemblee telematiche in assenza di previsioni statutarie ad hoc

Giulia Pairona - avatar Giulia Pairona - 15-03-2020 - Corporate M&A

Con Massima “emergenziale” n. 187 del 11 marzo 2020 il Consiglio notarile di Milano ha provveduto a fornire precisazioni in tema di partecipazione in assemblea  mediante mezzi di telecomunicazione. L’intervento in assemblea mediante mezzi di telecomunicazione – ove consentito dallo statuto ai sensi dell’art. 2370, comma 4, c.c., o comunque ammesso dalla vig...

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European Court of Justice, flightright vs Iberia case

Maurizio Corain - avatar Maurizio Corain - 15-03-2020 - Navigazione e Trasporti

The judgement concerns the interpretation of Regulation (EU) No 1215/2012 on jurisdiction and the recognition and enforcement of judgments in civil and commercial matters. Section 2 of Chapter II of Regulation No 1215/2012, entitled “Special jurisdiction”, contains Article 7(1) thereof, which provides: “A person domiciled in a Member State may be sued in a...

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Il carrozziere deve convenire in giudizio anche il proprietario del veicolo resp…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 11-03-2020 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 6406 del 6 marzo 2020, ha stabilito che il carrozziere, cessionario del credito, che ripara il veicolo danneggiato, non può convenire in giudizio solo l’assicurazione del danneggiante ma anche il proprietario o comunque il conducente. Secondo la Suprema Corte, in materia di assicurazione obbligatoria della responsa...

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Donazione di quote societarie: esenzione anche nel caso di trasferimento della n…

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 11-03-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Con la risposta all’interpello n. 38 del 7 febbraio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti sull’esenzione dall’imposta sulle donazioni per i trasferimenti di quote societarie ai discendenti (tra cui i figli) ed al coniuge. In particolare è stato chiarito come la donazione della nuda proprietà...

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Crisi d’impresa, un codice da decifrare

La Redazione - avatar La Redazione - 06-03-2020 - News

Il 19 Maggio a partire dalle ore 14.00 alle 18.00 presso l‘Hotel NH Venezia Laguna Palace a Mestre si terrà l’evento: “Crisi d’impresa, un Codice da decifrare” organizzato da ANRA e Insurance Skills Jam in collaborazione con Chubb, Lercari e R&P Legal.

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La pensione di reversibilità viene divisa tra ex coniuge e coniuge superstite

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 06-03-2020 - Famiglia e Successioni

La Corte di Cassazione ha recentemente emesso due ordinanze in tema di assegno di reversibilità. La prima ordinanza, n. 5268 del 27.2.2020, nasce dal caso al vaglio della Corte d'appello di Lecce, che stabiliva nella misura del 35% la quota della pensione di reversibilità spettante alla ex moglie, in qualità di coniuge divorziata del defunto, attribuendo al...

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Coronavirus: obblighi del datore per tutelare i lavoratori a contatto con il pub…

Roberto Testa - avatar Roberto Testa - 05-03-2020 - Lavoro e Relazioni Industriali

Il Ministero della salute, fornendo una serie di indicazioni per affrontare la nuova epidemia da coronavirus, precisa che il datore deve adottare le misure di tutela dei lavoratori a contatto con il pubblico. Fonte: Ministero della Salute- Circolare 3 febbraio 2020, n. 3190 L’importante Circolare 3 febbraio 2020, n.3190 del Ministero della Salute, fornisce...

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Esenzione anche in caso di trasferimento delle partecipazioni a discendenze dive…

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 04-03-2020 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Particolarmente interessante la recente risposta dell’Agenzia delle Entrate ad un’istanza di interpello (risposta n. 37 del 7 febbraio 2020) che affronta la situazione di una holding, costituita nella forma di S.p.A., detenuta da tre fratelli che vogliono realizzare il passaggio generazionale a favore dei propri dis...

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Pubblicato il report italiano “Business & Human Rights 2020”, a cura di R…

La Redazione - avatar La Redazione - 03-03-2020 - Charities & Social Enterprises

R&P Legal consolida il proprio coinvolgimento in tema di impresa e diritti umani in ambito globale contribuendo, per la parte relativa alla giurisdizione italiana, al report “Business & Human Rights 2020”, pubblicato da Lexology, curato da Roberto Randazzo - membro della International Bar Association (IBA) Business & Human Rights Committee -, Emi...

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Profilo:

Come fare la Registrazione dei Marchi d’Impresa

In questi giorni è stato pubblicato da Wolters Kluwer un e-book intitolato “La registrazione dei marchi d’impresa” scritto dall’avvocato Gianluca Morretta con l’utile contributo dell'avvocato Federico Paesan.
Tratta della disciplina dei marchi con un taglio operativo, che ci auguriamo possa essere strumento utile per i “decisori” del mondo dell’impresa.

E' possibile acquistarlo online direttamente a questo indirizzo:

http://shop.wki.it/Ipsoa/eBook/eBook_Come_fare_I_marchi_d_impresa_s549032.aspx

Evento IV – La riforma del Terzo Settore

Giovedì 24 Settembre 2015, ore 09.30 – 13.30

 

Programma

 La riforma del Terzo Settore: una overview
 Il Libro I del Codice Civile e la normativa speciale  Riforma dell'impresa sociale
 Prospettive future

Contenuto del corso

L'evento è un seminario che affronterà i principali aspetti del percorso di riforma del Terzo Settore e le sue possibili ricadute a livello nazionale e locale.

L'evento si aprirà con una overview sulla riforma e le opportunità offerte della nuova legislazione. A seguire un focus sul Libro I del Codice Civile, dunque la normativa speciale e la riforma dell'impresa sociale.

I temi trattati coprono tutti aspetti relativi al Terzo Settore, anche con riferimento agli aspetti di natura civilista e societaria.

I relatori, professionisti del settore, approfondiranno gli argomenti proposti, tenendo un corso di livello avanzato della durata di mezza giornata. A supporto dell'esposizione i relatori utilizzeranno, al fine di agevolare la comprensione ai partecipanti, dando spazio ed eventuali domande.

Il corso sarà strutturato di modo da garantire una parte di lezione frontale e una parte di coinvolgimento interattivo dei presenti, stimolando eventuali domande e permettendo un confronto sulle tematiche affrontate.

Relatori: Avv. Roberto Randazzo e Avv. Giuseppe Taffari

L’evento si terrà in Via Chiossetto, 20 - 20122 Milano

Registrazione in uno stato membro di una google adword identica ad un marchio registrato in un altro stato membro - giurisdizione - conclusioni dell’avvocato generale

La questione

La società austriaca Wintersteiger AG, produttrice di attrezzature da sci e titolare del marchio “Wintersteiger”, registrato in Austria, ha contestato l’illecita registrazione della medesima denominazione come Google AdWord da parte del rivenditore tedesco “Products4U”, che aveva proceduto a tale registrazione limitatamente a google.de, ossia per la sola pagina dedicata al territorio tedesco, visibile tuttavia in tutto il mondo ed in particolare in Austria. Giunta all’ultimo grado di giudizio, la questione pregiudiziale sulla giurisdizione del giudice austriaco per un atto contraffattivo commesso in uno stato estero membro della UE i cui effetti si sono prodotti in Austria è stata sottoposta al vaglio della CGE con i seguenti quesiti:

Se - in caso di asserita lesione di un marchio dello Stato del foro, da parte di un soggetto che ha la propria sede in un altro Stato membro, operata mediante l'utilizzo, in un motore di ricerca internet che offre i propri servizi attraverso diversi domini di primo livello, specifici per ciascuno Stato, di una parola chiave (AdWord) identica al predetto marchio - l'espressione "luogo in cui l'evento dannoso è avvenuto o può avvenire", contenuta nell'art. 5, n. 3, del regolamento (CE) n. 44/2001 1 (in prosieguo: il "regolamento Bruxelles I"), debba essere interpretata nel senso:

1.1. che la competenza è fondata solo quando la parola chiave viene utilizzata nel sito web del motore di ricerca il cui dominio di primo livello è quello dello Stato del foro;
1.2. che la competenza è fondata per il solo fatto che il sito web del motore di ricerca, nel quale viene utilizzata la parola chiave, è accessibile nello Stato del foro;
1.3. che la competenza dipende dalla presenza di ulteriori requisiti, oltre all'accessibilità del sito web;

In caso di soluzione positiva della questione sub 1.3: in base a quali criteri si debba determinare se è fondata la competenza di cui all'art. 5, n. 3, del regolamento Bruxelles I in caso di utilizzo di un marchio dello Stato del foro quale AdWord sul sito Internet di un motore di ricerca avente un dominio nazionale di primo livello diverso da quello dello Stato del foro.
Anziché prendere posizione su ciascuno dei suddetti quesiti l’Avvocato Generale ha preferito formulare le sue conclusioni spiegando a quali condizioni il giudice nazionale ha giurisdizione su atti contraffattivi consumatisi in un altro stato membro ai sensi del Regolamento Bruxelles. 

Il Regolamento Bruxelles prevede che nel caso in cui un evento origini in un paese ma produca un danno in un altro paese sussistano due giudici competenti: quello del paese presso cui si è verificato l’evento e quello in cui si è prodotto il danno. È del tutto evidente che nel caso in esame la questione è stabilire dove si sia prodotto il danno, considerata la natura non territoriale di internet. 

L’Avvocato Generale ha precisato che 
(I) nel caso di attività lesive di diritti su marchio nazionale, comprese quelle perpetrate attraverso internet, la giurisdizione presso la quale si produce il danno derivante dalle suddette attività lesive non può che essere quella in cui è registrato il marchio, e tale criterio può essere applicato nel caso in esame per determinare la giurisdizione del giudice austriaco; 
(II) l’utilizzo come Google AdWord di una denominazione oggetto di registrazione di marchio da parte di un soggetto non autorizzato integra lesione della capacità distintiva di tale marchio quando la pubblicità generata dall’utilizzo dell’AdWord non consente all’utente informato di capire se i prodotti pubblicizzati provengano dalla società titolare del marchio usato come AdWord o dalla società che ha acquistato l’AdWord contenente il suddetto marchio;
(III) l’utilizzo da parte della società tedesca Products4U della denominazione “Wintersteiger” come AdWord integra l’illecito contraffattivo descritto al punto
(IV) e che il fatto l’AdWord sia stata registrato solo sulla pagina tedesca google.de non impedisce che l’illecito si produca presso i consumatori austriaci, che possono accedere al sito e comprenderne i contenuti, confermando quindi che il danno alla capacità distintiva del marchio “Wintersteiger” si è prodotto in Austria e che pertanto il giudice austriaco ha giurisdizione su tale questione. 

L’Avvocato Generale ha quindi pronunciato le seguenti conclusioni:

“In presenza di condotte perpetrate attraverso internet e suscettibili di violare diritti su un marchio nazionale registrato in uno stato membro, deve ritenersi che l’art. 5 (3) del Reg. 44/2001 attribuisca giurisdizione:
- ai Tribunali dello stato membro nel quale è stato registrato il marchio e 
- ai Tribunali dello stato membro nel quale sono stati utilizzati gli strumenti per realizzare la contraffazione del marchio registrato nell’altro stato membro”.
Conclusioni avvocato generale.pdf

Protocollo d’intesa Agcom e Unioncamere per conciliazione delle controversie fra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche

Al via il protocollo di intesa tra Agcom e Unioncamere per la conciliazione delle controversie tra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche

In esecuzione della delibera Agcom n. 173/07/CONS, Agcom e Unioncamere hanno sottoscritto il 14 Marzo 2012 un protocollo di intesa per stabilire modalità e principi applicabili alle conciliazioni presso le Camere di commercio (CCIAA) delle controversie tra utenti ed operatori di comunicazioni elettroniche. 
Comunicato Stampa AGCOM.pdf 

 

 

Coordinatori:
Avv. Pierluigi De Palma
Avv. Luca Egitto

Il servizio di suggest search all’interno dei motori di ricerca: due ordinanze a confronto

autore:

Alberto Fogola

Il servizio di suggest search, utilizzato dai principali motori di ricerca, è stato recentemente al centro di due ordinanze cautelari che, con riferimento a fattispecie sostanzialmente analoghe, sono giunte a soluzioni differenti.

La prima decisione (emessa dal Tribunale di Milano) ha ritenuto sussistente la responsabilità del motore di ricerca se, attraverso il servizio di completamento delle query (c.d. suggest search), vengono forniti all’utente, all’interno della stringa di ricerca, suggerimenti aventi contenuto diffamatorio; diversamente, la seconda ordinanza (emessa dal Tribunale di Pinerolo), sempre in un’ipotesi di presunta diffamazione, ha negato ogni responsabilità in capo al motore di ricerca.
Tribunale Milano 24-03-2011.pdf
Tribunale Pinerolo 02-05-2012.pdf

Commento
Il servizio di suggest search (denominato anche “Autocomplete”), presente nei principali motori di ricerca si basa su un software che consente di “guidare” l’utente nella ricerca mostrandogli le query più comuni che iniziano con le parole che vengono inserite nella stringa di ricerca.
I suggerimenti forniti sono indicatori della popolarità delle query e derivano da un’elaborazione statistica/automatica (costantemente aggiornata) delle ricerche effettuate dagli utenti nell’ultimo periodo.
La questione alla base di entrambe le ordinanze in commento riguarda la configurabilità o meno di un illecito in capo al motore di ricerca allorquando venga fornito all’utente un suggerimento a contenuto diffamatorio; nel caso del Tribunale di Milano si trattava dell’accostamento del nome di una persona alle parole “truffa” e “truffatore”, mentre nel caso del Tribunale di Pinerolo i termini in questione erano “indagato” e “arrestato”.
Al di là dell’aspetto, esclusivamente di merito, circa la portata diffamatoria (o meno) di tali suggerimenti, entrambe le ordinanze analizzano il ruolo del motore di ricerca (in entrambi i casi si trattava di Google) e, soprattutto, l’eventuale responsabilità dello stesso in relazione ad un servizio automatico fondato su rivelazioni statistiche.
Il Tribunale di Milano ha concluso ritenendo responsabile il motore di ricerca, in quanto il servizio di suggest search, pur essendo basato su un sistema automatico di algoritmi matematici, è un servizio solo astrattamente neutro che perde tale prerogativa quando i criteri, scelti dallo stesso motore di ricerca, generano un abbinamento improprio tra i termini di ricerca. Per tale ragione, i giudici milanesi hanno ravvisato una responsabilità extracontrattuale del motore di ricerca che risponde degli abbinamenti derivanti dal servizio di suggest search pur non ricoprendo alcun ruolo rispetto ai siti indicizzati che, ovviamente, sono gestiti da terzi.
Diversamente, il Tribunale di Pinerolo ha dichiarato che, attraverso il servizio di suggest search, il motore di ricerca si limita a svolgere con neutralità un mero servizio di Internet Service Provider, rientrante nella disciplina di cui al d.lgs. 70/2003 (attuativo della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione nel mercato interno, con particolare riferimento al commercio elettronico). Di conseguenza la responsabilità del motore di ricerca non è configurabile, salvo che l’informazione ospitata (nel caso di specie la query suggerita all’utente e non, ovviamente il/i risultato/i indicizzato/i) sia illecita ed il prestatore del servizio ne sia consapevole.
L’ordinanza del Tribunale di Pinerolo, dunque, diversamente dal precedente milanese, ritiene applicabile il decreto 70/2003 e nega la configurabilità di una responsabilità del motore di ricerca per gli abbinamenti derivanti dal servizio di suggest search che, in effetti, non sono altro che la conseguenza di comportamenti collettive degli utenti e, dunque, loro personale manifestazione del pensiero che, come tale, è estranea al motore di ricerca. 
(A.F.)

Le clausole vessatorie on-line sottoscritte mediante firma elettronica

autore:

Chiara Araldi

Il Tribunale di Catanzaro, aderendo all’opinione dottrinale prevalente, ritiene che in caso di clausole vessatorie non sia sufficiente la sottoscrizione del testo contrattuale, ma sia necessaria la specifica sottoscrizione delle singole clausole, che, nell’ipotesi in cui il contratto sia in forma digitale, deve essere assolta mediante l’apposizione della firma digitale. Pertanto, nei contratti telematici a forma libera, il contratto si perfeziona mediante il tasto negoziale virtuale, ma le clausole vessatorie saranno efficaci e vincolanti soltanto se specificamente approvate con la firma digitale.

Inoltre, la conoscibilità delle condizioni generali nei contratti telematici è soddisfatta anche quando tali condizioni generali non sono riportate nel testo contrattuale, ma sono contenute in altre schermate del sito, purché venga dato risalto al richiamo e la postazione contenente la clausola richiamata sia accessibile mediante il relativo collegamento elettronico (link).
Tribunale di Catanzaro.30 aprile 2012. pdf

Commento
Con ordinanza n. 18 del 30 aprile 2012, il Tribunale di Catanzaro è stato investito del riesame di un ordinanza che definiva un procedimento di urgenza promosso da un professionista che lamentava l’indebita chiusura del proprio account  professionale da parte di eBay. La difesa di eBay invocava, a fronte della chiusura dell’account di parte attrice, una specifica clausola, presente nell’Accordo per gli utenti, cioè nelle condizioni generali di contratto di eBay, ai sensi della quale in caso di abuso della piattaforma, eBay si riservava la possibilità di limitare o sospenderne l’uso.
Il Tribunale di Catanzaro preliminarmente esclude l’applicabilità del Codice del Consumo alla fattispecie in esame, in quanto la piattaforma eBay veniva usata da parte attrice come ausilio alla propria attività di e-commerce, ritenendo invece applicabile l’art. 1341 del codice civile, ribadendo come, anche in questa ipotesi, si tratti di una tipologia di contratto caratterizzata da una tipica asimmetria di potere contrattuale tra le parti, temperata dalla necessità di una specifica approvazione scritta delle clausole considerate vessatorie.
Nel caso di un contratto online, la sottoscrizione dello stesso può avvenire mediante l’utilizzo del tasto virtuale, come ad esempio un pulsante “Accetto” ovvero un flag. Le clausole vessatorie, diversamente, devono essere specificamente approvato mediante apposizione della forma digitale. Nel caso in esame, tuttavia, tale espressa sottoscrizione non era prevista: il Tribunale, pertanto, stabilisce che “mancando il requisito della specifica sottoscrizione, appare superfluo addentrarsi nella problematica della equiparabilità del sistema del point and click alla firma digitale debole e della sufficienza della firma digitale debole a soddisfare il requisito della forma scritta”.
Proprio a causa di tale mancanza, la sentenza in esame, pur costituendo un passo avanti in tema di analisi giurisprudenziale delle tematiche connesse alla contrattazione su internet, non può essere considerata particolarmente innovativa.
La necessità di sottoscrivere le clausole vessatorie mediante firma digitale, infatti, implica l’utilizzo di una tecnologia (quella della firma digitale) costosa ed, ancora oggi, poco utilizzata dagli imprenditori nonché dai consumatori italiani. Una presa di posizione più netta quanto all’equiparabilità dell’utilizzo di pulsanti o flag (peraltro già ritenuti sistemi idonei quanto alla sottoscrizione delle contratto online) contribuirebbe a dare certezza ad una materia che, ad oggi, rimane scarsamente disciplinata, soprattutto in considerazione della sempre maggior diffusione di contratti di questo tipo nel mercato interno.
(C.A.)

Cambiano gli indirizzi internet: i domini personalizzati

autore:

Alberto Fogola

Da un po’ di mesi si parla, sempre con maggiore insistenza, di una novità di particolare interesse per quelle imprese (perlopiù medio-grandi) che vedono nel web un importante canale attraverso cui veicolare il proprio business: si tratta dei c.d. domini personalizzati che consentiranno di raggiungere un sito internet attraverso indirizzi differenti rispetto a quelli a noi familiari.
Fino ad oggi, infatti, c’è sempre stata una chiara distinzione tra domini di primo livello (i c.d. Top Level Domain: TLD) e domini di secondo livello: gli uni assegnati dalle varie Registration Authority (pensiamo a quelli generici quali .com, .info, .net; ovvero a quelli “nazionali” come .it, .uk, .eu; i c.d. country code Top Level Domain: ccTLD); gli altri scelti dal titolare del sito e rappresentanti il principale segno attraverso cui quest’ultimo vuole essere raggiunto attraverso il web.

La novità in atto riguarda la possibilità per il titolare di un sito internet (e, naturalmente, per chi vuole crearne uno) di scegliere, e dunque “personalizzare”, anche quella parte dell’indirizzo che si trova oltre il “punto” e che, fino ad oggi, è stata sempre “imposta” dalle Registration Authority.
La registrabilità di nuovi TLD non conosce preclusioni particolari e, quindi, possono essere registrati come tali tanto marchi (come, ad esempio,.google e .facebook) quanto indicazioni descrittive e generiche di un servizio o di un prodotto (pensiamo ad esempio a .video, .news, .cloud ecc.).
Tale novità, come tutte le innovazioni in un ambito in buona parte ancora deregolarizzato quale quello on line, presenta degli elementi certamente positivi insieme ad alcune criticità a cui l’ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers; ente californiano che ha, tra le sue competenze, anche l’assegnazione dei nuovi domini personalizzati) sta cercando di porre rimedio visto il notevole numero di richieste già ricevute.

Senz’altro i domini personalizzati consentono alle imprese di promuovere in modo più diretto ed immediato il proprio business grazie alla creazione di indirizzi internet aventi una maggiore capacità distintiva rispetto ai comuni domini di primo livello o, comunque, una maggiore presa sul pubblico (basti pensare che il TLD .com, oggi maggiormente utilizzato e nato come abbreviazione di “company”, è assolutamente privo di qualsiasi capacità individualizzante).
La prima criticità che consegue all’introduzione dei domini personalizzati è rappresentata da ipotesi di domain grabbing sostanzialmente analoghe a quelle che si sono già verificati in passato per i domini di secondo livello. In altre parole potrebbe accadere che qualcuno richieda la registrazione di un TLD composto da un noto marchio di titolarità di un terzo, per il solo fine di rivenderlo. Si tratta tuttavia di un rischio prevalentemente teorico, temperato dagli elevati costi di registrazione e, soprattutto, dal fatto che chi chiede l’assegnazione di un TLD deve fornire all’ICANN i dettagli della propria organizzazione, nonché le modalità d’uso del dominio.

Accanto alle ipotesi di domain grabbing vi è poi un’altra criticità che dipende anch’essa dalla regola “first come, first served” che contraddistingue da sempre la registrazione dei domain name. Si fa riferimento all’ipotesi in cui due soggetti siano entrambi interessati al medesimo dominio di primo livello, magari perché titolari di marchi identici utilizzati da sempre in settori merceologici differenti (pensiamo al marchio FERRARI che, al tempo stesso, contraddistingue la celebre casa automobilistica e uno spumante; oppure al marchio MARIE-CLAIRE che è sia un segno distintivo di titolarità di l’Oréal che il titolo di una rivista). Anche per questa criticità è comunque previsto un temperamento, in quanto, qualora ci siano due o più soggetti interessati al medesimo dominio, l’ICANN effettuerà tutte le verifiche del caso e, laddove necessario, istituirà un’asta assegnando il dominio al miglior offerente.
Come detto l’ente che provvede all’assegnazione dei domini personalizzati è l’ICANN e il costo per tale registrazione si aggira intorno ai 180.000 dollari. Nonostante il costo non certo trascurabile della registrazione tra il 12 gennaio e il 30 maggio 2012 (periodo in cui era possibile presentare domande di assegnazione), l’ICANN ha ricevuto complessivamente circa 2.000 richieste.
Dall’elenco di domande presentate, reso pubblico dallo stesso ICANN, si può notare come le principali società attive sul web abbiano dato vita ad una vera e propria corsa ad alcuni TLD personalizzati; basti pensare che Google (per il tramite della società Charleston Road Registry, Inc) ha richiesto 101 domini e Amazon 76. Numerose sono le sovrapposizioni di richieste per alcune denominazioni che, vista la forte presa sul pubblico, risultano particolarmente ambite; si tratta di domini quali: .blog, .book, .cloud, .free, .game, .mail, .movie, .music, .news, .web.

I nuovi domini non sono ancora stati assegnati e, presumibilmente tale assegnazione non avverrà prima del 2013; sarà certamente interessante vedere le modalità attraverso cui l’ICANN accoglierà o meno le varie comande e, soprattutto, a favore di chi saranno risolte le sovrapposizioni sulle denominazioni su cui si è maggiormente soffermata l’attenzione delle società richiedenti, nonché se queste ultime concederanno l’utilizzo di alcuni TLD personalizzati anche a terzi.
 (A.F.) 
ICANN – TLD personalizzati_elenco application.pdf

Corte di Cassazione Penale: legge sulla stampa e testate on line

autore:

Alberto Fogola

La Corte di Cassazione penale si è recentemente pronunciata sulla questione relativa all’applicabilità della legge sulla stampa (legge n. 47/1946) alle c.d. “testate telematiche”, ossia i siti internet (blog e giornali on line) che diffondono notizie sul web.
Tale decisione, che comunque non ha messo la parola fine a tale problematica, ha stabilito che l’obbligo di registrazione della testata telematica presso la cancelleria del Tribunale sussiste solo nell’ipotesi in cui il titolare voglia beneficiare delle provvidenze economiche previste per l’editoria.

Cass. Pen. 10 maggio 2012 n. 23230. pdf

Commento
La Corte di Cassazione ha recentemente concluso un lungo contenzioso sorto nell’ambito di un procedimento nei confronti del titolare di un sito internet che, non avendo registrato presso la cancellaria del tribunale il proprio giornale di informazione diffuso sul web, era stato condannato per il reato di stampa clandestina di cui all’art. 16 della legge sulla stampa.
Sia in primo grado sia in appello i giudici di merito avevano ravvisato la violazione della normativa sulla stampa sul presupposto che la stessa troverebbe applicazione nel mondo dell’on-line e, quindi, anche nei confronti delle testate telematiche.
I giudici di legittimità, invece, sono giunti ad una conclusione differente sulla base, tra l’altro, di due ragioni. La prima deriva dal fatto che una testata telematica non soddisfa i due requisiti essenziali affinché si possa parlare di stampa, ossia: (i) l’attività di riproduzione tipografica e (ii) la destinazione alla pubblicazione dei risultati di tale attività. La seconda, invece, si basa su un dato normativo: tanto la legge 62/2001 (disciplina sull’editoria), quanto il decreto legislativo 70/2003 (commercio elettronico) prevedono che la registrazione delle testate telematiche abbia finalità esclusivamente amministrative e sia dovuta solo nell’ipotesi in cui il titolare voglia avvalersi della possibilità di usufruire delle provvidenze economiche previste per l’editoria.
Da ciò si ricava che il titolare di un sito internet di informazione (sia esso un blog o un giornale on line), che non voglia usufruire dei benefici riconosciuti dalla legge agli editori, non è tenuto a registrare la propria testata presso la cancelleria del Tribunale con la conseguenza che nei suoi confronti non troverà applicazione alcuna previsione della legge sulla stampa del 1946.
Come anticipato questa decisione della Corte di Cassazione, per quanto autorevole, non sembra aver risolto la problematica in via definitiva. Il legislatore (successivamente alla sentenza in commento), infatti, sembra andare in una direzione diversa che ridimensiona la “libertà” riconosciuta dalla Suprema Corte.
La nuova legge di riordino dei contributi alle imprese editrici del 16 luglio 2012, infatti, prevede che: “Le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 Euro, non sono soggetti agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 […]”. Secondo il Parlamento, dunque, l’obbligo di registrazione sembrerebbe sussistere per tutti  le testate on line i cui editori conseguano ricavi annui superiori ai 100.000 Euro.
A distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, la Corte di Cassazione ed il Parlamento hanno affrontato la medesima problematica, giungendo a soluzioni, almeno apparentemente, differenti, salvo non si ritenga che anche il Parlamento abbia voluto far riferimento a quella stessa finalità meramente amministrativa richiamata dalla Suprema Corte.
Il contrasto tra la recente pronuncia della Corte di Cassazione e l’ultima novella normativa confermano, una volta di più che la battaglia a favore della libertà di informazione sul web, sostenuta da più parti, sia ancora lunga e dall’esito incerto.

AGCM: chiesto agli ISP di oscurare i siti oggetto di indagine

autore:

Angelo Molinaro

Il 12 dicembre u.s., l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (“Agcm” o “Autorità”) ha concluso due distinti procedimenti in materia di pratiche commerciali scorrette nel settore del commercio elettronico:
(i) l’istruttoria PS8151 avviata nei confronti del signor Alex Broek, titolare del sito internet www.viagra-cialis-levitra.it, nonché registrant del sito internet www.bestgenericdrugs.net    l’istruttoria PS8151 nei confronti del signor Alex Broek, titolare del sito internet www.viagra-cialis-levitra.it, nonché registrant del sito internet www.bestgenericdrugs.net;
(ii) l’istruttoria PS7677 avviata nei confronti delle società Private Outlet S.r.l. (“PO”) e Private Outlet société par actions simplifiée (“PO sas”), titolari dei siti internet www.privateoutlet.it e www.privateoutlet.com.    l’istruttoria PS7677 nei confronti delle società Private Outlet S.r.l. (“PO”) e Private Outlet société par actions simplifiée (“PO sas”), titolari dei siti www.privateoutlet.it e www.privateoutlet.com.
Entrambi i procedimenti si caratterizzano per la decisione dell’Agcm, in sede cautelare, di imporre non solo ai professionisti la sospensione di ogni attività volta a diffondere i contenuti dei propri siti internet oggetto di accertamento (in forza del decreto legislativo n. 206/2005 “Codice del consumo”), ma anche ai relativi internet service providers (“ISP”) di impedire l’accesso ai medesimi siti da parte di richieste di connessione provenienti dal territorio italiano (in forza del decreto legislativo n. 70/2003 in materia di commercio elettronico).
In merito alle condotte censurate, nel procedimento PS8151, l’Agcm ha accertato la scorrettezza della pratica commerciale consistente nel vendere on line farmaci per la cura di disfunzioni erettili c.d. etici (ossia, che possono essere acquistati solo sulla base di una prescrizione medica). Nel contestare la condotta del Signor Broek, l’Autorità ha evidenziato come in Italia sia vietata la vendita on line di qualsiasi farmaco - sia etico, che c.d. da banco (ossia, il cui acquisto non necessita di prescrizione medica) – dato che la legge impone sempre l’intermediazione fisica di un farmacista. Inoltre, l’Agcm ha qualificato come grave la condotta contestata, in quanto il professionista, da una parte, dava rassicurazioni circa la legalità della commercializzazione diretta di farmaci in rete e, dall’altra parte, enfatizzava la maggiore discrezione che tale modalità di vendita garantisce agli acquirenti, sfruttando, così, la particolare tensione alla riservatezza dei soggetti affetti dalle patologie alla cui cura erano destinati i medicinali. In pratica, facendo leva sul disagio psicologico e relazionale in cui versano i soggetti afflitti da particolari disfunzioni, li induceva ad effettuare acquisti trascurando le normali regole di prudenza e di vigilanza, indispensabili per evitare di mettere in pericolo la salute.
L’Agcm ha irrogato una sanzione di 200 mila euro al titolare del sito e ha vietato la continuazione della pratica commerciale censurata.
Nel procedimento PS7677, invece, i professionisti proponevano ai consumatori prodotti di marca a prezzi particolarmente vantaggiosi. Le condotte scorrette accertate dall’Agcm consistevano: (i) nel fornire informazioni non veritiere circa i tempi di consegna dei prodotti; (ii) nell’ostacolare l’esercizio dei diritti contrattuali da parte dei consumatori. In pratica, i clienti non riuscivano a contattare le società, ne telefonicamente, né tramite e-mail, oppure ricevevano dei dinieghi alle loro legittime richieste di risoluzione e/o di rimborso; (iii) nell’omettere informazioni rilevanti in sede di invito all’acquisto, quali, soprattutto, quelle relative ai (limitati) quantitativi di prodotti disponibili all’inizio di ogni offerta.
L’Agcm ha irrogato sanzioni per complessivi 240.000 euro a PO e PO sas, inibendo loro la continuazione delle condotte contestate.

AGCM provvedimento istruttoria ps8151. pdf
AGCM sospensione ps8151.pdf
AGCM provvedimento istruttoria ps 7677.pdf
AGCM sospensione ps7677.pdf


Commento
I due procedimenti appaiono di particolare interesse: i provvedimenti cautelari adottati nel corso delle relative istruttorie hanno costituito le prime applicazioni, da parte dell’Agcm, dei poteri inibitori attribuiti alle autorità giudiziaria e amministrativa dal decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 70 “Attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno”.
In particolare, gli articoli 14, comma 3, 15, comma 2, e 16, comma 3, di tale decreto attribuiscono all’autorità giudiziaria ed a quella amministrativa il potere di esigere dai prestatori dei servizi di semplice trasporto (ossia, la trasmissione, su una rete di comunicazione, di informazioni fornite da un destinatario del servizio, o la fornitura di un accesso alla rete di comunicazione), di memorizzazione automatica, intermedia e temporanea di informazioni (c.d. “caching”) e di memorizzazione di informazioni a richiesta (c.d. “hosting”), di impedire o porre fine alle violazioni di coloro che si avvalgono di tali servizi.
Nei casi di specie, l’Autorità ha imposto agli ISP di impedire agli utenti di accedere ai siti internet oggetto di indagine, prevedendo che, in luogo dei contenuti sospesi, fosse reso visibile un avviso con il seguente testo: “La sua richiesta di accesso al sito è stata bloccata dal nucleo speciale tutela mercati della guardia di finanza in esecuzione della misura cautelare adottata dall’autorità garante della concorrenza e del mercato il [..], assunta ai sensi delle disposizioni di cui al codice del consumo, visionabile nel sito www.agcm.it”.
È importante precisare che in entrambi i casi i provvedimenti cautelari sono stati adottati anche in considerazione della impossibilità di procedere ad un confronto con i professionisti interessati, i quali risultavano sostanzialmente irreperibili e non erano intervenuti nel procedimento. Nel caso Privateoutlet, successivamente all’oscuramento del sito, PO era intervenuta nell’istruttoria e, dimostrando di avere adottato delle misure correttive concrete, aveva ottenuto la revoca del provvedimento cautelare.
I provvedimenti in commento confermano l’elevato grado di attenzione dell’Agcm per l’e-commerce, settore in cui è intervenuta ripetutamente, nonché la crescente attenzione della stessa “ad utilizzare gli strumenti cautelari ad essa conferiti dalla legge, volti a rendere maggiormente efficace la tutela dei consumatori in situazioni in cui, nelle more del procedimento, essi si trovano esposti al rischio di un pregiudizio grave e perdurante” (cfr. Relazione annuale sull’attività svolta, pubblicata il 31 marzo 2012, p. 285).
Al riguardo, lo strumento dell’oscuramento dei siti internet risulta sicuramente di particolare efficacia per la tutela dei consumatori, ma espone anche i professionisti ad un significativo danno economico e, soprattutto, di immagine. Per tale ragione, le imprese attive nell’e-commerce dovrebbero verificare con continuità la conformità delle proprie procedure di vendita con le disposizioni del Codice del consumo e, qualora finiscano sotto la lente dell’Agcm, instaurare immediatamente con la stessa un confronto trasparente e costruttivo.
(A.M.)

Start-up innovative: un nuovo modello societario

autore:

Matteo Gragnani

Alla fine dell’anno appena trascorso la recentissima disciplina prevista agli artt. 25 e seg. del D.L. 18 ottobre 2012, n.179 in tema di “start-up innovative” (o Sti) è stata convertita con L. 17 dicembre 2012, n.221. Con essa il legislatore introduce un nuovo modello societario disegnato ad hoc per tali società. Parole chiave sono nuova imprenditorialità, innovazione, occupazione giovanile, attrazione di talenti e capitali esteri.

I requisiti
L’art. 25 del D.L. 179/2012 descrive quali sono i requisiti per potere qualificare una società come “start-up innovativa”.  Come elemento essenziale, questa deve essere una società di capitali (ovvero una societas europae) le cui quote o azioni non sono quotate in mercati regolamentati. I restanti requisiti si possono raggruppare in tre sotto-categorie:
- requisiti dei soci:    per almeno 24 mesi dalla costituzione il capitale/azioni ed i diritti di voto devono essere in maggioranza detenuti da persone fisiche;
- requisiti operativi:    (i) la società non deve essere stata costituita o svolgere attività di impresa da più di 48 mesi (ii) deve avere la “sede principale dei propri affari e interessi in Italia”, (iii) il totale del valore della produzione annua a partire dal secondo anno di attività della Sti non deve essere superiore a 5 milioni di euro, (iv) la società non distribuisce e non ha distribuito utili;
- requisiti di innovatività: l’oggetto sociale esclusivo o prevalente deve essere lo sviluppo, produzione e commercializzazione di “prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico”. Inoltre, tale società deve possedere almeno uno (ossia, alternativamente) dei seguenti requisiti: (i) spese in ricerca e sviluppo uguali o superiori al 20 per cento del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa. Il legislatore ha specificato, nella legge di conversione, quali siano le spese che rientrano in tale definizione rispetto a quanto previsto dai principi contabili (Cfr. Art. 25 comma 2 lett. h) n.1 del D.L.); (ii) almeno un terzo della forza lavoro impiegata come dipendente o ad altro titolo in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che stia svolgendo un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero; (iii) la società sia titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività di impresa.
Le società già costituite possono richiedere di rientrare nell’ambito di applicazione della presente normativa, entro il termine di 60 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, presentando domanda all’Ufficio del registro delle imprese.
Le società qualificate come “start-up innovative” sono iscritte in un apposito albo presso il registro delle imprese. L’iscrizione avviene sulla base di una semplice autocertificazione del legale rappresentante della stessa in merito al possesso dei requisiti sopra citati. L’albo speciale del Registro è improntato ad un principio di massima trasparenza verso i terzi riguardo all’operatività di queste società (cfr. art. 25 commi 11 e 12 del D.L.).

La specialità del tipo societario
La legge di conversione non ha modificato le disposizioni previste dal D.L. 179/2012 in tema di diritto societario relativo alle start-up innovative. Rimane quindi l’impianto previsto dal decreto, che introduceva più che una disciplina organica del nuovo tipo societario, una serie di misure derogatorie delle tipologie “classiche” dell’ordinamento. Una sorta, quindi, di adattamento dei modelli di società di capitali esistenti alle esigenze delle start-up, non un nuovo tipo societario tout- court.  
Unico intervento di rilievo generalizzato a tutte le tipologie societarie è stata la deroga alle norme sulla capitalizzazione in caso di riduzione del capitale sociale, sia ai sensi degli articoli 2446 e 2482-bis (riduzione del capitale per perdite di oltre un terzo) sia degli articoli 2447 e 2482-ter (riduzione del capitale al di sotto del limite legale). In entrambe le ipotesi il legislatore ha concesso un tempo maggiore alla società per la copertura delle perdite e per la ricostituzione del capitale sociale. Deroghe per tutte le società sono inoltre introdotte rispetto alla normativa sulle società di comodo (cfr. art. 26 comma 5).
Le innovazioni proposte dal legislatore hanno per lo più riguardato, ovviamente, le start-up innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata, strumento di gran lunga più utilizzato dalle imprese nella fase iniziale di sviluppo. In quest’ottica, varie misure sono state introdotte:
(i)    possibilità di derogare all’art. 2468, creando categorie di quote fornite di diritti diversi con la determinazione del contenuto delle singole categorie; si possono prevedere, in particolare, in deroga all’art. 2479 comma 5, quote “che non attribuiscono diritti di voto o che attribuiscono al socio diritti di voto in misura non proporzionale alla partecipazione da questi detenuta, ovvero diritti di voto limitati a particolari argomenti o subordinati al verificarsi di particolari condizioni non meramente potestative”;
(ii)    le quote della società possono essere, in deroga all’art 2468 comma 1, oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso strumenti di crowdfunding online;
(iii)    non opera il divieto di operazioni sulle proprie partecipazioni previsto dall’art. 2474 c.c., se in attuazione di piani di incentivazione che prevedano l'assegnazione di quote di partecipazione a dipendenti, collaboratori o componenti dell'organo amministrativo, prestatori di opera e servizi anche professionali (es piani di stock options);
(iv)    possibilità di emettere strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o amministrativi, a fronte dell’apporto da parte di terzi d’opera o di servizi.
Una ulteriore misura peculiare per le società qualificate come start-up innovative concerne le situazioni di crisi d’impresa: la Sti è esclusa dalle procedure concorsuali e sottoposta esclusivamente al procedimento di gestione della crisi da sovra-indebitamento prevista dal capo II L. 27 gennaio 2012, n.3.

Altri incentivi
Al fine di incentivare le start-up innovative, il legislatore ha poi previsto una serie di agevolazioni dal punto di vista fiscale e gius-lavoristico, che si possono così sintetizzare:
(i)    regime fiscale di favore per gli strumenti finanziari concessi in attuazione di piani di incentivazione a favore di dipendenti, dirigenti e collaboratori continuativi della società: il reddito da essi derivante, a condizione che tali strumenti non siano riacquistati dalla società, non concorre alla formazione della base imponibile;
(ii)    agevolazione nell’ottenimento del credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato;
(iii)    da un punto di vista gius-lavoristico, maggiore flessibilità nelle forme contrattuali utilizzabili per l’assunzione del personale dipendente(cfr. art. 28 del D.L.);
(iv)    incentivi fiscali a favore dei soggetti che investono nel capitale sociale delle start-up innovative, con possibilità di detrarre: (a) per le persone fisiche, fino al periodo di imposta 2015, il 19 per cento dell’imposta lorda sulle somme investite,  fino ad un massimo per periodo d’imposta pari a Euro 500.000 (b) per le persone giuridiche (diverse dalle start-up innovative), deduzione dal reddito della società del 20 per cento della somma investita nel capitale sociale delle start-up innovative, fino ad un massimo di Euro 1.800.000 per esercizio. In entrambi i casi i meccanismi si applicano anche se l’investimento avviene tramite organismi di investimento collettivo (gli organismi di investimento collettivo sono però esclusi dai benefici). Le partecipazioni devono essere detenute per almeno due anni, pena la perdita del beneficio. Si attende l’emanazione, entro 60 giorni, di un decreto attuativo che individui le modalità di attuazione di tale misura;
(v)    le società potranno usufruire dell’intervento del Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese gratuitamente; inoltre, le Sti potranno usufruire dei servizi messi a disposizione dall’Agenzia ICE per il sostegno all’internazionalizzazione.


Il decreto, come risultante dalla legge di conversione, ha previsto un meccanismo di monitoraggio affidato all’ISTAT per verificare l’impatto delle misure adottate. Si spera che i risultati da questo raccolti indichino un importante apporto del nuovo strumento come veicolo di sviluppo e crescita dell’economia italiana.
(M.G.)

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