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La mancata indicazione dell’autore di un’opera riprodotta sul volume di un’encic…

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 13-07-2019 - Intellectual Property

“È contrario alla lettera ed alla ratio legis affermare che l’inadempimento all’obbligo di menzionare il nome dell’autore – allorquando sia stata positivamente accertata la circostanza di fatto che l’opera sia stata pubblicata come anonima, pur senza l’attribuzione ad altri – rispetti il diritto morale d’autore. Il diritto a vedersi attribuita la paternità d...

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Pubblicato l’aggiornamento del Volume “Guida di diritto sanitario” a cura di Lor…

La Redazione - avatar La Redazione - 11-07-2019 - News

La Guida, pubblicata da Wolters Kluver  e curata dai legali del dipartimento interdisciplinare sanità di R&PLegal unitamente ad altri professionisti del settore (avv. Mario Araneo, Prof. Luigi Recchioni), è l'aggiornamento dell’edizione  pubblicata nel 2012 e riporta le numerose e rilevanti modifiche legislative intervenute nel settore, con particolare r...

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L'invito a seguire un percorso psicoterapico di sostegno alla genitorialità è un…

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 11-07-2019 - Famiglia e Successioni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18222/2019, ha valutato come non corretta la decisione con cui la Corte d'Appello di Perugia aveva confermato l’invito giudiziale rivolto ai coniugi dal Tribunale a seguire con urgenza un percorso psicoterapico al fine di superare le problematiche riscontrate in merito all'esercizio della responsabilità genitoriale ...

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Condanna del genitore inadempiente al rimborso delle spese di mantenimento del f…

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 11-07-2019 - Famiglia e Successioni

Il Tribunale di Tivoli condanna un padre naturale a corrispondere euro 60.000,00 alla madre del loro figlio minore, di cui euro 10.000,00 a titolo di rimborso delle spese di mantenimento sostenute dalla sola madre sin dalla nascita del figlio ed euro 50.000,00 a titolo di risarcimento dei danni arrecati al figlio dal padre.

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Passo indietro sulle quote europee nell’audiovisivo italiano con il D.L. 59/2019

Elena Forzano - avatar Elena Forzano - 09-07-2019 - TMT - Media Entertainment

Con il Decreto Legge n. 59/2019, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 29 giugno 2019, è stata introdotta una revisione delle quote obbligatorie di programmazione e investimento da destinare a opere audiovisive italiane ed europee, da parte di emittenti televisive e piattaforme on demand.

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Cassazione: l’atto di dotazione del trust non è un fatto imponibile

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 09-07-2019 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Con la sentenza n. 16701, depositata il 21 Giugno u.s., la Cassazione ha chiarito, forse definitivamente, come l’atto di dotazione del trust, che comporti il temporaneo trasferimento dei beni al trustee in funzione della realizzazione degli obiettivi prefissati dal disponente, non costituisca un fatto imponibile, me...

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Gli esiti dell’accertamento penale influenzano il giudizio tributario

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 09-07-2019 - Tax

Con la sentenza n. 1230/2019, la Sezione XXII della CTR di Lecce ha ribadito il principio secondo cui, pur non potendosi attribuire valore di prova legale al risultato dell’accertamento effettuato in sede penale, al giudice tributario, nelle proprie valutazioni, non è preclusa la possibilità di utilizzare i risultati di tale accertamento nell’ambito del dive...

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La durata delle pene accessorie della bancarotta fraudolenta

Elisa Pigozzi - avatar Elisa Pigozzi - 09-07-2019 - Criminal Law

Sono state depositate lo scorso 3 luglio 2019 le motivazioni della sentenza n. 28910 con la quale le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con riferimento alle pene accessorie previste dall’art. 216, ultimo comma, legge fall. per il reato di bancarotta fraudolenta, hanno affermato il principio per cui “Le pene accessorie per le quali la legge indica un te...

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A rischio riciclaggio il finto preliminare di compravendita di un immobile

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 03-07-2019 - Criminal Law

La vicenda esaminata dalla Corte di Cassazione nella sentenza in commento (n. 27848 depositata il 24.6.2019) è la seguente: Tizia, in qualità di legale rappresentante di una S.R.L. legata ad altra Società da un contratto per fornitura di servizi di pulizia, sottoscrive un contratto preliminare di vendita di un immobile per il quale riceve da detta Società la...

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Riforma del Terzo settore: più tempo per gli adeguamenti statutari

Giuseppe Taffari - avatar Giuseppe Taffari - 03-07-2019 - Charities & Social Enterprises

Con l’approvazione del cd. “Decreto Crescita”, Misure urgenti di crescita economica e per la risoluzione di specifiche situazioni di crisi, è stato prorogato il termine per la modifica degli statuti di Onlus, Odv, Aps, bande musicali ed imprese sociali.

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Appalti RAI e procedure di evidenza pubblica

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 27-06-2019 - Enti Pubblici & Appalti

Con la recente sentenza del 26 giugno 2019 n. 8341, il TAR LAZIO – ROMA, SEZ. III – ha affermato che la RAI S.p.A. è tenuta all’osservanza delle procedure di evidenza pubblica nell’affidamento di appalti di lavori, servizi e forniture, salve le relative specifiche deroghe ed eccezioni (cfr. Cass. civ., Sez. Un., ord. 22.12.2009, n. 27092; TAR Lazio, Roma, Se...

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Nuovamente modificate le soglie per l’obbligo di nomina dell’organo di controllo…

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 27-06-2019 - Corporate M&A

Il legislatore è intervenuto, modificando per l’ennesima volta in pochi mesi, le soglie oltrepassate le quali scatta per la società a responsabilità limitata l’obbligo di nomina dell’organo di controllo, previsto all’art. 2477 c.c.

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Influencer marketing: nessuna sanzione dall’AGCM grazie agli impegni assunti da …

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 21-06-2019 - Intellectual Property

Il caso Si è concluso senza sanzioni il procedimento avviato dall’AGCM nei confronti di Alitalia S.p.A., Aeffe S.p.A. (società riconducibile ad Alberta Ferretti) e vari influencer (tra i più noti, Martina Colombari, Alessia Marcuzzi, Chiara Biasi ed Elena Santarelli), relativo ad una potenziale fattispecie di pubblicità occulta in danno ai consumatori...

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L’acquisto dell’immobile cade in revocatoria se il terzo è consapevole della les…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 21-06-2019 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 16287 del 18 giugno 2019, ha stabilito che l’acquisto di un immobile cade in revocatoria, qualora il terzo sia consapevole della lesività dell’atto già dal contratto preliminare di compravendita.

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Condhotel between hotel and residential function, the example of Emilia-Romagna …

Vincenzo D'Antoni - avatar Vincenzo D'Antoni - 19-06-2019 - Real Estate

di Laura Demelas e Vincenzo D'Antoni Condhotels are "facilities ... providing accommodation, ancillary service and possibly meal, by rooms intended both for tourism and, in an integrated and complementary way, for residential use ...". The distinctive element therefore is the coexistence of hotel and residential function.

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Anticorruzione: convegno IBA a Parigi

La Redazione - avatar La Redazione - 18-06-2019 - News

L’avv. Piero Magri parteciperà alla conferenza internazionale in materia di anticorruzione che l’anticorruption committee di IBA organizza il 25-26 giugno a Parigi. Nello stesso contesto sarà presentata la newsletter semestrale del comitato che conterrà un contributo dell’avv. Magri sulla “new anticorruption Law in Italy”. Link alla fonte

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Gli studi nell’ingresso di MSC nel gruppo Messina

La Redazione - avatar La Redazione - 18-06-2019 - News

Il Gruppo MSC, tra i colossi mondiali del trasporto container, ha concluso un accordo vincolante con Gruppo Messina S.p.A. e Ignazio Messina & C. S.p.A. per l’ingresso nel capitale della compagnia di navigazione genovese specializzata nella fornitura di servizi nel settore dello shipping a livello internazionale. 

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CTR Lazio: il trust autodichiarato determina mera segregazione priva di effetti…

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 18-06-2019 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo L’istituzione di un trust autodichiarato sconta l’imposizione in misura fissa non realizzandosi alcuna ipotesi traslativa dal momento che i beni restano nella sfera giuridica del disponente.

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Adeguamento statuti: possibile ulteriore proroga del termine

Beatrice Gragnoli - avatar Beatrice Gragnoli - 18-06-2019 - Charities & Social Enterprises

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con la Circolare n.13 del 31.05.2019 fornisce chiarimenti in merito agli adeguamenti statutari degli Enti del Terzo Settore. La Circolare tenta, in particolare, di risolvere le incertezze relative al decorso del termine di 24 mesi per gli adeguamenti statutari nonché di fornire chiarimenti sulla tempistica de...

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Il Garante per la protezione dei dati personali chiarisce il contenuto delle com…

Chiara Agostini - avatar Chiara Agostini - 18-06-2019 - Privacy & Data Protection

Il Garante per la protezione dei dati personali (di seguito, “Garante Privacy”), con provvedimento n. 106 del 30 aprile 2019, adottato nell’ambito di un procedimento avviato a seguito della notifica di data breach trasmessa da una società operante nel settore delle telecomunicazioni, ha chiarito che le comunicazioni agli utenti dei data breach non devono ess...

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Andrea E. M. Eliseo docente del corso di preparazione per l'ottenimento della qu…

La Redazione - avatar La Redazione - 18-06-2019 - News

I giorni 20 e 21 Giugno, presso la Mediolanum Corporate University, il Dottor Andrea E. M. Eliseo – Of Counsel dello Studio R&P Legal – interverrà in veste di docente del Corso di preparazione per l’ottenimento della​ certificazione di European Financial Planner (EFP) per l’anno 2019.

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Doppia verifica se il reato presupposto del riciclaggio è commesso all’estero

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 18-06-2019 - Criminal Law

Nei casi in cui il reato di riciclaggio abbia ad oggetto somme di denaro provento di condotte realizzate all’estero, è necessario verificare che tali condotte rivestano rilevanza penale secondo l’ordinamento straniero; una volta superata positivamente tale verifica, è inoltre necessario verificare la contestuale rilevanza penale del medesimo fatto secondo l’...

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Il condhotel tra funzione alberghiera e residenziale, l’esempio della Regione Em…

Vincenzo D'Antoni - avatar Vincenzo D'Antoni - 17-06-2019 - Real Estate

di Laura Demelas e Vincenzo D'Antoni I condhotel sono “esercizi alberghieri … che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale …”. L’elemento distintivo è quindi la convivenza tra funzione alberghiera e residenziale...

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XI sessione plenaria del Comitato europeo per la protezione dei dati: adottate l…

Ludovica Ceretto - avatar Ludovica Ceretto - 17-06-2019 - Privacy & Data Protection

Durante l’undicesima sessione plenaria del 4 giugno scorso l’EDPB ha adottato la versione definitiva delle Linee guida sui codici di condotta, volte a fornire un supporto pratico ed interpretativo degli articoli 40 e 41 GDPR. Obiettivo è quello di chiarire le procedure e le norme relative alla presentazione, all'approvazione e alla pubblicazione dei codici d...

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Il creditore della società cancellata non ha diritto al risarcimento dagli ex am…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 13-06-2019 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 15822 del 12 giugno 2019, ha stabilito che il creditore della società cancellata non ha diritto ad incassare i danni dagli ex amministratori, a meno che non riesca a fornire la prova del fatto illecito, del dolo o della colpa degli ex manager.

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Inaugura lunedì 24 giugno 2019 presso R&P Legal: ETTORE MOSCHETTI, Quando ch…

La Redazione - avatar La Redazione - 13-06-2019 - News

Lo Studio R&P legal prosegue il suo percorso nell’arte ospitando l’opera di Ettore Moschetti. I dipinti cromaticamente avvolgenti di Moschetti abiteranno le sale riunioni di R&P Legal dal 24 giugno al 22 settembre 2019.

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D.L. 34/2019: approvate le misure di contrasto all’Italian Sounding

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 11-06-2019 - Intellectual Property

L’art. 32 del D.L. 34/2019 ha introdotto una serie di misure volte a proteggere il Made in Italy e a favorirne la promozione sui mercati esteri.

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Commissione europea e finanza sostenibile: piccoli passi avanti

Beatrice Gragnoli - avatar Beatrice Gragnoli - 05-06-2019 - Charities & Social Enterprises

L’ESMA – European Securities and Markets Authority ha pubblicato e trasmesso alla Commissione, il suo technical advice sull’integrazione dei criteri ESG – Environmental, Social e Governance all’interno della Mifid II[1]. La Commissione vuole rendere concreto il suo impegno in tema di “finanza sostenibile” integrando la Direttiva che disciplina l’attività de...

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Le Nazioni Unite istituiscono il primo Multi-Partner Trust Fund a sostegno della…

Emiliano Giovine - avatar Emiliano Giovine - 05-06-2019 - Charities & Social Enterprises

L’8 maggio a Ginevra, i Direttori Generali delle otto organizzazioni delle Nazioni Unite che costituiscono Executive Committee of the UN Network on Migration hanno sottoscritto un accordo per l’istituzione di uno Start-up Fund for Safe, Orderly and Regular Migration, uno strumento di finanziamento unico nel suo genere, per sostenere la cooperazione internazi...

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Impact Investing. Il punto di svolta.

Roberto Randazzo - avatar Roberto Randazzo - 05-06-2019 - Charities & Social Enterprises

Il 2019 si sta rivelando davvero l’anno del consolidamento globale del movimento “Impact”, evolvendosi da materia per pionieristici e lungimiranti articoli scientifici e per convegni accademici, a tema centrale nell’impostazione delle strategie di investimento dei fondi di private equity e di pianificazione di business innovativi. Nei giorni scorsi, al term...

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R&P Legal al fianco delle Procedure di Amministrazione Straordinaria di Link…

La Redazione - avatar La Redazione - 04-06-2019 - News

Deloitte Legal e Salonia e Associati hanno assistito Cordon Electronics Italia S.r.l. (“Cordon”) nell’acquisizione di 4 rami d’azienda da Compel Electronics S.p.A. in A.S. e da Linkra S.r.l. in A.S. Anche grazie all’accordo raggiunto il 18 aprile 2019 scorso con le organizzazione sindacali, Cordon si è impegnata a mantenere la continuità aziendale e 122 post...

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In vigore il regolamento n. 1/2019, concernente le procedure interne che discipl…

Chiara Agostini - avatar Chiara Agostini - 04-06-2019 - Privacy & Data Protection

Obiettivo del regolamento n. 1/2019 è fissare termini e procedure in caso di ricezione di segnalazioni o reclami, per le attività ispettive e per l’approvazione di regole deontologiche e codici di condotta. Con la delibera n. 98 del 4 aprile 2019, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 106 dell'8 maggio 2019, il Garante per la protezione dei dati personali ...

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D.L. 24/2019: introdotto il “marchio storico” a tutela del Made in Italy

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 04-06-2019 - Intellectual Property

Con l’art 31 del D.L. 30/04/2019 n. 24 (c.d. Decreto Crescita), sono state apportate una serie di importanti modifiche al Codice di Proprietà Industriale volte a garantire una tutela più effettiva dei marchi di eccellenza nel Made in Italy.

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Monitoraggio fiscale e titolarità effettiva nelle Fondazioni: l’Agenzia delle En…

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 04-06-2019 - Wealth Management & Private Client

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Il Presidente del consiglio di amministrazione e il Direttore generale di una Fondazione che detenga attivi all’estero non sono tenuti alla compilazione del quadro RW della propria dichiarazione dei redditi. Questa è la conclusione alla quale è arrivata la Risoluzione n. 53/E del 29 Maggio u.s...

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Tutti i condomini devono risarcire i danni da infiltrazioni nei box sotto il cor…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 03-06-2019 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14511 del 28 maggio 2019, ha stabilito che, in materia di condominio, qualora si debba procedere alla riparazione del cortile o viale d’accesso all’edificio condominiale, che funga anche da copertura per i locali sotterranei di proprietà esclusiva del singolo condomino, ai fini della ripartizione delle relative spes...

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Il Dottor Andrea E. M. Eliseo docente del corso di preparazione per l'otteniment…

La Redazione - avatar La Redazione - 03-06-2019 - News

I giorni 5 e 6 Giugno, presso gli uffici di Banca Mediolanum di Padova, il Dottor Andrea E. M. Eliseo – Of Counsel dello Studio R&P Legal – interverrà in veste di docente del Corso di preparazione per l’ottenimento della​ certificazione di European Financial Planner (EFP) per l’anno 2019.

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Internazionalizzazione e opportunità di business per le PMI del territorio bresc…

La Redazione - avatar La Redazione - 31-05-2019 - News

Venerdì 14 alle ore 16.00 presso L’Auditorium Santa Giulia in Via Piamarta, 4 a Brescia, Riccardo Rossotto e Claudio Elestici, partners di R&P Legal, interverranno come relatori alla IV edizione del “Brixia Business Match” organizzato da Apindustria.La partecipazione è gratuita.

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Emiliano Giovine interviene alla NYU School of Law sul tema “Advancing Refugee L…

La Redazione - avatar La Redazione - 29-05-2019 - Charities & Social Enterprises

La conferenza annuale “Legal Issues in Social Entrepreneurship and Impact Investing – in the US and Beyond”, organizzata da Impact Investing Legal Working Group (IILWG) e Grunin Center for Law and Social Entrepreneurship, si svolgerà il 4 e 5 giugno 2019 presso la NYU School of Law a New York.

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Rinvio dell’udienza sino allo scadere della rateizzazione del debito fiscale: in…

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 28-05-2019 - Criminal Law

Con ordinanza del 24 maggio scorso, la Corte Costituzionale ha dichiarato (di nuovo) inammissibile la questione di legittimità dell’art. 13 co. 3 D.Lgs. 74/2000 sollevata dai Tribunali di Treviso e di Asti. La norma, per effetto delle modifiche apportate dalla L. 158/2015, stabilisce che qualora prima dell’apertura del dibattimento di primo grado il debito t...

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R&P Legal al fianco di Langley nell’acquisizione di Marelli Motori

La Redazione - avatar La Redazione - 27-05-2019 - News

Langley Holdings PLC ha chiuso l'acquisizione di Marelli Motori da The Carlyle Group. Con una squadra coordinata dal socio Mario Ferrari ed il coinvolgimento degli associate Antonio Faruzzi e Pierluigi Tusino, R&P Legal ha affiancato lo studio UK Gateley PLC, con un team guidato dal socio David Armitage e costituito da Rebecca Bennett ed Elizabeth Russe...

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La Redazione

La Redazione

Profilo:

Società di gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi

autore:

Roberta Avarello

Si segnala la proposta di direttiva recentemente elaborata dall’Unione Europea nell’intento di garantire, nell’ambito del mercato unico, un’adeguata regolamentazione dell’attività esercitata dalle società di gestione collettiva dei diritti d’autore e dei diritti connessi, le c.d. “collecting societies”.
Si rammenta che le collecting societies gestiscono collettivamente, per conto dei soggetti che le medesime rappresentano, i diritti d’autore ed i diritti connessi delle opere protette, svolgendo un ruolo di intermediazione quanto alla concessione di licenze, la riscossione delle royalties e la relativa distribuzione in favore dei citati autori.
Ebbene, con riferimento alle opere musicali, la direttiva mira a migliorare i criteri di amministrazione e trasparenza adottati dalle collecting societies nell’esercizio della propria attività, affinché i soggetti per conto dei quali le medesime agiscono possano esercitarvi un più effettivo controllo.

La proposta di direttiva mira, altresì, a facilitare il rilascio, da parte delle collecting societies, delle licenze multi-territoriali per lo sfruttamento on line delle opere musicali.
Quanto al contenuto della proposta in esame, daremo conto, di seguito, di una sintesi dei punti più rilevanti del testo della proposta di direttiva in parola.
A tal proposito, si segnala come la stessa preveda una suddivisione in tre “titoli”, i primi due dei quali aventi ad oggetto, rispettivamente, previsioni generali in ordine a scopo e definizioni della medesima direttiva e regole di organizzazione e trasparenza a cui tutte le collecting societies dell’UE sarebbero tenute a conformarsi.
Il titolo secondo è, a sua volta, suddiviso in cinque capitoli che, dall’art. 4 all’art. 20 dettano, come accennato, regole generali di trasparenza con particolare riferimento all’organizzazione interna delle collecting societies, alla gestione finanziaria dalle stesse posta in essere, alla gestione dei diritti per conto di altre collecting societies, ai rapporti di queste ultime con gli utenti ed al regime di informazione dell’attività svolta nei confronti dei propri membri e delle altre società.
Quanto alla organizzazione interna delle collecting societies, il testo della proposta imporrebbe agli Stati membri di assicurare: a) che l’azione delle collecting societies venga posta in essere nell’interesse dei propri membri e senza imposizioni, nei confronti dei titolari dei diritti, di obbligazioni non strettamente necessarie per la protezione degli stessi; b) specifiche facoltà in favore dei titolari dei diritti, tra cui la facoltà di autorizzare le collecting societies in ordine alle scelte da effettuare quanto alla gestione dei diritti d’autore, nonché la possibilità di porre fine al mandato con congruo preavviso di 6 mesi; c) che l’eventuale rifiuto opposto da una collecitng societies ad una richiesta di partecipazione si basi su dei criteri oggettivi; d) che gli incontri tra i membri delle collecting societies si svolgano almeno una volta l’anno per decisioni relative alla politica ed alla distribuzione dei ricavi derivanti dallo sfruttamento delle opere; e) che le collecting societies svolgano una funzione di supervisione sui soggetti effettivamente responsabili della gestione dei diritti.
Con riferimento alle regole dettate relativamente alla gestione finanziaria delle collecting societies, gli artt. 10, 11 e 12 del citato titolo secondo stabiliscono, tra l’altro, che le collecting societies dovrebbero gestire separatamente i ricavi derivanti dallo sfruttamento dei diritti d’autore da altre entrate, e che le medesime collecting societies sarebbero tenute al pagamento regolare e senza ritardi degli importi dovuti ai titolari dei diritti, nonché alla specificazione delle deduzioni per management fees.
Quanto alla gestione dei diritti per conto di altre collecting societies, il testo della proposta in esame imporrebbe agli Stati Membri di assicurare che le medesime collecting societies non pongano in essere discriminazioni, in ordine alla applicazione di tariffe e condizioni, tra i propri membri e soggetti dei quali le stesse amministrino i diritti in forza di accordi di rappresentanza.
Riguardo ai rapporti con gli utenti, la direttiva imporrebbe alle collecting societies ed agli utenti di condurre le negoziazioni di licenze secondo buona fede, mediante l’applicazione di criteri oggettivi e conformemente al valore dei diritti di autore sul mercato.
Quanto infine al regime di informazione dell’attività svolta dalle collecting societies, la direttiva imporrebbe agli Stati Membri di assicurare, tra l’altro, trasparenza nell’informazione, nei confronti dei propri membri, degli importi raccolti e pagati sia in ordine allo sfruttamento dei diritti sulle opere protette che a management fees e deduzioni.
Dopo esserci soffermati sulle previsioni generali di cui ai primi due titoli della proposta di direttiva, si segnala adesso come il titolo terzo della stessa detti le condizioni che le collecting societies sarebbero tenute a rispettare nella concessione di licenze multi territoriali per lo sfruttamento on line di opere musicali.

In particolare, gli artt. 27-33 della direttiva imporrebbero agli Stati Membri di assicurare che le collecting societies: a) pongano in essere una elaborazione elettronica efficiente dei dati necessari per la concessione delle predette licenze, con riferimento alla identificazione del repertorio, al controllo del relativo uso nonché ai ricavi derivanti dallo sfruttamento on line delle opere protette e della relativa distribuzione tra i titolari dei diritti; b) garantiscano ai service provider, ai titolari dei diritti ed alle altre società la identificazione di tutte le opere musicali rappresentate; c) garantiscano ai titolari dei diritti ed alle altre società la possibilità di correggere dati inseriti nei data base che ritengano non essere corretti; d) controllino l’utilizzo, da parte dei service provider, delle opere rappresentate e coperte da licenze; e) paghino correttamente e senza ritardi gli importi dovuti ai titolari dei diritti.
Per concludere, si segnala come il titolo quarto della direttiva in esame, regolamenterebbe, tra l’altro, la risoluzione di eventuali controversie che dovessero sorgere tra le collecting societies, gli utenti, i titolari di diritti ed altre società in ordine alle condizioni di licenza, attribuendo la relativa competenza ad un’autorità designata dagli stessi Stati Membri, indipendente ed imparziale.
(R.A.)
Proposta di Direttiva 11.7.2012.pdf

Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 18.10.2012

La sentenza della Corte di Giustizia Europea del 18.10.2012 modifica radicalmente le condizioni di partecipazione ad una manifestazione a premi, dal momento che vieta l’imposizione di qualsivoglia costo – anche irrisorio (i.e.  raccomandata r.r., francobollo, connessione ad internet, etc.) – ai partecipanti.


Segnaliamo che ad oggi i regolamenti delle manifestazioni a premi prevedono che i partecipanti sopportino le spese di partecipazione, in conformità a quanto previsto dall’art. 1, comma 5, DPR 430/2001. La sentenza in analisi, dunque, qualificando tale pratica come aggressiva ai sensi della direttiva 2005/29/CE , cambia radicalmente lo scenario in analisi, imponendo di fatto di disapplicare la suddetta disposizione di legge.

In particolare, la Corte ha precisato che “Il punto 31, secondo trattino, dell’allegato I alla direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno e che modifica la direttiva 84/450/CEE del Consiglio e le direttive 97/7/CE, 98/27/CE e 2002/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e il regolamento n. 2006/2004 del Parlamento e del Consiglio (“direttiva sule pratiche commerciali sleali”) deve essere interpretato nel senso che esso vieta le pratiche aggressive con cui un professionista, come quelli di cui trattasi nel procedimento principale, dà la falsa impressione che il consumatore abbia già vinto un premio, quando invece il compimento di un’azione volta a reclamare il premio, che si tratti di una richiesta d informazioni relativa alla natura del premio o della presa di possesso dello stesso, è subordinato all’obbligo, per il consumatore, di versare del denaro o di sostenere un costo di qualsiasi natura. E’ irrilevante che il costo imposto al consumatore, come il costo di un francobollo, sia irrisorio rispetto al valore del premio o non procuri al professionista alcun vantaggio. E’ del pari irrilevante che le azioni volte a reclamare un premio possano essere realizzate attraverso diversi metodi proposti dal professionista al consumatore, dei quali almeno uno sia gratuito quando uno o più dei metodi proposti presuppongono che il consumatore sostenga un costo per informarsi sul premio o sulle modalità per ottenerlo. Spetta ai giudici nazionali valutare le informazioni fornite ai consumatori alla luce dei considerando 18 e 19 della direttiva 2005/29, nonché dell’art. 5, paragrafo 2, lettera b), della stessa, tenendo cioè conto della chiarezza e della comprensibilità di tali informazioni da parte del pubblico al quale la pratica è diretta”.

Leggi la Sentenza

Patti di non concorrenza alla cessione dei diritti dell’artista?

autore:

Roberta Avarello

La Corte di Appello di Milano ha di recente confermato, con sentenza depositata lo scorso 20 settembre 2012, la decisione di primo grado emanata dal Tribunale di Milano in data 8 maggio 2008 nella controversia insorta tra la CDG East West S.r.l. (incorporata successivamente dalla Warner Music Italia S.r.l.), l’artista Giuseppe Daniele (in arte “Pino”) e la Demomusic International s.r.l..

Nel 1994, la Warner aveva stipulato con la Demomusic due diversi contratti, sottoscritti anche da Pino Daniele: un contratto discografico diretto a disciplinare la registrazione di vecchie e nuove canzoni da parte di Daniele stesso ed una cessione, della Demomusic in favore della Warner, di alcune registrazioni fonografiche riguardanti il repertorio passato dell’artista (c.d. back catalogue).

Il secondo dei predetti contratti conteneva, peraltro, una clausola che imponeva all’artista l’obbligo di non registrare le opere incise nelle registrazioni oggetto di tale accordo nei 10 anni successivi alla scadenza dello stesso.

Nel corso dei detti 10 anni, tuttavia, Pino Daniele realizzava un supporto fonografico, distribuito da Sony-BMG, contenente alcuni brani tra quelli oggetto di cessione da parte della Demomusic in favore della Warner.

L’attrice Warner, pertanto, contestava alle convenute la violazione del predetto patto ed il Tribunale, accogliendo la domanda, condannava le stesse al risarcimento legato all’ inadempimento contrattuale.

Le parti soccombenti in primo grado proponevano, quindi, appello al fine di ottenere la riforma di siffatta pronuncia, che veniva confermata, tuttavia, anche dal Giudice di secondo grado.

I Giudici d’Appello di Milano, infatti, nel confermare la sentenza di primo grado, hanno ritenuto, ancora una volta, infondata l’ eccezione avente ad oggetto la presunta nullità della clausola sopra descritta, per assenza di corrispettivo del relativo obbligo e per il mancato rispetto dei limiti legali previsti in tema di restrizioni alla concorrenza.

I Giudici del gravame hanno, invero, superato siffatta eccezione, ritenendo che il divieto in questione non può essere considerato alla stregua di patto di non concorrenza, trattandosi, in sostanza, di obbligo di astensione assunto per oggetti limitati e per tempi determinati, obbligo che lascia ampi spazi all’attività professionale dell’artista e che si presenta, semmai, come ancillare alla cessione dei diritti del produttore fonografico e dell’artista interprete-esecutore e funzionale al loro migliore sfruttamento economico.

Corte d’Appello Milano.pdf


Commento

La pronuncia in commento esclude, dunque, che le clausole aventi ad oggetto un obbligo di astensione, per un determinato periodo di tempo dalla scadenza di un contratto discografico, dalla nuova registrazione di opere già incise in esecuzione del contratto medesimo, possano considerarsi riconducibili al patto di non concorrenza di cui agli artt. 2596 e 2125 del codice civile, in quanto dette clausole contengono, piuttosto, obblighi meramente ancillari alle cessioni di diritti oggetto dell’accordo intervenuto tra le parti.

Ebbene, non può negarsi che il principio affermato dalla Corte di Appello di Milano produrrà, laddove lo stesso dovesse essere confermato anche dalla Suprema Corte, non pochi cambiamenti sul piano della prassi contrattuale.

Fino ad oggi, invero, le clausole in questione, contrattualmente previste, come noto, a tutela del produttore di fonogrammi ai fini di un migliore sfruttamento economico delle registrazioni prodotte in esecuzione di determinati contratti discografici, venivano predisposte in considerazione dei limiti imposti dalla legge ai patti di non concorrenza.

In particolare, dal combinato disposto degli artt. 2596 c.c., il quale detta i limiti contrattuali della concorrenza, e 2125 c.c., che regolamenta, invece, il patto di non concorrenza nell’ambito di un rapporto di lavoro, si desume che: (i) il patto che limita la concorrenza per il tempo successivo alla cessazione del contratto deve essere provato per iscritto; (ii) esso è valido se circoscritto ad una determinata zona o ad una determinata attività e se è pattuito un corrispettivo; (iii) il patto di non concorrenza non può eccedere la durata di cinque anni e se detta durata non è determinata o è stabilita per un periodo superiore a cinque anni, il patto è valido per la durata di un quinquennio.

Laddove dovesse darsi seguito al principio affermato dalla sentenza qui esaminata, viene da sé che la predisposizione di siffatte clausole contrattuali risulterebbe più agevole e vantaggiosa per i produttori di fonogrammi. Basti pensare alla concreta possibilità, per questi, di obbligare gli artisti ad astenersi da una qualsivoglia nuova registrazione di opere musicali già registrate per un periodo di tempo ben superiore rispetto a quello di cinque anni e/o senza alcun limite territoriale.

Ora, vero è che la prassi contrattuale in ambito discografico potrebbe trarre da siffatto orientamento giurisprudenziale un qualche vantaggio in termini di maggiore libertà delle parti nel regolare l’assetto dei reciproci interessi, ma altrettanto vero è che un patto che si sostanzia nel divieto di porre in essere una determinata attività alla scadenza di un contratto pare davvero non potersi ricondurre che al patto di non concorrenza ai sensi delle richiamate norme del codice civile.

Pur rispettando la pronuncia della Corte di Appello di Milano, pertanto, esprimiamo qualche riserva sul contenuto della stessa.

(R.A.)

Tribunale di New York: via libera alla digitalizzazione dei libri

autore:

Roberta Avarello

Lo scorso 10 ottobre 2012, il Tribunale newyorkese ha deciso l’aspra controversia instaurata dall’Author’s Guild, organizzazione no profit che tutela gli interessi degli autori statunitensi, al fine di ottenere il blocco della collaborazione iniziata tra alcuni atenei americani e Google, in ordine alla massiva digitalizzazione di opere, nel quadro del generale progetto di digitalizzazione denominato “Google Book-Scanning”.

Detta collaborazione, avente ad oggetto uno scambio di contenuti, avrebbe consentito a Google di digitalizzare i volumi universitari ed agli atenei di detenere le copie elettroniche dei libri.

La Author’s Guild ha instaurato detto procedimento, in particolare, nei confronti della HathiTrust, organizzazione cui era stato demandato il compito di archiviare i libri digitalizzati per conto dell’Università del Michigan.

L’organizzazione convenuta in giudizio, aveva digitalizzato ben 10 milioni di opere, di cui il 73% protette da copyright.

Nonostante il sindacato degli autori abbia contestato all’HathiTrust di aver posto in essere un’operazione non autorizzata e rischiosa, atteso che, una volta entrate nel sistema Google Books, le opere protette oggetto di digitalizzazione non sarebbero più state soggette al controllo dalle università, il Giudice di New York ha respinto le domande attrici.

Ad avviso del Giudicante, infatti, il progetto di digitalizzazione non violerebbe affatto le norme sul copyright e rientrerebbe negli usi legittimi delle opere e, in particolare, nel c.d. “fair use”.

Detto principio, contemplato dal “Copyright Act” (legge statunitense sul copyright), rende disponibili al pubblico le opere protette da copyright, a condizione che il loro utilizzo serva a promuovere il progresso della scienza e delle arti.

Ebbene, il Tribunale newyorkese ha osservato che l’iniziativa di HathiTrust sarebbe perfettamente legale, dal momento che l’organizzazione offre l’accesso ai suoi servizi solo a determinate condizioni.

La concessione che gli atenei, o con specifico riferimento al caso di specie, la HathiTrust, fa a Google Books è infatti vincolata a determinati requisiti, tra cui, in primis, l’autorizzazione dell’avente diritto.

Tribunale di NY.pdf



Commento

Sebbene la guerra legale tra Google e gli autori delle opere protette da copyright sia destinata a continuare, è evidente come la pronuncia in esame segni un importante punto a favore del menzionato generale progetto di digitalizzazione denominato “Google Book-Scanning”.

Il colosso di Mountain View ha vinto, dunque, un’altra importante battaglia dopo l’accordo, siglato dopo sette anni difficilissimi di citazioni in giudizio e accuse di violazioni di copyright, raggiunto sulla questione della digitalizzazione dei libri all’interno del Google Library Project, con l’Association of American Publishers (associazione degli editori americani), in base al quale gli editori potranno scegliere quali libri possono essere inclusi nella biblioteca digitale e quali rimuovere.

Ci pare interessante segnalare, da ultimo, come la decisione in commento sia stata notevolmente influenzata dall’Ada (Americans with Disabilities Act), una legge a tutela dei diritti civili dei disabili, entrata in vigore nel 1990.

E’ stato, infatti, acclarato che, nel rispetto dei contenuti di questa norma, la disponibilità delle opere elettroniche faciliterebbe la consultazione ai portatori di handicap.

(R.A.)

Tribunale delle imprese – al via dal 20 settembre 2012

autore:

Francesca Florio

Il 20 settembre 2012 ha debuttato il Tribunale delle imprese, introdotto dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27.
Con l’istituzione del predetto Tribunale, le sezioni specializzate in materia di proprietà industriale sono state ribattezzate “sezioni specializzate in materia d’impresa” e saranno destinatarie di procedimenti aventi ad oggetto controversie:
(i) di cui all'articolo 134 del D.lgs. 10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni, ovvero controversie in materia di proprietà industriale;
(ii) in materia di diritto d'autore;
(iii) di cui all'art. 33, comma 2, della L. 10 ottobre 1990, n. 287, ovvero controversie in materia di intese, abuso di posizione dominante ed operazioni di concentrazione;
(iv) relative alla violazione della normativa antitrust dell'Unione europea;
(v)  riguardanti le società per azioni, le società in accomandita per azioni, e le società a responsabilità limitata, le imprese cooperative e mutue assicuratrici le società europee di cui al Regolamento CE n. 2157/2001, le società cooperative europee di cui al Regolamento (CE) n. 1435/2003, nonché le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle società costituite all'estero, ovvero le società che rispetto alle stesse esercitano o sono sottoposte a direzione e coordinamento.
 Per quanto riguarda la competenza territoriale, le sezioni specializzate in materia di impresa sono state istituite presso i tribunali e le corti d'appello aventi sede nel capoluogo di ogni regione, con eccezione di Lombardia e Sicilia (in cui sono presenti due sedi) e della Valle D'Aosta (in cui non sono presenti sedi, poiché la competenza spetta a Torino).
Di seguito, il nuovo testo del Decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168:
Decreto legislativo 27 giugno 2003, n. 168, testo coordinato con DL 24.1.2012 n.1 (conv.con modifiche con L.24.3.2012 n. 27)
Art. 1. Istituzione delle sezioni specializzate in materia di impresa 1. Sono istituite presso i tribunali e le corti d'appello di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trieste e Venezia sezioni specializzate in materia di impresa senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato né incrementi di dotazioni organiche(. 1-bis. Sono altresì istituite sezioni specializzate in materia di impresa presso i tribunali e le corti d'appello aventi sede nel capoluogo di ogni regione, ove non esistenti nelle città di cui al comma 1. Per il territorio compreso nella regione Valle d'Aosta/Vallè d'Aoste sono competenti le sezioni specializzate presso il tribunale e la corte d'appello di Torino. È altresì istituita la sezione specializzata in materia di impresa presso il tribunale e la corte d'appello di Brescia.
Art. 2. Composizione delle sezioni e degli organi giudicanti. 1. I giudici che compongono le sezioni specializzate sono scelti tra i magistrati dotati di specifiche competenze; 2. Ai giudici delle sezioni specializzate può essere assegnata, rispettivamente dal Presidente del tribunale o della corte d'appello, anche la trattazione di processi diversi, purché ciò non comporti ritardo nella trattazione e decisione dei giudizi in materia di impresa.
Art. 3 Competenza per materia delle sezioni specializzate. 1. Le sezioni specializzate sono competenti in materia di: a) controversie di cui all'articolo 134 del decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30, e successive modificazioni; b) controversie in materia di diritto d'autore; c) controversie di cui all'articolo 33, comma 2, della legge 10 ottobre 1990, n. 287; d) controversie relative alla violazione della normativa antitrust dell'Unione europea. 2. Le sezioni specializzate sono altresì competenti, relativamente alle società di cui al libro V, titolo V, capi V, VI e VII, e titolo VI, del codice civile, alle società di cui al regolamento (CE) n. 2157/2001 del Consiglio, dell'8 ottobre 2001, e di cui al regolamento (CE) n. 1435/2003 del Consiglio, del 22 luglio 2003, nonché alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato delle società costituite all'estero, ovvero alle società che rispetto alle stesse esercitano o sono sottoposte a direzione e coordinamento, per le cause e i procedimenti: a) relativi a rapporti societari ivi compresi quelli concernenti l'accertamento, la costituzione, la modificazione o l'estinzione di un rapporto societario, le azioni di responsabilità da chiunque promosse contro i componenti degli organi amministrativi o di controllo, il liquidatore, il direttore generale ovvero il dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, nonché contro il soggetto incaricato della revisione contabile per i danni derivanti da propri inadempimenti o da fatti illeciti commessi nei confronti della società che ha conferito l'incarico e nei confronti dei terzi danneggiati, le opposizioni di cui agli articoli 2445, terzo comma, 2482, secondo comma, 2447-quater, secondo comma, 2487-ter, secondo comma, 2503, secondo comma, 2503-bis, primo comma, e 2506-ter del codice civile; b) relativi al trasferimento delle partecipazioni sociali o ad ogni altro negozio avente ad oggetto le partecipazioni sociali o i diritti inerenti; c) in materia di patti parasociali, anche diversi da quelli regolati dall'articolo 2341-bis del codice civile; d) aventi ad oggetto azioni di responsabilità promosse dai creditori delle società controllate contro le società che le controllano; e) relativi a rapporti di cui all'articolo 2359, primo comma, numero 3), all'articolo 2497-septies e all'articolo 2545-septies del codice civile; f) relativi a contratti pubblici di appalto di lavori, servizi o forniture di rilevanza comunitaria dei quali sia parte una delle società di cui al presente comma, ovvero quando una delle stesse partecipa al consorzio o al raggruppamento temporaneo cui i contratti siano stati affidati, ove comunque sussista la giurisdizione del giudice ordinario. 3. Le sezioni specializzate sono altresì competenti per le cause e i procedimenti che presentano ragioni di connessione con quelli di cui ai commi 1 e 2";
Art. 4 Competenza territoriale delle sezioni 1. Le controversie di cui all'articolo 3 che, secondo gli ordinari criteri di ripartizione della competenza territoriale e nel rispetto delle normative speciali che le disciplinano, dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari compresi nel territorio della regione sono assegnate alla sezione specializzata avente sede nel capoluogo di regione individuato ai sensi dell'articolo 1. Alle sezioni specializzate istituite presso i tribunali e le corti d'appello non aventi sede nei capoluoghi di regione sono assegnate le controversie che dovrebbero essere trattate dagli uffici giudiziari compresi nei rispettivi distretti di corte d'appello.
Art. 5.Competenze del Presidente della sezione specializzata. 1. Nelle materie di cui all'articolo 3, le competenze riservate dalla legge al Presidente del tribunale e al Presidente della corte d'appello spettano al Presidente delle rispettive sezioni specializzate.

Illecito sfruttamento dei diritti di diffusione televisiva

autore:

Roberta Avarello

Il Tribunale di Padova, nel definire una controversia avente ad oggetto l’illecito sfruttamento televisivo di un’opera cinematografica, ha di recente confermato, con sentenza depositata lo scorso 23 novembre 2012, il significativo principio, già affermato dalla Suprema Corte, secondo cui, in tema di diritto d’autore, la violazione di un diritto di esclusiva integra di per sé la prova dell’esistenza del danno.
Con precipuo riferimento alla fattispecie oggetto di causa, il Tribunale di Padova ha osservato, invero, che, in caso di illecito sfruttamento dei diritti di diffusione televisiva di un filmato, l’esistenza del danno deve essere considerata in re ipsa.
Sul punto, il Giudice di Padova ha precisato che l’illecita diffusione televisiva di un’opera priva il soggetto titolare dei diritti sull’opera medesima dell’utile che esso avrebbe potuto trarre dalla relativa diffusione diretta o dalla concessione, dietro corrispettivo, del diritto di diffonderla, specificando che, in assenza della prova di specifiche voci di danno patrimoniale, il pregiudizio discendente dall’illecito sfruttamento dei diritti di diffusione televisiva può essere liquidato in via equitativa.
Tribunale di Padova.pdf

Commento
Nel sostenere che la violazione di un diritto di esclusiva integra di per sé la prova dell’esistenza del danno, la sentenza appena richiamata ha confermato, come detto, un principio già espresso dalla giurisprudenza della Suprema Corte, sul quale, tuttavia, occorre soffermarsi ancora, attesa l’importanza delle relative conseguenze processuali in tema di contenziosi in materia di diritto d’autore.
Conformemente al principio espresso dalla pronuncia in commento, infatti, il titolare dei diritti patrimoniali di un’opera, che ne lamenti l’avvenuta violazione da parte di un terzo, ben può considerarsi svincolato dall’onere probatorio gravante sul medesimo ai sensi dell’art. 2697 c.c. Si assiste, in altri termini, alla totale disapplicazione del generale principio dell’onere della prova contemplato all’art. 2697 c.c., che prevede, al primo comma, che “chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento”.
Ebbene, non può di certo negarsi come la pronuncia in esame, così come quelle che l’hanno preceduta, superando, in qualche modo, la questione relativa alla prova del danno lamentato dal soggetto interessato alla tutela dei propri diritti, abbia il merito di alleggerire il giudizio avente ad oggetto la violazione di un diritto di esclusiva sotto il profilo istruttorio, restando aperta la sola questione relativa alla quantificazione del danno medesimo che, tuttavia, come detto, può essere liquidato in via equitativa.
(R.A.)

Procura di Milano: sequestro edicole on-line

autore:

Roberta Avarello

La Procura di Milano, a seguito della denuncia presentata lo scorso 12 giugno 2012 dalla casa editrice Mondadori, ha disposto, il 22 novembre scorso, il sequestro preventivo di un portale di condivisione di contenuti on-line, senza scopo di lucro, di nome Avaxhome.
Il portale sequestrato consiste in ciò che viene definito un “sito pirata”, in quanto la condivisione dei relativi contenuti avviene senza autorizzazione alcuna da parte dei titolari dei diritti e degli editori.
Avaxhome diffonde sulla rete, gratuitamente, una serie di testate, di ogni parte del mondo ed i contenuti che ne sono oggetto vengono, pertanto, scaricati illegalmente.
Ebbene, la Procura di Milano, nel disporre il detto sequestro, ha stabilito che chiunque pubblichi giornali pirata sul web è colpevole del reato di ricettazione, ai sensi dell’art. 648 del codice penale.
Il sequestro, avendo il portale base in Russia, è stato notificato il 23 novembre ai provider italiani, che hanno poi provveduto ad inibirne l'accesso. Avaxhome, pertanto, risulta essere attualmente oscurato.
Procura di Milano.pdf

Commento
Il provvedimento in parola può essere considerato senza precedenti, atteso che, per la prima volta, si procede contro un sito Internet per il reato di ricettazione con un sequestro d'urgenza.
Non solo, siffatta decisione  avrà un impatto decisivo anche direttamente sugli utenti.
Avaxhome, infatti, è uno spazio web che funziona grazie al lavoro volontario di normali utenti che vi pubblicano link dove scaricare i giornali.
Ebbene, quest'attività potrebbe ora finire nel mirino della giustizia italiana anche per il reato di ricettazione, conseguenza assai più grave rispetto alla violazione del diritto d'autore, solo reato di cui finora potevano essere imputati gli utenti.
Secondo l'associazione dei provider italiani, dunque, d’ora in avanti tutti i blog corrono il rischio di venire puniti per la pubblicazione di articoli sotto copyright e tutti coloro che pubblicano sul web articoli altrui senza autorizzazione possono essere indagati per ricettazione.
In conclusione, quindi, il sequestro d'urgenza in commento apre un precedente che può avere ricadute pericolose per la libertà di espressione su Internet, senza considerare che, in futuro, siffatta tipologia di provvedimento potrebbe essere estesa anche ad altri reati, come la diffamazione.
(R.A.)

CEDU: violazione di copyright e libertà di espressione

autore:

Roberta Avarello

La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con sentenza emessa lo scorso 10 gennaio 2013, a definizione di una controversia avente ad oggetto la violazione di copyright, ha fissato il principio secondo il quale una condanna basata sulla violazione del copyright può essere considerata come un’interferenza al diritto alla libertà di espressione e informazione e, pertanto, deve essere supportata da una motivazione pertinente riguardo al suo essere necessaria in una società democratica oltre ad essere prevista dalla legge e a perseguire uno scopo legittimo.

Corte di giustizia.pdf

Commento
Con la sentenza in commento, la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha deciso su di un ricorso presentato da tre fotografi, residenti in Francia, i quali, per aver pubblicato in rete foto “rubate” di una sfilata di moda, venivano condannati, per contraffazione e violazione di copyright, al pagamento di una consistente somma economica, in favore di cinque case produttrici di moda e della Fédération francaise de la couture.
 
Successivamente alla sentenza di condanna definitiva emessa dalla Corte di Cassazione francese, che confermava la decisione della Corte di Appello di Parigi, i tre fotografi ricorrevano la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, invocando, come già fatto in sede di appello, oltre l’art. 122 del Codice della proprietà intellettuale della Francia, che garantisce la libera pubblicazione di opere protette da copyright per scopi informativi, l’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, il quale, disponendo in ordine alla libertà di espressione degli individui, recita che: “1. Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, cinematografiche o televisive. 2. L’esercizio di queste libertà, poiché comporta doveri e responsabilità, può essere sottoposto alle formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza nazionale, all’integrità territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire l’autorità e l’imparzialità del potere giudiziario”.

Ebbene, pur non riconoscendo una diretta violazione dell’articolo in questione, la Corte Europea, con la pronuncia che si commenta, ha sottolineato come la condanna emessa dal Tribunale Francese interferisce con il diritto alla libertà di espressione garantita dalla Convenzione Europea.

Allo stesso tempo, tuttavia, la Corte, sulla base del citato comma 2 dell’art. 10, che dispone, come visto, che il diritto alla libertà di espressione può essere sottoposto a restrizioni o sanzioni qualora esse costituiscano misure necessarie per una società democratica, ha ritenuto l’interferenza dei Giudici francesi necessaria al fine di proteggere i diritti dei terzi.

Insomma, pur non salvando i tre fotografi ricorrenti dalle multe loro comminate, la Corte ha ritenuto opportuno precisare il principio secondo il quale il diritto alla libertà di espressione può naturalmente essere sottoposto a restrizioni o sanzioni previste dalla legge, ma occorre determinare se ciò sia necessario e non comporti un’interferenza al diritto alla libertà di espressione e informazione.

In virtù del verdetto in parola, dunque, come detto, una condanna per violazione di copyright, che limiti, pertanto, la libertà di espressione di un individuo o di un’organizzazione dovrà essere supportata da una motivazione pertinente riguardo al suo essere necessaria in una società democratica oltre ad essere prevista dalla legge e a perseguire uno scopo legittimo.

In altri termini, ogni qualvolta dall’adozione di un provvedimento di enforcement dei diritti di proprietà intellettuale possa derivare una compressione della libertà di manifestazione del pensiero, la sola circostanza che l’adozione del provvedimento sia fondata su una disposizione di legge nazionale non basterà a renderlo legittimo, e ciò, alla stregua della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.

Apple/Samsung: maxi-multa comminata a Samsung dimezzata

autore:

Roberta Avarello

Come alcuni ricorderanno, nel terzo numero del Magazine, commentavamo la maxi-multa, pari ad oltre un miliardo di dollari, imposta dal Tribunale di San Josè, California, alla Samsung, per aver violato alcuni brevetti Apple relativi ai c.d. “Smartphone”.
Come anticipato all’epoca, detta decisione non poteva che essere solo la prima fase dell’insorta contrapposizione tra le due superpotenze industriali, ed infatti, con un documento di circa 30 pagine, emesso lo scorso 30 gennaio 2013, il tribunale californiano ha negato alla Apple la possibilità di ottenere un risarcimento triplicato della sanzione comminata alla Samsung alla fine dello scorso mese di agosto.
Ma v’è di più. Con una ancor più recente decisione, emessa lo scorso 3 marzo 2013, il medesimo Tribunale di San Josè, ricalcolando la somma dovuta ad Apple da parte di Samsung, ha, addirittura, dimezzato la sanzione originariamente imposta, facendo perdere all’azienda di Cupertino ben 450 milioni di dollari.


Tribunale di San Josè.pdf

Commento
Il Giudicante americano, insomma, ha dapprima negato ad Apple un aumento del risarcimento dovutole da parte di Samsung, sostenendo che l’azienda asiatica, pur essendo incorsa nelle citate violazioni brevettuali, avrebbe agito in buona fede, senza volontà di sfruttamento indebito delle tecnologie appartenenti alla rivale, e, ancora, che la medesima Apple avrebbe dovuto provare in maniera chiara e convincente la cattiva fede di Samsung.
In altri termini, secondo la decisione di gennaio 2013, la Apple avrebbe dovuto dimostrare che le attività dell’avversaria venivano dalla stessa poste in essere nella piena consapevolezza di incorrere nella violazione dei diritti di proprietà intellettuale spettanti al colosso di Cupertino.
Ora, invece, con la decisione risalente a qualche giorno fa, il medesimo Giudicante ha fatto di più, decurtando, come detto, ben 450 milioni di dollari dalla salatissima sanzione originariamente imposta alla Samsung.
Detta decisione è stata presa dopo aver constatato due significativi errori di calcolo commessi nella quantificazione operata lo scorso agosto. In primo luogo, il Giudice americano  ha constatato che, per determinare la cifra da imporre come multa, erano stati utilizzati i profitti di Samsung, calcolo, questo, ritenuto ora scorretto, atteso che ad essere violati erano stati solo ed esclusivamente brevetti legati al design di un prodotto. In secondo luogo, lo stesso Giudice ha riscontrato come, in prima battuta e sempre ai fini del risarcimento, erano state erroneamente considerate anche le vendite antecedenti la comunicazione, ai vertici di Samsung, delle accuse di violazione brevettuale.
Insomma, alla luce dei continui colpi di scena che vediamo susseguirsi nella battaglia tra le due superpotenze industriali, non ci resta che attendere le prossime decisioni sulla questione, con la certezza che, ad ogni modo, un nuovo processo, avente ad oggetto altri dispositivi presuntivamente violati, verrà avviato nel 2014.

SIAE assolta da accuse di pratiche anti-concorrenziali

Con sentenza emessa lo scorso 12 aprile 2013, il Tribunale dell’Unione europea ha deciso in ordine ad un ricorso presentato dalla Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) per l’annullamento di una decisione presa dalla Commissione europea, nel 2008, nei confronti della medesima SIAE e di altre società di gestione collettiva europee facenti parte della Confederazione internazionale delle società di autori e compositori (CISAC), un’organizzazione non governativa senza scopo di lucro che rappresenta, in un centinaio di paesi, le società di gestione collettiva dei diritti d’autore relativi, segnatamente, alle opere musicali.

Il Tribunale dell’Unione europea ha accolto, parzialmente, detto ricorso, annullando la decisione impugnata nella parte in cui veniva accertata l’esistenza di una pratica concordata con cui ognuna delle predette società di gestione collettiva avrebbe limitato, negli accordi di rappresentanza reciproca, il diritto di concessione di licenze relative al proprio repertorio sul territorio dell’altra società di gestione collettiva contraente.
Tribunale UE.pdf

Commento
Con la sentenza in commento, il Tribunale dell'Unione Europea ha escluso, dunque, che la SIAE e le altre società di gestione collettiva europee abbiamo attuato pratiche anti-concorrenziali sfavorevoli agli operatori del settore musicale.
Nel motivare la propria decisione, invero, il Tribunale dell’Unione europea ha osservato come la Commissione, da un lato, non disponeva di documenti che comprovassero l’esistenza di una concertazione tra le società di gestione collettiva per quanto riguarda la portata territoriale dei mandati che dette società si conferivano, e, dall’altro, non ha confutato la plausibilità della tesi della ricorrente secondo cui il comportamento parallelo delle società medesime non era frutto di concertazione, essendo invece dovuto alla necessità di lottare efficacemente contro le utilizzazioni non autorizzate delle opere musicali.
Si chiude così, pertanto, quello che può essere considerato l'ultimo capitolo di una querelle legale iniziata diversi anni or sono, laddove, nel 2000, RTL denunciò una società aderente alla CISAC  per aver rifiutato la concessione di una licenza europea per l'attività di radiodiffusione musicale.

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