Call Us +39 011 55.84.111

  • R&P Legal

    Spirito di squadra, conoscenza del business dei clienti, visione strategica, disponibilità, passione, fondamento etico, costo compatibile.

  • Puntiamo sulla competenza

    R&P Legal è uno studio italiano full service, indipendente e con primarie connessioni internazionali, fondato nel 1949.

  • Trattiamo con il mondo... da vicino

    Contiamo su un’articolata rete di primari studi legali di comprovata esperienza nelle principali giurisdizioni estere.

R&P Legal è uno studio legale indipendente, fondato nel 1949, con sei sedi in Italia e con primarie connessioni internazionali, dove lavorano più di centosettanta professionisti qualificati che forniscono assistenza full service.

Ultime notizie

Prev Next

European Court of Justice, Ryanair case: the revenge of fair competition?

Navigazione e Trasporti 19-09-2017 Maurizio Corain

Ryanair employment contracts examined by the Court are drafted in English, subject to Irish law, with a jurisdiction clause providing that the Irish courts have jurisdiction. In those contracts, it was stipulated that th...

Leggi tutto

Gli avvocati Vaciago e Giordano di R&P Legal docenti del Corso di Perfeziona…

Criminal Law 19-09-2017 La Redazione

Gli avvocati Giuseppe Vaciago e Marco Tullio Giordano del dipartimento di diritto penale di R&P Legal parteciperanno, in veste di docenti, alla decima edizione del Corso di Perfezionamento organizzato dalla cattedra ...

Leggi tutto

Il committente che sospende il pagamento per inadempimento dell’appaltatore non …

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 18-09-2017 Daniele Merighetti

La II Sezione Civile della Corte di Cassazione, con ordinanza n. 21315 del 14 settembre 2017, ha stabilito che il contraente che si avvale legittimamente del diritto di sospendere l’adempimento della propria obbligazione...

Leggi tutto

Privacy GDPR - CSI Piemonte organizza un incontro tra gli esperti del settore e …

News 15-09-2017 La Redazione

Il 25 settembre 2017 a Torino si terrà presso la sede del CSI Piemonte (Consorzio per il Sistema Informativo) un incontro volto ad illustrare i nuovi adempimenti previsti dal Regolamento Generale sulla protezione dei dat...

Leggi tutto

DIRETTIVA (UE) 2017/1132 – Un nuovo diritto societario Europeo?

Corporate M&A 14-09-2017 Marco Gardino

Nel mese di luglio è entrata in vigore la Direttiva UE 2017/1132.  Obiettivo della direttiva è l’armonizzazione delle legislazioni nazionali su molti aspetti del diritto societario, con l’obiettivo di fornire garanzie pe...

Leggi tutto

R&P Legal al fianco della fondazione Celebrity Fight Night

News 13-09-2017 La Redazione

Per il quarto anno consecutivo R&P Legal è stata al fianco della fondazione Celebrity Fight Night, nell’organizzazione del suo consueto evento di beneficienza in Italia con cui coinvolge importanti celebrità del mond...

Leggi tutto

Aiuti di Stato (Reg. CE n. 800/2008) e imprese sottoposte a procedure concorsual…

Restructuring & Insolvency 12-09-2017 Enrico Felli

In una recente sentenza (n. 245 del 6/07/2017) la Corte di giustizia UE ha chiarito che l’articolo 1, § 7, lett. c) del reg. (CE) n. 800/2008, concernente l’esclusione dagli aiuti di stato per le imprese in difficoltà, s...

Leggi tutto

Facebook: il garante della privacy spagnolo multa la società per 1,2 milioni

Privacy & Data Protection 12-09-2017 Chiara Agostini

Lunedi 11 settembre il Garante della Privacy spagnolo, l’Agencia Española de Protección de Datos (cd. Aepd), ha multato Facebook per violazione della legge sulla protezione dei dati personali. In particolare, secondo l’a...

Leggi tutto

European Court of Justice, Bossen case: The fact that the distance covered by a …

Navigazione e Trasporti 12-09-2017 Maurizio Corain

Birgit Bossen and other passengers travelled from Rome to Hamburg via Brussels on a flight operated by Brussels Airlines. As their flight arrived in Hamburg with a delay of 3 hours and 50 minutes, they brought an action ...

Leggi tutto

Giuseppe Vaciago, nominato componente della Task Force di AgID per l’intelligenz…

TMT - Cybersecurity 11-09-2017 La Redazione

Giovedì 7 settembre si è svolta a Roma a Palazzo Chigi la prima riunione della Task Force composta da 30 esperti del settore tra cui l’Avv. Giuseppe Vaciago. La task force si occupa di studiare come la diffusione di solu...

Leggi tutto

Legge concorrenza: novità per i diritti connessi sulle opere musicali

TMT - Media Entertainment 11-09-2017 Angela Cataldi

Con la legge Concorrenza (L. n. 124/2017), entrata in vigore lo scorso 29 agosto, è stata introdotta un’importante novità in materia di diritti connessi sulle opere musicali. Mentre prima era il produttore a poter eserc...

Leggi tutto

Disastro di Viareggio: il Tribunale di Lucca affronta il tema della applicabilit…

Criminal Law 11-09-2017 Letizia Catalano

Il Tribunale di Lucca, aderendo alla tesi condivisa dalla giurisprudenza maggioritaria, ha affermato che le società estere operanti sul territorio italiano hanno l’obbligo di rispettare le norme vigenti in Italia, con la...

Leggi tutto

Bancarotta ed omesso versamento di contributi previdenziali

Criminal Law 11-09-2017 Piero Magri

La Suprema Corte in una recente sentenza in cui ha condannato l’imputato per alcuni fatti di bancarotta, ha ritenuto però insussistente la bancarotta per dissipazione nell’ipotesi di omesso versamento di contributi previ...

Leggi tutto

Bancarotta semplice e responsabilità dei sindaci

Criminal Law 11-09-2017 Alessandro Racano

Interessante sentenza emessa dal Tribunale Collegiale di Pordenone con riferimento al reato di bancarotta semplice ex art. 217 L.F. e responsabilità dei sindaci: a quest’ultimi era stato contestato il fatto di non aver s...

Leggi tutto

Contratto d’opera: i diritti di utilizzazione economica spettano al committente

Intellectual Property 06-09-2017 Nicola Berardi

Con sentenza emessa il 13/06/2017, la Sezione Specializzata in materia di imprese del Tribunale di Torino ha ribadito il principio – già affermato dalla stessa Corte e dal Tribunale di Milano – secondo cui “la stipulazio...

Leggi tutto

Principio di rotazione e appalti sotto soglia

Enti Pubblici & Appalti 06-09-2017 Pasquale Morra

Con la recente sentenza del 31 agosto 2017 n. 4125 il Consiglio di Stato Sez. VI ha chiarito che in applicazione del principio di rotazione negli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria la Stazione Appaltant...

Leggi tutto

Solo l’estinzione del debito con il Fisco consente di accedere al patteggiamento…

Criminal Law 02-09-2017 Valeria Valentini

L’onere di estinguere il debito tributario per accedere al patteggiamento è giustificato dall’interesse generale all’eliminazione delle conseguenze dannose del reato ed è finalizzato alla riscossione dei tributi. La Cass...

Leggi tutto

Misure di sostegno alle start up innovative piemontesi

Fondi e Finanziamenti Pubblici 23-08-2017 Marco Gardino

La Regione Piemonte mette a disposizione interessanti misure di sostegno e contributi a favore delle start up innovative, spin off della ricerca pubblica.  Il bando è aperto fino al 31 dicembre 2017. Link alla fonte...

Leggi tutto

Società di capitali e soci investitori per gli avvocati

Corporate M&A 23-08-2017 Marco Gardino

La recentissima legge sulla concorrenza (L. 4 agosto 2017, n. 124), pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 14 agosto, consente agli avvocati di esercitare l’attività forense anche in forma societaria, incluso attrave...

Leggi tutto

Amendments to the Italian Cultural Heritage Code: one small step in the legal fr…

Art Law 12-08-2017 Luigi Macioce

According to the “Art Market 2017” (a report on the 2016 global art market issued by Art Economics and released during Art Basel Hong Kong) Italy represents one of the less developed art markets in the world, even though...

Leggi tutto

Modifica al Codice dei Beni Culturali: un piccolo passo nel mondo legale; un gra…

Art Law 12-08-2017 Luigi Macioce

Secondo “Art Market 2017” (report sul mercato globale dell’arte nel 2016 prodotto da Art Economics e rilasciato in occasione di Art Basel Hong Kong) l’Italia rappresenta uno dei mercati meno sviluppoati e dinamici nel me...

Leggi tutto

R&P Legal assiste il Gruppo Miele nell’acquisizione del Gruppo Steelco

News 05-08-2017 La Redazione

Il gruppo tedesco Miele, leader nel settore degli elettrodomestici, ha acquisito una quota di maggioranza nel gruppo Italiano SteelCo, leader nel settore dei prodotti per la disinfezione e sterilizzazione per applicazion...

Leggi tutto

EuroCloud Europe: online il nuovo sito web dedicato al Cloud Computing

Privacy & Data Protection 01-08-2017 Chiara Agostini

In data 26 luglio 2017, EuroCloud Europe, un’organizzazione no-profit che promuove lo sviluppo e la diffusione di tecnologie basate sul Cloud Computing, ha interamente rinnovato il proprio sito web (https://eurocloud.org...

Leggi tutto

Compliance 231 - Rassegna Luglio 2017

Compliance 231 31-07-2017 Giuseppe Vaciago

Transparency International Italia: al via la “mappatura” della corruzione La divisione italiana di Transparency International, ovvero la più grande organizzazione a livello globale che si occupa di prevenire e contrasta...

Leggi tutto

European Court of Justice opinion, the envisage PNR agreement between EU and Can…

Navigazione e Trasporti 27-07-2017 Maurizio Corain

The EU and Canada negotiated an agreement on the transfer and processing of Passenger Name Record data (PNR agreement) which was signed in 2014. The envisaged agreement permits the systematic and continuous transfer of P...

Leggi tutto

L’Avv. Maria Cristina Breida su CH4

News 27-07-2017 La Redazione

L’Avv. Maria Cristina Breida, Partner di R&P Legal, è presente sull’ultimo numero di CH4, rivista specialistica dedicata alla filiera del gas, con un contributo in materia di ricerca, prospezione e coltivazione di id...

Leggi tutto

Infortunio sul lavoro: esclusa la responsabilità dell’ente per carenza del requi…

Criminal Law 25-07-2017 Letizia Catalano

Il Tribunale di Fermo ha assolto l’ente imputato in un processo penale per l’infortunio occorso ad un lavoratore mentre era intento a lavorare presso un macchinario non munito di protezioni adeguate. Il Tribunale, pur r...

Leggi tutto

Regolamento Privacy Ue e certificazione in materia di dati personali

Privacy & Data Protection 24-07-2017 Giuseppe Vaciago

Il Garante Privacy e ACCREDIA hanno richiamano l'attenzione sulla necessità di attendere la definizione di criteri e requisiti comuni per la conformità delle certificazioni in materia di protezione dati al Regolamento UE...

Leggi tutto

R&P Legal con la Bormioli Luigi nell'acquisizione della divisione Casa Della…

News 20-07-2017 La Redazione

La Bormioli Luigi S.p.A. storica vetreria di Parma specializzata nella manifattura di contenitori di alta gamma per la profumeria e per la distilleria e di articoli per la tavola in vetro, acquisirà la divisione Casa del...

Leggi tutto

R&P Legal con Sciaudone per l'Aeroporto di Salerno-Pontecagnano

News 20-07-2017 La Redazione

R&P Legal ha affiancato il Consorzio Aeroporto di Salerno-Pontecagnano nella valutazione circa la realizzabilità di una rete aeroportuale campana. In particolare, l'avv. Riccardo Sciaudone, Partner di R&P Legal, ...

Leggi tutto

European Court of Justice, Werner Fries case: The age limit of 65 years laid dow…

Navigazione e Trasporti 18-07-2017 Maurizio Corain

Mr Werner Fries was employed as a captain by Lufthansa until the end of October 2013 when he had reached the mandatory age limit of 65 years laid down in EU legislation for pilots of commercial aircraft (i.e. Point FCL.0...

Leggi tutto

Italian Antitrust Authority, Vueling S.A. case: three unfair trade practices mis…

Navigazione e Trasporti 17-07-2017 Maurizio Corain

Vueling S.A. – the Spanish low-cost carrier - has been fined €1 million by the Italian Antitrust Authority (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) for three unfair trade practices representing a violation of t...

Leggi tutto

R&P Legal nella cessione del gruppo Geodata

News 17-07-2017 La Redazione

Lo Studio R&P Legal, con i soci Giovanni Luppi, Mario Colombatto e Anna Frumento, e l’associate Antonio Faruzzi, ha assistito Patto Geodata S.p.A., primaria società italiana nel mercato dell’ingegneria ambientale, ci...

Leggi tutto

La sospensione dei termini durante il periodo feriale e l’accertamento di credit…

Restructuring & Insolvency 15-07-2017 Sara Colli

La Suprema Corte ha riconfermato il principio secondo cui l’art. 3 L. 742/1969 non si applica ai giudizi di ammissione allo stato passivo dei crediti derivanti da rapporto di lavoro, nonostante essi debbano essere tratta...

Leggi tutto

Pubblicato il quaderno n. 71 della Scuola di alta formazione da parte dell’Ordin…

Restructuring & Insolvency 15-07-2017 Enrico Felli

L’ODCEC di Milano ha divulgato il quaderno SAF n. 71 sui sistemi di allerta interna. Esso si rivolge in particolare ai sindaci e ai revisori contabili; obiettivo del quaderno è quello di fornire a tali soggetti indicazio...

Leggi tutto

Consob avvia la consultazione pubblica sul nuovo regolamento equity crowdfunding

Startup 13-07-2017 Nicola Berardi

Il 6 luglio, la Consob ha aperto la consultazione pubblica relativa alla revisione del Regolamento n. 18592 del 26 giugno 2013 sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali online (c.d. equity crowdfunding), nece...

Leggi tutto

I danni punitivi nuovamente al vaglio della Cassazione

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 13-07-2017 Giulia Pairona

Con la sentenza n. 16601 del 5 luglio 2017 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, chiamate a pronunciarsi sulla riconoscibilità di una sentenza straniera contenente la condanna al risarcimento di danni ultracompensa...

Leggi tutto

E’ nullo il contratto di sale and lease back se ha la funzione di garantire di p…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 13-07-2017 Daniele Merighetti

Con sentenza n. 16646 del 6 luglio 2017, la III sezione della Corte di Cassazione ha stabilito che deve ritenersi nullo per illiceità della causa il contratto di sale and lease back quando ha la funzione di garantire di ...

Leggi tutto

Dati personali dei lavoratori: il WP29 aggiorna le regole del trattamento alla l…

Privacy & Data Protection 11-07-2017 Chiara Agostini

Introduzione Con parere dell’8 giugno 2017, il Gruppo di lavoro ex art. 29 (“WP29”) si è pronunciato in merito al trattamento dei dati personali dei lavoratori, integrando quanto già previsto in passato con il Parere ...

Leggi tutto

La pubblicità dei web influencer allo studio del Governo

TMT - Media Entertainment 11-07-2017 Nicola Berardi

Il 29 giugno, a margine dell’adozione da parte della Camera del testo definitivo del DDL Concorrenza, è stato approvato un ordine del giorno – fortemente voluto dall’Unione Nazionale Consumatori – che impegna il Governo ...

Leggi tutto
Alessandro Racano

Alessandro Racano

Esperto dei reati societari, fallimentari, tributari e dei reati concernenti la tutela del marchio.

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/250-alessandro-racano.html

Bancarotta semplice e responsabilità dei sindaci

Interessante sentenza emessa dal Tribunale Collegiale di Pordenone con riferimento al reato di bancarotta semplice ex art. 217 L.F. e responsabilità dei sindaci: a quest’ultimi era stato contestato il fatto di non aver sollecitato le procedure di fallimento/amministrazione straordinaria, né di aver presentato denuncia alla autorità giudiziaria ex art. 2409 c.c. pur a fronte di un evidente stato di dissesto della società. Ebbene, il collegio ha assolto i sindaci alla luce della assenza del nesso causale tra omissione ed evento in quanto non vi è prova che la invocata segnalazione alle autorità competenti da parte del collegio sindacale avrebbe comportato un minor aggravio del dissesto.

Il “nuovo” reato di dichiarazione infedele ha parzialmente abolito la fattispecie precedente

La recente riforma del 2015 ha modificato il reato di dichiarazione infedele sottraendo dalla cornice della norma quella parte della fattispecie ove si sanzionava la deduzione di costi – ontologicamente esistenti – privi dei criteri di inerenza e competenza. Una recente sentenza della Cassazione (sez. III, n. 30686 del 20/6/17) ha stabilito che tale nuova formulazione, ridisegnando la fattispecie, cotituisce una vera e propria abolitio criminis del reato, per quanto parziale. Conseguentemente coloro che hanno subito una condanna passata in giudicato ai sensi del “vecchio” art. 4, potranno ora agire in sede di incidente di esecuzione per ottenere la revoca del provvedimento.

Minaccia di licenziamento, invito alle dimissioni ed estorsione

Secondo il Tribunale di Napoli commette il reato di tentata estorsione il responsabile commerciale di una società che invita il dipendente addetto alla vendita presso un negozio di abbigliamento e dallo scarso rendimento lavorativo a firmare, entro il giorno successivo, le dimissioni correlate ad un incentivo economico e, di contro, prospetta un licenziamento qualificabile come privo di “giusta causa” o “giustificato motivo”. Ciò era avvenuto nel corso di un incontro a cui il lavoratore era stato urgentemente convocato senza spiegazioni di sorta, fuori dall’orario di lavoro e presso il magazzino del negozio, circostanze ritenute idonee ad incidere sulla capacità di autodeterminazione di quest’ultimo.

Usurpazione brevettuale e danno di particolare tenuità

 

il Tribunale di Milano ha accolto il patteggiamento “al minimo” a favore di una persona giuridica imputata ai sensi della “231” per il reato di usurpazione brevettuale ex art. 517 ter, c.p.  

L’ente aveva importato alcuni prodotti cinesi poi sequestrati in dogana perché realizzati in violazione del brevetto di una nota azienda tedesca la quale si era opposta al patteggiamento, a suo parere troppo favorevole, sottolineando la gravità intrinseca di ogni frode brevettuale.

La difesa ha però sostenuto che la mancata introduzione della merce sul mercato, il basso valore commerciale dei prodotti stessi e l’assenza di un concreto beneficio a favore dell’ente avevano generato un danno di particolare tenuità tale da giustificare un patteggiamento finale a €10.329 (ovvero il limite minimo invalicabile previsto dalla legge).

Il giudice di Milano applica la “Taricco” e disapplica le norme italiane in materia di prescrizione del reato

Il GUP di Milano ha rinviato a giudizio alcuni soggetti imputati per una frode IVA da 642 milioni. La notizia è sorprendente in quanto alcune di tali condotte si sarebbero dovute dichiarare pacificamente prescritte alla luce della normativa italiana. “Svista” del magistrato, quindi? Invero no. Il giudice si è limitato applicare la sentenza “Taricco” del 2015 emessa dalla Corte di Giustizia Europea secondo cui i Giudici comunitari dovranno disapplicare le leggi nazionali in materia di prescrizione in caso di gravi frodi ai danni degli interessi finanziari della UE. La partita però non è affatto chiusa. Per il 18 ottobre, infatti, si attende la decisione della Corte Costituzionale con cui si stabilirà se il predetto obbligo europeo possa o meno dirsi compatibile con il principio costituzionale di legalità.

Link alla fonte

Prime decisioni della Corte Costituzionale sul ne bis in idem

La Corte Costituzionale si è finalmente pronunciata su alcune questioni inerenti la violazione del principio del ne bis in idem, come interpretato dalla Corte di Strasburgo, in materia di abuso di mercato e di omesso versamento dell'IVA ex art. 10 ter, D. L.vo 74/00. Sulla base di quanto riportato nel comunicato dell'Ufficio Stampa della Corte, la Consulta ha concluso per l'inammissibilità di due delle questioni proposte e ha restituito gli atti al giudice rimettente per la terza, per sopravvenute modifiche legislative.

Si tratta di uno dei primi interventi della Corte con riferimento ad un importante tema su cui si sono già registrati diversi provvedimenti di merito non sempre tra loro coerenti. Non resta quindi che attendere le motivazioni per comprendere la portata di tali decisioni.

La Cassazione disapplica la prescrizione prevista dalla legge italiana in un caso di frodi IVA

Con la nota sentenza “Taricco” del settembre 2015 la Corte di Giustizia aveva stabilito che un regime nazionale prescrizionale troppo breve avrebbe ben potuto confliggere con quanto previsto dal diritto comunitario e, nel caso di specie, annullare gli effetti deterrenti di disposizioni penali previste in materia di frodi IVA.

Con una recentissima motivazione la Suprema Corte ha esaminato un caso simile a quello di cui sopra (relativo ad una dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di numerose fatture per operazioni inesistenti) ed ha quindi ritenuto di applicare per la prima volta il principio della sentenza “Taricco” con la dirompente conseguenza - decisamente gravosa per l’imputato - di “riallungare” la prescrizione oltre il limite previsto dalla legge penale secondo cui, invece, alcune condotte si sarebbero potute dichiarare già prescritte.

La riforma dei reati tributari e gli effetti del pagamento del debito tributario

La recente riforma dei reati tributari, introdotta con il D. Lgs. n. 158/15, ha modificato il principale corpo normativo di riferimento, ovvero il D. Lgs. n. 74/00. Certamente il legislatore non ha rivoluzionato il sistema penale tributario, ma si è piuttosto concentrato sul riordino della normativa esistente e sul perseguimento di alcuni obiettivi tra i quali la volontà di perseguire penalmente solo quelle violazioni contraddistinte da una certa gravità relegando al campo delle sanzioni amministrative fattispecie che, dal punto di vista dell’entità del debito tributario, non risultano eccessivamente elevate.

In ossequio a tale principio la riforma ha introdotto un nuovo regime regolante gli effetti in sede penale dell’estinzione di quanto dovuto dal contribuente.

Si tratta di una delle principali novità introdotte dalla riforma la quale riguarda la previsione di una causa generale di non punibilità a seguito del pagamento del debito tributario, regolata in termini differenti a seconda della tipologia e della gravità dei reati contestati.

Appare quindi immediatamente evidente la netta differenza di tale meccanismo rispetto a quello previsto della previgente normativa là ove l’estinzione del debito garantiva, invece, effetti premiali meno appetibili per l’imputato come la diminuzione della pena e la mancata applicazione delle sanzioni interdittive.

Veniamo ora la norma nel dettaglio.

Il comma 1 del “nuovo” art. 13, in particolare, stabilisce che l’estinzione integrale dei debiti tributari (anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento o del ravvedimento operoso)relativi ai reati di omesso versamento ex artt. 10 bis, 10 ter ed indebita compensazione ex art 10 quater, c.1, determinerà la non punibilità degli stessi, ma solo se tale pagamento interverrà prima della apertura del dibattimento.

Diverso e meno vantaggioso è invece il regime di “non punibilità” ora previsto al comma 2 per l’intervenuto pagamento dei debiti tributari conseguenti ai reati di dichiarazione infedele (art. 4) ed omessa dichiarazione (art. 5).

L’estinzione del reato, infatti, interverrà qualora i debiti tributari siano stati pagati con il ravvedimento operoso (nel primo caso, art. 4) o qualora la dichiarazione omessa sia stata presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo (nel secondo caso, art. 5); il pagamento però dovrà comunque intervenire prima che il contribuente autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento o di procedimenti penali.

Conseguentemente per i reati di cui al secondo comma dell’art. 13 (artt. 4 e 5) - a differenza di quanto previsto per i reati di cui al primo comma (artt. 10-bis, 10-ter e 10-quater, c. 1) - l’adesione alle procedure conciliative non avrà alcun effetto in punto di non punibilità in quanto le stesse, va da sé, presuppongono una già intervenuta attività di controllo da parte della Amministrazione Finanziaria e quindi, in buona sostanza, la “formale conoscenza” da parte del contribuente.

Appare quindi evidente l’intento del legislatore che ha così voluto differenziare gli effetti premiali della estinzione del debito tributario sulla base della diversa insidiosità dei reati in questione: sarà quindi avvantaggiato il contribuente inadempiente che comunque non ha celato il proprio debito tributario (art. 10 bis, 10 ter e 10 quater c.1) rispetto a chi ha realizzato condotte caratterizzate da un più spiccato profilo fraudolento (art.4 e art. 5).

Inoltre il testo normativo in questione, che peraltro utilizza la medesima terminologia di cui alla L. 186/14 regolante la voluntary disclosure, non circoscrive con chiarezza la definizione della “formale conoscenza” di cui si è sopra detto; tale assenza di specificità, purtroppo, lascia ancora qualche dubbio in quanto non chiarisce, ad esempio, se l’invio e la ricezione di inviti e/o questionari possano o meno costituire una causa ostativa all’applicazione dell’art. 13.

Il comma 3 dell’art. 13, infine, regola il caso in cui il pagamento sia in corso di rateizzazione prima della apertura del dibattimento e, in tal caso, la legge prevede ora la possibilità, per l’autore del reato, di ottenere un termine di tre mesi (prorogabile, ove necessario, di altri tre mesi) per avvalersi della predetta causa estintiva.

Nei casi non previsti e regolati dall’art. 13, l’estinzione del debito tributario prima della apertura del dibattimento può altresì determinare l’applicazione delle circostanze del reato ora disciplinate all’art. 13 bis: si tratta di una circostanza attenuante speciale (che determina una diminuzione della pena fino alla metà) anch’essa correlata al pagamento dei debiti tributari prima della dichiarazione di apertura del dibattimento; sulla falsariga del testo previgente sarà possibile patteggiare il reato solo in presenza della predetta attenuante.

In ultima analisi va ricordato che il legislatore non ha previsto alcun regime transitorio da applicarsi ai procedimenti già pendenti al momento della entrata in vigore della riforma.

In buona sostanza ciò significa che tutti coloro che, al momento della entrata in vigore della riforma, sono imputati in un processo per un reato tributario ormai avviato (e quindi pendente oltre la fase dell’apertura del dibattimento) non potranno chiedere l’applicazione di tale nuova norma, anche se nel frattempo intervenuta.

La scelta, invero, è stata consapevole e volta a garantire un termine certo oltre il quale i giudici potranno o meno applicare tale nuovo istituto.

 

Sulla competenza territoriale del reato di accesso abusivo al sistema informatico

È finalmente disponibile la motivazione delle Sezioni Unite con cui è stato finalmente chiarito "se, ai fini della determinazione della competenza per territorio, il luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di cui all'art. 615-ter, cod. pen., sia quello in cui si trova il soggetto che si introduce nel sistema o, invece, quello nel quale è collocato il server che elabora e controlla le credenziali di autenticazione fornite dall'agente".

Rimandando agli articoli precedenti e disponibili su questa rivista per l’esame del caso pratico da cui è scaturito tale quesito, ivi si intende riassumere brevemente il ragionamento giuridico e le conclusioni a cui sono giunte le Sezioni Unite.

Innanzitutto vediamo le due diverse e confliggenti soluzioni giurisprudenziali che in passato si erano occupate della questione:

1) un primo orientamento prediligeva il luogo ove viene effettivamente superata la protezione informatica e si verifica la introduzione del sistema e quindi, in definitiva, ove è materialmente collocato il server violato (tale interpretazione era stata proposta da Cass., Sez. I, n. 40303 del 27/5/2013, Martini, Rv. 2572);

2) un secondo orientamento, invece, proposto nell’ordinanza di remissione alla Sezioni Unite e parzialmente affrontato in altra pronuncia (Sez. I, n. 34165 del 15/6/2014, Dal Bo, non massimata) individuava il locus commissi delicti ove si trovava l’utente al momento della digitazione della password dalla propria postazione remota (e quindi, va da sé, in un luogo potenzialmente diverso da quello del server).

Le Sezioni Unite, prima di proporre la loro, definitiva, soluzione, hanno inizialmente rappresentato alcuni “punti fermi” da cui far partire il loro articolato ragionamento, in particolare:

* il delitto in esame è di mera condotta e quindi si perfeziona al momento della introduzione nel sistema informatico senza che si verifichi né una effettiva violazione della riservatezza, né un uso illecito dei dati carpiti che, infatti, ben può integrare un diverso reato;

* il legislatore non ha dato alcuna specificazione al concetto di “sistema informatico” o “telematico” e ciò, si immagina, per lasciare aperta tale nozione in vista dei possibili e futuri sviluppi tecnologici;

* una definizione è rinvenibile all’art. 1 della Convenzione Europea di Budapest del 23 novembre 2001 ove si stabilisce che il “sistema informatico” è "qualsiasi apparecchiatura o gruppi di apparecchiature interconnesse o collegate, una o più delle quali, in base ad un programma, compiono l'elaborazione dei dati";

* nell’ambito della protezione offerta dall’art. 615 ter, c.p. ricadono anche i sistemi di trattamento delle informazioni che sfruttano l’architettura di rete denominata server-client nella quale un computer o terminale (il client) si connette tramite rete ad un elaboratore centrale (il server) per la condivisione di risorse o informazioni che possono essere rese disponibili a distanza anche ad altri utenti.

 

Ora, sulla base di tali premesse le Sezioni Unite hanno poi tratto le seguenti considerazioni:

 

* con il reato in questione il legislatore ha assicurato la protezione del domicilio informatico quale spazio ideale in cui sono contenuti i dati informatici di pertinenza della persona estendendo la tutela della riservatezza della sfera individuale, quale bene costituzionalmente protetto; il parallelo con il domicilio reale – sulla cui falsariga è stata impostata la norma – è imperfetto;

* le condotte di abusiva introduzione in un sistema informatico/telematico o di trattenimento contro la volontà di chi può esercitare lo jus excludendi sono collegate ad una dimensione elettronica dello spazio che, non a caso, è correttamente definita "virtuale";

* tale realtà virtuale, così come il cyberspace, è dotata di specifiche caratteristiche per cui la tradizionale nozione  - elaborata per una realtà fisica nella quale le conseguenze sono immediatamente rilevabili e percepibili – deve essere invece rielaborata e rivisitata;

* sotto un profilo tecnico, il sistema informatico o telematico va quindi inteso in senso unitario e complessivo;

* in accordo a quanto sopra e per evitare deficit nel perseguimento dell'obiettivo di protezione del sistema informatico e telematico, risulta conveniente delineare una nozione ampia di computer, così come, del resto, ha già fatto il giudice di legittimità in punto di carte di pagamento, trattandosi di strumenti idonei a trasmettere dati elettronici nel momento in cui si connettono mediante le apparecchiature denominate POS;

* il luogo in cui l'utente opera sul computer combacia quasi sempre con quello ove si possono acquisire le prove e dove la collettività percepisce il disvalore del delitto posto in essere;

 

Una volta premesso quanto sopra, quindi, la soluzione proposta dalle Sezioni Unite appare ormai facile da immaginare: non potrà che essere abbandonata la prima interpretazione proposta, ancorata al concetto classico di fisicità del luogo ove è collocato il server, e ciò a favore del secondo orientamento, parametrato ad una dimensione virtuale, non più fisica e quindi “aterritoriale”.

 

Ed infatti proprio da tale impostazione “aterritoriale” consegue la soluzione del quesito: il luogo di consumazione del reato sarà quello in cui dalla postazione remota l’agente si interfaccia con l’intero sistema, digita le credenziali di autenticazione e preme il tasto di avvio, ponendo così in essere l’unica azione materiale e volontaria che lo pone in condizione di entrare nel dominio delle informazioni che vengono visionate direttamente all’interno della postazione periferica.

Accesso abusivo a un sistema informatico: dove si consuma?

Per le Sezioni Unite l’accesso abusivo al sistema informatico si consuma nel luogo in cui si trova il soggetto autore del reato.

Cass., Sez. Un., 26 marzo 2015, Pres. Santacroce, Rel. Squassoni

Nel numero precedente ci siamo occupati del provvedimento con cui le Sezioni Unite erano state investite per determinare, una volta per tutte, la competenza per territorio del reato di “accesso abusivo al sistema informatico” previsto all’art. 615 ter, c.p. (che punisce “chiunque abusivamente si introduce in un sistema informaticotelematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo”).
Ci si chiedeva, infatti, se si dovesse dare rilevanza al luogo in cui si trova il soggetto che si introduce abusivamente nel sistema o, invece, a quello nel quale è collocato il "server" che elabora e controlla le credenziali di autenticazione fornite dall'agente.
Ebbene, in data 26 marzo 2015 la Suprema Corte ha risolto il predetto quesito con la seguente soluzione, ad oggi non ancora motivata: «il locus commissi delicti dell’art. 615 ter, c.p. è quello del luogo in cui si trova il soggetto che effettua l'introduzione abusiva»; a tale conclusione, peraltro, si è giunti anche sulle base delle conformi conclusioni del Procuratore generale.
Evidentemente, si immagina, si è data prevalenza al fatto che il reato si perfeziona al momento dell’introduzione abusiva nel sistema e ciò a prescindere dall’acquisizione dei dati in esso contenuto; da ciò si è tratta la conclusione per cui la condotta del reato potrà dirsi già perfezionata nel luogo in cui l’agente, utilizzando il proprio computer locale, ha realizzato la condotta prevista dalla norma.
Il tema è complesso ed un più approfondito esame del provvedimento e delle ragioni che hanno condotto le Sezioni Unite a tale decisione, non può che essere posticipato alla lettura delle motivazioni, ad oggi, come detto, non ancora depositate.

Restiamo in contatto

Ricevi gratuitamente la nostra newsletter.

Il Blog di Riccardo Rossotto

Visita il Blog di Riccardo Rossotto.

Torino
R&P Legal
Via Amedeo Avogadro, 26
10121, Torino - Italy
Milano
R&P Legal
Piazzale Luigi Cadorna, 4
20123, Milano - Italy
Roma
R&P Legal
Via Emilia, 86/90
00187, Roma - Italy
Busto Arsizio
R&P Legal
Via Goito, 14
21052, Busto Arsizio (VA) - Italy
Aosta
R&P Legal
Via Croce di Città, 44
11100, Aosta - Italy
Bergamo
R&P Legal
Viale Vittorio Emanuele II, 12
24121, Bergamo - Italy