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Infortunio sul lavoro: esclusa la responsabilità dell’ente per carenza del requi…

Criminal Law 25-07-2017 Letizia Catalano

Il Tribunale di Fermo ha assolto l’ente imputato in un processo penale per l’infortunio occorso ad un lavoratore mentre era intento a lavorare presso un macchinario non munito di protezioni adeguate. Il Tribunale, pur r...

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Regolamento Privacy Ue e certificazione in materia di dati personali

Privacy & Data Protection 24-07-2017 Giuseppe Vaciago

Il Garante Privacy e ACCREDIA hanno richiamano l'attenzione sulla necessità di attendere la definizione di criteri e requisiti comuni per la conformità delle certificazioni in materia di protezione dati al Regolamento UE...

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R&P Legal con la Bormioli Luigi nell'acquisizione della divisione Casa Della…

News 20-07-2017 La Redazione

La Bormioli Luigi S.p.A. storica vetreria di Parma specializzata nella manifattura di contenitori di alta gamma per la profumeria e per la distilleria e di articoli per la tavola in vetro, acquisirà la divisione Casa del...

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R&P Legal con Sciaudone per l'Aeroporto di Salerno-Pontecagnano

News 20-07-2017 La Redazione

R&P Legal ha affiancato il Consorzio Aeroporto di Salerno-Pontecagnano nella valutazione circa la realizzabilità di una rete aeroportuale campana. In particolare, l'avv. Riccardo Sciaudone, Partner di R&P Legal, ...

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European Court of Justice, Werner Fries case: The age limit of 65 years laid dow…

Navigazione e Trasporti 18-07-2017 Maurizio Corain

Mr Werner Fries was employed as a captain by Lufthansa until the end of October 2013 when he had reached the mandatory age limit of 65 years laid down in EU legislation for pilots of commercial aircraft (i.e. Point FCL.0...

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Italian Antitrust Authority, Vueling S.A. case: three unfair trade practices mis…

Navigazione e Trasporti 17-07-2017 Maurizio Corain

Vueling S.A. – the Spanish low-cost carrier - has been fined €1 million by the Italian Antitrust Authority (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) for three unfair trade practices representing a violation of t...

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R&P Legal nella cessione del gruppo Geodata

News 17-07-2017 La Redazione

Lo Studio R&P Legal, con i soci Giovanni Luppi, Mario Colombatto e Anna Frumento, e l’associate Antonio Faruzzi, ha assistito Patto Geodata S.p.A., primaria società italiana nel mercato dell’ingegneria ambientale, ci...

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La sospensione dei termini durante il periodo feriale e l’accertamento di credit…

Restructuring & Insolvency 15-07-2017 Sara Colli

La Suprema Corte ha riconfermato il principio secondo cui l’art. 3 L. 742/1969 non si applica ai giudizi di ammissione allo stato passivo dei crediti derivanti da rapporto di lavoro, nonostante essi debbano essere tratta...

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Pubblicato il quaderno n. 71 della Scuola di alta formazione da parte dell’Ordin…

Restructuring & Insolvency 15-07-2017 Enrico Felli

L’ODCEC di Milano ha divulgato il quaderno SAF n. 71 sui sistemi di allerta interna. Esso si rivolge in particolare ai sindaci e ai revisori contabili; obiettivo del quaderno è quello di fornire a tali soggetti indicazio...

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Consob avvia la consultazione pubblica sul nuovo regolamento equity crowdfunding

Startup 13-07-2017 Nicola Berardi

Il 6 luglio, la Consob ha aperto la consultazione pubblica relativa alla revisione del Regolamento n. 18592 del 26 giugno 2013 sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali online (c.d. equity crowdfunding), nece...

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I danni punitivi nuovamente al vaglio della Cassazione

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 13-07-2017 Giulia Pairona

Con la sentenza n. 16601 del 5 luglio 2017 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, chiamate a pronunciarsi sulla riconoscibilità di una sentenza straniera contenente la condanna al risarcimento di danni ultracompensa...

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E’ nullo il contratto di sale and lease back se ha la funzione di garantire di p…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 13-07-2017 Daniele Merighetti

Con sentenza n. 16646 del 6 luglio 2017, la III sezione della Corte di Cassazione ha stabilito che deve ritenersi nullo per illiceità della causa il contratto di sale and lease back quando ha la funzione di garantire di ...

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Dati personali dei lavoratori: il WP29 aggiorna le regole del trattamento alla l…

Privacy & Data Protection 11-07-2017 Chiara Agostini

Introduzione Con parere dell’8 giugno 2017, il Gruppo di lavoro ex art. 29 (“WP29”) si è pronunciato in merito al trattamento dei dati personali dei lavoratori, integrando quanto già previsto in passato con il Parere ...

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La pubblicità dei web influencer allo studio del Governo

TMT - Media Entertainment 11-07-2017 Nicola Berardi

Il 29 giugno, a margine dell’adozione da parte della Camera del testo definitivo del DDL Concorrenza, è stato approvato un ordine del giorno – fortemente voluto dall’Unione Nazionale Consumatori – che impegna il Governo ...

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In Gazzetta Ufficiale la riforma della Valutazione di Impatto Ambientale

Ambiente & Energia 11-07-2017 Maria Cristina Breida

Entrerà in vigore il 21 luglio 2017 il Decreto Legislativo n. 104 del 16 giugno 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio 2017, che riforma l’attuale disciplina del procedimento di Valutazione di Impatto Amb...

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Niente più obblighi di comunicazione antiriciclaggio per l’Organismo di Vigilanz…

Criminal Law 11-07-2017 Letizia Catalano

Il D. Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, entrato in vigore lo scorso 4 luglio, ha eliminato l’obbligo di comunicazione antiriciclaggio posto a carico dell’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001. Di conseguenza i suoi compon...

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Nota Banca d’Italia (n. 10): novità in materia di cartolarizzazione dei crediti

Banking & Finance 11-07-2017 Vincenzo D'Antoni

Una nuova Nota di stabilità finanziaria e vigilanza, la n. 10, è stata pubblicata da Banca d’Italia sulle recenti modifiche apportate alla legge 130/1999 in tema di cartolarizzazione dei crediti dalla legge di conversion...

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Il passeggero trasportato che ha subito danni per un sinistro stradale può invoc…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 11-07-2017 Daniele Merighetti

Con sentenza n. 16477 del 5 luglio 2017, la III sezione della Corte di Cassazione ha stabilito che la persona trasportata su un veicolo a motore, che abbia subito danni in conseguenza di un sinistro stradale, può invocar...

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Pubblicate le Linee Guida della Commissione Europea sulla comunicazione delle in…

Charities & Social Enterprises 10-07-2017 Roberto Randazzo

Il 5 luglio 2017 sono state pubblicate le linee guida della Commissione Europea sulla comunicazione delle informazioni di carattere non finanziario. Gli orientamenti della Commissione Europea hanno lo scopo di aiutare l...

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Geolocalizzazione dei lavoratori: il Garante Privacy dice “no” al trattamento co…

Privacy & Data Protection 10-07-2017 Nicolò Rappa

Con Provvedimento n. 247/2017, il Garante Privacy si è pronunciato in relazione al trattamento, da parte di una società fornitrice di servizi di igiene urbana, dei dati relativi alla localizzazione geografica dei propri ...

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Garante Privacy: no al trattamento dei dati giudiziari dei lavoratori in assenza…

Privacy & Data Protection 10-07-2017 Chiara Agostini

Con Provvedimento n. 267/2017, il Garante Privacy si è pronunciato in relazione al trattamento, da parte di un datore di lavoro, dei dati giudiziari dei propri dipendenti contenuti nel certificato generale del casellario...

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L’Adunanza Plenaria si pronuncia sulla conservazione dell’attestazione SOA in ca…

Enti Pubblici & Appalti 07-07-2017 Pasquale Morra

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato si è pronunciata sulla conservazione dell’attestazione SOA in caso di cessione di ramo di azienda, affermando nella sentenza del 3 luglio 2017 n. 3 i seguenti principi:   l’a...

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European Court of Justice, Uber France service & Approximation of laws: Advo…

Navigazione e Trasporti 07-07-2017 Maurizio Corain

According to Advocate General Maciej Szpunar, Member States may prohibit and punish, as a matter of criminal law, the illegal exercise of transport activities in the context of the UberPop service, without notifying the ...

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European Court of Justice, Air Berlin case: Cancellation fees charged by airline…

Navigazione e Trasporti 07-07-2017 Maurizio Corain

The German airline company Air Berlin included a term in its general terms and conditions stating that, when a passenger cancels a flight booking at an economy rate or does not take the flight, a flat rate sum is to be c...

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The Fight against Abuse of Economic Dependence between Private and Public Enforc…

Antitrust & Competition 05-07-2017 La Redazione

L’articolo di dottrina, scritto dagli Avv.ti Riccardo Sciaudone ed Eleonora Caravà e pubblicato sulla rivista Global Competition Litigation Review (Ed. Sweet & Maxwell, vol. 2, 2017, pp.76-84), illustra il primo caso...

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Telemedicina e Privacy - l'eterna lotta tra i due mondi in cui anche l'Italia di…

Privacy & Data Protection 04-07-2017 La Redazione

Il contributo di Riccardo Sciaudone e di Eleonora Caravà di R&P Legal su "Diritto24 - IlSole24Ore" illustra i risultati e le performance del robot “dottore”, sviluppato nell’ambito del progetto ReMeDi (finanziato con...

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R&P Legal con Sciaudone per la formazione privacy in AIOP Abruzzo

News 04-07-2017 La Redazione

Lo Studio Legale R&P Legal ha assistito l’Associazione Italiana Ospedalità Privata per l’Abruzzo, presieduta dalla dott.ssa Concetta Petruzzi, in due giornate formative in materia di tutela dei dati personali.In vist...

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R&P Legal Academy - Le azioni a voto plurimo e la maggiorazione del voto nel…

News 03-07-2017 La Redazione

Martedì 4 Luglio 2017, ore 15.00 / 18.00 - R&P Legal - Piazzale Cadorna 4 - Milano Programma Deviazioni dal principio “un’azione, un voto” La maggiorazione del voto nelle operazioni di aumento di capitale La ma...

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Anche gli ex soci di una snc rispondono dei canoni di locazione non pagati dall’…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 29-06-2017 Daniele Merighetti

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 15348 del 21.6.2017, ha stabilito che, in tema di locazione ad uso non abitativo, l’art. 36 della legge n. 392/1978 – che prevede la responsabilità sussidiaria del cedente dell’azi...

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Offerta più vantaggiosa, il responsabile unico può «consigliare» la commissione

Enti Pubblici & Appalti 28-06-2017 La Redazione

È uscito sul Sole24Ore - Enti locali & PA - un commento di Riccardo Sciaudone e Eleonora Caravà, di R&P Lagal, relativo alla sentenza 2865/2017 del Consiglio di Stato in materia di appalti pubblici. In particolar...

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D.M. 12 maggio 2017: Recepimento Nazionale ADR 2017

Navigazione e Trasporti 26-06-2017 Maurizio Corain

Nella Gazzetta Ufficiale n. 139 dello scorso 17 giugno 2017 è stato pubblicato il Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 12 maggio 2017 recante norme sul Recepimento della direttiva 2016/2309 della Commis...

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Il “nuovo” reato di dichiarazione infedele ha parzialmente abolito la fattispeci…

Criminal Law 26-06-2017 Alessandro Racano

La recente riforma del 2015 ha modificato il reato di dichiarazione infedele sottraendo dalla cornice della norma quella parte della fattispecie ove si sanzionava la deduzione di costi – ontologicamente esistenti – privi...

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L’Europa si attrezza per combattere il crimine informatico

TMT - Cybersecurity 26-06-2017 Giuseppe Vaciago

Nella seduta del 22 e 23 giugno 2017 il Consiglio europeo si è concentrato sul rafforzamento dell'Europa e la protezione dei suoi cittadini mediante misure efficaci volte a combattere il terrorismo e sviluppare la sicure...

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Mancata svalutazione di crediti inesigibili e falso in bilancio

Criminal Law 24-06-2017 Letizia Catalano

La Corte di Cassazione, con la sentenza n.  29885/2017 del 9 maggio 2017 (dep. 15 giugno 2017), ha ribadito l’importanza dei principi contabili nella predisposizione del bilancio di una società. Tali principi, infatti, s...

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Il parere del Consiglio di Stato sullo schema del “Codice del Terzo settore”

Enti Pubblici & Appalti 23-06-2017 Pasquale Morra

Il Consiglio di Stato ha dato il via libera con osservazioni allo schema di decreto legislativo sul ‘Codice del terzo settore’. Il Consiglio ha apprezzato le finalità di fondo del testo, che mira a conferire al fenomeno...

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Lombardia, 300 milioni alle Pmi per ampliamenti e riconversione di aree

Fondi e Finanziamenti Pubblici 23-06-2017 Pasquale Morra

La Regione Lombardia stanzia quasi 300 milioni di euro per le PMI lombarde a fronte di programmi di sviluppo ad ampio raggio. Le risorse sono dedicate da un lato ad investimenti per programmi di ammodernamento e ampliame...

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La IV direttiva riciclaggio entra in vigore

Criminal Law 23-06-2017 Piero Magri

È stato pubblicato nel Supplemento alla Gazzetta Ufficiale del 19 giugno 2017 il decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 90 di attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanz...

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Aspetti Gestori della Procedura Fallimentare. La figura del Curatore

News 23-06-2017 La Redazione

Lunedì 26 giugno l’Avv. Luca Nisco, Partner di R&P Legal, interverrà al Convegno sugli “Aspetti Gestori della Procedura Fallimentare. La figura del Curatore”, organizzato presso la Sala convegni Palazzo D’Avalos, Vas...

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L’avv. Piero Magri, autore di un articolo in tema di anticorruzione

Criminal Law 23-06-2017 La Redazione

E’ stato pubblicato un articolo sul numero di giugno della rivista Legal, edito da Le Fonti, in tema di anticorruzione. In particolare viene effettuato un excursus sulle principali novità legislative e sul fenomeno dell’...

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Se i ladri entrano in un’abitazione utilizzando i ponteggi montati dall’appaltat…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 22-06-2017 Daniele Merighetti

La III Sezione Civile della Corte di Cassazione, con sentenza n. 15176 del 20 giugno 2017, ha escluso che, in caso di furto reso possibile dall’omessa adozione delle necessarie misure di sicurezza in relazione all’impalc...

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Alessandro Racano

Alessandro Racano

Esperto dei reati societari, fallimentari, tributari e dei reati concernenti la tutela del marchio.

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/250-alessandro-racano.html

Il “nuovo” reato di dichiarazione infedele ha parzialmente abolito la fattispecie precedente

La recente riforma del 2015 ha modificato il reato di dichiarazione infedele sottraendo dalla cornice della norma quella parte della fattispecie ove si sanzionava la deduzione di costi – ontologicamente esistenti – privi dei criteri di inerenza e competenza. Una recente sentenza della Cassazione (sez. III, n. 30686 del 20/6/17) ha stabilito che tale nuova formulazione, ridisegnando la fattispecie, cotituisce una vera e propria abolitio criminis del reato, per quanto parziale. Conseguentemente coloro che hanno subito una condanna passata in giudicato ai sensi del “vecchio” art. 4, potranno ora agire in sede di incidente di esecuzione per ottenere la revoca del provvedimento.

Minaccia di licenziamento, invito alle dimissioni ed estorsione

Secondo il Tribunale di Napoli commette il reato di tentata estorsione il responsabile commerciale di una società che invita il dipendente addetto alla vendita presso un negozio di abbigliamento e dallo scarso rendimento lavorativo a firmare, entro il giorno successivo, le dimissioni correlate ad un incentivo economico e, di contro, prospetta un licenziamento qualificabile come privo di “giusta causa” o “giustificato motivo”. Ciò era avvenuto nel corso di un incontro a cui il lavoratore era stato urgentemente convocato senza spiegazioni di sorta, fuori dall’orario di lavoro e presso il magazzino del negozio, circostanze ritenute idonee ad incidere sulla capacità di autodeterminazione di quest’ultimo.

Usurpazione brevettuale e danno di particolare tenuità

 

il Tribunale di Milano ha accolto il patteggiamento “al minimo” a favore di una persona giuridica imputata ai sensi della “231” per il reato di usurpazione brevettuale ex art. 517 ter, c.p.  

L’ente aveva importato alcuni prodotti cinesi poi sequestrati in dogana perché realizzati in violazione del brevetto di una nota azienda tedesca la quale si era opposta al patteggiamento, a suo parere troppo favorevole, sottolineando la gravità intrinseca di ogni frode brevettuale.

La difesa ha però sostenuto che la mancata introduzione della merce sul mercato, il basso valore commerciale dei prodotti stessi e l’assenza di un concreto beneficio a favore dell’ente avevano generato un danno di particolare tenuità tale da giustificare un patteggiamento finale a €10.329 (ovvero il limite minimo invalicabile previsto dalla legge).

Il giudice di Milano applica la “Taricco” e disapplica le norme italiane in materia di prescrizione del reato

Il GUP di Milano ha rinviato a giudizio alcuni soggetti imputati per una frode IVA da 642 milioni. La notizia è sorprendente in quanto alcune di tali condotte si sarebbero dovute dichiarare pacificamente prescritte alla luce della normativa italiana. “Svista” del magistrato, quindi? Invero no. Il giudice si è limitato applicare la sentenza “Taricco” del 2015 emessa dalla Corte di Giustizia Europea secondo cui i Giudici comunitari dovranno disapplicare le leggi nazionali in materia di prescrizione in caso di gravi frodi ai danni degli interessi finanziari della UE. La partita però non è affatto chiusa. Per il 18 ottobre, infatti, si attende la decisione della Corte Costituzionale con cui si stabilirà se il predetto obbligo europeo possa o meno dirsi compatibile con il principio costituzionale di legalità.

Link alla fonte

Prime decisioni della Corte Costituzionale sul ne bis in idem

La Corte Costituzionale si è finalmente pronunciata su alcune questioni inerenti la violazione del principio del ne bis in idem, come interpretato dalla Corte di Strasburgo, in materia di abuso di mercato e di omesso versamento dell'IVA ex art. 10 ter, D. L.vo 74/00. Sulla base di quanto riportato nel comunicato dell'Ufficio Stampa della Corte, la Consulta ha concluso per l'inammissibilità di due delle questioni proposte e ha restituito gli atti al giudice rimettente per la terza, per sopravvenute modifiche legislative.

Si tratta di uno dei primi interventi della Corte con riferimento ad un importante tema su cui si sono già registrati diversi provvedimenti di merito non sempre tra loro coerenti. Non resta quindi che attendere le motivazioni per comprendere la portata di tali decisioni.

La Cassazione disapplica la prescrizione prevista dalla legge italiana in un caso di frodi IVA

Con la nota sentenza “Taricco” del settembre 2015 la Corte di Giustizia aveva stabilito che un regime nazionale prescrizionale troppo breve avrebbe ben potuto confliggere con quanto previsto dal diritto comunitario e, nel caso di specie, annullare gli effetti deterrenti di disposizioni penali previste in materia di frodi IVA.

Con una recentissima motivazione la Suprema Corte ha esaminato un caso simile a quello di cui sopra (relativo ad una dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di numerose fatture per operazioni inesistenti) ed ha quindi ritenuto di applicare per la prima volta il principio della sentenza “Taricco” con la dirompente conseguenza - decisamente gravosa per l’imputato - di “riallungare” la prescrizione oltre il limite previsto dalla legge penale secondo cui, invece, alcune condotte si sarebbero potute dichiarare già prescritte.

La riforma dei reati tributari e gli effetti del pagamento del debito tributario

La recente riforma dei reati tributari, introdotta con il D. Lgs. n. 158/15, ha modificato il principale corpo normativo di riferimento, ovvero il D. Lgs. n. 74/00. Certamente il legislatore non ha rivoluzionato il sistema penale tributario, ma si è piuttosto concentrato sul riordino della normativa esistente e sul perseguimento di alcuni obiettivi tra i quali la volontà di perseguire penalmente solo quelle violazioni contraddistinte da una certa gravità relegando al campo delle sanzioni amministrative fattispecie che, dal punto di vista dell’entità del debito tributario, non risultano eccessivamente elevate.

In ossequio a tale principio la riforma ha introdotto un nuovo regime regolante gli effetti in sede penale dell’estinzione di quanto dovuto dal contribuente.

Si tratta di una delle principali novità introdotte dalla riforma la quale riguarda la previsione di una causa generale di non punibilità a seguito del pagamento del debito tributario, regolata in termini differenti a seconda della tipologia e della gravità dei reati contestati.

Appare quindi immediatamente evidente la netta differenza di tale meccanismo rispetto a quello previsto della previgente normativa là ove l’estinzione del debito garantiva, invece, effetti premiali meno appetibili per l’imputato come la diminuzione della pena e la mancata applicazione delle sanzioni interdittive.

Veniamo ora la norma nel dettaglio.

Il comma 1 del “nuovo” art. 13, in particolare, stabilisce che l’estinzione integrale dei debiti tributari (anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento o del ravvedimento operoso)relativi ai reati di omesso versamento ex artt. 10 bis, 10 ter ed indebita compensazione ex art 10 quater, c.1, determinerà la non punibilità degli stessi, ma solo se tale pagamento interverrà prima della apertura del dibattimento.

Diverso e meno vantaggioso è invece il regime di “non punibilità” ora previsto al comma 2 per l’intervenuto pagamento dei debiti tributari conseguenti ai reati di dichiarazione infedele (art. 4) ed omessa dichiarazione (art. 5).

L’estinzione del reato, infatti, interverrà qualora i debiti tributari siano stati pagati con il ravvedimento operoso (nel primo caso, art. 4) o qualora la dichiarazione omessa sia stata presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo (nel secondo caso, art. 5); il pagamento però dovrà comunque intervenire prima che il contribuente autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento o di procedimenti penali.

Conseguentemente per i reati di cui al secondo comma dell’art. 13 (artt. 4 e 5) - a differenza di quanto previsto per i reati di cui al primo comma (artt. 10-bis, 10-ter e 10-quater, c. 1) - l’adesione alle procedure conciliative non avrà alcun effetto in punto di non punibilità in quanto le stesse, va da sé, presuppongono una già intervenuta attività di controllo da parte della Amministrazione Finanziaria e quindi, in buona sostanza, la “formale conoscenza” da parte del contribuente.

Appare quindi evidente l’intento del legislatore che ha così voluto differenziare gli effetti premiali della estinzione del debito tributario sulla base della diversa insidiosità dei reati in questione: sarà quindi avvantaggiato il contribuente inadempiente che comunque non ha celato il proprio debito tributario (art. 10 bis, 10 ter e 10 quater c.1) rispetto a chi ha realizzato condotte caratterizzate da un più spiccato profilo fraudolento (art.4 e art. 5).

Inoltre il testo normativo in questione, che peraltro utilizza la medesima terminologia di cui alla L. 186/14 regolante la voluntary disclosure, non circoscrive con chiarezza la definizione della “formale conoscenza” di cui si è sopra detto; tale assenza di specificità, purtroppo, lascia ancora qualche dubbio in quanto non chiarisce, ad esempio, se l’invio e la ricezione di inviti e/o questionari possano o meno costituire una causa ostativa all’applicazione dell’art. 13.

Il comma 3 dell’art. 13, infine, regola il caso in cui il pagamento sia in corso di rateizzazione prima della apertura del dibattimento e, in tal caso, la legge prevede ora la possibilità, per l’autore del reato, di ottenere un termine di tre mesi (prorogabile, ove necessario, di altri tre mesi) per avvalersi della predetta causa estintiva.

Nei casi non previsti e regolati dall’art. 13, l’estinzione del debito tributario prima della apertura del dibattimento può altresì determinare l’applicazione delle circostanze del reato ora disciplinate all’art. 13 bis: si tratta di una circostanza attenuante speciale (che determina una diminuzione della pena fino alla metà) anch’essa correlata al pagamento dei debiti tributari prima della dichiarazione di apertura del dibattimento; sulla falsariga del testo previgente sarà possibile patteggiare il reato solo in presenza della predetta attenuante.

In ultima analisi va ricordato che il legislatore non ha previsto alcun regime transitorio da applicarsi ai procedimenti già pendenti al momento della entrata in vigore della riforma.

In buona sostanza ciò significa che tutti coloro che, al momento della entrata in vigore della riforma, sono imputati in un processo per un reato tributario ormai avviato (e quindi pendente oltre la fase dell’apertura del dibattimento) non potranno chiedere l’applicazione di tale nuova norma, anche se nel frattempo intervenuta.

La scelta, invero, è stata consapevole e volta a garantire un termine certo oltre il quale i giudici potranno o meno applicare tale nuovo istituto.

 

Sulla competenza territoriale del reato di accesso abusivo al sistema informatico

È finalmente disponibile la motivazione delle Sezioni Unite con cui è stato finalmente chiarito "se, ai fini della determinazione della competenza per territorio, il luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di cui all'art. 615-ter, cod. pen., sia quello in cui si trova il soggetto che si introduce nel sistema o, invece, quello nel quale è collocato il server che elabora e controlla le credenziali di autenticazione fornite dall'agente".

Rimandando agli articoli precedenti e disponibili su questa rivista per l’esame del caso pratico da cui è scaturito tale quesito, ivi si intende riassumere brevemente il ragionamento giuridico e le conclusioni a cui sono giunte le Sezioni Unite.

Innanzitutto vediamo le due diverse e confliggenti soluzioni giurisprudenziali che in passato si erano occupate della questione:

1) un primo orientamento prediligeva il luogo ove viene effettivamente superata la protezione informatica e si verifica la introduzione del sistema e quindi, in definitiva, ove è materialmente collocato il server violato (tale interpretazione era stata proposta da Cass., Sez. I, n. 40303 del 27/5/2013, Martini, Rv. 2572);

2) un secondo orientamento, invece, proposto nell’ordinanza di remissione alla Sezioni Unite e parzialmente affrontato in altra pronuncia (Sez. I, n. 34165 del 15/6/2014, Dal Bo, non massimata) individuava il locus commissi delicti ove si trovava l’utente al momento della digitazione della password dalla propria postazione remota (e quindi, va da sé, in un luogo potenzialmente diverso da quello del server).

Le Sezioni Unite, prima di proporre la loro, definitiva, soluzione, hanno inizialmente rappresentato alcuni “punti fermi” da cui far partire il loro articolato ragionamento, in particolare:

* il delitto in esame è di mera condotta e quindi si perfeziona al momento della introduzione nel sistema informatico senza che si verifichi né una effettiva violazione della riservatezza, né un uso illecito dei dati carpiti che, infatti, ben può integrare un diverso reato;

* il legislatore non ha dato alcuna specificazione al concetto di “sistema informatico” o “telematico” e ciò, si immagina, per lasciare aperta tale nozione in vista dei possibili e futuri sviluppi tecnologici;

* una definizione è rinvenibile all’art. 1 della Convenzione Europea di Budapest del 23 novembre 2001 ove si stabilisce che il “sistema informatico” è "qualsiasi apparecchiatura o gruppi di apparecchiature interconnesse o collegate, una o più delle quali, in base ad un programma, compiono l'elaborazione dei dati";

* nell’ambito della protezione offerta dall’art. 615 ter, c.p. ricadono anche i sistemi di trattamento delle informazioni che sfruttano l’architettura di rete denominata server-client nella quale un computer o terminale (il client) si connette tramite rete ad un elaboratore centrale (il server) per la condivisione di risorse o informazioni che possono essere rese disponibili a distanza anche ad altri utenti.

 

Ora, sulla base di tali premesse le Sezioni Unite hanno poi tratto le seguenti considerazioni:

 

* con il reato in questione il legislatore ha assicurato la protezione del domicilio informatico quale spazio ideale in cui sono contenuti i dati informatici di pertinenza della persona estendendo la tutela della riservatezza della sfera individuale, quale bene costituzionalmente protetto; il parallelo con il domicilio reale – sulla cui falsariga è stata impostata la norma – è imperfetto;

* le condotte di abusiva introduzione in un sistema informatico/telematico o di trattenimento contro la volontà di chi può esercitare lo jus excludendi sono collegate ad una dimensione elettronica dello spazio che, non a caso, è correttamente definita "virtuale";

* tale realtà virtuale, così come il cyberspace, è dotata di specifiche caratteristiche per cui la tradizionale nozione  - elaborata per una realtà fisica nella quale le conseguenze sono immediatamente rilevabili e percepibili – deve essere invece rielaborata e rivisitata;

* sotto un profilo tecnico, il sistema informatico o telematico va quindi inteso in senso unitario e complessivo;

* in accordo a quanto sopra e per evitare deficit nel perseguimento dell'obiettivo di protezione del sistema informatico e telematico, risulta conveniente delineare una nozione ampia di computer, così come, del resto, ha già fatto il giudice di legittimità in punto di carte di pagamento, trattandosi di strumenti idonei a trasmettere dati elettronici nel momento in cui si connettono mediante le apparecchiature denominate POS;

* il luogo in cui l'utente opera sul computer combacia quasi sempre con quello ove si possono acquisire le prove e dove la collettività percepisce il disvalore del delitto posto in essere;

 

Una volta premesso quanto sopra, quindi, la soluzione proposta dalle Sezioni Unite appare ormai facile da immaginare: non potrà che essere abbandonata la prima interpretazione proposta, ancorata al concetto classico di fisicità del luogo ove è collocato il server, e ciò a favore del secondo orientamento, parametrato ad una dimensione virtuale, non più fisica e quindi “aterritoriale”.

 

Ed infatti proprio da tale impostazione “aterritoriale” consegue la soluzione del quesito: il luogo di consumazione del reato sarà quello in cui dalla postazione remota l’agente si interfaccia con l’intero sistema, digita le credenziali di autenticazione e preme il tasto di avvio, ponendo così in essere l’unica azione materiale e volontaria che lo pone in condizione di entrare nel dominio delle informazioni che vengono visionate direttamente all’interno della postazione periferica.

Accesso abusivo a un sistema informatico: dove si consuma?

Per le Sezioni Unite l’accesso abusivo al sistema informatico si consuma nel luogo in cui si trova il soggetto autore del reato.

Cass., Sez. Un., 26 marzo 2015, Pres. Santacroce, Rel. Squassoni

Nel numero precedente ci siamo occupati del provvedimento con cui le Sezioni Unite erano state investite per determinare, una volta per tutte, la competenza per territorio del reato di “accesso abusivo al sistema informatico” previsto all’art. 615 ter, c.p. (che punisce “chiunque abusivamente si introduce in un sistema informaticotelematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo”).
Ci si chiedeva, infatti, se si dovesse dare rilevanza al luogo in cui si trova il soggetto che si introduce abusivamente nel sistema o, invece, a quello nel quale è collocato il "server" che elabora e controlla le credenziali di autenticazione fornite dall'agente.
Ebbene, in data 26 marzo 2015 la Suprema Corte ha risolto il predetto quesito con la seguente soluzione, ad oggi non ancora motivata: «il locus commissi delicti dell’art. 615 ter, c.p. è quello del luogo in cui si trova il soggetto che effettua l'introduzione abusiva»; a tale conclusione, peraltro, si è giunti anche sulle base delle conformi conclusioni del Procuratore generale.
Evidentemente, si immagina, si è data prevalenza al fatto che il reato si perfeziona al momento dell’introduzione abusiva nel sistema e ciò a prescindere dall’acquisizione dei dati in esso contenuto; da ciò si è tratta la conclusione per cui la condotta del reato potrà dirsi già perfezionata nel luogo in cui l’agente, utilizzando il proprio computer locale, ha realizzato la condotta prevista dalla norma.
Il tema è complesso ed un più approfondito esame del provvedimento e delle ragioni che hanno condotto le Sezioni Unite a tale decisione, non può che essere posticipato alla lettura delle motivazioni, ad oggi, come detto, non ancora depositate.

La competenza territoriale del reato di accesso abusivo al sistema informatico

 

Competenza territoriale del reato di accesso abusivo al sistema informatico ex art. 615 ter, c.p.: la questione all’attenzione delle Sezioni Unite – Corte di Cassazione Sez. I pen., ordinanza del 28 ottobre 2014 (depositata il 18 dicembre 2014), n. 52575, Presidente Siotto, Relatore Locatelli

La sezione I della Cassazione, con l’ordinanza in commento, ha rimesso alla decisione delle Sezioni Unite una questione sulla quale ha rilevato il rischio di potenziali contrasti giurisprudenziali.

La vicenda riguarda il reato di “accesso abusivo al sistema informatico” previsto all’art. 615 ter, c.p. - che punisce “chiunque abusivamente si introduce in un sistema informaticotelematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo” - e, in particolare, i dubbi concernenti la individuazione della competenza territoriale di tale fattispecie. .

Come noto la competenza territoriale non è affatto una questione marginale nell’ambito del processo penale: instaurare un procedimento innanzi ad un giudice territorialmente incompetente fornisce al difensore dell’imputato la possibilità di chiedere la trasmissione degli atti al tribunale correttamente individuato con tutte le conseguenze del caso, anche e soprattutto in tema di prescrizione; e ciò a maggior ragione se la questione, come nel caso in esame, non è affatto pacifica, ma si presta a diverse interpretazioni.

Al fine di comprendere al meglio il problema merita di essere citato il caso concreto che ha generato l’ordinanza in commento.

Il PM di Napoli formulava l'imputazione di “accesso abusivo al sistema informatico” ex art 615 ter, c.p. nei confronti di una dipendente del Ministero dei Trasporti impiegata presso la  Motorizzazione Civile di Napoli e dell'amministratore di fatto di una agenzia automobilistica, per essersi introdotti, in modo abusivo ed utilizzando un computer sito in Napoli, nel sistema informatico del predetto Ente pubblico; ebbene, con sentenza del dicembre 2013, il Giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Napoli dichiarava la propria incompetenza territoriale in quanto i server del Ministero dei Trasporti di Napoli erano fisicamente ubicati in Roma.

In buona sostanza, secondo il giudice napoletano il luogo di consumazione del reato era da individuarsi ove risultava effettivamente superata la protezione informatica e si verificava l'introduzione nel sistema e, in conclusione, dove era materialmente situato il sistema violato e l'elaboratore che controlla le credenziali di autocertificazione del client (ovvero Roma); tale scelta del magistrato napoletano trovava conforto anche in una recente sentenza della Cassazione (Cass. pen., sez. I, 27/5/2013, n. 40303) che, ai fini della competenza territoriale, prediligeva, per l’appunto, la materiale localizzazione dei server “colpiti” dall’accesso abusivo.

Il processo, quindi, veniva trasmesso presso il Tribunale di Roma.

Il Giudice romano, però, non condivideva affatto l’impostazione del suo collega tant’è che sollevava un conflitto negativo di competenza investendo della questione la Suprema Corte: a suo avviso, la competenza non si sarebbe dovuta radicare presso di lui, ma sarebbe dovuta restare a Napoli in quanto in tale luogo gli imputati avevano agito collegandosi abusivamente ai server; secondo tale giudice, quindi, il luogo di consumazione andrebbe individuato ove l’accesso è iniziato attraverso l’utilizzo, da parte del reo, dei computer “locali”.

Ebbene, la Corte di Cassazione con l’ordinanza in commento ha rilevato la delicatezza del tema ed il rischio di insorgenza di conflitti giurisprudenziali e, pertanto, ha richiesto l’intervento delle Sezioni Unite.

Vediamo brevemente perché.

Il Supremo Collegio ritiene le impostazioni proposte dal Giudice di Napoli e dalla sentenza della Cassazione del 2013, da cui il GUP ha preso spunto, del tutto errate.

Il reato, si legge nell’ordinanza in commento, si perfeziona al momento della introduzione abusiva nel sistema e ciò - ed ecco il punto saliente del ragionamento – a prescindere dall’acquisizione dei dati in esso contenuto; da tale osservazione, quindi, non può che derivare una sola conclusione e cioè che la condotta del reato si perfeziona nel momento – e nel luogo - in cui l’agente si introduce abusivamente utilizzando il proprio computer locale (a Napoli, nel caso in esame) il quale, al pari del server, costituisce un’“articolazione territoriale” del complessivo sistema informatico nazionale nella disponibilità del Ministero dei Trasporti.

Invero entrambe le soluzioni proposte appaiono, per diverse ragioni, condivisibili anche se, in ultima analisi, qualora fosse accolta l’interpretazione fornita nell’ordinanza commentata (che, come detto, radica la competenza nel luogo ove si trova il pc usato per l’accesso abusivo) verrebbe dato all’ “hacker” un “vantaggio” (forse inutile, ma meritevole di essere citato) e cioè la possibilità di “scegliere” il luogo ed il Tribunale ove potrebbe essere celebrato il processo a suo carico.

Non ci resta quindi che attendere la decisione delle Sezioni Unite e la risoluzione della querelle.

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