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Ultime notizie

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Alessio Schiavo e Silvia Vignati da R&P Legal: disegni e poesie in uno studi…

News 17-01-2018 La Redazione

R&P Legal Studio Associato ospita nella sua sede di Busto Arsizio la mostra “Parole per vedere colori per sentire” con opere del pittore Alessio Schiavo e della poetessa Silvia Vignati. Giovedì 25 gennaio 2018, dall...

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All’Autorità per l’energia la regolazione del settore dei rifiuti

Ambiente & Energia 17-01-2018 Marco Gardino

La Legge di Bilancio 2018 (legge 27 dicembre 2017, n. 205) ha attribuito all'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico i compiti di regolazione anche nel settore dei rifiuti.  L'Autorità diventa quindi...

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Startup e PMI innovative: disegni e modelli non integrano il requisito della “pr…

Intellectual Property 15-01-2018 Nicola Berardi

Con nota protocollata n. 513 del 2 gennaio 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico ha escluso che il titolo di proprietà industriale denominato disegno e modello registrato (nella fattispecie, un disegno relativo ad ...

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Cassazione Civile: il trattenimento del negativo da parte del fotografo non comp…

Intellectual Property 12-01-2018 Nicola Berardi

Con ordinanza n. 26949 del 14/11/2017, la Corte di Cassazione ha affermato che, in tema di cessione dei diritti d’autore sulle fotografie, la previsione di cui all’art. 89, LDA, secondo cui la cessione del negativo compr...

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Andrea Eliseo al Master de "Il Sole 24 Ore"

Famiglia e Successioni 12-01-2018 La Redazione

Il dott. Andrea Eliseo di R&P Legal parteciperà, domani 13 Gennaio, al Master del Sole 24 Ore denominato "Protezione, trasmissione e gestione dei patrimoni familiari" con una lezione sul tema de "Il patto di famiglia...

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Crediti dei professionisti: Privilegio assicurato anche per IVA e contributi pre…

Restructuring & Insolvency 11-01-2018 Enrico Felli

In seguito alla modifica apportata dalla Legge di Bilancio 2018 all’art. 2751 bis n. 2 c.c., dal 1.1.2018, nel fallimento, i crediti Iva dei professionisti, così come i contributi previdenziali, saranno considerati di ra...

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MiFID II: il nuovo Regolamento Mercati della Consob

Banking & Finance 10-01-2018 Vincenzo D'Antoni

Il 28.12.2017 con Delibera n. 20249 la CONSOB ha adottato il nuovo Regolamento dei Mercati (Gazzetta Ufficiale n. 1/2018) in adeguamento della Direttiva MiFID II (2014/65/UE) e del Regolamento MiFIR (600/2014). Il Regola...

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Conference call e cognizione illecita di comunicazioni telefoniche

Criminal Law 10-01-2018 Alessandro Racano

La sentenza in esame riguarda il caso di un soggetto che, dopo essersi ”introdotto” nella conference call in corso tra i componenti del CDA di una società, non aveva dichiarato la sua “presenza” ed era rimasto silente re...

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La gestione collettiva dei diritti d’autore: la fine dell’esclusiva SIAE

Intellectual Property 09-01-2018 Mario Balliano

A seguito delle numerose polemiche intervenute negli ultimi anni e sulla scorta di quanto statuito dalla direttiva europea 26/2014, il governo ha finalmente deciso di intervenire sulla gestione collettiva dei diritti d’a...

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Impresa 4.0: 10 miliardi nel triennio 2018-2020

Fondi e Finanziamenti Pubblici 09-01-2018 Pasquale Morra

Il Governo ha rafforzato gli strumenti di Impresa 4.0 stanziando ulteriori 10 miliardi di euro nel triennio 2018-2020 tra decreto Fiscale, legge di bilancio 2018 e fondi perenti del Ministero dello Sviluppo Economico.  ...

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Appalti, nuove soglie dal 1° gennaio 2018

Enti Pubblici & Appalti 09-01-2018 Pasquale Morra

Nuove soglie (al rialzo) per gli appalti europei. La Commissione Ue ha pubblicato sulla Gazzetta europea del 19 dicembre 2017 i regolamenti che fissano le soglie superate le quali trova applicazione la normativa comunita...

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Con la legge di bilancio arrivano le “imprese culturali e creative”

Charities & Social Enterprises 09-01-2018 Giuseppe Taffari

Dopo un percorso iniziato nel 2015, con la legge di bilancio (legge 27 dicembre 2017 nr. 205) vengono ora introdotte nel nostro ordinamento le “imprese culturali e creative”, una qualifica riservata alle imprese che hann...

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La legge di Bilancio 2018 ha reintrodotto la notifica al Garante?

Privacy & Data Protection 09-01-2018 Chiara Agostini

Attraverso la recente legge di Bilancio 2018, il Legislatore è nuovamente intervenuto in tema privacy, proseguendo nel disegno di armonizzazione della normativa nazionale al GDPR. Tra le novità, particolare perplessità h...

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Colui il quale chiede il risarcimento per i danni subiti all’immobile di cui ha …

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 08-01-2018 Daniele Merighetti

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 30550 del 20.12.2017, ha stabilito che chi agisce in giudizio per chiedere il ristoro dei danni patiti dall’immobile in condominio, di cui ha l’uso, non è tenuto a dimostrare la su...

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Infortuni sul lavoro con condotta anomala, ma non abnorme del lavoratore

Criminal Law 03-01-2018 Piero Magri

Il Tribunale di Bergamo, con sentenza depositata l’11 dicembre 2017, ha ritenuto sussistente la responsabilità del datore di lavoro delegato, pur in presenza di una condotta anomala e pericolosa del lavoratore, evidenzia...

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Tribunale UE: il rischio futuro non ipotetico di parassitismo consente di oppors…

Intellectual Property 28-12-2017 Nicola Berardi

“È possibile, segnatamente nel caso di opposizione fondata su un marchio che gode di una notorietà eccezionalmente ampia, che la probabilità di un rischio futuro non ipotetico di pregiudizio o di indebito vantaggio tratt...

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Predisposte le linee-guida per la donazione di cellule staminali

Life Sciences 19-12-2017 Arianna Cirone

Il Centro nazionale trapianti, il Centro nazionale Sangue e il Registro italiano dei donatori di midollo hanno predisposto le linee-guida dal titolo “Indirizzi per comunicare la donazione di cellule staminali emopoietich...

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Sfruttamento pubblicitario dei beni culturali: i Tribunali di Firenze e Palermo …

Intellectual Property 19-12-2017 Nicola Berardi

Lo sfruttamento commerciale di un bene culturale richiede, ai sensi dell’art. 108, D.Lgs. 42/2004, il consenso dell’autorità che ha in consegna l’opera che può inoltre richiedere il pagamento di un canone di concessione...

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Bando Socialfare per startup

Startup 19-12-2017 Marco Gardino

 È online la Call per Startup ad impatto sociale "Foundamenta #5" di SocialFare. Il bando prevede ️quattro mesi di accelerazione, seed fund fino a 50.000 Euro, ️ confronto con mentor, advisor e startup di successo, oltre...

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Cassazione Civile: la licenza del diritto di sincronizzazione esula dalle compet…

Intellectual Property 18-12-2017 Nicola Berardi

Con sentenza n. 29811 del 12/12/2017, la Corte di Cassazione ha affermato che la sincronizzazione – ossia l’abbinamento con le immagini di un’opera musicale – costituisce atto più complesso della semplice riproduzione ed...

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Il principio di rotazione negli appalti sotto soglia

Enti Pubblici & Appalti 18-12-2017 Pasquale Morra

Con sentenza del 13 dicembre 2017 n. 5854 il Consiglio di Stato ha confermato l’obbligatorietà del principio di rotazione per le gare di lavori, servizi e forniture negli appalti cd. “sotto soglia”. Il principio di rota...

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Codice Privacy: i recenti interventi del legislatore

Privacy & Data Protection 18-12-2017 Chiara Agostini

Con la Legge n. 167/17, pubblicata in G.U. il 27 novembre 2017 ed entrata in vigore lo scorso 12 dicembre, il Legislatore ha formalmente dato il via al processo di armonizzazione della normativa nazionale in tema di trat...

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Approvate le modifiche al regolamento Consob

Corporate M&A 14-12-2017 Marco Gardino

Con delibera n. 20204 la CONSOB è intervenuta sul tema equity crowdfunding approvando alcune modifiche al "Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line", adottato con delibera n. 18592 del 26...

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Linee Guida per la regolamentazione delle modalità di mantenimento dei figli nel…

Famiglia e Successioni 13-12-2017 Maria Grazia Passerini

Il Consiglio Nazionale Forense ha approvato le Linee Guida in materia di mantenimento della prole con particolare riguardo alle c.d. spese straordinarie. In caso di mancato accordo tra i genitori, le spese saranno così ...

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Il committente non è tenuto al risarcimento nei confronti del dipendente dell’ap…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 13-12-2017 Daniele Merighetti

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 29582/2017, ha stabilito che la responsabilità per la violazione dell’obbligo di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei prestatori di lavoro si estende al ...

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Precetto inefficace per l’importo eccedente la quota millesimale del condomino i…

Recupero Crediti & Esecuzioni 13-12-2017 Maria Grazia Passerini

La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 22856/2017, ha chiaramente statuito che, in caso di esecuzione forzata conto i singoli condomini per obbligazioni contratte dal Condominio: 1- l’obbligazione contrattuale grava...

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R&P Legal con Simmetrico per Ernesto Che Guevara

News 12-12-2017 La Redazione

R&P Legal ha assistito Simmetrico S.r.l. nella definizione degli accordi per l’ideazione e la realizzazione della mostra “Tu y Todos” dedicata alla vita di Ernesto Che Guevara, in esposizione alla Fabbrica del Vapore...

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Non rileva l’astratta capacità lavorativa della moglie priva di redditi adeguati

Famiglia e Successioni 08-12-2017 Maria Grazia Passerini

Nella separazione personale, i "redditi adeguati" a cui va rapportato l'assegno di mantenimento sono quelli necessari al coniuge 'debole' a mantenere il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Nel caso...

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La Corte Costituzionale estende le tutele per i lavoratori della legge Biagi in …

Contratti d'Impresa 07-12-2017 Marco Gardino

Con sentenza 254/2017 pubblicata in data 07/11/2017 la Corte Costituzionale si pronuncia sulla possibilità di estendere il regime di responsabilità solidale del committente nei confronti dei lavoratori dell’appaltatore p...

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Importante decisione della Corte di Giustizia Europea in tema di distribuzione d…

Contratti d'Impresa 06-12-2017 Marco Gardino

La Corte di Giustizia Europea pubblica l’attesa decisione sul caso C-230/16 Coty Germany GmbH / Parfümerie Akzente GmbH. La Corte dichiara che il divieto di intese previsto dal diritto dell’Unione non osta a una clausola...

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BonelliErede e R&P Legal al fianco di Lendlease nell'aggiudicazione della ga…

Enti Pubblici & Appalti 06-12-2017 La Redazione

BonelliErede e R&P Legal hanno assistito il consorzio guidato dalla società australiana Lendlease in relazione alla gara indetta da Arexpo S.p.A. per la realizzazione del masterplan e dello sviluppo di parte dell’are...

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Il datore di lavoro risponde anche per gli infortuni occorsi ai dipendenti della…

Criminal Law 05-12-2017 Letizia Catalano

La Corte di Cassazione con sentenza n. 52129/2017 ha confermato la condanna del datore di lavoro di una società per l’infortunio occorso al dipendente della ditta subappaltatrice a cui erano state affidate le attività di...

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Infortuni sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro in caso di negligenza…

Criminal Law 04-12-2017 Piero Magri

In una pregevole sentenza depositata il 3 novembre 2011, il Tribunale di Ivrea ha assolto l’imputato datore di lavoro, ritenendo che la negligente condotta dell’infortunato non esclude di per sé la responsabilità, ma per...

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Accesso abusivo alla casella di posta elettronica dell’ex coniuge

Famiglia e Successioni 04-12-2017 Maria Grazia Passerini

“Integra il reato di cui all’art. 615-ter, c.p., la condotta di colui che accede abusivamente all’altrui casella di posta elettronica, trattandosi di uno spazio di memoria, protetto da una password personalizzata, di un ...

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Garante Privacy: no al “social spam”

Privacy & Data Protection 04-12-2017 Chiara Agostini

Con provvedimento n. 378 del 21 settembre 2017, il Garante Privacy è tornato a pronunciarsi in tema di “social spam”. L’Autorità, riprendendo quanto già stabilito nelle Linee Guida del 4 luglio 2013, ha ribadito che i da...

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Influencer marketing: l’AGCM comunica l’esito positivo della propria attività di…

TMT - Media Entertainment 04-12-2017 Chiara Agostini

Con il comunicato del 1 dicembre 2017, l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha annunciato l’esito positivo della propria iniziativa di moral suasion nei confronti di influencer e società titolari di ...

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Voucher per la digitalizzazione delle PMI

Fondi e Finanziamenti Pubblici 04-12-2017 Pasquale Morra

Il voucher per la digitalizzazione delle PMI è una misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese. Il Ministero dello Sviluppo Economico prevede un contributo di importo non superiore a 10 mila euro, finalizzat...

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Misure anticorruzione

Criminal Law 04-12-2017 La Redazione

Lorenzo Lamberti, partner del dipartimento di diritto amministrativo, e Piero Magri, partner del dipartimento penale, lunedì 4 dicembre saranno presso l'Ordine dei Medici di Padova a  parlare di appalti, trasparenza e mi...

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ISTAT: i numeri di matrimoni e nascite nel 2016

Famiglia e Successioni 01-12-2017 Maria Grazia Passerini

194.377 è il numero dei matrimoni celebrati in Italia nel 2015, 203.358 i matrimoni celebrati nel 2016. Questi i dati rilevati dall’ISTAT ed evidenziati nel report relativo all’anno 2016. Nonostante l’aumento del numero ...

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Avvalimento mediante impresa indiana

Enti Pubblici & Appalti 01-12-2017 Pasquale Morra

Con la recente sentenza del 27 novembre 2017 n. 11764 il TAR per il Lazio ha affermato nel caso di gara di appalto (nella specie concernente la fornitura a nuovo di convogli per il servizio ferroviario regionale di trasp...

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Alessandro Racano

Alessandro Racano

Esperto dei reati societari, fallimentari, tributari e dei reati concernenti la tutela del marchio.

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/250-alessandro-racano.html

Conference call e cognizione illecita di comunicazioni telefoniche

La sentenza in esame riguarda il caso di un soggetto che, dopo essersi ”introdotto” nella conference call in corso tra i componenti del CDA di una società, non aveva dichiarato la sua “presenza” ed era rimasto silente restando così in ascolto per diversi minuti all’insaputa degli altri partecipanti. Tale soggetto, che da qualche tempo non era più membro del CDA, era riuscito ad accedere alla “stanza virtuale” della call utilizzando il codice di accesso errroneamente trasmessogli via mail dalla segretaria della società. Ebbene, secondo il Tribunale tale condotta non integra il reato ex art. 617 c.p. in quanto difetta del requisito della “fraudolenza”: lo strumento utilizzato dall’imputato - ovvero un codice nè sollecitato, nè illecitamente ottenuto - era inidoneo ad eludere la possibilità di percezione della captazione da parte degli altri soggetti, né era intrinsecamente strumentale a “celare” l’intrusione.

Bancarotta semplice e responsabilità dei sindaci

Interessante sentenza emessa dal Tribunale Collegiale di Pordenone con riferimento al reato di bancarotta semplice ex art. 217 L.F. e responsabilità dei sindaci: a quest’ultimi era stato contestato il fatto di non aver sollecitato le procedure di fallimento/amministrazione straordinaria, né di aver presentato denuncia alla autorità giudiziaria ex art. 2409 c.c. pur a fronte di un evidente stato di dissesto della società. Ebbene, il collegio ha assolto i sindaci alla luce della assenza del nesso causale tra omissione ed evento in quanto non vi è prova che la invocata segnalazione alle autorità competenti da parte del collegio sindacale avrebbe comportato un minor aggravio del dissesto.

Il “nuovo” reato di dichiarazione infedele ha parzialmente abolito la fattispecie precedente

La recente riforma del 2015 ha modificato il reato di dichiarazione infedele sottraendo dalla cornice della norma quella parte della fattispecie ove si sanzionava la deduzione di costi – ontologicamente esistenti – privi dei criteri di inerenza e competenza. Una recente sentenza della Cassazione (sez. III, n. 30686 del 20/6/17) ha stabilito che tale nuova formulazione, ridisegnando la fattispecie, cotituisce una vera e propria abolitio criminis del reato, per quanto parziale. Conseguentemente coloro che hanno subito una condanna passata in giudicato ai sensi del “vecchio” art. 4, potranno ora agire in sede di incidente di esecuzione per ottenere la revoca del provvedimento.

Minaccia di licenziamento, invito alle dimissioni ed estorsione

Secondo il Tribunale di Napoli commette il reato di tentata estorsione il responsabile commerciale di una società che invita il dipendente addetto alla vendita presso un negozio di abbigliamento e dallo scarso rendimento lavorativo a firmare, entro il giorno successivo, le dimissioni correlate ad un incentivo economico e, di contro, prospetta un licenziamento qualificabile come privo di “giusta causa” o “giustificato motivo”. Ciò era avvenuto nel corso di un incontro a cui il lavoratore era stato urgentemente convocato senza spiegazioni di sorta, fuori dall’orario di lavoro e presso il magazzino del negozio, circostanze ritenute idonee ad incidere sulla capacità di autodeterminazione di quest’ultimo.

Usurpazione brevettuale e danno di particolare tenuità

 

il Tribunale di Milano ha accolto il patteggiamento “al minimo” a favore di una persona giuridica imputata ai sensi della “231” per il reato di usurpazione brevettuale ex art. 517 ter, c.p.  

L’ente aveva importato alcuni prodotti cinesi poi sequestrati in dogana perché realizzati in violazione del brevetto di una nota azienda tedesca la quale si era opposta al patteggiamento, a suo parere troppo favorevole, sottolineando la gravità intrinseca di ogni frode brevettuale.

La difesa ha però sostenuto che la mancata introduzione della merce sul mercato, il basso valore commerciale dei prodotti stessi e l’assenza di un concreto beneficio a favore dell’ente avevano generato un danno di particolare tenuità tale da giustificare un patteggiamento finale a €10.329 (ovvero il limite minimo invalicabile previsto dalla legge).

Il giudice di Milano applica la “Taricco” e disapplica le norme italiane in materia di prescrizione del reato

Il GUP di Milano ha rinviato a giudizio alcuni soggetti imputati per una frode IVA da 642 milioni. La notizia è sorprendente in quanto alcune di tali condotte si sarebbero dovute dichiarare pacificamente prescritte alla luce della normativa italiana. “Svista” del magistrato, quindi? Invero no. Il giudice si è limitato applicare la sentenza “Taricco” del 2015 emessa dalla Corte di Giustizia Europea secondo cui i Giudici comunitari dovranno disapplicare le leggi nazionali in materia di prescrizione in caso di gravi frodi ai danni degli interessi finanziari della UE. La partita però non è affatto chiusa. Per il 18 ottobre, infatti, si attende la decisione della Corte Costituzionale con cui si stabilirà se il predetto obbligo europeo possa o meno dirsi compatibile con il principio costituzionale di legalità.

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Prime decisioni della Corte Costituzionale sul ne bis in idem

La Corte Costituzionale si è finalmente pronunciata su alcune questioni inerenti la violazione del principio del ne bis in idem, come interpretato dalla Corte di Strasburgo, in materia di abuso di mercato e di omesso versamento dell'IVA ex art. 10 ter, D. L.vo 74/00. Sulla base di quanto riportato nel comunicato dell'Ufficio Stampa della Corte, la Consulta ha concluso per l'inammissibilità di due delle questioni proposte e ha restituito gli atti al giudice rimettente per la terza, per sopravvenute modifiche legislative.

Si tratta di uno dei primi interventi della Corte con riferimento ad un importante tema su cui si sono già registrati diversi provvedimenti di merito non sempre tra loro coerenti. Non resta quindi che attendere le motivazioni per comprendere la portata di tali decisioni.

La Cassazione disapplica la prescrizione prevista dalla legge italiana in un caso di frodi IVA

Con la nota sentenza “Taricco” del settembre 2015 la Corte di Giustizia aveva stabilito che un regime nazionale prescrizionale troppo breve avrebbe ben potuto confliggere con quanto previsto dal diritto comunitario e, nel caso di specie, annullare gli effetti deterrenti di disposizioni penali previste in materia di frodi IVA.

Con una recentissima motivazione la Suprema Corte ha esaminato un caso simile a quello di cui sopra (relativo ad una dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di numerose fatture per operazioni inesistenti) ed ha quindi ritenuto di applicare per la prima volta il principio della sentenza “Taricco” con la dirompente conseguenza - decisamente gravosa per l’imputato - di “riallungare” la prescrizione oltre il limite previsto dalla legge penale secondo cui, invece, alcune condotte si sarebbero potute dichiarare già prescritte.

La riforma dei reati tributari e gli effetti del pagamento del debito tributario

La recente riforma dei reati tributari, introdotta con il D. Lgs. n. 158/15, ha modificato il principale corpo normativo di riferimento, ovvero il D. Lgs. n. 74/00. Certamente il legislatore non ha rivoluzionato il sistema penale tributario, ma si è piuttosto concentrato sul riordino della normativa esistente e sul perseguimento di alcuni obiettivi tra i quali la volontà di perseguire penalmente solo quelle violazioni contraddistinte da una certa gravità relegando al campo delle sanzioni amministrative fattispecie che, dal punto di vista dell’entità del debito tributario, non risultano eccessivamente elevate.

In ossequio a tale principio la riforma ha introdotto un nuovo regime regolante gli effetti in sede penale dell’estinzione di quanto dovuto dal contribuente.

Si tratta di una delle principali novità introdotte dalla riforma la quale riguarda la previsione di una causa generale di non punibilità a seguito del pagamento del debito tributario, regolata in termini differenti a seconda della tipologia e della gravità dei reati contestati.

Appare quindi immediatamente evidente la netta differenza di tale meccanismo rispetto a quello previsto della previgente normativa là ove l’estinzione del debito garantiva, invece, effetti premiali meno appetibili per l’imputato come la diminuzione della pena e la mancata applicazione delle sanzioni interdittive.

Veniamo ora la norma nel dettaglio.

Il comma 1 del “nuovo” art. 13, in particolare, stabilisce che l’estinzione integrale dei debiti tributari (anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento o del ravvedimento operoso)relativi ai reati di omesso versamento ex artt. 10 bis, 10 ter ed indebita compensazione ex art 10 quater, c.1, determinerà la non punibilità degli stessi, ma solo se tale pagamento interverrà prima della apertura del dibattimento.

Diverso e meno vantaggioso è invece il regime di “non punibilità” ora previsto al comma 2 per l’intervenuto pagamento dei debiti tributari conseguenti ai reati di dichiarazione infedele (art. 4) ed omessa dichiarazione (art. 5).

L’estinzione del reato, infatti, interverrà qualora i debiti tributari siano stati pagati con il ravvedimento operoso (nel primo caso, art. 4) o qualora la dichiarazione omessa sia stata presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo (nel secondo caso, art. 5); il pagamento però dovrà comunque intervenire prima che il contribuente autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento o di procedimenti penali.

Conseguentemente per i reati di cui al secondo comma dell’art. 13 (artt. 4 e 5) - a differenza di quanto previsto per i reati di cui al primo comma (artt. 10-bis, 10-ter e 10-quater, c. 1) - l’adesione alle procedure conciliative non avrà alcun effetto in punto di non punibilità in quanto le stesse, va da sé, presuppongono una già intervenuta attività di controllo da parte della Amministrazione Finanziaria e quindi, in buona sostanza, la “formale conoscenza” da parte del contribuente.

Appare quindi evidente l’intento del legislatore che ha così voluto differenziare gli effetti premiali della estinzione del debito tributario sulla base della diversa insidiosità dei reati in questione: sarà quindi avvantaggiato il contribuente inadempiente che comunque non ha celato il proprio debito tributario (art. 10 bis, 10 ter e 10 quater c.1) rispetto a chi ha realizzato condotte caratterizzate da un più spiccato profilo fraudolento (art.4 e art. 5).

Inoltre il testo normativo in questione, che peraltro utilizza la medesima terminologia di cui alla L. 186/14 regolante la voluntary disclosure, non circoscrive con chiarezza la definizione della “formale conoscenza” di cui si è sopra detto; tale assenza di specificità, purtroppo, lascia ancora qualche dubbio in quanto non chiarisce, ad esempio, se l’invio e la ricezione di inviti e/o questionari possano o meno costituire una causa ostativa all’applicazione dell’art. 13.

Il comma 3 dell’art. 13, infine, regola il caso in cui il pagamento sia in corso di rateizzazione prima della apertura del dibattimento e, in tal caso, la legge prevede ora la possibilità, per l’autore del reato, di ottenere un termine di tre mesi (prorogabile, ove necessario, di altri tre mesi) per avvalersi della predetta causa estintiva.

Nei casi non previsti e regolati dall’art. 13, l’estinzione del debito tributario prima della apertura del dibattimento può altresì determinare l’applicazione delle circostanze del reato ora disciplinate all’art. 13 bis: si tratta di una circostanza attenuante speciale (che determina una diminuzione della pena fino alla metà) anch’essa correlata al pagamento dei debiti tributari prima della dichiarazione di apertura del dibattimento; sulla falsariga del testo previgente sarà possibile patteggiare il reato solo in presenza della predetta attenuante.

In ultima analisi va ricordato che il legislatore non ha previsto alcun regime transitorio da applicarsi ai procedimenti già pendenti al momento della entrata in vigore della riforma.

In buona sostanza ciò significa che tutti coloro che, al momento della entrata in vigore della riforma, sono imputati in un processo per un reato tributario ormai avviato (e quindi pendente oltre la fase dell’apertura del dibattimento) non potranno chiedere l’applicazione di tale nuova norma, anche se nel frattempo intervenuta.

La scelta, invero, è stata consapevole e volta a garantire un termine certo oltre il quale i giudici potranno o meno applicare tale nuovo istituto.

 

Sulla competenza territoriale del reato di accesso abusivo al sistema informatico

È finalmente disponibile la motivazione delle Sezioni Unite con cui è stato finalmente chiarito "se, ai fini della determinazione della competenza per territorio, il luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di cui all'art. 615-ter, cod. pen., sia quello in cui si trova il soggetto che si introduce nel sistema o, invece, quello nel quale è collocato il server che elabora e controlla le credenziali di autenticazione fornite dall'agente".

Rimandando agli articoli precedenti e disponibili su questa rivista per l’esame del caso pratico da cui è scaturito tale quesito, ivi si intende riassumere brevemente il ragionamento giuridico e le conclusioni a cui sono giunte le Sezioni Unite.

Innanzitutto vediamo le due diverse e confliggenti soluzioni giurisprudenziali che in passato si erano occupate della questione:

1) un primo orientamento prediligeva il luogo ove viene effettivamente superata la protezione informatica e si verifica la introduzione del sistema e quindi, in definitiva, ove è materialmente collocato il server violato (tale interpretazione era stata proposta da Cass., Sez. I, n. 40303 del 27/5/2013, Martini, Rv. 2572);

2) un secondo orientamento, invece, proposto nell’ordinanza di remissione alla Sezioni Unite e parzialmente affrontato in altra pronuncia (Sez. I, n. 34165 del 15/6/2014, Dal Bo, non massimata) individuava il locus commissi delicti ove si trovava l’utente al momento della digitazione della password dalla propria postazione remota (e quindi, va da sé, in un luogo potenzialmente diverso da quello del server).

Le Sezioni Unite, prima di proporre la loro, definitiva, soluzione, hanno inizialmente rappresentato alcuni “punti fermi” da cui far partire il loro articolato ragionamento, in particolare:

* il delitto in esame è di mera condotta e quindi si perfeziona al momento della introduzione nel sistema informatico senza che si verifichi né una effettiva violazione della riservatezza, né un uso illecito dei dati carpiti che, infatti, ben può integrare un diverso reato;

* il legislatore non ha dato alcuna specificazione al concetto di “sistema informatico” o “telematico” e ciò, si immagina, per lasciare aperta tale nozione in vista dei possibili e futuri sviluppi tecnologici;

* una definizione è rinvenibile all’art. 1 della Convenzione Europea di Budapest del 23 novembre 2001 ove si stabilisce che il “sistema informatico” è "qualsiasi apparecchiatura o gruppi di apparecchiature interconnesse o collegate, una o più delle quali, in base ad un programma, compiono l'elaborazione dei dati";

* nell’ambito della protezione offerta dall’art. 615 ter, c.p. ricadono anche i sistemi di trattamento delle informazioni che sfruttano l’architettura di rete denominata server-client nella quale un computer o terminale (il client) si connette tramite rete ad un elaboratore centrale (il server) per la condivisione di risorse o informazioni che possono essere rese disponibili a distanza anche ad altri utenti.

 

Ora, sulla base di tali premesse le Sezioni Unite hanno poi tratto le seguenti considerazioni:

 

* con il reato in questione il legislatore ha assicurato la protezione del domicilio informatico quale spazio ideale in cui sono contenuti i dati informatici di pertinenza della persona estendendo la tutela della riservatezza della sfera individuale, quale bene costituzionalmente protetto; il parallelo con il domicilio reale – sulla cui falsariga è stata impostata la norma – è imperfetto;

* le condotte di abusiva introduzione in un sistema informatico/telematico o di trattenimento contro la volontà di chi può esercitare lo jus excludendi sono collegate ad una dimensione elettronica dello spazio che, non a caso, è correttamente definita "virtuale";

* tale realtà virtuale, così come il cyberspace, è dotata di specifiche caratteristiche per cui la tradizionale nozione  - elaborata per una realtà fisica nella quale le conseguenze sono immediatamente rilevabili e percepibili – deve essere invece rielaborata e rivisitata;

* sotto un profilo tecnico, il sistema informatico o telematico va quindi inteso in senso unitario e complessivo;

* in accordo a quanto sopra e per evitare deficit nel perseguimento dell'obiettivo di protezione del sistema informatico e telematico, risulta conveniente delineare una nozione ampia di computer, così come, del resto, ha già fatto il giudice di legittimità in punto di carte di pagamento, trattandosi di strumenti idonei a trasmettere dati elettronici nel momento in cui si connettono mediante le apparecchiature denominate POS;

* il luogo in cui l'utente opera sul computer combacia quasi sempre con quello ove si possono acquisire le prove e dove la collettività percepisce il disvalore del delitto posto in essere;

 

Una volta premesso quanto sopra, quindi, la soluzione proposta dalle Sezioni Unite appare ormai facile da immaginare: non potrà che essere abbandonata la prima interpretazione proposta, ancorata al concetto classico di fisicità del luogo ove è collocato il server, e ciò a favore del secondo orientamento, parametrato ad una dimensione virtuale, non più fisica e quindi “aterritoriale”.

 

Ed infatti proprio da tale impostazione “aterritoriale” consegue la soluzione del quesito: il luogo di consumazione del reato sarà quello in cui dalla postazione remota l’agente si interfaccia con l’intero sistema, digita le credenziali di autenticazione e preme il tasto di avvio, ponendo così in essere l’unica azione materiale e volontaria che lo pone in condizione di entrare nel dominio delle informazioni che vengono visionate direttamente all’interno della postazione periferica.

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