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R&P Legal è uno studio legale indipendente, fondato nel 1949, con sei sedi in Italia e con primarie connessioni internazionali, dove lavorano più di centosettanta professionisti qualificati che forniscono assistenza full service.

Ultime notizie

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Autosufficienza e benessere economico: no all’assegno divorzile nel caso Berlusc…

Famiglia e Successioni 20-11-2017 Maria Grazia Passerini

Nella separazione il dovere di assistenza materiale conserva la sua efficacia in quanto costituisce uno dei cardini del matrimonio e giustifica la corresponsione dell’assegno di mantenimento. Non può affermarsi lo stesso...

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R&P Legal per il “Made in Italy”

Charities & Social Enterprises 17-11-2017 La Redazione

Il 14 novembre si è ufficialmente costituito il Cluster Tecnologico Nazionale “Made in Italy”, un’associazione che annovera fra i propri fondatori le rappresentanze imprenditoriali del settore tessile/abbigliamento, degl...

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Assegnazione parziale della casa coniugale

Famiglia e Successioni 17-11-2017 Maria Grazia Passerini

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi in tema di assegnazione parziale della casa coniugale in corso di separazione, ribadendo l’importanza fondamentale dell’accertamento sulla conflittualità tra i coniugi. Nel cas...

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Riccardo Sciaudone moderatore della 3a giornata di formazione privacy in ambito …

News 17-11-2017 La Redazione

Lo studio R&P Legal, con il Partner Riccardo Sciaudone, ha organizzato il secondo ciclo di seminari e corsi di formazione, promossi dall’Associazione italiana ospedalità privata per l’Abruzzo (“AIOP Abruzzo”), aventi...

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Omessa indicazione degli oneri di sicurezza negli appalti nei settori speciali

Enti Pubblici & Appalti 16-11-2017 Pasquale Morra

È illegittima l’esclusione del concorrente che non ha indicato nell’offerta gli oneri di sicurezza, senza che sia stato attivato il soccorso istruttorio, in assenza di una specifica clausola del bando che espliciti l’one...

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Whistleblowing e “231”: via libera definitivo della Camera

Compliance 231 16-11-2017 Letizia Catalano

È stato approvato definitivamente dalla Camera il Disegno di Legge in materia di Whistleblowing che introduce importanti modifiche all’art. 6 del D. Lgs. 231/2001. In particolare, i Modelli Organizzativi dovranno prevede...

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Le deleghe su marchi, brevetti e know-how contenute nella legge di delegazione e…

Intellectual Property 15-11-2017 Giovanna Maggia

La legge di delegazione europea per il biennio 2016/2017 (legge 2 ottobre 2017 n. 163, pubblicata in Gazzetta ufficiale n. 259 del 6.11.2017) contiene tre deleghe rilevanti in materia di diritti di proprietà industriale...

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Il condominio è tenuto al risarcimento del danno provocato da un vizio di proget…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 15-11-2017 Daniele Merighetti

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 26533 del 9.11.2017, ha stabilito che spetta al condominio l’onere di risarcire le vittime di un sinistro causato dalla caduta della cabina nell’ascensore dell’edificio, anche s...

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Il 15 e il 16 dicembre p.v. R&P Legal Academy ospiterà i corsi per Revisore …

News 15-11-2017 La Redazione

Il 6 luglio u.s. è stata emanata la Circolare da parte del MEF avente ad oggetto “Istruzioni in materia di formazione continua dei revisori legali iscritti nel registro. Attuazione dell’obbligo formativo ai sensi dell’ar...

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Italia candidata speciale a diventare polo attrattivo per i collezionisti lungim…

Art Law 15-11-2017 Luigi Macioce

Oggi, il 15 novembre sarà battuto all’asta a New York il celeberrimo “Salvator Mundi”, l’ultima opera attribuita - con poche riserve - al Maestro Leonardo da Vinci e ancora in mani private. L’opera, con una base di part...

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L’avv. Chiara Agostini relatrice al Convegno organizzato oggi da Paradigma a Mil…

News 15-11-2017 La Redazione

L’avv. Chiara Agostini parteciperà, in veste di relatrice, al Convegno organizzato oggi da Paradigma a Milano in materia di “Adempimenti privacy e luogo di lavoro”, trattando diverse tematiche, quali la registrazione di ...

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Perché adottare un Sistema di Gestione Anticorruzione: i vantaggi della norma UN…

Compliance 231 14-11-2017 Piero Magri

Premessa In molti Paesi e, soprattutto, in alcuni settori, la corruzione rappresenta un fenomeno assai diffuso che può incidere negativamente sulla continuità dell’attività di un’azienda. Si pensi ai danni reputazional...

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In vigore dal 19 novembre la legge di riforma del Codice Antimafia

Compliance 231 10-11-2017 Letizia Catalano

Lo scorso 4 novembre è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 161/2017 (in vigore dal 19 novembre prossimo) che stabilisce modifiche al Codice penale, alle Disposizioni di attuazione del Codice di procedura p...

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Il D.L. 16-10-2017 n. 148 modifica la disciplina della Golden Power ed il contro…

Corporate M&A 08-11-2017 Marco Gardino

Con il recentissimo D.L. 148/2017 il legislatore interviene per modificare il D.L. 15 marzo 2012, n. 21. Tra le innovazioni più rilevanti, l’estensione dei poteri governativi e degli obblighi di cui al D.L. 21/2012, in a...

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Bit Coin ed equitycrowdfunding

Corporate M&A 07-11-2017 Stefano Chiarva

Con sentenza n. 195/2017, il Tribunale di Verona affronta il tema dell’equity crowdfunding strutturato in valuta virtuale (Bit Coin). Nel caso di specie, tre investitori convenivano in giudizio una società di cambio da ...

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G7 Salute: l’Italia fa pressing per la candidatura di Milano come sede dell’EMA

Life Sciences 07-11-2017 Arianna Cirone

In occasione dell’apertura del G7 Salute, che si è tenuto a Milano il 5 e 6 novembre scorsi, il Ministro Lorenzin ha ribadito l’intenzione dell’Italia, e di Milano in particolare, di ospitare la sede dell’EMA, che lascer...

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Obblighi di conferimento per l’aumento di capitale: novità in materia di compens…

Corporate M&A 07-11-2017 Paola Iacovino

L'obbligo di conferimento di denaro reso necessario a seguito della delibera di aumento di capitale può essere estinto con la compensazione di un credito vantato dal sottoscrittore verso la società (certo, liquido ed esi...

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Domanda di accertamento di un’ipotesi di concorrenza sleale e competenza delle S…

Intellectual Property 07-11-2017 Giovanna Maggia

Con sentenza n. 25535 del 13 dicembre 2016, la Sezione VI della Cassazione Civile ha chiarito come in tema di competenza delle Sezioni Specializzate in materia di impresa, si ha interferenza tra fattispecie di concorrenz...

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Aircraft Noise Emission Tax: Piemonte Region Decision

Navigazione e Trasporti 07-11-2017 Maurizio Corain

On January 1st 2018, it will entered into force the aircraft noise emission tax (IRESA) as provided for by Article 10 of Regional Law 14 April 2017, n. 6 approved by Piemonte Regional Council.  Caselle Airport does not a...

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R&P Legal con Fater s.p.a. per la realizzazione dell’impianto di riciclo a T…

Contratti d'Impresa 07-11-2017 La Redazione

R&P Legal ha assistito Fater S.p.A., la joint venture tra P&G e Gruppo Angelini, per gli aspetti legali relativi alla realizzazione del primo impianto su scala industriale al mondo in grado di riciclare il 100% d...

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Nessun mantenimento all’ex coniuge che rifiuta un impiego

Famiglia e Successioni 06-11-2017 Maria Grazia Passerini

Con l’ordinanza n. 25697/2017 la Corte di Cassazione ha affrontato il caso della corresponsione del mantenimento a favore della ex moglie in caso di inerzia nella ricerca di un impiego e di rifiuto di una concreta opport...

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Al via gli Accordi per l’innovazione

Fondi e Finanziamenti Pubblici 06-11-2017 Pasquale Morra

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico del 25 ottobre 2017, che stabilisce le modalità e i termini per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in favore di prog...

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Gravi illeciti professionali: aggiornate le linee guida ANAC

Enti Pubblici & Appalti 06-11-2017 Pasquale Morra

L’Autorità Nazionale Anticorruzione ha aggiornato le Linee guida di attuazione del Codice dei contratti pubblici recanti «Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto...

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Riccardo Rossotto confermato Segretario Generale del Comitato delle Fondazioni I…

News 06-11-2017 La Redazione

L'avv. Riccardo Rossotto, senior partner di R&P Legal,  è stato confermato per un altro triennio come Segretario Generale del Comitato delle Fondazioni Italiane di Arte Contemporanea, un ente nato tre anni fa per far...

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Novità in materia di rogatorie ed estradizione

Criminal Law 03-11-2017 Benedetta Guastoni

E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo 3 ottobre 2017, n. 149: “Disposizioni di modifica del Libro XI del Codice di procedura penale in materia di rapporti giurisdizionali con autorità straniere...

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Il proprietario dell’immobile non risarcisce il danno subito dall’inquilino se l…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 03-11-2017 Daniele Merighetti

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 25819 del 31 ottobre 2017, ha stabilito che il proprietario dell’immobile non è tenuto a risarcire il conduttore, nel caso in cui l’unità abitativa sia gravata da usufrutto. Nel ca...

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Le Sezioni Unite dirimono il contrasto giurisprudenziale in tema di usura soprav…

Banking & Finance 03-11-2017 Massimo Moraglio

Con l’odierna decisione, le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno tentato di risolvere l’annosa questione in merito agli effetti civili della cd. “usura sopravvenuta”, oggetto di numerose pronunce contras...

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AGCM – Proc. C12130 – Acquisizione da parte di Green Network S.p.A. di un ramo d…

Antitrust & Competition 03-11-2017 Riccardo Sciaudone

Premessa In data odierna, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’“Autorità” o l’“AGCM”) ha pubblicato un avviso concernente l’acquisto da parte di Green Network S.p.A.: del ramo di azienda dedicato al...

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R&P e Assocom insieme per la formazione sul GDPR

News 03-11-2017 La Redazione

R&P Legal insieme con Assocom hanno organizzato un seminario per gli associati Assocom sul nuovo regolamento in materia di privacy, che si terrà il prossimo 28 novembre, ore 10.00-12.30, presso R&P Academy.Dopo u...

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AGCM – Proc. C12129 – Acquisizione da parte di Unieuro S.p.A. di un Ramo di Azie…

Antitrust & Competition 03-11-2017 Riccardo Sciaudone

Premessa In data 2 novembre 2017, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’“Autorità” o l’“AGCM”) ha pubblicato un avviso concernente l’acquisizione da parte di Unieuro S.p.A. di un Ramo di Azienda di Grup...

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AGCM – Proc. C12128 – Passaggio dal controllo esclusivo al controllo congiunto d…

Antitrust & Competition 03-11-2017 Riccardo Sciaudone

Premessa In data 2 novembre 2017, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (l’“Autorità” o l’“AGCM”) ha pubblicato un avviso concernente il passaggio di FC Retail S.p.A. (“FC Retail”) da impresa controllata i...

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R&P Legal con Ersel nell’acquisizione di Banca Albertini Syz

News 02-11-2017 La Redazione

Il Gruppo Ersel, dal 1936 specialista nella gestione di patrimoni acquisirà dal Gruppo Syz di Ginevra la quota di maggioranza della Banca Albertini Syz, storico istituto milanese. L’operazione è soggetta all’autorizzazio...

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R&P Legal e Jones Day nell'acquisizione di Navionics da parte di Garmin

News 28-10-2017 La Redazione

Garmin, società leader nella navigazione con tecnologia GPS e tecnologia indossabile, ha annunciato di aver acquisito Navionics S.p.A., uno dei principali fornitori a livello mondiale di carte di navigazione elettroniche...

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L’avvocato di famiglia e la deontologia nel processo civile, penale e nella nego…

Criminal Law 27-10-2017 La Redazione

Venerdì 27 Ottobre 2017, ore 10.00 / 13.00 - R&P Legal - Piazzale Cadorna 4 - Milano L’evento si inserisce in un ciclo di incontri organizzati dallo studio R&P LEGAL in materia civile, penale, amministrativo e v...

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Rottamazione: nuova chance per i contribuenti

Tax 24-10-2017 Chiara Fazio

L’art. 1 del Decreto Fiscale n. 148/2017 (c.d. Legge di Bilancio 2018), pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 16 ottobre, ha esteso la portata della cosiddetta “rottamazione dei ruoli” prevista dal D.L. n. 193/2016...

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Whistleblowing e D.Lgs. 231/2001

Compliance 231 24-10-2017 Valeria Valentini

Approvato al Senato il Disegno di Legge che introduce nuove disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o...

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Categoria dirigenziale e ferie non godute

Lavoro e Relazioni Industriali 23-10-2017 Marco Gianluigi Alberio

Pronunciandosi in relazione al generale divieto di monetizzazione delle ferie non godute, la Corte di Cassazione, con sentenza  10 ottobre 2017 n. 23697, ha ribadito l’orientamento consolidato secondo cui “il dirigente c...

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Annali di Guerra 1939/1945 - Protagonisti Strategie Alleanze

News 20-10-2017 La Redazione

L’avvocato Riccardo Rossotto, senior partner di R&P Legal, terrà un ciclo di sei conferenze dal titolo: “Annali di Guerra 1939/1945 - Protagonisti Strategie Alleanze”.Le conferenze avranno luogo a Torino, presso il C...

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Cassazione Civile: lo sfruttamento del progetto pubblicitario altrui viola il di…

Intellectual Property 20-10-2017 Nicola Berardi

Con sentenza n. 24062 del 12/10/2017, la Corte di Cassazione ha stabilito che in mancanza di prova scritta della cessione del diritto di sfruttamento dell’idea creativa, la società committente non possa utilizzare il pro...

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Cassazione Civile: la cessione del disegno utilizzato come prototipo comprende i…

Intellectual Property 20-10-2017 Nicola Berardi

Con sentenza n. 20188 del 18/08/2017, la Corte di Cassazione ha stabilito che il comma 2 dell’art. 109 della legge sul diritto d’autore secondo cui, in deroga alla disciplina generale, “la cessione di uno stampo […] o di...

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Alessandro Racano

Alessandro Racano

Esperto dei reati societari, fallimentari, tributari e dei reati concernenti la tutela del marchio.

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/250-alessandro-racano.html

Bancarotta semplice e responsabilità dei sindaci

Interessante sentenza emessa dal Tribunale Collegiale di Pordenone con riferimento al reato di bancarotta semplice ex art. 217 L.F. e responsabilità dei sindaci: a quest’ultimi era stato contestato il fatto di non aver sollecitato le procedure di fallimento/amministrazione straordinaria, né di aver presentato denuncia alla autorità giudiziaria ex art. 2409 c.c. pur a fronte di un evidente stato di dissesto della società. Ebbene, il collegio ha assolto i sindaci alla luce della assenza del nesso causale tra omissione ed evento in quanto non vi è prova che la invocata segnalazione alle autorità competenti da parte del collegio sindacale avrebbe comportato un minor aggravio del dissesto.

Il “nuovo” reato di dichiarazione infedele ha parzialmente abolito la fattispecie precedente

La recente riforma del 2015 ha modificato il reato di dichiarazione infedele sottraendo dalla cornice della norma quella parte della fattispecie ove si sanzionava la deduzione di costi – ontologicamente esistenti – privi dei criteri di inerenza e competenza. Una recente sentenza della Cassazione (sez. III, n. 30686 del 20/6/17) ha stabilito che tale nuova formulazione, ridisegnando la fattispecie, cotituisce una vera e propria abolitio criminis del reato, per quanto parziale. Conseguentemente coloro che hanno subito una condanna passata in giudicato ai sensi del “vecchio” art. 4, potranno ora agire in sede di incidente di esecuzione per ottenere la revoca del provvedimento.

Minaccia di licenziamento, invito alle dimissioni ed estorsione

Secondo il Tribunale di Napoli commette il reato di tentata estorsione il responsabile commerciale di una società che invita il dipendente addetto alla vendita presso un negozio di abbigliamento e dallo scarso rendimento lavorativo a firmare, entro il giorno successivo, le dimissioni correlate ad un incentivo economico e, di contro, prospetta un licenziamento qualificabile come privo di “giusta causa” o “giustificato motivo”. Ciò era avvenuto nel corso di un incontro a cui il lavoratore era stato urgentemente convocato senza spiegazioni di sorta, fuori dall’orario di lavoro e presso il magazzino del negozio, circostanze ritenute idonee ad incidere sulla capacità di autodeterminazione di quest’ultimo.

Usurpazione brevettuale e danno di particolare tenuità

 

il Tribunale di Milano ha accolto il patteggiamento “al minimo” a favore di una persona giuridica imputata ai sensi della “231” per il reato di usurpazione brevettuale ex art. 517 ter, c.p.  

L’ente aveva importato alcuni prodotti cinesi poi sequestrati in dogana perché realizzati in violazione del brevetto di una nota azienda tedesca la quale si era opposta al patteggiamento, a suo parere troppo favorevole, sottolineando la gravità intrinseca di ogni frode brevettuale.

La difesa ha però sostenuto che la mancata introduzione della merce sul mercato, il basso valore commerciale dei prodotti stessi e l’assenza di un concreto beneficio a favore dell’ente avevano generato un danno di particolare tenuità tale da giustificare un patteggiamento finale a €10.329 (ovvero il limite minimo invalicabile previsto dalla legge).

Il giudice di Milano applica la “Taricco” e disapplica le norme italiane in materia di prescrizione del reato

Il GUP di Milano ha rinviato a giudizio alcuni soggetti imputati per una frode IVA da 642 milioni. La notizia è sorprendente in quanto alcune di tali condotte si sarebbero dovute dichiarare pacificamente prescritte alla luce della normativa italiana. “Svista” del magistrato, quindi? Invero no. Il giudice si è limitato applicare la sentenza “Taricco” del 2015 emessa dalla Corte di Giustizia Europea secondo cui i Giudici comunitari dovranno disapplicare le leggi nazionali in materia di prescrizione in caso di gravi frodi ai danni degli interessi finanziari della UE. La partita però non è affatto chiusa. Per il 18 ottobre, infatti, si attende la decisione della Corte Costituzionale con cui si stabilirà se il predetto obbligo europeo possa o meno dirsi compatibile con il principio costituzionale di legalità.

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Prime decisioni della Corte Costituzionale sul ne bis in idem

La Corte Costituzionale si è finalmente pronunciata su alcune questioni inerenti la violazione del principio del ne bis in idem, come interpretato dalla Corte di Strasburgo, in materia di abuso di mercato e di omesso versamento dell'IVA ex art. 10 ter, D. L.vo 74/00. Sulla base di quanto riportato nel comunicato dell'Ufficio Stampa della Corte, la Consulta ha concluso per l'inammissibilità di due delle questioni proposte e ha restituito gli atti al giudice rimettente per la terza, per sopravvenute modifiche legislative.

Si tratta di uno dei primi interventi della Corte con riferimento ad un importante tema su cui si sono già registrati diversi provvedimenti di merito non sempre tra loro coerenti. Non resta quindi che attendere le motivazioni per comprendere la portata di tali decisioni.

La Cassazione disapplica la prescrizione prevista dalla legge italiana in un caso di frodi IVA

Con la nota sentenza “Taricco” del settembre 2015 la Corte di Giustizia aveva stabilito che un regime nazionale prescrizionale troppo breve avrebbe ben potuto confliggere con quanto previsto dal diritto comunitario e, nel caso di specie, annullare gli effetti deterrenti di disposizioni penali previste in materia di frodi IVA.

Con una recentissima motivazione la Suprema Corte ha esaminato un caso simile a quello di cui sopra (relativo ad una dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di numerose fatture per operazioni inesistenti) ed ha quindi ritenuto di applicare per la prima volta il principio della sentenza “Taricco” con la dirompente conseguenza - decisamente gravosa per l’imputato - di “riallungare” la prescrizione oltre il limite previsto dalla legge penale secondo cui, invece, alcune condotte si sarebbero potute dichiarare già prescritte.

La riforma dei reati tributari e gli effetti del pagamento del debito tributario

La recente riforma dei reati tributari, introdotta con il D. Lgs. n. 158/15, ha modificato il principale corpo normativo di riferimento, ovvero il D. Lgs. n. 74/00. Certamente il legislatore non ha rivoluzionato il sistema penale tributario, ma si è piuttosto concentrato sul riordino della normativa esistente e sul perseguimento di alcuni obiettivi tra i quali la volontà di perseguire penalmente solo quelle violazioni contraddistinte da una certa gravità relegando al campo delle sanzioni amministrative fattispecie che, dal punto di vista dell’entità del debito tributario, non risultano eccessivamente elevate.

In ossequio a tale principio la riforma ha introdotto un nuovo regime regolante gli effetti in sede penale dell’estinzione di quanto dovuto dal contribuente.

Si tratta di una delle principali novità introdotte dalla riforma la quale riguarda la previsione di una causa generale di non punibilità a seguito del pagamento del debito tributario, regolata in termini differenti a seconda della tipologia e della gravità dei reati contestati.

Appare quindi immediatamente evidente la netta differenza di tale meccanismo rispetto a quello previsto della previgente normativa là ove l’estinzione del debito garantiva, invece, effetti premiali meno appetibili per l’imputato come la diminuzione della pena e la mancata applicazione delle sanzioni interdittive.

Veniamo ora la norma nel dettaglio.

Il comma 1 del “nuovo” art. 13, in particolare, stabilisce che l’estinzione integrale dei debiti tributari (anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento o del ravvedimento operoso)relativi ai reati di omesso versamento ex artt. 10 bis, 10 ter ed indebita compensazione ex art 10 quater, c.1, determinerà la non punibilità degli stessi, ma solo se tale pagamento interverrà prima della apertura del dibattimento.

Diverso e meno vantaggioso è invece il regime di “non punibilità” ora previsto al comma 2 per l’intervenuto pagamento dei debiti tributari conseguenti ai reati di dichiarazione infedele (art. 4) ed omessa dichiarazione (art. 5).

L’estinzione del reato, infatti, interverrà qualora i debiti tributari siano stati pagati con il ravvedimento operoso (nel primo caso, art. 4) o qualora la dichiarazione omessa sia stata presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo (nel secondo caso, art. 5); il pagamento però dovrà comunque intervenire prima che il contribuente autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento o di procedimenti penali.

Conseguentemente per i reati di cui al secondo comma dell’art. 13 (artt. 4 e 5) - a differenza di quanto previsto per i reati di cui al primo comma (artt. 10-bis, 10-ter e 10-quater, c. 1) - l’adesione alle procedure conciliative non avrà alcun effetto in punto di non punibilità in quanto le stesse, va da sé, presuppongono una già intervenuta attività di controllo da parte della Amministrazione Finanziaria e quindi, in buona sostanza, la “formale conoscenza” da parte del contribuente.

Appare quindi evidente l’intento del legislatore che ha così voluto differenziare gli effetti premiali della estinzione del debito tributario sulla base della diversa insidiosità dei reati in questione: sarà quindi avvantaggiato il contribuente inadempiente che comunque non ha celato il proprio debito tributario (art. 10 bis, 10 ter e 10 quater c.1) rispetto a chi ha realizzato condotte caratterizzate da un più spiccato profilo fraudolento (art.4 e art. 5).

Inoltre il testo normativo in questione, che peraltro utilizza la medesima terminologia di cui alla L. 186/14 regolante la voluntary disclosure, non circoscrive con chiarezza la definizione della “formale conoscenza” di cui si è sopra detto; tale assenza di specificità, purtroppo, lascia ancora qualche dubbio in quanto non chiarisce, ad esempio, se l’invio e la ricezione di inviti e/o questionari possano o meno costituire una causa ostativa all’applicazione dell’art. 13.

Il comma 3 dell’art. 13, infine, regola il caso in cui il pagamento sia in corso di rateizzazione prima della apertura del dibattimento e, in tal caso, la legge prevede ora la possibilità, per l’autore del reato, di ottenere un termine di tre mesi (prorogabile, ove necessario, di altri tre mesi) per avvalersi della predetta causa estintiva.

Nei casi non previsti e regolati dall’art. 13, l’estinzione del debito tributario prima della apertura del dibattimento può altresì determinare l’applicazione delle circostanze del reato ora disciplinate all’art. 13 bis: si tratta di una circostanza attenuante speciale (che determina una diminuzione della pena fino alla metà) anch’essa correlata al pagamento dei debiti tributari prima della dichiarazione di apertura del dibattimento; sulla falsariga del testo previgente sarà possibile patteggiare il reato solo in presenza della predetta attenuante.

In ultima analisi va ricordato che il legislatore non ha previsto alcun regime transitorio da applicarsi ai procedimenti già pendenti al momento della entrata in vigore della riforma.

In buona sostanza ciò significa che tutti coloro che, al momento della entrata in vigore della riforma, sono imputati in un processo per un reato tributario ormai avviato (e quindi pendente oltre la fase dell’apertura del dibattimento) non potranno chiedere l’applicazione di tale nuova norma, anche se nel frattempo intervenuta.

La scelta, invero, è stata consapevole e volta a garantire un termine certo oltre il quale i giudici potranno o meno applicare tale nuovo istituto.

 

Sulla competenza territoriale del reato di accesso abusivo al sistema informatico

È finalmente disponibile la motivazione delle Sezioni Unite con cui è stato finalmente chiarito "se, ai fini della determinazione della competenza per territorio, il luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di cui all'art. 615-ter, cod. pen., sia quello in cui si trova il soggetto che si introduce nel sistema o, invece, quello nel quale è collocato il server che elabora e controlla le credenziali di autenticazione fornite dall'agente".

Rimandando agli articoli precedenti e disponibili su questa rivista per l’esame del caso pratico da cui è scaturito tale quesito, ivi si intende riassumere brevemente il ragionamento giuridico e le conclusioni a cui sono giunte le Sezioni Unite.

Innanzitutto vediamo le due diverse e confliggenti soluzioni giurisprudenziali che in passato si erano occupate della questione:

1) un primo orientamento prediligeva il luogo ove viene effettivamente superata la protezione informatica e si verifica la introduzione del sistema e quindi, in definitiva, ove è materialmente collocato il server violato (tale interpretazione era stata proposta da Cass., Sez. I, n. 40303 del 27/5/2013, Martini, Rv. 2572);

2) un secondo orientamento, invece, proposto nell’ordinanza di remissione alla Sezioni Unite e parzialmente affrontato in altra pronuncia (Sez. I, n. 34165 del 15/6/2014, Dal Bo, non massimata) individuava il locus commissi delicti ove si trovava l’utente al momento della digitazione della password dalla propria postazione remota (e quindi, va da sé, in un luogo potenzialmente diverso da quello del server).

Le Sezioni Unite, prima di proporre la loro, definitiva, soluzione, hanno inizialmente rappresentato alcuni “punti fermi” da cui far partire il loro articolato ragionamento, in particolare:

* il delitto in esame è di mera condotta e quindi si perfeziona al momento della introduzione nel sistema informatico senza che si verifichi né una effettiva violazione della riservatezza, né un uso illecito dei dati carpiti che, infatti, ben può integrare un diverso reato;

* il legislatore non ha dato alcuna specificazione al concetto di “sistema informatico” o “telematico” e ciò, si immagina, per lasciare aperta tale nozione in vista dei possibili e futuri sviluppi tecnologici;

* una definizione è rinvenibile all’art. 1 della Convenzione Europea di Budapest del 23 novembre 2001 ove si stabilisce che il “sistema informatico” è "qualsiasi apparecchiatura o gruppi di apparecchiature interconnesse o collegate, una o più delle quali, in base ad un programma, compiono l'elaborazione dei dati";

* nell’ambito della protezione offerta dall’art. 615 ter, c.p. ricadono anche i sistemi di trattamento delle informazioni che sfruttano l’architettura di rete denominata server-client nella quale un computer o terminale (il client) si connette tramite rete ad un elaboratore centrale (il server) per la condivisione di risorse o informazioni che possono essere rese disponibili a distanza anche ad altri utenti.

 

Ora, sulla base di tali premesse le Sezioni Unite hanno poi tratto le seguenti considerazioni:

 

* con il reato in questione il legislatore ha assicurato la protezione del domicilio informatico quale spazio ideale in cui sono contenuti i dati informatici di pertinenza della persona estendendo la tutela della riservatezza della sfera individuale, quale bene costituzionalmente protetto; il parallelo con il domicilio reale – sulla cui falsariga è stata impostata la norma – è imperfetto;

* le condotte di abusiva introduzione in un sistema informatico/telematico o di trattenimento contro la volontà di chi può esercitare lo jus excludendi sono collegate ad una dimensione elettronica dello spazio che, non a caso, è correttamente definita "virtuale";

* tale realtà virtuale, così come il cyberspace, è dotata di specifiche caratteristiche per cui la tradizionale nozione  - elaborata per una realtà fisica nella quale le conseguenze sono immediatamente rilevabili e percepibili – deve essere invece rielaborata e rivisitata;

* sotto un profilo tecnico, il sistema informatico o telematico va quindi inteso in senso unitario e complessivo;

* in accordo a quanto sopra e per evitare deficit nel perseguimento dell'obiettivo di protezione del sistema informatico e telematico, risulta conveniente delineare una nozione ampia di computer, così come, del resto, ha già fatto il giudice di legittimità in punto di carte di pagamento, trattandosi di strumenti idonei a trasmettere dati elettronici nel momento in cui si connettono mediante le apparecchiature denominate POS;

* il luogo in cui l'utente opera sul computer combacia quasi sempre con quello ove si possono acquisire le prove e dove la collettività percepisce il disvalore del delitto posto in essere;

 

Una volta premesso quanto sopra, quindi, la soluzione proposta dalle Sezioni Unite appare ormai facile da immaginare: non potrà che essere abbandonata la prima interpretazione proposta, ancorata al concetto classico di fisicità del luogo ove è collocato il server, e ciò a favore del secondo orientamento, parametrato ad una dimensione virtuale, non più fisica e quindi “aterritoriale”.

 

Ed infatti proprio da tale impostazione “aterritoriale” consegue la soluzione del quesito: il luogo di consumazione del reato sarà quello in cui dalla postazione remota l’agente si interfaccia con l’intero sistema, digita le credenziali di autenticazione e preme il tasto di avvio, ponendo così in essere l’unica azione materiale e volontaria che lo pone in condizione di entrare nel dominio delle informazioni che vengono visionate direttamente all’interno della postazione periferica.

Accesso abusivo a un sistema informatico: dove si consuma?

Per le Sezioni Unite l’accesso abusivo al sistema informatico si consuma nel luogo in cui si trova il soggetto autore del reato.

Cass., Sez. Un., 26 marzo 2015, Pres. Santacroce, Rel. Squassoni

Nel numero precedente ci siamo occupati del provvedimento con cui le Sezioni Unite erano state investite per determinare, una volta per tutte, la competenza per territorio del reato di “accesso abusivo al sistema informatico” previsto all’art. 615 ter, c.p. (che punisce “chiunque abusivamente si introduce in un sistema informaticotelematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo”).
Ci si chiedeva, infatti, se si dovesse dare rilevanza al luogo in cui si trova il soggetto che si introduce abusivamente nel sistema o, invece, a quello nel quale è collocato il "server" che elabora e controlla le credenziali di autenticazione fornite dall'agente.
Ebbene, in data 26 marzo 2015 la Suprema Corte ha risolto il predetto quesito con la seguente soluzione, ad oggi non ancora motivata: «il locus commissi delicti dell’art. 615 ter, c.p. è quello del luogo in cui si trova il soggetto che effettua l'introduzione abusiva»; a tale conclusione, peraltro, si è giunti anche sulle base delle conformi conclusioni del Procuratore generale.
Evidentemente, si immagina, si è data prevalenza al fatto che il reato si perfeziona al momento dell’introduzione abusiva nel sistema e ciò a prescindere dall’acquisizione dei dati in esso contenuto; da ciò si è tratta la conclusione per cui la condotta del reato potrà dirsi già perfezionata nel luogo in cui l’agente, utilizzando il proprio computer locale, ha realizzato la condotta prevista dalla norma.
Il tema è complesso ed un più approfondito esame del provvedimento e delle ragioni che hanno condotto le Sezioni Unite a tale decisione, non può che essere posticipato alla lettura delle motivazioni, ad oggi, come detto, non ancora depositate.

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