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Ultime notizie

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Corte UE: nessun impedimento per la registrazione della celebre suola rossa come…

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 13-06-2018 - Intellectual Property

L’impedimento assoluto di cui all’art. 3, Direttiva 2008/95, che esclude dalla registrazione i segni costituiti esclusivamente dalla forma imposta dalla natura stessa del prodotto, non è applicabile quando il segno consiste in un colore applicato sulla suola di una scarpa con tacco alto poiché, se è pur vero che la forma del prodotto svolge un ruolo nella de...

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Giacomo Nuzzo "adesso, ovunque"

La Redazione - avatar La Redazione - 13-06-2018 - News

R&P Legal prosegue la sua serie di mostre nella sede di Piazza Cadorna con un nuovo appuntamento. Dopo i blu di Armando Fettolini, questa volta saranno protagonisti gli scatti in bianco e nero di Giacomo Nuzzo.

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Wired Next Fest 2018: Luca Egitto spiega vantaggi e opportunità della blockchain…

La Redazione - avatar La Redazione - 12-06-2018 - Intellectual Property

La blockchain rappresenta una delle più grandi rivoluzioni tecnologiche dai tempi di internet, anche se la conoscenza del suo funzionamento continua ad essere un tema complesso e limitato ad una cerchia ristretta di persone, prevalentemente programmatori. Sviluppata e resa nota grazie al Bitcoin, oggi se ne sente parlare quasi esclusivamente con riferimento ...

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Sport Bonus: detrazione al 50% per le imprese che donano fondi per impianti

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 11-06-2018 - Fondi e Finanziamenti Pubblici

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 aprile 2018, che sblocca operativamente lo «Sport Bonus», e cioè l'incentivo alla ristrutturazione di piccoli impianti sportivi pubblici, per lo più comunali.

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Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo che attua la Direttiva E…

Giovanna Maggia - avatar Giovanna Maggia - 11-06-2018 - Intellectual Property

E’ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 7 giugno 2018 è decreto legislativo 11 maggio 2018 n. 63, che dà attuazione alla Direttiva Europea 2016/943 sulla protezione del know-how riservato e delle informazioni commerciali riservate (ora segreti commerciali); il decreto entrerà in vigore il 22 giugno 2018.

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Il Gabibbo è un plagio? La parola torna alla Corte d’Appello di Milano

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 07-06-2018 - Intellectual Property

“In tema di diritto d’autore, la fattispecie del plagio di un’opera altrui non è data soltanto dal ‘plagio semplice o mero plagio’ e dalla ‘contraffazione’ dell’opera tutelata ma anche dal cd. ‘plagio evolutivo’, che costituisce un’ipotesi più complessa del fenomeno plagiario in quanto integra una distinzione solo formale delle opere comparate, sicché la nuo...

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200 euro per l’ex moglie disoccupata e senza redditi

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 05-06-2018 - Famiglia e Successioni

In attesa che si pronuncino la Sezioni Unite, la Corte di Cassazione ha confermato i principi espressi con la sentenza n. 11504/2017 in merito al contributo al mantenimento in sede di divorzio.

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La Corte Costituzionale chiude la “vicenda Taricco”

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 05-06-2018 - Criminal Law

Con la sentenza depositata il 31 maggio scorso (n. 115/2018), la Corte Costituzionale ha messo fine alla querelle nata all’indomani della sentenza della Corte di Giustizia UE (causa c-105/14, Taricco) a seguito della quale la Corte imponeva al giudice nazionale di disapplicare le norme interne in tema di limiti massimi di durata della prescrizione nei casi i...

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L’ingegnere ha diritto al compenso professionale se svolge mansioni diverse da q…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 05-06-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 13576 del 30 maggio 2018, ha stabilito che l’ingegnere ha diritto al compenso per l’attività professionale se è incaricato di svolgere mansioni diverse da quelle proprie da dipendente dell’impresa.

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Luca Egitto al Convegno di Diritto e Fiscalità nello sport

La Redazione - avatar La Redazione - 05-06-2018 - News

L’avvocato Luca Egitto parteciperà, in veste di relatore, a un Convegno di Diritto e Fiscalità dello sport martedì 12 giugno a Milano, con un intervento in materia di caratteri del contratto di sponsorizzazione e del contratto di merchandising e di responsabilità in tema di ambush marketing. ...

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Corruzione tra privati: una prima sentenza di merito

Piero Magri - avatar Piero Magri - 04-06-2018 - Criminal Law

In una corposa sentenza depositata il 19 aprile 2018, il Tribunale di Ancona si è pronunciato in tema di corruzione tra privati in una vicenda che ha coinvolto il direttore generale di una Banca che ha concesso linee di credito ad un cliente imprenditore in assenza della prevista attestazione di certezza e liquidità.

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Principio di rotazione negli appalti

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 04-06-2018 - Enti Pubblici & Appalti

Con sentenza del 21 maggio 2018 n. 5621 il TAR per il Lazio, Roma, Sez. I, ha affermato che il principio di rotazione governa l’aggiudicazione degli appalti nell’ipotesi del ricorso alla procedura negoziata, evitando la cristallizzazione di relazioni esclusive tra la Stazione Appaltante ed il precedente gestore ed ampliando le possibilità concrete di aggiudi...

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La Cina riduce i dazi doganali per l’importazione di beni di consumo

Paolo Grandi - avatar Paolo Grandi - 31-05-2018 - Contratti d'Impresa

Il Consiglio di Stato cinese ha deciso una importante riduzione dei dazi all’importazione di molti beni di consumo. Nella riunione esecutiva del 30 maggio 2018, presieduta dal Premier cinese Li Keqiang, sono state più che dimezzate (con una riduzione dal 15,9% al 7,1%) le tariffe doganali sui prodotti di abbligliamento, calfature, cappelli, utensili da cucin...

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R&P Legal al fianco di Sefea Impact SGR per il fondo "SI"

La Redazione - avatar La Redazione - 31-05-2018 - News

È stata presentata oggi, nel corso di un evento tenutosi a Roma, Sefea Impact SGR Spa, la prima Sgr in Italia focalizzata sulla finanza d’impatto, promossa da Sefea Holding Sc e dalla Fondazione di Comunità di Messina.

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Il danno da mancato rilascio dell’immobile non è mai in re ipsa

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 30-05-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13071 del 25 maggio 2018, ha stabilito che il danno da mancato rilascio di un immobile concesso in comodato o in locazione non può mai essere considerato in re ipsa.

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Sempre prededucibili i crediti sorti in funzione di una procedura concorsuale

Sara Colli - avatar Sara Colli - 29-05-2018 - Restructuring & Insolvency

La Suprema Corte, con ordinanza n. 12017 del 16.5.2018, ha definitivamente confermato l’orientamento secondo il quale i crediti sorti in funzione di una procedura concorsuale (nella fattispecie, per la redazione della relazione ex art. 161, c. 3 L.F.) sono riconosciuti in prededuzione proprio per la loro intrinseca strumentalità alla procedura, a tal fine no...

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Il genitore che si converte non può imporre la propria religione al figlio

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 28-05-2018 - Famiglia e Successioni

Secondo la Corte di Cassazione, il criterio fondamentale a cui deve sempre attenersi il Giudice nel determinare le modalità di affidamento dei figli minori in caso di conflitto tra i genitori è il superiore interesse della prole. Il diritto del minore ad una crescita sana ed equilibrata deve essere tutelato anche nella scelta religiosa.

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"L’Italia della Costituzione 1945-1948" con Riccardo Rossotto e Giovan…

La Redazione - avatar La Redazione - 25-05-2018 - News

Lunedì 28 maggio, ore 18.30/20.30, Fondazione “Fulvio Croce” - Via Santa Maria 1 - TorinoLa Fondazione Avvocato Faustino Dalmazzo e la Fondazione dell’Avvocatura Torinese Fulvio Croce presentano “L’Italia della Costituzione 1945-1948”, un dialogo-confronto su quegli anni fondamentali per il nostro paese, uscito distrutto dalla guerra e dal fascismo...

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Luca Egitto alla Wired Nextfest 2018 parlerà di blockchain della proprietà intel…

La Redazione - avatar La Redazione - 22-05-2018 - News

L’avvocato Luca Egitto parteciperà, in veste di relatore, alla Wired Nextfest 2018, domenica 27 maggio, con un intervento intitolato "La blockchain della proprietà intellettuale”.

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Il Notaio deve risarcire i danni se non rileva altri atti di asservimento del te…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 22-05-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 12518 del 21 maggio 2018, ha stabilito che il Notaio risarcisce il cliente se non rileva l’esistenza di altri atti di asservimento relativi ad un terreno da edificare.

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Fallimento consecutivo alla risoluzione del concordato con continuità aziendale …

Cristina Bollini - avatar Cristina Bollini - 21-05-2018 - Restructuring & Insolvency

La Corte di Cassazione, Sezione I, con sentenza del 10 gennaio 2018, n. 380, ha stabilito, con riferimento all’ipotesi di fallimento consecutivo alla risoluzione di un concordato preventivo con continuità aziendale omologato, che i crediti nascenti da nuovi contratti che, pur se non espressamente contemplati nel piano concordatario, siano stipulati dal debit...

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Il know-how non è elemento essenziale del contratto di franchising

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 21-05-2018 - Intellectual Property

Con ordinanza n. 11256 del 10 maggio 2018 la Corte di Cassazione, discostandosi dalla tesi prevalente in dottrina, ha affermato che il know-how non è un elemento indefettibile del contratto di affiliazione commerciale.

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Direzione lavori, in Gazzetta il decreto: in vigore dal 30 maggio

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 17-05-2018 - Enti Pubblici & Appalti

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 111 del 15 maggio 2018 il Decreto del Ministro delle Infrastrutture n. 49/2018, recante «Approvazione delle linee guida sulle modalità di svolgimento delle funzioni del direttore dei lavori e del direttore dell’esecuzione».

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Gli avvocati Chiara Agostini e Monica Togliatto relatrici al Convegno organizzat…

La Redazione - avatar La Redazione - 17-05-2018 - News

Gli avvocati Chiara Agostini e Monica Togliatto parteciperanno, in veste di relatrici, al Convegno organizzato il 21 maggio dalla Camera di Commercio di Cuneo in materia di "Regolamento Europeo 679/2016 in materia di protezione dei dati personali", trattando le novità introdotte dal nuovo regolamento, che entreranno in vigore il 25 maggio 2018.

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Restituzione del prestito all’ex convivente se estraneo alle esigenze famigliari

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 17-05-2018 - Famiglia e Successioni

Anche per i conviventi more uxorio, la legge stabilisce un obbligo di reciproca assistenza morale e materiale. Secondo l’art. 1, comma 36, della Legge 20.5.2016, n. 76 sulla ‘Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze’ “si intendono per «conviventi di fatto» due persone maggiorenni unite stabilmente da l...

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No al risarcimento del danno al calciatore infortunatosi in una partita amichevo…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 15-05-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11270 del 10 maggio 2018, ha stabilito che non scatta il risarcimento al calciatore che riporta danni permanenti durante un’amichevole, se il fallo dell’avversario avviene nel corso di un’azione di gioco, salvo che tale condotta fallosa dell’avversario sia esorbitante rispetto al contesto della partita.

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Barriere architettoniche, operativo il DM per i 180 milioni alle Regioni

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 15-05-2018 - Fondi e Finanziamenti Pubblici

È stato pubblicato sul sito del Ministero delle Infrastrutture il decreto interministeriale inerente il riparto tra le Regioni di 180 milioni per il rifinanziamento del Fondo speciale per l'eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati.

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Lorenzo Lamberti e Matteo Luzzana al Convegno "Italian ePharma Day"

La Redazione - avatar La Redazione - 14-05-2018 - News

Gli avvocati Lorenzo Lamberti e Matteo Luzzana parteciperanno, in veste di relatori, al Convegno "Italian ePharma Day" organizzato da Life Science Academy, in materia di “Ricerca Clinica 2.0 - Aspetti strategici, organizzativi, infrastrutturali e di qualità”, che si terrà mercoledì 16 maggio 2018 presso l'Hotel Melià in Via Masaccio 19 a Milano.

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Codice Appalti e Rating di impresa: l'ANAC adotta lo schema di Linee Guida

Lorenzo Lamberti - avatar Lorenzo Lamberti - 14-05-2018 - Enti Pubblici & Appalti

di avv. Lorenzo Lamberti e avv. Pasquale Morra L’ANAC ha adottato lo schema di Linee Guida recanti «Istituzione del rating di impresa e delle relative premialità», ai sensi dell’articolo 83, comma 10, del Codice dei Contratti pubblici. 

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Linee Guida condivise concernenti le spese per i figli

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 14-05-2018 - Famiglia e Successioni

Anche il Tribunale di Monza ha adottato delle linee guida in merito alle spese in materia di mantenimento della prole, con particolare riguardo alle c.d. spese straordinarie.

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Domanda di concordato non ammessa e successivo fallimento: i criteri per la cons…

Enrico Felli - avatar Enrico Felli - 10-05-2018 - Restructuring & Insolvency

La Cassazione, con l’ordinanza n. 9290 del 16.4.2018, ha affermato che la sola proposizione della domanda di concordato preventivo, anche se non ammesso, costituisce elemento sufficiente per consentire che, in caso di successivo fallimento, sia ipotizzabile la consecuzione tra procedure, con la specificazione che occorre sempre tenere in considerazione la co...

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Non spetta ai nonni mantenere i nipoti

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 10-05-2018 - Famiglia e Successioni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 10419 del 2.5.2018, ha ribadito che l’obbligo di mantenimento dei figli minori grava primariamente e integralmente sui loro genitori e non sui nonni.

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L’impugnazione del bando di gara secondo l’Adunanza Plenaria del Consiglio di St…

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 09-05-2018 - Enti Pubblici & Appalti

Con sentenza del 26 aprile 2018 n. 4 l’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha affermato che le clausole del bando di gara che non rivestano portata escludente devono essere impugnate unitamente al provvedimento lesivo e possono essere impugnate unicamente dall’operatore economico che abbia partecipato alla gara o manifestato formalmente il proprio inter...

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La Cassazione certifica l’equivalenza tra formato CAdES e PAsES

Marco Gardino - avatar Marco Gardino - 09-05-2018 - International Arbitration & Litigation

Con sentenza della sez. un., 27/04/2018 n. 10266, la Cassazione statuisce che le firme digitali di tipo CAdES e PAdES, “sono entrambe ammesse ed equivalenti, sia pure con le differenti estensioni ".p7m" e ".pdf", e devono, quindi, essere riconosciute valide ed efficaci, anche nel processo civile di cassazione, senza eccezione alcuna”.

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Truffa e appropriazione procedibili a querela anche per dipendenti ed agenti inf…

Piero Magri - avatar Piero Magri - 08-05-2018 - Criminal Law

Il d.lgs. 36/2018, entrato in vigore il 9 maggio, ha ampliato il catalogo dei reati procedibili a querela di parte.

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L’Avv. Luca Nisco autore di un articolo su Italia Oggi Sette in tema di rilevanz…

La Redazione - avatar La Redazione - 08-05-2018 - News

L’Avv. Luca Nisco ha redatto un commento ad una recente pronuncia della Corte di Cassazione avente ad oggetto, tra l’altro, le condizioni per l’assoggettamento a dazi doganali dei corrispettivi pagati a titolo di royalties per le merci oggetto di importazione.

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Reati tributari e confisca diretta, per equivalente e di prevenzione. Declinazio…

La Redazione - avatar La Redazione - 07-05-2018 - News

Giovedì 17 Maggio 2018, ore 15.00 / 18.00 - R&P Legal - Piazzale Cadorna 4 - Milano

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La concessionaria risarcisce il disabile se non funziona il sedile girevole

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 03-05-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10045 del 24 aprile 2018, ha stabilito che si configura l’ipotesi di “aliud pro alio” se la concessionaria vende al disabile un veicolo con la garanzia di poter installare un sedile girevole per facilitarne l’utilizzo ma che, dopo la consegna, si scopre non essere funzionante.

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Utilizzo del blind trust nella vicenda Vivendi - Mediaset

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 02-05-2018 - Diritto & Patrimoni

Agcom ha recentemente reso noto il trasferimento da parte di Vivendi del 19,19% della partecipazione in Mediaset in un blind trust.

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Meritevolezza del trust interno

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 02-05-2018 - Diritto & Patrimoni

In base alla recente Ordinanza della Cassazione (Sez. III civ., n. 9637 del 19/4/2018) il trust interno sarebbe sempre da considerarsi astrattamente meritevole di tutela nel nostro Ordinamento.

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Alessandro Racano

Alessandro Racano

Esperto dei reati societari, fallimentari, tributari e dei reati concernenti la tutela del marchio.

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/250-alessandro-racano.html

Conference call e cognizione illecita di comunicazioni telefoniche

La sentenza in esame riguarda il caso di un soggetto che, dopo essersi ”introdotto” nella conference call in corso tra i componenti del CDA di una società, non aveva dichiarato la sua “presenza” ed era rimasto silente restando così in ascolto per diversi minuti all’insaputa degli altri partecipanti. Tale soggetto, che da qualche tempo non era più membro del CDA, era riuscito ad accedere alla “stanza virtuale” della call utilizzando il codice di accesso errroneamente trasmessogli via mail dalla segretaria della società. Ebbene, secondo il Tribunale tale condotta non integra il reato ex art. 617 c.p. in quanto difetta del requisito della “fraudolenza”: lo strumento utilizzato dall’imputato - ovvero un codice nè sollecitato, nè illecitamente ottenuto - era inidoneo ad eludere la possibilità di percezione della captazione da parte degli altri soggetti, né era intrinsecamente strumentale a “celare” l’intrusione.

Bancarotta semplice e responsabilità dei sindaci

Interessante sentenza emessa dal Tribunale Collegiale di Pordenone con riferimento al reato di bancarotta semplice ex art. 217 L.F. e responsabilità dei sindaci: a quest’ultimi era stato contestato il fatto di non aver sollecitato le procedure di fallimento/amministrazione straordinaria, né di aver presentato denuncia alla autorità giudiziaria ex art. 2409 c.c. pur a fronte di un evidente stato di dissesto della società. Ebbene, il collegio ha assolto i sindaci alla luce della assenza del nesso causale tra omissione ed evento in quanto non vi è prova che la invocata segnalazione alle autorità competenti da parte del collegio sindacale avrebbe comportato un minor aggravio del dissesto.

Il “nuovo” reato di dichiarazione infedele ha parzialmente abolito la fattispecie precedente

La recente riforma del 2015 ha modificato il reato di dichiarazione infedele sottraendo dalla cornice della norma quella parte della fattispecie ove si sanzionava la deduzione di costi – ontologicamente esistenti – privi dei criteri di inerenza e competenza. Una recente sentenza della Cassazione (sez. III, n. 30686 del 20/6/17) ha stabilito che tale nuova formulazione, ridisegnando la fattispecie, cotituisce una vera e propria abolitio criminis del reato, per quanto parziale. Conseguentemente coloro che hanno subito una condanna passata in giudicato ai sensi del “vecchio” art. 4, potranno ora agire in sede di incidente di esecuzione per ottenere la revoca del provvedimento.

Minaccia di licenziamento, invito alle dimissioni ed estorsione

Secondo il Tribunale di Napoli commette il reato di tentata estorsione il responsabile commerciale di una società che invita il dipendente addetto alla vendita presso un negozio di abbigliamento e dallo scarso rendimento lavorativo a firmare, entro il giorno successivo, le dimissioni correlate ad un incentivo economico e, di contro, prospetta un licenziamento qualificabile come privo di “giusta causa” o “giustificato motivo”. Ciò era avvenuto nel corso di un incontro a cui il lavoratore era stato urgentemente convocato senza spiegazioni di sorta, fuori dall’orario di lavoro e presso il magazzino del negozio, circostanze ritenute idonee ad incidere sulla capacità di autodeterminazione di quest’ultimo.

Usurpazione brevettuale e danno di particolare tenuità

 

il Tribunale di Milano ha accolto il patteggiamento “al minimo” a favore di una persona giuridica imputata ai sensi della “231” per il reato di usurpazione brevettuale ex art. 517 ter, c.p.  

L’ente aveva importato alcuni prodotti cinesi poi sequestrati in dogana perché realizzati in violazione del brevetto di una nota azienda tedesca la quale si era opposta al patteggiamento, a suo parere troppo favorevole, sottolineando la gravità intrinseca di ogni frode brevettuale.

La difesa ha però sostenuto che la mancata introduzione della merce sul mercato, il basso valore commerciale dei prodotti stessi e l’assenza di un concreto beneficio a favore dell’ente avevano generato un danno di particolare tenuità tale da giustificare un patteggiamento finale a €10.329 (ovvero il limite minimo invalicabile previsto dalla legge).

Il giudice di Milano applica la “Taricco” e disapplica le norme italiane in materia di prescrizione del reato

Il GUP di Milano ha rinviato a giudizio alcuni soggetti imputati per una frode IVA da 642 milioni. La notizia è sorprendente in quanto alcune di tali condotte si sarebbero dovute dichiarare pacificamente prescritte alla luce della normativa italiana. “Svista” del magistrato, quindi? Invero no. Il giudice si è limitato applicare la sentenza “Taricco” del 2015 emessa dalla Corte di Giustizia Europea secondo cui i Giudici comunitari dovranno disapplicare le leggi nazionali in materia di prescrizione in caso di gravi frodi ai danni degli interessi finanziari della UE. La partita però non è affatto chiusa. Per il 18 ottobre, infatti, si attende la decisione della Corte Costituzionale con cui si stabilirà se il predetto obbligo europeo possa o meno dirsi compatibile con il principio costituzionale di legalità.

Link alla fonte

Prime decisioni della Corte Costituzionale sul ne bis in idem

La Corte Costituzionale si è finalmente pronunciata su alcune questioni inerenti la violazione del principio del ne bis in idem, come interpretato dalla Corte di Strasburgo, in materia di abuso di mercato e di omesso versamento dell'IVA ex art. 10 ter, D. L.vo 74/00. Sulla base di quanto riportato nel comunicato dell'Ufficio Stampa della Corte, la Consulta ha concluso per l'inammissibilità di due delle questioni proposte e ha restituito gli atti al giudice rimettente per la terza, per sopravvenute modifiche legislative.

Si tratta di uno dei primi interventi della Corte con riferimento ad un importante tema su cui si sono già registrati diversi provvedimenti di merito non sempre tra loro coerenti. Non resta quindi che attendere le motivazioni per comprendere la portata di tali decisioni.

La Cassazione disapplica la prescrizione prevista dalla legge italiana in un caso di frodi IVA

Con la nota sentenza “Taricco” del settembre 2015 la Corte di Giustizia aveva stabilito che un regime nazionale prescrizionale troppo breve avrebbe ben potuto confliggere con quanto previsto dal diritto comunitario e, nel caso di specie, annullare gli effetti deterrenti di disposizioni penali previste in materia di frodi IVA.

Con una recentissima motivazione la Suprema Corte ha esaminato un caso simile a quello di cui sopra (relativo ad una dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di numerose fatture per operazioni inesistenti) ed ha quindi ritenuto di applicare per la prima volta il principio della sentenza “Taricco” con la dirompente conseguenza - decisamente gravosa per l’imputato - di “riallungare” la prescrizione oltre il limite previsto dalla legge penale secondo cui, invece, alcune condotte si sarebbero potute dichiarare già prescritte.

La riforma dei reati tributari e gli effetti del pagamento del debito tributario

La recente riforma dei reati tributari, introdotta con il D. Lgs. n. 158/15, ha modificato il principale corpo normativo di riferimento, ovvero il D. Lgs. n. 74/00. Certamente il legislatore non ha rivoluzionato il sistema penale tributario, ma si è piuttosto concentrato sul riordino della normativa esistente e sul perseguimento di alcuni obiettivi tra i quali la volontà di perseguire penalmente solo quelle violazioni contraddistinte da una certa gravità relegando al campo delle sanzioni amministrative fattispecie che, dal punto di vista dell’entità del debito tributario, non risultano eccessivamente elevate.

In ossequio a tale principio la riforma ha introdotto un nuovo regime regolante gli effetti in sede penale dell’estinzione di quanto dovuto dal contribuente.

Si tratta di una delle principali novità introdotte dalla riforma la quale riguarda la previsione di una causa generale di non punibilità a seguito del pagamento del debito tributario, regolata in termini differenti a seconda della tipologia e della gravità dei reati contestati.

Appare quindi immediatamente evidente la netta differenza di tale meccanismo rispetto a quello previsto della previgente normativa là ove l’estinzione del debito garantiva, invece, effetti premiali meno appetibili per l’imputato come la diminuzione della pena e la mancata applicazione delle sanzioni interdittive.

Veniamo ora la norma nel dettaglio.

Il comma 1 del “nuovo” art. 13, in particolare, stabilisce che l’estinzione integrale dei debiti tributari (anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all’accertamento o del ravvedimento operoso)relativi ai reati di omesso versamento ex artt. 10 bis, 10 ter ed indebita compensazione ex art 10 quater, c.1, determinerà la non punibilità degli stessi, ma solo se tale pagamento interverrà prima della apertura del dibattimento.

Diverso e meno vantaggioso è invece il regime di “non punibilità” ora previsto al comma 2 per l’intervenuto pagamento dei debiti tributari conseguenti ai reati di dichiarazione infedele (art. 4) ed omessa dichiarazione (art. 5).

L’estinzione del reato, infatti, interverrà qualora i debiti tributari siano stati pagati con il ravvedimento operoso (nel primo caso, art. 4) o qualora la dichiarazione omessa sia stata presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo (nel secondo caso, art. 5); il pagamento però dovrà comunque intervenire prima che il contribuente autore del reato abbia avuto formale conoscenza di accessi, ispezioni, verifiche o dell’inizio di qualunque attività di accertamento o di procedimenti penali.

Conseguentemente per i reati di cui al secondo comma dell’art. 13 (artt. 4 e 5) - a differenza di quanto previsto per i reati di cui al primo comma (artt. 10-bis, 10-ter e 10-quater, c. 1) - l’adesione alle procedure conciliative non avrà alcun effetto in punto di non punibilità in quanto le stesse, va da sé, presuppongono una già intervenuta attività di controllo da parte della Amministrazione Finanziaria e quindi, in buona sostanza, la “formale conoscenza” da parte del contribuente.

Appare quindi evidente l’intento del legislatore che ha così voluto differenziare gli effetti premiali della estinzione del debito tributario sulla base della diversa insidiosità dei reati in questione: sarà quindi avvantaggiato il contribuente inadempiente che comunque non ha celato il proprio debito tributario (art. 10 bis, 10 ter e 10 quater c.1) rispetto a chi ha realizzato condotte caratterizzate da un più spiccato profilo fraudolento (art.4 e art. 5).

Inoltre il testo normativo in questione, che peraltro utilizza la medesima terminologia di cui alla L. 186/14 regolante la voluntary disclosure, non circoscrive con chiarezza la definizione della “formale conoscenza” di cui si è sopra detto; tale assenza di specificità, purtroppo, lascia ancora qualche dubbio in quanto non chiarisce, ad esempio, se l’invio e la ricezione di inviti e/o questionari possano o meno costituire una causa ostativa all’applicazione dell’art. 13.

Il comma 3 dell’art. 13, infine, regola il caso in cui il pagamento sia in corso di rateizzazione prima della apertura del dibattimento e, in tal caso, la legge prevede ora la possibilità, per l’autore del reato, di ottenere un termine di tre mesi (prorogabile, ove necessario, di altri tre mesi) per avvalersi della predetta causa estintiva.

Nei casi non previsti e regolati dall’art. 13, l’estinzione del debito tributario prima della apertura del dibattimento può altresì determinare l’applicazione delle circostanze del reato ora disciplinate all’art. 13 bis: si tratta di una circostanza attenuante speciale (che determina una diminuzione della pena fino alla metà) anch’essa correlata al pagamento dei debiti tributari prima della dichiarazione di apertura del dibattimento; sulla falsariga del testo previgente sarà possibile patteggiare il reato solo in presenza della predetta attenuante.

In ultima analisi va ricordato che il legislatore non ha previsto alcun regime transitorio da applicarsi ai procedimenti già pendenti al momento della entrata in vigore della riforma.

In buona sostanza ciò significa che tutti coloro che, al momento della entrata in vigore della riforma, sono imputati in un processo per un reato tributario ormai avviato (e quindi pendente oltre la fase dell’apertura del dibattimento) non potranno chiedere l’applicazione di tale nuova norma, anche se nel frattempo intervenuta.

La scelta, invero, è stata consapevole e volta a garantire un termine certo oltre il quale i giudici potranno o meno applicare tale nuovo istituto.

 

Sulla competenza territoriale del reato di accesso abusivo al sistema informatico

È finalmente disponibile la motivazione delle Sezioni Unite con cui è stato finalmente chiarito "se, ai fini della determinazione della competenza per territorio, il luogo di consumazione del delitto di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di cui all'art. 615-ter, cod. pen., sia quello in cui si trova il soggetto che si introduce nel sistema o, invece, quello nel quale è collocato il server che elabora e controlla le credenziali di autenticazione fornite dall'agente".

Rimandando agli articoli precedenti e disponibili su questa rivista per l’esame del caso pratico da cui è scaturito tale quesito, ivi si intende riassumere brevemente il ragionamento giuridico e le conclusioni a cui sono giunte le Sezioni Unite.

Innanzitutto vediamo le due diverse e confliggenti soluzioni giurisprudenziali che in passato si erano occupate della questione:

1) un primo orientamento prediligeva il luogo ove viene effettivamente superata la protezione informatica e si verifica la introduzione del sistema e quindi, in definitiva, ove è materialmente collocato il server violato (tale interpretazione era stata proposta da Cass., Sez. I, n. 40303 del 27/5/2013, Martini, Rv. 2572);

2) un secondo orientamento, invece, proposto nell’ordinanza di remissione alla Sezioni Unite e parzialmente affrontato in altra pronuncia (Sez. I, n. 34165 del 15/6/2014, Dal Bo, non massimata) individuava il locus commissi delicti ove si trovava l’utente al momento della digitazione della password dalla propria postazione remota (e quindi, va da sé, in un luogo potenzialmente diverso da quello del server).

Le Sezioni Unite, prima di proporre la loro, definitiva, soluzione, hanno inizialmente rappresentato alcuni “punti fermi” da cui far partire il loro articolato ragionamento, in particolare:

* il delitto in esame è di mera condotta e quindi si perfeziona al momento della introduzione nel sistema informatico senza che si verifichi né una effettiva violazione della riservatezza, né un uso illecito dei dati carpiti che, infatti, ben può integrare un diverso reato;

* il legislatore non ha dato alcuna specificazione al concetto di “sistema informatico” o “telematico” e ciò, si immagina, per lasciare aperta tale nozione in vista dei possibili e futuri sviluppi tecnologici;

* una definizione è rinvenibile all’art. 1 della Convenzione Europea di Budapest del 23 novembre 2001 ove si stabilisce che il “sistema informatico” è "qualsiasi apparecchiatura o gruppi di apparecchiature interconnesse o collegate, una o più delle quali, in base ad un programma, compiono l'elaborazione dei dati";

* nell’ambito della protezione offerta dall’art. 615 ter, c.p. ricadono anche i sistemi di trattamento delle informazioni che sfruttano l’architettura di rete denominata server-client nella quale un computer o terminale (il client) si connette tramite rete ad un elaboratore centrale (il server) per la condivisione di risorse o informazioni che possono essere rese disponibili a distanza anche ad altri utenti.

 

Ora, sulla base di tali premesse le Sezioni Unite hanno poi tratto le seguenti considerazioni:

 

* con il reato in questione il legislatore ha assicurato la protezione del domicilio informatico quale spazio ideale in cui sono contenuti i dati informatici di pertinenza della persona estendendo la tutela della riservatezza della sfera individuale, quale bene costituzionalmente protetto; il parallelo con il domicilio reale – sulla cui falsariga è stata impostata la norma – è imperfetto;

* le condotte di abusiva introduzione in un sistema informatico/telematico o di trattenimento contro la volontà di chi può esercitare lo jus excludendi sono collegate ad una dimensione elettronica dello spazio che, non a caso, è correttamente definita "virtuale";

* tale realtà virtuale, così come il cyberspace, è dotata di specifiche caratteristiche per cui la tradizionale nozione  - elaborata per una realtà fisica nella quale le conseguenze sono immediatamente rilevabili e percepibili – deve essere invece rielaborata e rivisitata;

* sotto un profilo tecnico, il sistema informatico o telematico va quindi inteso in senso unitario e complessivo;

* in accordo a quanto sopra e per evitare deficit nel perseguimento dell'obiettivo di protezione del sistema informatico e telematico, risulta conveniente delineare una nozione ampia di computer, così come, del resto, ha già fatto il giudice di legittimità in punto di carte di pagamento, trattandosi di strumenti idonei a trasmettere dati elettronici nel momento in cui si connettono mediante le apparecchiature denominate POS;

* il luogo in cui l'utente opera sul computer combacia quasi sempre con quello ove si possono acquisire le prove e dove la collettività percepisce il disvalore del delitto posto in essere;

 

Una volta premesso quanto sopra, quindi, la soluzione proposta dalle Sezioni Unite appare ormai facile da immaginare: non potrà che essere abbandonata la prima interpretazione proposta, ancorata al concetto classico di fisicità del luogo ove è collocato il server, e ciò a favore del secondo orientamento, parametrato ad una dimensione virtuale, non più fisica e quindi “aterritoriale”.

 

Ed infatti proprio da tale impostazione “aterritoriale” consegue la soluzione del quesito: il luogo di consumazione del reato sarà quello in cui dalla postazione remota l’agente si interfaccia con l’intero sistema, digita le credenziali di autenticazione e preme il tasto di avvio, ponendo così in essere l’unica azione materiale e volontaria che lo pone in condizione di entrare nel dominio delle informazioni che vengono visionate direttamente all’interno della postazione periferica.

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