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R&P Legal è uno studio legale indipendente, fondato nel 1949, con sei sedi in Italia e con primarie connessioni internazionali, dove lavorano più di centosettanta professionisti qualificati che forniscono assistenza full service.

Ultime notizie

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European Court of Justice, Ryanair case: the revenge of fair competition?

Navigazione e Trasporti 19-09-2017 Maurizio Corain

Ryanair employment contracts examined by the Court are drafted in English, subject to Irish law, with a jurisdiction clause providing that the Irish courts have jurisdiction. In those contracts, it was stipulated that th...

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Gli avvocati Vaciago e Giordano di R&P Legal docenti del Corso di Perfeziona…

Criminal Law 19-09-2017 La Redazione

Gli avvocati Giuseppe Vaciago e Marco Tullio Giordano del dipartimento di diritto penale di R&P Legal parteciperanno, in veste di docenti, alla decima edizione del Corso di Perfezionamento organizzato dalla cattedra ...

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Il committente che sospende il pagamento per inadempimento dell’appaltatore non …

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 18-09-2017 Daniele Merighetti

La II Sezione Civile della Corte di Cassazione, con ordinanza n. 21315 del 14 settembre 2017, ha stabilito che il contraente che si avvale legittimamente del diritto di sospendere l’adempimento della propria obbligazione...

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Privacy GDPR - CSI Piemonte organizza un incontro tra gli esperti del settore e …

News 15-09-2017 La Redazione

Il 25 settembre 2017 a Torino si terrà presso la sede del CSI Piemonte (Consorzio per il Sistema Informativo) un incontro volto ad illustrare i nuovi adempimenti previsti dal Regolamento Generale sulla protezione dei dat...

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DIRETTIVA (UE) 2017/1132 – Un nuovo diritto societario Europeo?

Corporate M&A 14-09-2017 Marco Gardino

Nel mese di luglio è entrata in vigore la Direttiva UE 2017/1132.  Obiettivo della direttiva è l’armonizzazione delle legislazioni nazionali su molti aspetti del diritto societario, con l’obiettivo di fornire garanzie pe...

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R&P Legal al fianco della fondazione Celebrity Fight Night

News 13-09-2017 La Redazione

Per il quarto anno consecutivo R&P Legal è stata al fianco della fondazione Celebrity Fight Night, nell’organizzazione del suo consueto evento di beneficienza in Italia con cui coinvolge importanti celebrità del mond...

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Aiuti di Stato (Reg. CE n. 800/2008) e imprese sottoposte a procedure concorsual…

Restructuring & Insolvency 12-09-2017 Enrico Felli

In una recente sentenza (n. 245 del 6/07/2017) la Corte di giustizia UE ha chiarito che l’articolo 1, § 7, lett. c) del reg. (CE) n. 800/2008, concernente l’esclusione dagli aiuti di stato per le imprese in difficoltà, s...

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Facebook: il garante della privacy spagnolo multa la società per 1,2 milioni

Privacy & Data Protection 12-09-2017 Chiara Agostini

Lunedi 11 settembre il Garante della Privacy spagnolo, l’Agencia Española de Protección de Datos (cd. Aepd), ha multato Facebook per violazione della legge sulla protezione dei dati personali. In particolare, secondo l’a...

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European Court of Justice, Bossen case: The fact that the distance covered by a …

Navigazione e Trasporti 12-09-2017 Maurizio Corain

Birgit Bossen and other passengers travelled from Rome to Hamburg via Brussels on a flight operated by Brussels Airlines. As their flight arrived in Hamburg with a delay of 3 hours and 50 minutes, they brought an action ...

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Giuseppe Vaciago, nominato componente della Task Force di AgID per l’intelligenz…

TMT - Cybersecurity 11-09-2017 La Redazione

Giovedì 7 settembre si è svolta a Roma a Palazzo Chigi la prima riunione della Task Force composta da 30 esperti del settore tra cui l’Avv. Giuseppe Vaciago. La task force si occupa di studiare come la diffusione di solu...

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Legge concorrenza: novità per i diritti connessi sulle opere musicali

TMT - Media Entertainment 11-09-2017 Angela Cataldi

Con la legge Concorrenza (L. n. 124/2017), entrata in vigore lo scorso 29 agosto, è stata introdotta un’importante novità in materia di diritti connessi sulle opere musicali. Mentre prima era il produttore a poter eserc...

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Disastro di Viareggio: il Tribunale di Lucca affronta il tema della applicabilit…

Criminal Law 11-09-2017 Letizia Catalano

Il Tribunale di Lucca, aderendo alla tesi condivisa dalla giurisprudenza maggioritaria, ha affermato che le società estere operanti sul territorio italiano hanno l’obbligo di rispettare le norme vigenti in Italia, con la...

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Bancarotta ed omesso versamento di contributi previdenziali

Criminal Law 11-09-2017 Piero Magri

La Suprema Corte in una recente sentenza in cui ha condannato l’imputato per alcuni fatti di bancarotta, ha ritenuto però insussistente la bancarotta per dissipazione nell’ipotesi di omesso versamento di contributi previ...

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Bancarotta semplice e responsabilità dei sindaci

Criminal Law 11-09-2017 Alessandro Racano

Interessante sentenza emessa dal Tribunale Collegiale di Pordenone con riferimento al reato di bancarotta semplice ex art. 217 L.F. e responsabilità dei sindaci: a quest’ultimi era stato contestato il fatto di non aver s...

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Contratto d’opera: i diritti di utilizzazione economica spettano al committente

Intellectual Property 06-09-2017 Nicola Berardi

Con sentenza emessa il 13/06/2017, la Sezione Specializzata in materia di imprese del Tribunale di Torino ha ribadito il principio – già affermato dalla stessa Corte e dal Tribunale di Milano – secondo cui “la stipulazio...

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Principio di rotazione e appalti sotto soglia

Enti Pubblici & Appalti 06-09-2017 Pasquale Morra

Con la recente sentenza del 31 agosto 2017 n. 4125 il Consiglio di Stato Sez. VI ha chiarito che in applicazione del principio di rotazione negli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria la Stazione Appaltant...

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Solo l’estinzione del debito con il Fisco consente di accedere al patteggiamento…

Criminal Law 02-09-2017 Valeria Valentini

L’onere di estinguere il debito tributario per accedere al patteggiamento è giustificato dall’interesse generale all’eliminazione delle conseguenze dannose del reato ed è finalizzato alla riscossione dei tributi. La Cass...

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Misure di sostegno alle start up innovative piemontesi

Fondi e Finanziamenti Pubblici 23-08-2017 Marco Gardino

La Regione Piemonte mette a disposizione interessanti misure di sostegno e contributi a favore delle start up innovative, spin off della ricerca pubblica.  Il bando è aperto fino al 31 dicembre 2017. Link alla fonte...

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Società di capitali e soci investitori per gli avvocati

Corporate M&A 23-08-2017 Marco Gardino

La recentissima legge sulla concorrenza (L. 4 agosto 2017, n. 124), pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 14 agosto, consente agli avvocati di esercitare l’attività forense anche in forma societaria, incluso attrave...

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Amendments to the Italian Cultural Heritage Code: one small step in the legal fr…

Art Law 12-08-2017 Luigi Macioce

According to the “Art Market 2017” (a report on the 2016 global art market issued by Art Economics and released during Art Basel Hong Kong) Italy represents one of the less developed art markets in the world, even though...

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Modifica al Codice dei Beni Culturali: un piccolo passo nel mondo legale; un gra…

Art Law 12-08-2017 Luigi Macioce

Secondo “Art Market 2017” (report sul mercato globale dell’arte nel 2016 prodotto da Art Economics e rilasciato in occasione di Art Basel Hong Kong) l’Italia rappresenta uno dei mercati meno sviluppoati e dinamici nel me...

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R&P Legal assiste il Gruppo Miele nell’acquisizione del Gruppo Steelco

News 05-08-2017 La Redazione

Il gruppo tedesco Miele, leader nel settore degli elettrodomestici, ha acquisito una quota di maggioranza nel gruppo Italiano SteelCo, leader nel settore dei prodotti per la disinfezione e sterilizzazione per applicazion...

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EuroCloud Europe: online il nuovo sito web dedicato al Cloud Computing

Privacy & Data Protection 01-08-2017 Chiara Agostini

In data 26 luglio 2017, EuroCloud Europe, un’organizzazione no-profit che promuove lo sviluppo e la diffusione di tecnologie basate sul Cloud Computing, ha interamente rinnovato il proprio sito web (https://eurocloud.org...

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Compliance 231 - Rassegna Luglio 2017

Compliance 231 31-07-2017 Giuseppe Vaciago

Transparency International Italia: al via la “mappatura” della corruzione La divisione italiana di Transparency International, ovvero la più grande organizzazione a livello globale che si occupa di prevenire e contrasta...

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European Court of Justice opinion, the envisage PNR agreement between EU and Can…

Navigazione e Trasporti 27-07-2017 Maurizio Corain

The EU and Canada negotiated an agreement on the transfer and processing of Passenger Name Record data (PNR agreement) which was signed in 2014. The envisaged agreement permits the systematic and continuous transfer of P...

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L’Avv. Maria Cristina Breida su CH4

News 27-07-2017 La Redazione

L’Avv. Maria Cristina Breida, Partner di R&P Legal, è presente sull’ultimo numero di CH4, rivista specialistica dedicata alla filiera del gas, con un contributo in materia di ricerca, prospezione e coltivazione di id...

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Infortunio sul lavoro: esclusa la responsabilità dell’ente per carenza del requi…

Criminal Law 25-07-2017 Letizia Catalano

Il Tribunale di Fermo ha assolto l’ente imputato in un processo penale per l’infortunio occorso ad un lavoratore mentre era intento a lavorare presso un macchinario non munito di protezioni adeguate. Il Tribunale, pur r...

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Regolamento Privacy Ue e certificazione in materia di dati personali

Privacy & Data Protection 24-07-2017 Giuseppe Vaciago

Il Garante Privacy e ACCREDIA hanno richiamano l'attenzione sulla necessità di attendere la definizione di criteri e requisiti comuni per la conformità delle certificazioni in materia di protezione dati al Regolamento UE...

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R&P Legal con la Bormioli Luigi nell'acquisizione della divisione Casa Della…

News 20-07-2017 La Redazione

La Bormioli Luigi S.p.A. storica vetreria di Parma specializzata nella manifattura di contenitori di alta gamma per la profumeria e per la distilleria e di articoli per la tavola in vetro, acquisirà la divisione Casa del...

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R&P Legal con Sciaudone per l'Aeroporto di Salerno-Pontecagnano

News 20-07-2017 La Redazione

R&P Legal ha affiancato il Consorzio Aeroporto di Salerno-Pontecagnano nella valutazione circa la realizzabilità di una rete aeroportuale campana. In particolare, l'avv. Riccardo Sciaudone, Partner di R&P Legal, ...

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European Court of Justice, Werner Fries case: The age limit of 65 years laid dow…

Navigazione e Trasporti 18-07-2017 Maurizio Corain

Mr Werner Fries was employed as a captain by Lufthansa until the end of October 2013 when he had reached the mandatory age limit of 65 years laid down in EU legislation for pilots of commercial aircraft (i.e. Point FCL.0...

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Italian Antitrust Authority, Vueling S.A. case: three unfair trade practices mis…

Navigazione e Trasporti 17-07-2017 Maurizio Corain

Vueling S.A. – the Spanish low-cost carrier - has been fined €1 million by the Italian Antitrust Authority (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) for three unfair trade practices representing a violation of t...

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R&P Legal nella cessione del gruppo Geodata

News 17-07-2017 La Redazione

Lo Studio R&P Legal, con i soci Giovanni Luppi, Mario Colombatto e Anna Frumento, e l’associate Antonio Faruzzi, ha assistito Patto Geodata S.p.A., primaria società italiana nel mercato dell’ingegneria ambientale, ci...

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La sospensione dei termini durante il periodo feriale e l’accertamento di credit…

Restructuring & Insolvency 15-07-2017 Sara Colli

La Suprema Corte ha riconfermato il principio secondo cui l’art. 3 L. 742/1969 non si applica ai giudizi di ammissione allo stato passivo dei crediti derivanti da rapporto di lavoro, nonostante essi debbano essere tratta...

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Pubblicato il quaderno n. 71 della Scuola di alta formazione da parte dell’Ordin…

Restructuring & Insolvency 15-07-2017 Enrico Felli

L’ODCEC di Milano ha divulgato il quaderno SAF n. 71 sui sistemi di allerta interna. Esso si rivolge in particolare ai sindaci e ai revisori contabili; obiettivo del quaderno è quello di fornire a tali soggetti indicazio...

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Consob avvia la consultazione pubblica sul nuovo regolamento equity crowdfunding

Startup 13-07-2017 Nicola Berardi

Il 6 luglio, la Consob ha aperto la consultazione pubblica relativa alla revisione del Regolamento n. 18592 del 26 giugno 2013 sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali online (c.d. equity crowdfunding), nece...

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I danni punitivi nuovamente al vaglio della Cassazione

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 13-07-2017 Giulia Pairona

Con la sentenza n. 16601 del 5 luglio 2017 le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, chiamate a pronunciarsi sulla riconoscibilità di una sentenza straniera contenente la condanna al risarcimento di danni ultracompensa...

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E’ nullo il contratto di sale and lease back se ha la funzione di garantire di p…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 13-07-2017 Daniele Merighetti

Con sentenza n. 16646 del 6 luglio 2017, la III sezione della Corte di Cassazione ha stabilito che deve ritenersi nullo per illiceità della causa il contratto di sale and lease back quando ha la funzione di garantire di ...

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Dati personali dei lavoratori: il WP29 aggiorna le regole del trattamento alla l…

Privacy & Data Protection 11-07-2017 Chiara Agostini

Introduzione Con parere dell’8 giugno 2017, il Gruppo di lavoro ex art. 29 (“WP29”) si è pronunciato in merito al trattamento dei dati personali dei lavoratori, integrando quanto già previsto in passato con il Parere ...

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La pubblicità dei web influencer allo studio del Governo

TMT - Media Entertainment 11-07-2017 Nicola Berardi

Il 29 giugno, a margine dell’adozione da parte della Camera del testo definitivo del DDL Concorrenza, è stato approvato un ordine del giorno – fortemente voluto dall’Unione Nazionale Consumatori – che impegna il Governo ...

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Giuseppe Vaciago

Giuseppe Vaciago

Avvocato esperto in diritto penale societario e delle nuove tecnologie. 

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/118-giuseppe-vaciago.html

Compliance 231 - Rassegna Luglio 2017

Transparency International Italia: al via la “mappatura” della corruzione

La divisione italiana di Transparency International, ovvero la più grande organizzazione a livello globale che si occupa di prevenire e contrastare la corruzione, ha comunicato l’avvio del progetto “Mappiamo la corruzione”, volto a scovare e conoscere i casi di corruzione (realizzata o tentata) nel territorio nazionale. Si tratta di una vera e propria banca dati alimentata dai dati e dalle informazioni fornite direttamente dagli utenti. Il messaggio lanciato da Transparency è che “Ogni giorno, sfogliando i quotidiani, locali e nazionali, scopriamo che i casi legati alla corruzione non mancano. E questo ci fa pensare che la corruzione sia davvero un cancro che si diffonde per tutto il Paese, fermandone lo sviluppo sociale ed economico”. Attraverso la mappa della corruzione ci si potrà informare su casi specifici e trovare tutti gli aggiornamenti al riguardo. È infatti possibile conoscere lo stato di avanzamento delle diverse fasi del caso, dall’indagine all’eventuale condanna, e sapere se si tratta di procedimenti in corso, assoluzioni, archiviazioni oppure prescrizioni.

Niente più obblighi di comunicazione antiriciclaggio per l’Organismo di Vigilanza

Il D. Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, entrato in vigore lo scorso 4 luglio, ha eliminato l’obbligo di comunicazione antiriciclaggio posto a carico dell’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001. Di conseguenza i suoi componenti non sono più assoggettabili alle sanzioni penali della reclusione fino ad un anno e della multa da 100 a 1.000 euro previste dalla precedente normativa.

Il nuovo art. 46 del D. Lgs. 231/2007, infatti, pone a carico del Collegio Sindacale, del Consiglio di Sorveglianza e del Comitato per il controllo sulla gestione l’obbligo di comunicazione, eliminando di fatto ogni riferimento all’Organismo di Vigilanza che, nel testo previgente, era inserito nell’art. 52 del Decreto tra i destinatari dell’obbligo di comunicazione.

Niente condanna per l’ente che non ha tratto un vantaggio dalla condotta dell’imputato/legale rappresentante

Il Tribunale di Fermo ha assolto la società imputata in relazione al reato colposo (lesioni per violazione della normativa antinfortunistica) per il quale era altresì imputato il suo legale rappresentante.

Il Tribunale, dopo aver escluso che la condotta colposa ascritta all’imputato (condannato) sia stata il frutto di una violazione deliberata delle regole cautelari finalizzata al perseguimento dell’interesse della società (nei termini di effettivo risparmio di costi d’impresa a scapito della sicurezza dei lavoratori), quanto al contrario il risultato di una semplice sottovalutazione dei rischi o di una cattiva considerazione delle misure di prevenzione necessarie, ha ritenuto non sussistente la responsabilità dell’ente.

Espunto l’autoriciclaggio dai presupposti della responsabilità dell’ente. Anzi, no.

Il D.Lgs. 90/2017, nel ridisegnare la disciplina dell’antiriciclaggio, è intervenuto altresì a modificare altre previsioni normative. Tra queste, ai sensi dell’art. 5, il legislatore sembrava aver riscritto l’art. 25-octies del D.lgs. 231/2001, omettendo però di richiamare, tra i reati presupposto della 231, l’autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.). Che si trattasse di un mero difetto di coordinamento tra le varie modifiche intervenute era parso subito evidente. Tanto che, con apposito avviso di rettifica, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 28 giugno (a soli sei giorni dall’entrata in vigore della riforma), il legislatore ha posto rimedio alla svista ed ha riportato l’art. 25-octies d.lgs. 231/2001 alla sua formulazione originale, comprendente anche l’autoriciclaggio. Più di un dubbio, tuttavia, si nutre rispetto all’efficacia di tale strumento normativo (la rettifica, disciplinata dall’art. 8, comma 2 del DPR n. 1092/1985) rispetto ai fatti commessi prima della pubblicazione della rettifica, dubbi che dovranno essere chiariti dalla giurisprudenza.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro pubblica la nuova versione “integrata” del D.Lgs. 81/2008

Non si tratta di un aggiornamento sul piano normativo, bensì di un approccio integrato alla materia della sicurezza e della salute del lavoratore. Il testo appena pubblicato rappresenta infatti l’aggiornamento della precedente versione pubblicata nell’aprile del 2016 e contiene, oltre al necessario e fondamentale quadro della normativa vigente, anche le diverse circolari interpretative, i decreti interministeriali di attuazione nonché ogni ulteriore fonte integrativa d’ausilio all’interprete e agli operatori di settore.

Direttiva Seveso: l’UE pubblica le linee guida per la prevenzione uniforme dei grandi incidenti chimici

La Commissione Europea ha pubblicato un Manuale per l'applicazione standardizzata della Direttiva Seveso che mira a prevenire gli incidenti chimici cd. rilevanti, ossia quelli le cui conseguenze possono essere amplificate in ragione della vicinanza a siti pericolosi. In particolare, dette linee guidano si prefiggono lo scopo di guidare gli Stati Membri nelle loro decisioni per ridurre gli impatti dei grandi incidenti negli stabilimenti soggetti alla disciplina prevista dalla Direttiva Seveso, recepita in Italia con il D.Lgs. 105/2015, fornendo scenari comuni ed utili per le autorità preposte per valutare i rischi associati ai siti ove sono stoccate sostanze pericolose, tenendo conto della loro vicinanza a zone residenziali, infrastrutture per i trasporti o altri spazzi pubblici in genere.

Anac: pubblicate la relazione annuale 2016 e la presentazione del Presidente Cantone

Sul sito internet dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sono state pubblicate la relazione annuale riferita all’attività di prevenzione della corruzione svolta nel corso del 2016, e la relazione con la quale, in data 6 luglio 2017, il Presidente Raffaele Cantone ha presentato detto documento al Parlamento, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Mancata svalutazione di crediti inesigibili e falso in bilancio

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29885/2017 del 9 maggio 2017 (dep. 15 giugno 2017), ha ribadito l’importanza dei principi contabili nella predisposizione del bilancio di una società. Tali principi, infatti, secondo la Suprema Corte, rappresentano dei criteri tecnici generalmente accettati che consentono una corretta appostazione e lettura delle voci del bilancio. Da essi è possibile discostarsi solo fornendo una adeguata informazione e giustificazione.

Nel caso sottoposto al vaglio della Corte di Cassazione un credito inesigibile dal 2007 non era stato svalutato del 90% nel bilancio della società, come invece stabilito dai principi contabili, determinando così una lesione degli interessi dei creditori, dei soci e, in generale, dei terzi.

Codice degli Appalti e qualificazione degli operatori

Lo scorso 20 maggio è entrato in vigore il D.lgs. 56/2017, ovvero il Correttivo al nuovo Codice degli Appalti che ha apportato modifiche ad oltre 130 articoli della normativa. Tra le modifiche si segnala la modifica dell’art. 80 del D.Lgs. 50/2016, ovvero la norma che disciplina i motivi di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d'appalto o concessione. Si segnala, in particolare, che il correttivo ha ampliato le cause di esclusione alle condanne per false comunicazioni sociali (artt. 2621 e 2622 c.c.). Con la conseguenza della quasi completa sovrapponibilità tra l’elenco dei reati che valgono quali motivi di esclusione e l’elenco dei cosiddetti reati presupposto D.Lgs 231/2001.

 

 

 

 

Regolamento Privacy Ue e certificazione in materia di dati personali

Il Garante Privacy e ACCREDIA hanno richiamano l'attenzione sulla necessità di attendere la definizione di criteri e requisiti comuni per la conformità delle certificazioni in materia di protezione dati al Regolamento UE 2016/679. Un monito importante ai vari soggetti che stavano organizzando corsi per la certificazione della funzione del Data Protection Officer.

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L’Europa si attrezza per combattere il crimine informatico

Nella seduta del 22 e 23 giugno 2017 il Consiglio europeo si è concentrato sul rafforzamento dell'Europa e la protezione dei suoi cittadini mediante misure efficaci volte a combattere il terrorismo e sviluppare la sicurezza e la difesa comuni. Uno dei punti di discussione più sentiti. Le conclusioni adottate dal Consiglio, articolate in sei punti, sono state pubblicate il 19 giugno sul suo portale.

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Compliance 231 - Rassegna Giugno 2017

Lo schema di Legge di delegazione europea 2016 trascura gli aspetti penalistici della riforma del market abuse

Il Consiglio dei Ministri del 28.4.2017 ha licenziato lo schema di d.d.l. di delegazione europea 2016 nel quale, all’art. 7, è contenuta la delega al Governo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE n. 596/2014 relativo agli abusi di mercato. Si segnala tuttavia che l’adeguamento della normativa interna ed, in particolare, del D.Lgs. 58/1998 (c.d. TUF), trascura ogni rimando alla disciplina penalistica degli abusi di mercato (abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato – artt. 184 e 185 TUF – entrambi richiamati all’art. 25-sexies D.Lgs. 231/2001) contenuta nella Direttiva 2014/57/UE (c.d. MAD II), che pure andrebbe ad incidere in maniera rilevante sul predetto Testo Unico. Si tratta di una scelta meditata da parte del Consiglio dei Ministri, considerato che la relazione illustrativa al provvedimento da ultimo approvato afferma espressamente che, per quanto riguarda le sanzioni penali e amministrative pecuniarie previste dalla normativa europea “l’attuale relativa disciplina sanzionatoria di riferimento è contenuta nella parte V del TUF. Nell’ordinamento interno, le condotte dolose previste dalla direttiva risultano già oggetto di previsione sanzionatoria”.

Antiriciclaggio: approvato il decreto che recepisce la IV Direttiva UE

Il Consiglio dei Ministri del 24 maggio 2017 ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di “Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 e che abroga la direttiva 2005/60/CE e la direttiva 2006/70/CE (decreto legislativo – esame definitivo)”. I destinatari della disciplina antiriciclaggio sono le persone fisiche e giuridiche che operano in ambito finanziario nonché i professionisti tenuti all’osservanza di specifiche obblighi di verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Il decreto, nel razionalizzare il complesso degli adempimenti posti a carico dei destinatari della normativa (eliminando tra l’altro formalità in ordine alla conservazione dei dati e dei documenti, ritenuti eccessivi e come tali anticompetitivi), prevede un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone (fisiche e giuridiche) responsabili delle violazioni ivi contenute nonché il divieto di compimento delle operazioni qualificate come sospette di riciclaggio fino a quando non è effettuata la relativa segnalazione.

Il decreto, inoltre, istituisce il Registro dei titolari effettivi di persone giuridiche e trust, corredato dalla centralizzazione, in un’apposita sezione del registro delle imprese, delle informazioni sulla titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti fiscali.

Proposta di Legge in tema di delitti contro specie di fauna e flora protette

Il 16 marzo 2017 è stata presentata al Senato una proposta di legge che prevede, tra l’altro, modifiche anche al D.Lgs. 231/2001. Il provvedimento intende avviare una riflessione sui reati contro le specie di flora e di fauna protette, con l’introduzione del nuovo articolo 452-sexies.1 al codice penale che punisca chiunque prelevi in natura, catturi, riceva o acquisti, offra in vendita o venda uno o più esemplari di specie animali protette, nonché ne cagioni la morte o la distruzione, importi, esporti, riesporti sotto qualsiasi regime doganale, faccia transitare, trasporti nel territorio nazionale, ovvero ceda, riceva, utilizzi, esponga o detenga uno o più esemplari di specie di fauna protette; nonché chiunque a qualunque titolo, utilizzi esemplari appartenenti a specie di flora o fauna protette per la produzione o il confezionamento di oggetti, prodotti derivati anche destinati all’alimentazione, pelli, pellicce, capi di abbigliamento o articoli costituiti od ottenuti, in tutto o in parte, da parti dei medesimi, esemplari di fauna sottoposti a procedimento tassidermico e di imbalsamazione, nonché chiunque importi, esporti, riesporti, trasporti, venda, offra in vendita.

Correlativamente, è proposta l’introduzione di un nuovo art. 25-undecies.1 al D.Lgs. 231/2001 che prevede a carico dell’ente la sanzione pecuniaria fino a 500 quote oltre alle sanzioni interdittive previste dall’art. 9 co. 2 del Decreto.

La Corte di Assise di Taranto ammette la costituzione di parte civile nei confronti dell’ente imputato ai sensi del D.Lgs. 231/2001

Il provvedimento, adottato nell’ambito del processo c.d. “Ambiente svenduto”, riguardante uno dei filoni della vicenda relativa al caso ILVA e che vede imputate, oltre a numerose persone fisiche, anche le società del Gruppo (Riva FIRE s.p.a, Ilva s.p.a e Rive Forni Forni Elettrici s.p.a.), si pone in aperto contrato sia con la dottrina maggioritaria sia, soprattutto, con la giurisprudenza. A proposito di quest’ultima, salvo qualche decisione di merito che ha ammesso la costituzione di parte civile nei confronti dell’ente imputato, la giurisprudenza di legittimità ha sempre negato l’ammissibilità dell’azione civile nei confronti della persona giuridica in particolare, stante il mancato espresso richiamo della disciplina della parte civile nel corpo del D.Lgs. 231/2001.

Secondo i Giudici di Taranto, invece, il mancato richiamo da parte del legislatore dovrebbe essere interpretato nel senso che questo non ha voluto predisporre una disciplina speciale per la costituzione di parte civile, essendo questa comunque possibile grazie al rinvio generale al codice di procedura penale contenuto nel combinato disposto degli artt. 34 e 35 del Decreto.

L’ente è responsabile quando il reato-scopo oggetto de delitto associativo non è ricompreso nel catalogo previsto dal D.Lgs. 231/2001?

Nella Ordinanza emessa dalla Corte di Assise di Taranto nell’ambito del processo c.d. “Ambiente svenduto”, già commentata riguarda alla presa di posizione sull’ammissibilità della costituzione di parte civile nei confronti dell’ente imputato ai sensi del D.Lgs. 231/2001, è contenuto un altro interessante spunto anche in questo caso in contrasto con l’orientamento giurisprudenziale prevalente. Come è noto, proprio nell’ambito di un diverso filone riguardante la vicenda ILVA, la Cassazione aveva stabilito che la contestazione del reato associativo avente ad oggetto delitti-scopo estranei al catalogo dei reati presupposto è inidonea a coinvolgere la responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001, ciò in quanto violerebbe il principio di tassatività del sistema sanzionatorio a cardine dell’intera disciplina (Cass., sez. VI, 20.12.2013 n. 3635). Nella sentenza in commento, se pur in maniera incidentale, i Giudici di Taranto hanno invece affermato il principio contrario partendo dal dato letterale dell’art. 24 ter D.lgs. 231/2001 che nulla dice sulla natura (di presupposto o meno della responsabilità dell’ente) del delitto-scopo dell’associazione a delinquere.

In Commissione al Senato il d.d.l. in tema di Misure Antimafia che amplia la responsabilità degli enti

L’art. 26 del d.d.l. di riforma del sistema della misure antimafia, attualmente in discussione in Commissione al Senato, prevede, tra l’altro, la modifica dell’art. 25-duodecies D.Lgs. 231/2001 (“Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare”). In particolare, prevede l’aggiunta di ulteriori ipotesi di reato che comportano la responsabilità amministrativa dell’ente in relazione al reato di trasporto o di ingresso illegale di stranieri nel territorio dello Stato o di favoreggiamento della permanenza illegale di stranieri (art. 12 D.Lgs. 286/1998). Il d.d.l. in esame prevende, inoltre, a carico dell’ente, l’applicabilità delle misure interdittive previste dall’art. 9 D.Lgs. 231/2001.

 

Compliance 231 - Rassegna Maggio 2017

La riforma del reato di corruzione tra privati.

Il 14.4.2017 è entrato in vigore il nuovo reato di corruzione tra privati, modificato dal D.Lgs. 38/2017. I soggetti punibili sono stati ampliati e ricomprendono ora tutti quanti svolgono funzioni manageriali ed anche coloro che pongono in essere la condotta per interposta persona. Estesa anche la condotta punibile, la riforma introduce la condotta di “sollecitazione” di denaro o altra utilità; parallelamente, al terzo comma e in tema di corruzione passiva viene introdotta la condotta di “offerta” dei medesimi beni.
La finalità del reato è quella di compiere od omettere un atto in violazione degli obblighi dell’ufficio o di fedeltà e non è più richiesta la prova di un danno per la società. E’ rimasta invece la procedibilità a querela di parte, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza.   
Il provvedimento inoltre introduce il reato di istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635 bis c.c. ) ed inasprisce le sanzioni per l’ente nel caso in cui il corruttore sia soggetto che abbia agito in nome e nell’interesse dell’ente, prevedendo l’applicazione delle sanzioni interdittive. Rimane punito solo l’ente (che può essere anche una associazione) che abbia commesso corruzione attiva.  

Sezioni Unite: il reato di malversazione concorre con quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche

I giudici di merito avevano condannato gli imputati per il reato di cui all’art. 316-bis c.p. (per aver destinato beni dell’azienda, acquistati con fondi pubblici, a finalità diverse da quelle per cui erano stati erogati) e, contestualmente, prosciolto i medesimi per il più grave reato di truffa per il conseguimento della medesima sovvenzione pubblica (art. 640-bis c.p.). La difesa sosteneva che tra le due fattispecie sussistesse un concorso apparente di norme e che, quindi, il reato di malversazione dovesse ritenersi assorbito nel reato di truffa (prescritto). Le Sezioni Unite (sent. n. 20664 depositata il 28.4.2017), nel confermare la condanna, hanno chiarito che le due fattispecie sono interdipendenti e alla realizzazione dell’una non consegue necessariamente la realizzazione dell’altra. I due reati, inoltre, si consumano in momenti fisiologicamente diversi e sono posti a tutela di beni giuridici differenti.  
La sentenza non si occupa di analizzare le conseguenze per gli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 (considerato che nel caso in esame non era stato contestato alcun illecito alla società); tuttavia, considerato che entrambe le ipotesi di reato comportano il coinvolgimento dell’ente, sussistendone i presupposti anche a carico della società potranno essere contestate entrambe le fattispecie, con tutte le ricadute in tema sanzionatorio.

La Cassazione delinea i confini dell’autoriciclaggio

La sentenza in esame, per quanto non recentissima, rappresenta una delle prime applicazioni giurisprudenziali della norma introdotta con la L. 186/2014 ed ha il pregio di fissare alcuni limiti all’applicazione delle norma valevoli anche con riferimento alla responsabilità dell’ente ex D.Lgs. 231/2001.
Secondo la Corte non integra il delitto di autoriciclaggio il versamento del profitto di furto su un conto corrente o su carta prepagata intestati allo stesso autore del reato presupposto poiché: 1)  deve considerarsi economica (secondo la indicazione fornita dall' art. 2082 c.c.) soltanto quella attività finalizzata alla produzione di beni ovvero alla fornitura di servizi ed in essa non rientra certamente la condotta contestata; né tantomeno può ritenersi un'attività "finanziaria" intesa come ogni attività rientrante nell'ambito della gestione del risparmio ed individuazione degli strumenti per la realizzazione di tale scopo; 2) ai fini dell’integrazione del reato, rilevano solo le condotte idonee ad "ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza delittuosa", ovvero quelle condotte caratterizzate da particolare capacità dissimulatoria, finalizzate ad occultare l'origine illecita del denaro o dei beni oggetto del profitto, ipotesi questa non ravvisabile nelle condotte in esame.

Inammissibile la costituzione di parte civile da parte della società imputata ex D.Lgs. 231/2001 nei confronti degli imputati persone fisiche

Nell’ambito di un procedimento penale relativo a vicende di falso contabile e altre infedeltà patrimoniali poste in essere dagli amministratori di un importantissimo istituto bancario, il Tribunale di Milano non ha ammesso la costituzione di parte civile della società, parimenti imputata ai sensi del D.Lgs. 231/2001, nei confronti degli imputati persone fisiche. Secondo i giudici medeghini, la società non può assumere la posizione di soggetto imputato nell’ambito del giudizio che si svolge nei suoi confronti e, contestualmente, il ruolo di parte civile nei confronti delle persone fisiche e ciò neanche nel caso in cui la società abbia definito separatamente la sua posizione e, dopo l’emersione dei fatti oggetto di reato, abbia provveduto a modificare radicalmente l’assetto organizzativo e a sostituire nella sua integrità i membri del Consiglio di Amministrazione e tutti i soggetti che rivestivano ruoli apicali all’interno della società.


Responsabilità dell’ente in tema di reati ambientali; la delega di funzioni

Con una recente decisione (n. 9132/2017), relativa alla contravvenzione di gestione illecita di rifiuti in difformità rispetto alle autorizzazioni vigenti (art. 256 co. 1-4 D.L.gs. 152/2006 e art. 25-undecies D.L.gs. 231/2001) la Cassazione ha chiarito che: 1) la responsabilità degli amministratori in materia di gestione dei rifiuti “deriva non solo dai principi fissati dal D.Lgs. 152/2006 (che pone a carico dei soggetti coinvolti nella produzione, distribuzione, utilizzo e consumo di beni da cui originano i rifiuti, il dovere di cooperare nella gestione del ciclo dei rifiuti), ma più direttamente dal fatto che titolare dell'attività è la persona giuridica da essi rappresentata definita come "produttore del prodotto" e/o comunque "detentore" del rifiuto ai sensi dell’art. 183 D.Lgs 152/2006; 2) poiché la legge individua nella persona giuridica il soggetto direttamente responsabile della gestione del ciclo del rifiuto, ai fini della rilevanza penale della delega di funzioni è necessaria la compresenza di precisi requisiti: a) la delega deve essere puntuale ed espressa, con esclusione in capo al delegante di poteri residuali di tipo discrezionale; b) il delegato deve essere tecnicamente idoneo e professionalmente qualificato; c) la delega deve riguardare anche i correlativi poteri decisionali e di spesa; d) l'esistenza della delega deve essere giudizialmente provata in modo certo. Dall’accertamento della mancanza di detti requisiti, la Cassazione deduce l’assenza di un’efficace delega e conclude: “La mancanza di deleghe di funzioni, nei termini sopra indicati, è fatto che di per sé prova la mancanza di un efficace modello organizzativo adeguato a prevenire la consumazione del reato da parte dei vertici societari”.


La decorrenza del termine iniziale della misura cautelare interdittiva

Il termine iniziale di decorrenza della misura cautelare interdittiva del divieto di contrattare con la P.A. deve essere individuato nella data di notifica dell’ordinanza cautelare dell’ente, essendo irrilevante l’adempimento successivo, che non ha effetto costitutivo ma di mera pubblicità notizia, della comunicazione del provvedimento ad altri soggetti deputati a verificare l’effettivo rispetto della misura interdittiva.
Lo ha stabilito in una recente sentenza la Suprema Corte (sez. VI, n. 15578/2017) che, rigettando la tesi contraria proposta dal giudice di merito che ancorava il decorso della misura dalla comunicazione ai sensi dell’art. 84 D.Lgs. 231/2001 al soggetto terzo deputato al controllo su eventuali elusioni del divieto da parte dell’ente, chiarito che l’esigenza di conferire effettiva efficacia alla misura è garantita dalla fattispecie di reato prevista dall’art. 23 D.Lgs. 231/2001 in caso di inottemperanza del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione.


Al Senato un disegno di riforma in materia di sicurezza e salute dei lavoratori (DDL 2489)

Rilevante ai fini del D.Lgs. 231/2001 è la proposta di modifica contenuta all’art. 17 nel quale, riprendendo i requisiti già descritti all’articolo 30 del Testo Unico, fissa le caratteristiche che il modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza sul lavoro deve avere per poter avere efficacia esimente rispetto alla responsabilità ex D.Lgs. 231/2001. In particolare, deve essere improntato: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione; c) alle emergenze, al primo soccorso, alla gestione degli appalti, alle riunioni periodiche di sicurezza, alle consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e alle altre attività di natura organizzativa; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) all’acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie per legge; h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia dette procedure adottate. Deve inoltre prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività sopra descritte nonché, compatibilmente con le dimensioni dell’ente e dell’attività svolta, un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, e un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello, assicurando un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate.

Sulla natura delle sanzioni interdittive previste dal D.Lgs. 231/2001

Con la sentenza n. 45472/16 la Corte di Cassazione, sulla scorta di un precedente consolidato orientamento e soprattutto di una precedente decisione a Sezioni Unite in tema di confisca (Cass., SU. n. 26654/2008), ha ribadito che, in tema di responsabilità da reato degli enti, le sanzioni interdittive devono essere considerate vere e proprie sanzioni principali e non già mere sanzioni accessorie. Sicché, in caso di sentenza di patteggiamento ai sensi degli artt. 444 ss. c.p.p., tali sanzioni interdittive devono essero oggetto di un espresso accordo processuale tra le parti in ordine al tipo e alla durata delle stesse e non possono essere applicate dal giudice in violazione dell’accordo medesimo.  
Pubblicato il primo rapporto dell’ENAC sul c.d. Whistleblowing
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Anticorruzione/SegnalIllecitoWhistleblower/_presentPrimoMonitoraggioNaz
L’ANAC ha reso noti i risultati del primo monitoraggio sul whistleblowing, confrontando la realtà italiana con le esperienze in particolare dei Paesi membri dell’OCSE.
Il documento analizza l’attività di reporting relativa ad un campione di 34 pubbliche amministrazioni e 6 società partecipate al fine di individuare alcune caratteristiche del “segnalante”, la tipologia delle condotte illecite denunciate e gli esiti della “denuncia”.
È emerso in primo luogo un vuoto di tutela nei confronti del segnalante, se si esclude l’accordo di collaborazione tra ANAC con Libera (www.libera.it) e Transparency Italia (www.transparency.it), situazione che rende l’Italia inadempiente rispetto a diverse fonti internazionali.
Infine, il rapporto ANAC si sofferma ad esaminare il ruolo del Responsabile della Prevenzione della Corruzione (R.P.C.), rilevandone il sostanziale fallimento dovuto, in particolare, alle interferenze dei vertici dell’amministrazione e dell’organo di indirizzo politico e al ricorrente conflitto di interessi tra l’R.P.C. e i suoi superiori gerarchici considerando che molte delle segnalazioni riguardano proprio tali ultimi soggetti.

I risultati di un’indagine condotta sui Modelli Organizzativi 231 e anticorruzione

Sono stati pubblicati i risultati di una recente indagine condotta da CONFINDUSTRIA, in collaborazione con TIM, sulla effettiva diffusione dell’adozione del Modello 231 e sull’approccio verso i fenomeni corruttivi nell’ambito delle PMI. I risultati confermano che, mentre tutte le grandi imprese (con più di 250 dipendenti e fatturato superiore a 250 milioni di Euro) hanno adempiuto alla normativa fissata dal D.Lgs. 231/2001, la grande maggioranza delle piccole e medie imprese (che costituiscono il tessuto del sistema imprenditoriale italiano), pur a fronte della percepita importanza di intervenire in questo settore, non hanno adottato un modello (adempimento praticamente sconosciuto tra le imprese con meno di dieci dipendenti). Oltre la metà dei Modelli sono stati adottati tra il 2008 e il 2013, a conferma che un’importante spinta in questo senso è arrivata dall’estensione della responsabilità dell’ente ai delitti in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Emerge peraltro che, in larga parte, all’adozione del Modello non è comunque seguita un’effettiva implementazione del sistema sanzionatorio disciplinare, con evidenti ricadute sull’effettiva idoneità del Modello.
Infine, con riguardo ai fenomeni corruttivi, emerge che una larga parte delle imprese, alla possibile evidenza di pratiche o richieste illecite, non contempla l’idea di presentare una denuncia, verosimilmente per il timore, in presenza di reati già commessi, di essere coinvolta nel procedimento penale avviato su iniziativa della stessa società.

Il Tribunale di Padova non segue l’orientamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in materia di Data Retention

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea nell’aprile del 2014 (C‑293/12 e C‑594/12) ha dichiarato invalida la direttiva Europea 2006/24 che determina le regole sulla “data retention” con le quali viene disciplinata la conservazione dei dati di traffico da parte dei provider per motivi di giustizia. Il Tribunale di Padova, nel marzo di quest’anno, ha rigettato l’istanza della difesa che chiedeva l’inutilizzabilità dei dati di traffico sulla base di tale precedente europeo, ha ritenuto, con un’argomentazione poco condivisibile, che, se nel caso di specie sono state ritenute ammissibili le intercettazioni, non si vede perché non possano essere ritenuti utilizzabili i “tabulati”.

Link Penale Contemporaneo

 

Non è ammissibile il deposito della lista testi via PEC in un procedimento penale

La Corte di Cassazione ha statuito il principio per cui non è ammissibile il deposito della lista testi via PEC a differenza di quanto avviene nel procedimento civile. Se risulta ineccepibile il principio, in quanto non è previsto dal codice di procedura penale, è legittimo chiedersi se sia corretto nel 2017 non implementare a livello normativo tale facoltà. In attesa di una riforma in tal senso, si ricorda che possibile spedirla via telegramma.

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Come spiegare alle PMI perché il Regolamento Europeo sulla Privacy cambierà davvero lo scenario della circolazione del dato digitale in azienda

In questo articolo pubblicato su ICT Security Magazine vengono chiarite quale siano le fondamentali innovazioni del Regolamento Europeo sulla privacy che possono avere ricadute sulle PMI e convincerle ad  investire soprattutto  in termini di cyber-security.

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Il Consiglio d’Europa pubblica il nuovo rapporto del GRECO (Group Of States Against Corruption) sullo stato dell’arte in tema di lotta alla corruzione in Italia

In data 19 gennaio 2017 è stato pubblicato il rapporto di valutazione in tema di “Corruption prevention in respect of members of parliament, judges and prosecutors” a cura del GRECO (Group of States Against Corruption) – organo anti-corruzione nato in seno al Consiglio d’Europa nel 1999. Il rapporto ha evidenziato gli sforzi fatti a livello italiano per contenere il fenomeno, ma ha anche evidenziato delle persistenti carenze soprattutto dal punto di vista culturale.

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Gestore di un sito web è responsabile dei commenti degli utenti se è a conoscenza del contenuto illecito

La Cassazione si occupa della responsabilità del gestore di un sito web per un commento diffamatorio, postato nella community del sito, ai danni dell’allora presidente della Lega Nazionale Dilettanti della FIGC. Secondo la Cassazione la consapevolezza del gestore del sito deriverebbe dal fatto che l’autore del commento diffamatorio, tre giorni dopo la pubblicazione dello stesso nella community del sito, avrebbe inviato una email al gestore con un documento PDF allegato al commento diffamatorio. Conformemente agli artt. 16 e 17 del D.lgs. 70/03, non viene pertanto statuito un principio difforme dall’assenza generale dell’obbligo di sorveglianza per il gestore di un sito che non sia al corrente del contenuto illecito.

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