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L’avv. Lorenzo Lamberti di R&PLegal relazionerà sullo stato di attuazione de…

La Redazione - avatar La Redazione - 25-09-2018 - News

L’avv. Lorenzo Lamberti di R&PLegal relazionerà il giorno 12 ottobre sullo stato di attuazione della riforma delle Società a partecipazione pubblica nell’ambito del Convegno organizzato da Legautonomie. Il convegno si pone l’obiettivo di esaminare le principali problematiche interpretative tuttora aperte e le più rilevanti novità introdotte dal  D.Lgs. ...

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Punibilità esclusa solo se nella transazione fiscale vi è chiarezza nella imputa…

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 19-09-2018 - Criminal Law

Con la sentenza n. 40217 depositata il 10 settembre, la Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini del riconoscimento della causa di non punibilità prevista dall’art. 13 D.Lgs. 74/2000, è indispensabile la corretta imputazione del tributo pagato con la singola rata, affinché risulti chiaramente che si tratta del medesimo tributo oggetto del procedimento pe...

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Il legislatore italiano decide di sanzionare anche penalmente gli illeciti tratt…

Chiara Agostini - avatar Chiara Agostini - 18-09-2018 - Privacy & Data Protection

Il D.Lgs. 101/2018, recante disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale in materia di privacy al GDPR, ha confermato l’impostazione contenuta nel Codice Privacy, che prevedeva illeciti penali per alcune fattispecie di trattamento di dati poste in essere in violazione della normativa applicabile e dei diritti degli interessati.

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Ricerca scientifica: il decreto di adeguamento al GDPR fissa nuove regole

Chiara Agostini - avatar Chiara Agostini - 18-09-2018 - Privacy & Data Protection

Con il D.Lgs. 101/2018, la cui entrata in vigore è prevista per il prossimo 19 settembre, il legislatore detta nuove regole per il trattamento dei dati personali a fini di ricerca scientifica.

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Codice del Terzo Settore: pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto correttivo

Giuseppe Taffari - avatar Giuseppe Taffari - 18-09-2018 - Charities & Social Enterprises

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo nr. 105/2018 “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 3 Luglio 2017, nr. 117”.

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Il Parlamento Europeo approva la proposta di Direttiva sul diritto d’autore nel …

Giovanna Maggia - avatar Giovanna Maggia - 18-09-2018 - Intellectual Property

Con 438 voti favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti, il Parlamento Europeo ha trovato, in data 12 settembre, un accordo sul testo della proposta di direttiva per la riforma del diritto d’autore nel mercato unico digitale: si apre dunque una nuova fase di negoziati con Consiglio dei ministri e Commissione al fine di arrivare alla definitiva approvazione del t...

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Il nuovo art. 570 bis c.p. viola il principio di eguaglianza? Sollevata la quest…

Benedetta Guastoni - avatar Benedetta Guastoni - 18-09-2018 - Criminal Law

A pochi mesi dalla sua introduzione all’interno del Codice Penale, l’art. 570 bis [1] è stato portato all’attenzione della Corte Costituzionale per potenziale contrasto con l’art. 3 della Costituzione.

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Il reddito percepito in Francia da un soggetto fiscalmente residente in Italia d…

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 18-09-2018 - Tax

La Suprema Corte, attraverso l’Ordinanza n. 20291 del 31 luglio 2018, ha chiarito come il reddito percepito in Francia da una persona fisica residente in Italia, seppur già tassato in Francia mediante il meccanismo delle ritenute alla fonte, debba essere dichiarato anche in Italia.

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In Senato il disegno di legge sull’obbligo di adottare Modelli Organizzativi ex …

Letizia Catalano - avatar Letizia Catalano - 18-09-2018 - Compliance 231

È stato presentato in Senato il disegno di legge 726/2018 di modifica del D. Lgs. 231/2001. La novella, in particolare, introdurrebbe all’art. 1 del Decreto l’obbligo di dotarsi di Modelli Organizzativi e di nominare un Organismo di Vigilanza per le società a responsabilità limitata, società per azioni, società in accomandita per azioni, società cooperative ...

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Nuove disposizioni in tema di accesso e portabilità dei dati delle persone deced…

Ludovica Ceretto - avatar Ludovica Ceretto - 18-09-2018 - Privacy & Data Protection

Il decreto legislativo 101/2018 all’art. 2 terdecies ha disciplinato in modo maggiormente completo il delicato tema dei diritti riguardanti le persone decedute, implementando il precedente impianto normativo previsto nel Codice Privacy e abrogando l’art. 9.

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Consenso dei minori e obblighi di maggiori cautele in capo ai titolari del tratt…

Ludovica Ceretto - avatar Ludovica Ceretto - 18-09-2018 - Privacy & Data Protection

Il decreto legislativo 101/2018 all’art. 2 quinquies disciplina il consenso del minore in relazione ai servizi della società dell’informazione.

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Mobbing e maltrattamenti in ambito ospedaliero: riconosciute le prerogative gest…

Elisa Pigozzi - avatar Elisa Pigozzi - 17-09-2018 - Criminal Law

Con sentenza depositata il 6 agosto 2018 il Tribunale di Varese ha ritenuto insussistenti i reati di maltrattamenti ed abuso d’ufficio contestati all’ex primario di una Unità Operativa del locale Ospedale, accusato di aver realizzato iniziative discriminatorie nei confronti di un medico del reparto da lui diretto.

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Rinnovo o proroga del contratto pubblico di appalto

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 17-09-2018 - Enti Pubblici & Appalti

Con sentenza del 10 settembre 2018 n. 9212 il TAR Lazio, Roma, Sez. II Bis ha affermato che  in materia di rinnovo o proroga dei contratti pubblici di appalto di servizi non vi è alcuno spazio per l’autonomia contrattuale delle parti in quanto vige il principio inderogabile, fissato dal legislatore per ragioni di interesse pubblico, in forza del quale, salve...

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Decreto Dignità: confermata la stretta sui contratti a termine

Alice Matteotti - avatar Alice Matteotti - 17-09-2018 - Lavoro e Relazioni Industriali

È stato convertito in legge lo scorso 9 agosto il cosiddetto Decreto Dignità, le cui disposizioni modificano, ancora una volta, sostanziali aspetti di alcune tipologie contrattuali, in virtù delle “misure per il contrasto al precariato”.

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Le spese di rifacimento del muro di recinzione sono a carico del proprietario de…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 17-09-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La sesta sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 22155 del 12 settembre 2018, ha stabilito che, in materia condominiale, spetta al proprietario del giardino, e non all’intero condominio, pagare le spese di rifacimento del muro di recinzione.

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R&P Legal Academy - Team building nelle organizzazioni. Il modello "tra…

La Redazione - avatar La Redazione - 14-09-2018 - News

Milano, 4 ottobre 2018 h. 14.00 – 16.30 - R&P LEGAL, Piazzale L. Cadorna 4, 20123 MILANO A valle di un excursus sulle difficoltà relazionali nei luoghi di lavoro, che sfociano in ipotesi patologiche del rapporto tra cui lo scarso rendimento, l’incompatibilità ambientale, il mobbing, il bossing e lo straining, l’obiettivo dell’incontro è quello di illust...

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XVI Workshop sull’impresa sociale - Una nuova conoscenza per l’innovazione e lo …

La Redazione - avatar La Redazione - 07-09-2018 - Charities & Social Enterprises

Giuseppe Taffari parteciperà al XVI workshop sull’impresa sociale - che si terrà a riva del Garda (TN) il prossimo 13 e 14 Settembre - all’interno della sessione “Il cantiere (ancora) aperto della riforma del Terzo settore” che sarà coordinata da Luca Gori della Scuola Sant’Anna di Pisa ed a cui prenderanno parte anche Simone Brunello, del Consorzio “In Conc...

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Irragionevole durata della procedura fallimentare, quale il “dies a quo”?

Sara Colli - avatar Sara Colli - 07-09-2018 - Restructuring & Insolvency

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 21200 del 27 agosto u.s., ha stabilito che, essendo pacifico il diritto dei creditori che sono parte di una procedura fallimentare a essere risarciti per l’irragionevole durata della stessa, bisogna avere riguardo al decreto di ammissione al passivo di ciascuno di essi, poiché è solo dal momento dell’ammissione che ess...

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Bando della Regione Piemonte a sostegno dell’internazionalizzazione delle impres…

La Redazione - avatar La Redazione - 04-09-2018 - News

La Regione Piemonte, con l’obiettivo di rafforzare il sostegno in favore delle PMI e di stimolare una maggiore partecipazione alle manifestazioni fieristiche all’estero, ha attivato una misura destinata all’adozione di voucher per spese di promozione sostenute in occasione di eventi espositivi di respiro internazionale che si svolgeranno dal 12 settembre 201...

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Conferimento in natura di criptovalute negato dal Tribunale di Brescia

Nicola Berardi - avatar Nicola Berardi - 04-09-2018 - Corporate M&A

Con decreto n. 7556 del 18/07/2018, il Tribunale di Brescia ha rigettato il ricorso proposto dall’amministratore unico di una s.r.l. avverso il rifiuto del Notaio di provvedere all’iscrizione nel Registro delle Imprese della delibera assembleare di aumento di capitale sociale mediante conferimento in natura di criptovalute.

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Approvato il piano ispettivo del Garante Privacy per il secondo semestre del 201…

Giacomo Pataracchia - avatar Giacomo Pataracchia - 04-09-2018 - Privacy & Data Protection

Tramite la delibera n. 437 del 26 luglio 2018 il Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto il piano ispettivo approvato per il secondo semestre del 2018 (periodo luglio – dicembre 2018).

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La tettoia va rimossa, se non rispetta le distanze, anche se autorizzata dal Com…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 03-09-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La sesta sezione della Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 21241 del 28 agosto 2018, ha stabilito che, in tema di distanze, va rimossa la tettoia in legno che non rispetta la distanza minima dal confine, anche se la costruzione della stessa è stata autorizzata dal Comune.

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L’emendamento numero 7 modifica la legge di Jersey in materia di Trust

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 31-08-2018 - Wealth Management & Private Client

Attraverso l’emendamento numero 7 sono state apportate modifiche alla Legge sui Trust vigente in Jersey. La principale modifica riguarda l’articolo 29 relativo alla divulgazione delle informazioni ai beneficiari; è stata prevista espressamente la possibilità per un trustee di rinunciare alla divulgazione delle informazioni nel caso in cui questi ritenga che...

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La Suprema Corte sdogana lo schema donazione-vendita volto alla pianificazione s…

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 31-08-2018 - Wealth Management & Private Client

La Cassazione è tornata sul tema della donazione di un bene (nel caso specifico un terreno) a favore di un parente prossimo e successiva cessione dello stesso a soggetti terzi.

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Affidamenti dei servizi sociali: la normativa applicabile secondo il Consiglio d…

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 29-08-2018 - Enti Pubblici & Appalti

Il Consiglio di Stato ha reso il parere sulla normativa applicabile agli affidamenti dei servizi sociali. Il parere, reso il 20 agosto u.s., era stato richiesto dall’ANAC, essendo emersi dubbi interpretativi in proposito e posizioni contrastanti da parte di vari stakeholder e del Ministero del lavoro, che avevano prospettato l’esclusione dall’applicazione d...

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Ammesso al patteggiamento anche il contribuente che non estingue il debito tribu…

Valeria Valentini - avatar Valeria Valentini - 27-08-2018 - Criminal Law

Con la sent. n. 38684 (dep. 21.8.18), la Cassazione chiarisce che per i reati di “Omesso versamento delle ritenute” (art. 10-bis), “Omesso versamento IVA” (art. 10-ter) e “Indebita compensazione” (art. 10-quater, co. 1), l’ammissione al patteggiamento non è subordinata alla estinzione del debito tributario.

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Sistemi GPS su veicoli aziendali: il “diritto alla privacy” va incorporato nei d…

Alessandra Salluce - avatar Alessandra Salluce - 09-08-2018 - Privacy & Data Protection

Con provvedimento n. 396 del 28 giugno 2018, il Garante Privacy ha imposto a un fornitore di sistemi GPS di configurare i propri prodotti mediante l’incorporazione di funzionalità atte a garantire che siano trattati, per impostazione predefinita, i soli dati personali necessari in relazione ad ogni specifica finalità del trattamento, nel rispetto del princip...

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Garante Privacy: approvate le Linee Guida del Comstat per l’accesso a fini scien…

Alessandra Salluce - avatar Alessandra Salluce - 09-08-2018 - Privacy & Data Protection

Con provvedimento n. 388 del 21 giugno 2018, il Garante Privacy ha espresso parere favorevole sullo schema di Linee Guida elaborate dal Comitato di indirizzo e coordinamento dell’informazione statistica (Comstat) per l’accesso, nell’ambito di progetti di ricerca scientifica, ai dati elementari del Sistema statistico nazionale (Sistan), a condizione che siano...

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GDPR: approvato il testo definitivo del decreto di adeguamento alla normativa eu…

Alessandra Salluce - avatar Alessandra Salluce - 09-08-2018 - Privacy & Data Protection

Durante la seduta dell’8 agosto 2018, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il testo del decreto legislativo recante le “Disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con rigu...

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L’intestatario dell’auto paga la multa anche se la vendita non è trascritta al P…

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 07-08-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20436 del 2 agosto 2018, ha stabilito che l’intestatario del veicolo, risultante dal certificato di proprietà, è tenuto a pagare la multa, anche se la vendita non risulta poi trascritta al P.R.A.

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Il commercio degli oggetti d’arte, di antiquariato o da collezione, opta per il …

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 06-08-2018 - Art Law

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo I rivenditori di oggetti d’arte, da collezione e d’antiquariato possono optare per un regime IVA speciale detto “regime del margine”.

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Albo Commissari appalti: al via da settembre, obbligatorio dal 15 gennaio 2019

Pasquale Morra - avatar Pasquale Morra - 31-07-2018 - Enti Pubblici & Appalti

L’ANAC ha pubblicato le istruzioni operative per l’iscrizione all’Albo nazionale obbligatorio dei commissari di gara e per l’estrazione degli stessi in relazione alle procedure di aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, secondo quanto previsto dagli articoli 77 e 78 del Codice dei contratti pubblici.

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Revoca del consenso al divorzio congiunto: il procedimento continua

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 30-07-2018 - Famiglia e Successioni

All’udienza di comparizione dei coniugi, la moglie aveva revocato il consenso al divorzio congiunto precedentemente manifestato. Il Tribunale di Pescara, su tale presupposto, aveva dichiarato improcedibile la domanda congiunta di cessazione degli effetti civili del matrimonio.

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Istituito presso l ‘AIFA il Centro di Coordinamento nazionale dei comitati etici

Francesco Iglio - avatar Francesco Iglio - 30-07-2018 - Life Sciences

In data 24 luglio 2018 è stato istituito presso l’Agenzia italiana del Farmaco il nuovo Centro di Coordinamento nazionale dei Comitati Etici territoriali per le sperimentazioni cliniche sui medicinali per uso umano e sui dispositivi medici, così come previsto dall’articolo 2 della legge n. 3 dell’11 gennaio 2018, ai sensi del ddl Lorenzin approvato il 22 dic...

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Via libera ai direttori stranieri per i musei italiani

Luigi Macioce - avatar Luigi Macioce - 25-07-2018 - Art Law

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo Il mondo dell’arte ed l sistema museale italiano tirano un respiro di sollievo. Le tanto contestate quanto opportune nomine di specialisti stranieri alla guida di importanti musei italiani volute dal precedente Ministro del MIBACT Franceschini, sono salve.

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Patto di famiglia applicato alla SAS: i chiarimenti della DRE del Lazio

Andrea E. M. Eliseo - avatar Andrea E. M. Eliseo - 25-07-2018 - Wealth Management & Private Client

La DRE del Lazio, con la risposta all’interpello ordinario 913-6/2018 proposto da una società immobiliare, ha chiarito come in caso di trasferimento di quote di una SAS tramite patto di famiglia (ex articoli 768-bis e seguenti del Codice civile), l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni (articolo 3, comma 4-ter, Dlgs 346/90) competa anche per l...

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Soggetta a revocatoria la cessione dell’immobile alla badante

Daniele Merighetti - avatar Daniele Merighetti - 24-07-2018 - Responsabilità Civile e Risarcimento Danni

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 19449 del 20 luglio 2018, ha stabilito che è soggetta a revocatoria ordinaria la cessione della nuda proprietà dell’immobile alla badante-amica in cambio di assistenza morale e infermieristica.

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Celebrity e pubblicità occulta

Monica Togliatto - avatar Monica Togliatto - 20-07-2018 - TMT - Media Entertainment

Dopo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato anche il Giurì di Autodisciplina Pubblicitaria interviene, su impulso del Comitato di Controllo nel sanzionare l’inserzionista Peugeot Automobili Italia s.p.a. per aver violato l’art. 7 del Codice di Autodisciplina Pubblicitaria (CACC) a causa della veicolazione su Instagram da parte del noto cantante F...

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Al vaglio della Corte Costituzionale la questione di legittimità dell’art. 2751 …

Roberto Filippi - avatar Roberto Filippi - 20-07-2018 - Restructuring & Insolvency

Con ordinanza del 19 giugno 2018 il Tribunale di Udine ha sollevato d’ufficio la questione di legittimità costituzionale dell’art. 2751 bis n. 2. C.c. nella parte in cui riconosce il privilegio generale anche al credito per rivalsa I.V.A. dei professionisti.

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Genitori separati: chi può visionare i compiti in classe dei figli?

Maria Grazia Passerini - avatar Maria Grazia Passerini - 20-07-2018 - Famiglia e Successioni

Alla richiesta di una madre di poter visionare le prove in classe svolte dalla figlia in varie discipline (italiano, latino, matematica, ecc.) con giudizi insufficienti, il liceo ha negato l’accesso ai documenti, adducendo come motivazione che le prove sono visionabili solo a conclusione del processo di valutazione, che gli elaborati degli studenti vengono m...

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Giuseppe Vaciago

Giuseppe Vaciago

Avvocato esperto in diritto penale societario e delle nuove tecnologie. 

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/118-giuseppe-vaciago.html

Compliance 231 - Rassegna Luglio 2017

Transparency International Italia: al via la “mappatura” della corruzione

La divisione italiana di Transparency International, ovvero la più grande organizzazione a livello globale che si occupa di prevenire e contrastare la corruzione, ha comunicato l’avvio del progetto “Mappiamo la corruzione”, volto a scovare e conoscere i casi di corruzione (realizzata o tentata) nel territorio nazionale. Si tratta di una vera e propria banca dati alimentata dai dati e dalle informazioni fornite direttamente dagli utenti. Il messaggio lanciato da Transparency è che “Ogni giorno, sfogliando i quotidiani, locali e nazionali, scopriamo che i casi legati alla corruzione non mancano. E questo ci fa pensare che la corruzione sia davvero un cancro che si diffonde per tutto il Paese, fermandone lo sviluppo sociale ed economico”. Attraverso la mappa della corruzione ci si potrà informare su casi specifici e trovare tutti gli aggiornamenti al riguardo. È infatti possibile conoscere lo stato di avanzamento delle diverse fasi del caso, dall’indagine all’eventuale condanna, e sapere se si tratta di procedimenti in corso, assoluzioni, archiviazioni oppure prescrizioni.

Niente più obblighi di comunicazione antiriciclaggio per l’Organismo di Vigilanza

Il D. Lgs. 25 maggio 2017, n. 90, entrato in vigore lo scorso 4 luglio, ha eliminato l’obbligo di comunicazione antiriciclaggio posto a carico dell’Organismo di Vigilanza ex D. Lgs. 231/2001. Di conseguenza i suoi componenti non sono più assoggettabili alle sanzioni penali della reclusione fino ad un anno e della multa da 100 a 1.000 euro previste dalla precedente normativa.

Il nuovo art. 46 del D. Lgs. 231/2007, infatti, pone a carico del Collegio Sindacale, del Consiglio di Sorveglianza e del Comitato per il controllo sulla gestione l’obbligo di comunicazione, eliminando di fatto ogni riferimento all’Organismo di Vigilanza che, nel testo previgente, era inserito nell’art. 52 del Decreto tra i destinatari dell’obbligo di comunicazione.

Niente condanna per l’ente che non ha tratto un vantaggio dalla condotta dell’imputato/legale rappresentante

Il Tribunale di Fermo ha assolto la società imputata in relazione al reato colposo (lesioni per violazione della normativa antinfortunistica) per il quale era altresì imputato il suo legale rappresentante.

Il Tribunale, dopo aver escluso che la condotta colposa ascritta all’imputato (condannato) sia stata il frutto di una violazione deliberata delle regole cautelari finalizzata al perseguimento dell’interesse della società (nei termini di effettivo risparmio di costi d’impresa a scapito della sicurezza dei lavoratori), quanto al contrario il risultato di una semplice sottovalutazione dei rischi o di una cattiva considerazione delle misure di prevenzione necessarie, ha ritenuto non sussistente la responsabilità dell’ente.

Espunto l’autoriciclaggio dai presupposti della responsabilità dell’ente. Anzi, no.

Il D.Lgs. 90/2017, nel ridisegnare la disciplina dell’antiriciclaggio, è intervenuto altresì a modificare altre previsioni normative. Tra queste, ai sensi dell’art. 5, il legislatore sembrava aver riscritto l’art. 25-octies del D.lgs. 231/2001, omettendo però di richiamare, tra i reati presupposto della 231, l’autoriciclaggio (art. 648-ter.1 c.p.). Che si trattasse di un mero difetto di coordinamento tra le varie modifiche intervenute era parso subito evidente. Tanto che, con apposito avviso di rettifica, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 28 giugno (a soli sei giorni dall’entrata in vigore della riforma), il legislatore ha posto rimedio alla svista ed ha riportato l’art. 25-octies d.lgs. 231/2001 alla sua formulazione originale, comprendente anche l’autoriciclaggio. Più di un dubbio, tuttavia, si nutre rispetto all’efficacia di tale strumento normativo (la rettifica, disciplinata dall’art. 8, comma 2 del DPR n. 1092/1985) rispetto ai fatti commessi prima della pubblicazione della rettifica, dubbi che dovranno essere chiariti dalla giurisprudenza.

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro pubblica la nuova versione “integrata” del D.Lgs. 81/2008

Non si tratta di un aggiornamento sul piano normativo, bensì di un approccio integrato alla materia della sicurezza e della salute del lavoratore. Il testo appena pubblicato rappresenta infatti l’aggiornamento della precedente versione pubblicata nell’aprile del 2016 e contiene, oltre al necessario e fondamentale quadro della normativa vigente, anche le diverse circolari interpretative, i decreti interministeriali di attuazione nonché ogni ulteriore fonte integrativa d’ausilio all’interprete e agli operatori di settore.

Direttiva Seveso: l’UE pubblica le linee guida per la prevenzione uniforme dei grandi incidenti chimici

La Commissione Europea ha pubblicato un Manuale per l'applicazione standardizzata della Direttiva Seveso che mira a prevenire gli incidenti chimici cd. rilevanti, ossia quelli le cui conseguenze possono essere amplificate in ragione della vicinanza a siti pericolosi. In particolare, dette linee guidano si prefiggono lo scopo di guidare gli Stati Membri nelle loro decisioni per ridurre gli impatti dei grandi incidenti negli stabilimenti soggetti alla disciplina prevista dalla Direttiva Seveso, recepita in Italia con il D.Lgs. 105/2015, fornendo scenari comuni ed utili per le autorità preposte per valutare i rischi associati ai siti ove sono stoccate sostanze pericolose, tenendo conto della loro vicinanza a zone residenziali, infrastrutture per i trasporti o altri spazzi pubblici in genere.

Anac: pubblicate la relazione annuale 2016 e la presentazione del Presidente Cantone

Sul sito internet dell’Autorità Nazionale Anticorruzione sono state pubblicate la relazione annuale riferita all’attività di prevenzione della corruzione svolta nel corso del 2016, e la relazione con la quale, in data 6 luglio 2017, il Presidente Raffaele Cantone ha presentato detto documento al Parlamento, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Mancata svalutazione di crediti inesigibili e falso in bilancio

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29885/2017 del 9 maggio 2017 (dep. 15 giugno 2017), ha ribadito l’importanza dei principi contabili nella predisposizione del bilancio di una società. Tali principi, infatti, secondo la Suprema Corte, rappresentano dei criteri tecnici generalmente accettati che consentono una corretta appostazione e lettura delle voci del bilancio. Da essi è possibile discostarsi solo fornendo una adeguata informazione e giustificazione.

Nel caso sottoposto al vaglio della Corte di Cassazione un credito inesigibile dal 2007 non era stato svalutato del 90% nel bilancio della società, come invece stabilito dai principi contabili, determinando così una lesione degli interessi dei creditori, dei soci e, in generale, dei terzi.

Codice degli Appalti e qualificazione degli operatori

Lo scorso 20 maggio è entrato in vigore il D.lgs. 56/2017, ovvero il Correttivo al nuovo Codice degli Appalti che ha apportato modifiche ad oltre 130 articoli della normativa. Tra le modifiche si segnala la modifica dell’art. 80 del D.Lgs. 50/2016, ovvero la norma che disciplina i motivi di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura d'appalto o concessione. Si segnala, in particolare, che il correttivo ha ampliato le cause di esclusione alle condanne per false comunicazioni sociali (artt. 2621 e 2622 c.c.). Con la conseguenza della quasi completa sovrapponibilità tra l’elenco dei reati che valgono quali motivi di esclusione e l’elenco dei cosiddetti reati presupposto D.Lgs 231/2001.

 

 

 

 

Regolamento Privacy Ue e certificazione in materia di dati personali

Il Garante Privacy e ACCREDIA hanno richiamano l'attenzione sulla necessità di attendere la definizione di criteri e requisiti comuni per la conformità delle certificazioni in materia di protezione dati al Regolamento UE 2016/679. Un monito importante ai vari soggetti che stavano organizzando corsi per la certificazione della funzione del Data Protection Officer.

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L’Europa si attrezza per combattere il crimine informatico

Nella seduta del 22 e 23 giugno 2017 il Consiglio europeo si è concentrato sul rafforzamento dell'Europa e la protezione dei suoi cittadini mediante misure efficaci volte a combattere il terrorismo e sviluppare la sicurezza e la difesa comuni. Uno dei punti di discussione più sentiti. Le conclusioni adottate dal Consiglio, articolate in sei punti, sono state pubblicate il 19 giugno sul suo portale.

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Compliance 231 - Rassegna Giugno 2017

Lo schema di Legge di delegazione europea 2016 trascura gli aspetti penalistici della riforma del market abuse

Il Consiglio dei Ministri del 28.4.2017 ha licenziato lo schema di d.d.l. di delegazione europea 2016 nel quale, all’art. 7, è contenuta la delega al Governo per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento UE n. 596/2014 relativo agli abusi di mercato. Si segnala tuttavia che l’adeguamento della normativa interna ed, in particolare, del D.Lgs. 58/1998 (c.d. TUF), trascura ogni rimando alla disciplina penalistica degli abusi di mercato (abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato – artt. 184 e 185 TUF – entrambi richiamati all’art. 25-sexies D.Lgs. 231/2001) contenuta nella Direttiva 2014/57/UE (c.d. MAD II), che pure andrebbe ad incidere in maniera rilevante sul predetto Testo Unico. Si tratta di una scelta meditata da parte del Consiglio dei Ministri, considerato che la relazione illustrativa al provvedimento da ultimo approvato afferma espressamente che, per quanto riguarda le sanzioni penali e amministrative pecuniarie previste dalla normativa europea “l’attuale relativa disciplina sanzionatoria di riferimento è contenuta nella parte V del TUF. Nell’ordinamento interno, le condotte dolose previste dalla direttiva risultano già oggetto di previsione sanzionatoria”.

Antiriciclaggio: approvato il decreto che recepisce la IV Direttiva UE

Il Consiglio dei Ministri del 24 maggio 2017 ha approvato in via definitiva il decreto legislativo di “Attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 e che abroga la direttiva 2005/60/CE e la direttiva 2006/70/CE (decreto legislativo – esame definitivo)”. I destinatari della disciplina antiriciclaggio sono le persone fisiche e giuridiche che operano in ambito finanziario nonché i professionisti tenuti all’osservanza di specifiche obblighi di verifica della clientela e di segnalazione delle operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Il decreto, nel razionalizzare il complesso degli adempimenti posti a carico dei destinatari della normativa (eliminando tra l’altro formalità in ordine alla conservazione dei dati e dei documenti, ritenuti eccessivi e come tali anticompetitivi), prevede un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone (fisiche e giuridiche) responsabili delle violazioni ivi contenute nonché il divieto di compimento delle operazioni qualificate come sospette di riciclaggio fino a quando non è effettuata la relativa segnalazione.

Il decreto, inoltre, istituisce il Registro dei titolari effettivi di persone giuridiche e trust, corredato dalla centralizzazione, in un’apposita sezione del registro delle imprese, delle informazioni sulla titolarità effettiva dei trust produttivi di effetti fiscali.

Proposta di Legge in tema di delitti contro specie di fauna e flora protette

Il 16 marzo 2017 è stata presentata al Senato una proposta di legge che prevede, tra l’altro, modifiche anche al D.Lgs. 231/2001. Il provvedimento intende avviare una riflessione sui reati contro le specie di flora e di fauna protette, con l’introduzione del nuovo articolo 452-sexies.1 al codice penale che punisca chiunque prelevi in natura, catturi, riceva o acquisti, offra in vendita o venda uno o più esemplari di specie animali protette, nonché ne cagioni la morte o la distruzione, importi, esporti, riesporti sotto qualsiasi regime doganale, faccia transitare, trasporti nel territorio nazionale, ovvero ceda, riceva, utilizzi, esponga o detenga uno o più esemplari di specie di fauna protette; nonché chiunque a qualunque titolo, utilizzi esemplari appartenenti a specie di flora o fauna protette per la produzione o il confezionamento di oggetti, prodotti derivati anche destinati all’alimentazione, pelli, pellicce, capi di abbigliamento o articoli costituiti od ottenuti, in tutto o in parte, da parti dei medesimi, esemplari di fauna sottoposti a procedimento tassidermico e di imbalsamazione, nonché chiunque importi, esporti, riesporti, trasporti, venda, offra in vendita.

Correlativamente, è proposta l’introduzione di un nuovo art. 25-undecies.1 al D.Lgs. 231/2001 che prevede a carico dell’ente la sanzione pecuniaria fino a 500 quote oltre alle sanzioni interdittive previste dall’art. 9 co. 2 del Decreto.

La Corte di Assise di Taranto ammette la costituzione di parte civile nei confronti dell’ente imputato ai sensi del D.Lgs. 231/2001

Il provvedimento, adottato nell’ambito del processo c.d. “Ambiente svenduto”, riguardante uno dei filoni della vicenda relativa al caso ILVA e che vede imputate, oltre a numerose persone fisiche, anche le società del Gruppo (Riva FIRE s.p.a, Ilva s.p.a e Rive Forni Forni Elettrici s.p.a.), si pone in aperto contrato sia con la dottrina maggioritaria sia, soprattutto, con la giurisprudenza. A proposito di quest’ultima, salvo qualche decisione di merito che ha ammesso la costituzione di parte civile nei confronti dell’ente imputato, la giurisprudenza di legittimità ha sempre negato l’ammissibilità dell’azione civile nei confronti della persona giuridica in particolare, stante il mancato espresso richiamo della disciplina della parte civile nel corpo del D.Lgs. 231/2001.

Secondo i Giudici di Taranto, invece, il mancato richiamo da parte del legislatore dovrebbe essere interpretato nel senso che questo non ha voluto predisporre una disciplina speciale per la costituzione di parte civile, essendo questa comunque possibile grazie al rinvio generale al codice di procedura penale contenuto nel combinato disposto degli artt. 34 e 35 del Decreto.

L’ente è responsabile quando il reato-scopo oggetto de delitto associativo non è ricompreso nel catalogo previsto dal D.Lgs. 231/2001?

Nella Ordinanza emessa dalla Corte di Assise di Taranto nell’ambito del processo c.d. “Ambiente svenduto”, già commentata riguarda alla presa di posizione sull’ammissibilità della costituzione di parte civile nei confronti dell’ente imputato ai sensi del D.Lgs. 231/2001, è contenuto un altro interessante spunto anche in questo caso in contrasto con l’orientamento giurisprudenziale prevalente. Come è noto, proprio nell’ambito di un diverso filone riguardante la vicenda ILVA, la Cassazione aveva stabilito che la contestazione del reato associativo avente ad oggetto delitti-scopo estranei al catalogo dei reati presupposto è inidonea a coinvolgere la responsabilità dell’ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001, ciò in quanto violerebbe il principio di tassatività del sistema sanzionatorio a cardine dell’intera disciplina (Cass., sez. VI, 20.12.2013 n. 3635). Nella sentenza in commento, se pur in maniera incidentale, i Giudici di Taranto hanno invece affermato il principio contrario partendo dal dato letterale dell’art. 24 ter D.lgs. 231/2001 che nulla dice sulla natura (di presupposto o meno della responsabilità dell’ente) del delitto-scopo dell’associazione a delinquere.

In Commissione al Senato il d.d.l. in tema di Misure Antimafia che amplia la responsabilità degli enti

L’art. 26 del d.d.l. di riforma del sistema della misure antimafia, attualmente in discussione in Commissione al Senato, prevede, tra l’altro, la modifica dell’art. 25-duodecies D.Lgs. 231/2001 (“Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare”). In particolare, prevede l’aggiunta di ulteriori ipotesi di reato che comportano la responsabilità amministrativa dell’ente in relazione al reato di trasporto o di ingresso illegale di stranieri nel territorio dello Stato o di favoreggiamento della permanenza illegale di stranieri (art. 12 D.Lgs. 286/1998). Il d.d.l. in esame prevende, inoltre, a carico dell’ente, l’applicabilità delle misure interdittive previste dall’art. 9 D.Lgs. 231/2001.

 

Compliance 231 - Rassegna Maggio 2017

La riforma del reato di corruzione tra privati.

Il 14.4.2017 è entrato in vigore il nuovo reato di corruzione tra privati, modificato dal D.Lgs. 38/2017. I soggetti punibili sono stati ampliati e ricomprendono ora tutti quanti svolgono funzioni manageriali ed anche coloro che pongono in essere la condotta per interposta persona. Estesa anche la condotta punibile, la riforma introduce la condotta di “sollecitazione” di denaro o altra utilità; parallelamente, al terzo comma e in tema di corruzione passiva viene introdotta la condotta di “offerta” dei medesimi beni.
La finalità del reato è quella di compiere od omettere un atto in violazione degli obblighi dell’ufficio o di fedeltà e non è più richiesta la prova di un danno per la società. E’ rimasta invece la procedibilità a querela di parte, salvo che dal fatto derivi una distorsione della concorrenza.   
Il provvedimento inoltre introduce il reato di istigazione alla corruzione tra privati (art. 2635 bis c.c. ) ed inasprisce le sanzioni per l’ente nel caso in cui il corruttore sia soggetto che abbia agito in nome e nell’interesse dell’ente, prevedendo l’applicazione delle sanzioni interdittive. Rimane punito solo l’ente (che può essere anche una associazione) che abbia commesso corruzione attiva.  

Sezioni Unite: il reato di malversazione concorre con quello di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche

I giudici di merito avevano condannato gli imputati per il reato di cui all’art. 316-bis c.p. (per aver destinato beni dell’azienda, acquistati con fondi pubblici, a finalità diverse da quelle per cui erano stati erogati) e, contestualmente, prosciolto i medesimi per il più grave reato di truffa per il conseguimento della medesima sovvenzione pubblica (art. 640-bis c.p.). La difesa sosteneva che tra le due fattispecie sussistesse un concorso apparente di norme e che, quindi, il reato di malversazione dovesse ritenersi assorbito nel reato di truffa (prescritto). Le Sezioni Unite (sent. n. 20664 depositata il 28.4.2017), nel confermare la condanna, hanno chiarito che le due fattispecie sono interdipendenti e alla realizzazione dell’una non consegue necessariamente la realizzazione dell’altra. I due reati, inoltre, si consumano in momenti fisiologicamente diversi e sono posti a tutela di beni giuridici differenti.  
La sentenza non si occupa di analizzare le conseguenze per gli enti ai sensi del D.Lgs. 231/2001 (considerato che nel caso in esame non era stato contestato alcun illecito alla società); tuttavia, considerato che entrambe le ipotesi di reato comportano il coinvolgimento dell’ente, sussistendone i presupposti anche a carico della società potranno essere contestate entrambe le fattispecie, con tutte le ricadute in tema sanzionatorio.

La Cassazione delinea i confini dell’autoriciclaggio

La sentenza in esame, per quanto non recentissima, rappresenta una delle prime applicazioni giurisprudenziali della norma introdotta con la L. 186/2014 ed ha il pregio di fissare alcuni limiti all’applicazione delle norma valevoli anche con riferimento alla responsabilità dell’ente ex D.Lgs. 231/2001.
Secondo la Corte non integra il delitto di autoriciclaggio il versamento del profitto di furto su un conto corrente o su carta prepagata intestati allo stesso autore del reato presupposto poiché: 1)  deve considerarsi economica (secondo la indicazione fornita dall' art. 2082 c.c.) soltanto quella attività finalizzata alla produzione di beni ovvero alla fornitura di servizi ed in essa non rientra certamente la condotta contestata; né tantomeno può ritenersi un'attività "finanziaria" intesa come ogni attività rientrante nell'ambito della gestione del risparmio ed individuazione degli strumenti per la realizzazione di tale scopo; 2) ai fini dell’integrazione del reato, rilevano solo le condotte idonee ad "ostacolare concretamente l'identificazione della loro provenienza delittuosa", ovvero quelle condotte caratterizzate da particolare capacità dissimulatoria, finalizzate ad occultare l'origine illecita del denaro o dei beni oggetto del profitto, ipotesi questa non ravvisabile nelle condotte in esame.

Inammissibile la costituzione di parte civile da parte della società imputata ex D.Lgs. 231/2001 nei confronti degli imputati persone fisiche

Nell’ambito di un procedimento penale relativo a vicende di falso contabile e altre infedeltà patrimoniali poste in essere dagli amministratori di un importantissimo istituto bancario, il Tribunale di Milano non ha ammesso la costituzione di parte civile della società, parimenti imputata ai sensi del D.Lgs. 231/2001, nei confronti degli imputati persone fisiche. Secondo i giudici medeghini, la società non può assumere la posizione di soggetto imputato nell’ambito del giudizio che si svolge nei suoi confronti e, contestualmente, il ruolo di parte civile nei confronti delle persone fisiche e ciò neanche nel caso in cui la società abbia definito separatamente la sua posizione e, dopo l’emersione dei fatti oggetto di reato, abbia provveduto a modificare radicalmente l’assetto organizzativo e a sostituire nella sua integrità i membri del Consiglio di Amministrazione e tutti i soggetti che rivestivano ruoli apicali all’interno della società.


Responsabilità dell’ente in tema di reati ambientali; la delega di funzioni

Con una recente decisione (n. 9132/2017), relativa alla contravvenzione di gestione illecita di rifiuti in difformità rispetto alle autorizzazioni vigenti (art. 256 co. 1-4 D.L.gs. 152/2006 e art. 25-undecies D.L.gs. 231/2001) la Cassazione ha chiarito che: 1) la responsabilità degli amministratori in materia di gestione dei rifiuti “deriva non solo dai principi fissati dal D.Lgs. 152/2006 (che pone a carico dei soggetti coinvolti nella produzione, distribuzione, utilizzo e consumo di beni da cui originano i rifiuti, il dovere di cooperare nella gestione del ciclo dei rifiuti), ma più direttamente dal fatto che titolare dell'attività è la persona giuridica da essi rappresentata definita come "produttore del prodotto" e/o comunque "detentore" del rifiuto ai sensi dell’art. 183 D.Lgs 152/2006; 2) poiché la legge individua nella persona giuridica il soggetto direttamente responsabile della gestione del ciclo del rifiuto, ai fini della rilevanza penale della delega di funzioni è necessaria la compresenza di precisi requisiti: a) la delega deve essere puntuale ed espressa, con esclusione in capo al delegante di poteri residuali di tipo discrezionale; b) il delegato deve essere tecnicamente idoneo e professionalmente qualificato; c) la delega deve riguardare anche i correlativi poteri decisionali e di spesa; d) l'esistenza della delega deve essere giudizialmente provata in modo certo. Dall’accertamento della mancanza di detti requisiti, la Cassazione deduce l’assenza di un’efficace delega e conclude: “La mancanza di deleghe di funzioni, nei termini sopra indicati, è fatto che di per sé prova la mancanza di un efficace modello organizzativo adeguato a prevenire la consumazione del reato da parte dei vertici societari”.


La decorrenza del termine iniziale della misura cautelare interdittiva

Il termine iniziale di decorrenza della misura cautelare interdittiva del divieto di contrattare con la P.A. deve essere individuato nella data di notifica dell’ordinanza cautelare dell’ente, essendo irrilevante l’adempimento successivo, che non ha effetto costitutivo ma di mera pubblicità notizia, della comunicazione del provvedimento ad altri soggetti deputati a verificare l’effettivo rispetto della misura interdittiva.
Lo ha stabilito in una recente sentenza la Suprema Corte (sez. VI, n. 15578/2017) che, rigettando la tesi contraria proposta dal giudice di merito che ancorava il decorso della misura dalla comunicazione ai sensi dell’art. 84 D.Lgs. 231/2001 al soggetto terzo deputato al controllo su eventuali elusioni del divieto da parte dell’ente, chiarito che l’esigenza di conferire effettiva efficacia alla misura è garantita dalla fattispecie di reato prevista dall’art. 23 D.Lgs. 231/2001 in caso di inottemperanza del divieto di contrarre con la pubblica amministrazione.


Al Senato un disegno di riforma in materia di sicurezza e salute dei lavoratori (DDL 2489)

Rilevante ai fini del D.Lgs. 231/2001 è la proposta di modifica contenuta all’art. 17 nel quale, riprendendo i requisiti già descritti all’articolo 30 del Testo Unico, fissa le caratteristiche che il modello di organizzazione e gestione della salute e sicurezza sul lavoro deve avere per poter avere efficacia esimente rispetto alla responsabilità ex D.Lgs. 231/2001. In particolare, deve essere improntato: a) al rispetto degli standard tecnico-strutturali di legge relativi a attrezzature, impianti, luoghi di lavoro, agenti chimici, fisici e biologici; b) alle attività di valutazione dei rischi e di predisposizione delle misure di prevenzione e protezione; c) alle emergenze, al primo soccorso, alla gestione degli appalti, alle riunioni periodiche di sicurezza, alle consultazioni dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e alle altre attività di natura organizzativa; d) alle attività di sorveglianza sanitaria; e) alle attività di informazione e formazione dei lavoratori; f) alle attività di vigilanza con riferimento al rispetto delle procedure e delle istruzioni di lavoro in sicurezza da parte dei lavoratori; g) all’acquisizione di documentazioni e certificazioni obbligatorie per legge; h) alle periodiche verifiche dell'applicazione e dell'efficacia dette procedure adottate. Deve inoltre prevedere idonei sistemi di registrazione dell'avvenuta effettuazione delle attività sopra descritte nonché, compatibilmente con le dimensioni dell’ente e dell’attività svolta, un'articolazione di funzioni che assicuri le competenze tecniche e i poteri necessari per la verifica, valutazione, gestione e controllo del rischio, e un sistema disciplinare idoneo a sanzionare il mancato rispetto delle misure indicate nel modello, assicurando un idoneo sistema di controllo sull'attuazione del medesimo modello e sul mantenimento nel tempo delle condizioni di idoneità delle misure adottate.

Sulla natura delle sanzioni interdittive previste dal D.Lgs. 231/2001

Con la sentenza n. 45472/16 la Corte di Cassazione, sulla scorta di un precedente consolidato orientamento e soprattutto di una precedente decisione a Sezioni Unite in tema di confisca (Cass., SU. n. 26654/2008), ha ribadito che, in tema di responsabilità da reato degli enti, le sanzioni interdittive devono essere considerate vere e proprie sanzioni principali e non già mere sanzioni accessorie. Sicché, in caso di sentenza di patteggiamento ai sensi degli artt. 444 ss. c.p.p., tali sanzioni interdittive devono essero oggetto di un espresso accordo processuale tra le parti in ordine al tipo e alla durata delle stesse e non possono essere applicate dal giudice in violazione dell’accordo medesimo.  
Pubblicato il primo rapporto dell’ENAC sul c.d. Whistleblowing
http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Anticorruzione/SegnalIllecitoWhistleblower/_presentPrimoMonitoraggioNaz
L’ANAC ha reso noti i risultati del primo monitoraggio sul whistleblowing, confrontando la realtà italiana con le esperienze in particolare dei Paesi membri dell’OCSE.
Il documento analizza l’attività di reporting relativa ad un campione di 34 pubbliche amministrazioni e 6 società partecipate al fine di individuare alcune caratteristiche del “segnalante”, la tipologia delle condotte illecite denunciate e gli esiti della “denuncia”.
È emerso in primo luogo un vuoto di tutela nei confronti del segnalante, se si esclude l’accordo di collaborazione tra ANAC con Libera (www.libera.it) e Transparency Italia (www.transparency.it), situazione che rende l’Italia inadempiente rispetto a diverse fonti internazionali.
Infine, il rapporto ANAC si sofferma ad esaminare il ruolo del Responsabile della Prevenzione della Corruzione (R.P.C.), rilevandone il sostanziale fallimento dovuto, in particolare, alle interferenze dei vertici dell’amministrazione e dell’organo di indirizzo politico e al ricorrente conflitto di interessi tra l’R.P.C. e i suoi superiori gerarchici considerando che molte delle segnalazioni riguardano proprio tali ultimi soggetti.

I risultati di un’indagine condotta sui Modelli Organizzativi 231 e anticorruzione

Sono stati pubblicati i risultati di una recente indagine condotta da CONFINDUSTRIA, in collaborazione con TIM, sulla effettiva diffusione dell’adozione del Modello 231 e sull’approccio verso i fenomeni corruttivi nell’ambito delle PMI. I risultati confermano che, mentre tutte le grandi imprese (con più di 250 dipendenti e fatturato superiore a 250 milioni di Euro) hanno adempiuto alla normativa fissata dal D.Lgs. 231/2001, la grande maggioranza delle piccole e medie imprese (che costituiscono il tessuto del sistema imprenditoriale italiano), pur a fronte della percepita importanza di intervenire in questo settore, non hanno adottato un modello (adempimento praticamente sconosciuto tra le imprese con meno di dieci dipendenti). Oltre la metà dei Modelli sono stati adottati tra il 2008 e il 2013, a conferma che un’importante spinta in questo senso è arrivata dall’estensione della responsabilità dell’ente ai delitti in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro.
Emerge peraltro che, in larga parte, all’adozione del Modello non è comunque seguita un’effettiva implementazione del sistema sanzionatorio disciplinare, con evidenti ricadute sull’effettiva idoneità del Modello.
Infine, con riguardo ai fenomeni corruttivi, emerge che una larga parte delle imprese, alla possibile evidenza di pratiche o richieste illecite, non contempla l’idea di presentare una denuncia, verosimilmente per il timore, in presenza di reati già commessi, di essere coinvolta nel procedimento penale avviato su iniziativa della stessa società.

Il Tribunale di Padova non segue l’orientamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea in materia di Data Retention

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea nell’aprile del 2014 (C‑293/12 e C‑594/12) ha dichiarato invalida la direttiva Europea 2006/24 che determina le regole sulla “data retention” con le quali viene disciplinata la conservazione dei dati di traffico da parte dei provider per motivi di giustizia. Il Tribunale di Padova, nel marzo di quest’anno, ha rigettato l’istanza della difesa che chiedeva l’inutilizzabilità dei dati di traffico sulla base di tale precedente europeo, ha ritenuto, con un’argomentazione poco condivisibile, che, se nel caso di specie sono state ritenute ammissibili le intercettazioni, non si vede perché non possano essere ritenuti utilizzabili i “tabulati”.

Link Penale Contemporaneo

 

Non è ammissibile il deposito della lista testi via PEC in un procedimento penale

La Corte di Cassazione ha statuito il principio per cui non è ammissibile il deposito della lista testi via PEC a differenza di quanto avviene nel procedimento civile. Se risulta ineccepibile il principio, in quanto non è previsto dal codice di procedura penale, è legittimo chiedersi se sia corretto nel 2017 non implementare a livello normativo tale facoltà. In attesa di una riforma in tal senso, si ricorda che possibile spedirla via telegramma.

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Come spiegare alle PMI perché il Regolamento Europeo sulla Privacy cambierà davvero lo scenario della circolazione del dato digitale in azienda

In questo articolo pubblicato su ICT Security Magazine vengono chiarite quale siano le fondamentali innovazioni del Regolamento Europeo sulla privacy che possono avere ricadute sulle PMI e convincerle ad  investire soprattutto  in termini di cyber-security.

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