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Ultime notizie

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Startup e PMI innovative: disegni e modelli non integrano il requisito della “pr…

Intellectual Property 15-01-2018 Nicola Berardi

Con nota protocollata n. 513 del 2 gennaio 2018, il Ministero dello Sviluppo Economico ha escluso che il titolo di proprietà industriale denominato disegno e modello registrato (nella fattispecie, un disegno relativo ad ...

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Cassazione Civile: il trattenimento del negativo da parte del fotografo non comp…

Intellectual Property 12-01-2018 Nicola Berardi

Con ordinanza n. 26949 del 14/11/2017, la Corte di Cassazione ha affermato che, in tema di cessione dei diritti d’autore sulle fotografie, la previsione di cui all’art. 89, LDA, secondo cui la cessione del negativo compr...

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Andrea Eliseo al Master de "Il Sole 24 Ore"

Famiglia e Successioni 12-01-2018 La Redazione

Il dott. Andrea Eliseo di R&P Legal parteciperà, domani 13 Gennaio, al Master del Sole 24 Ore denominato "Protezione, trasmissione e gestione dei patrimoni familiari" con una lezione sul tema de "Il patto di famiglia...

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Crediti dei professionisti: Privilegio assicurato anche per IVA e contributi pre…

Restructuring & Insolvency 11-01-2018 Enrico Felli

In seguito alla modifica apportata dalla Legge di Bilancio 2018 all’art. 2751 bis n. 2 c.c., dal 1.1.2018, nel fallimento, i crediti Iva dei professionisti, così come i contributi previdenziali, saranno considerati di ra...

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MiFID II: il nuovo Regolamento Mercati della Consob

Banking & Finance 10-01-2018 Vincenzo D'Antoni

Il 28.12.2017 con Delibera n. 20249 la CONSOB ha adottato il nuovo Regolamento dei Mercati (Gazzetta Ufficiale n. 1/2018) in adeguamento della Direttiva MiFID II (2014/65/UE) e del Regolamento MiFIR (600/2014). Il Regola...

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Conference call e cognizione illecita di comunicazioni telefoniche

Criminal Law 10-01-2018 Alessandro Racano

La sentenza in esame riguarda il caso di un soggetto che, dopo essersi ”introdotto” nella conference call in corso tra i componenti del CDA di una società, non aveva dichiarato la sua “presenza” ed era rimasto silente re...

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La gestione collettiva dei diritti d’autore: la fine dell’esclusiva SIAE

Intellectual Property 09-01-2018 Mario Balliano

A seguito delle numerose polemiche intervenute negli ultimi anni e sulla scorta di quanto statuito dalla direttiva europea 26/2014, il governo ha finalmente deciso di intervenire sulla gestione collettiva dei diritti d’a...

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Impresa 4.0: 10 miliardi nel triennio 2018-2020

Fondi e Finanziamenti Pubblici 09-01-2018 Pasquale Morra

Il Governo ha rafforzato gli strumenti di Impresa 4.0 stanziando ulteriori 10 miliardi di euro nel triennio 2018-2020 tra decreto Fiscale, legge di bilancio 2018 e fondi perenti del Ministero dello Sviluppo Economico.  ...

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Appalti, nuove soglie dal 1° gennaio 2018

Enti Pubblici & Appalti 09-01-2018 Pasquale Morra

Nuove soglie (al rialzo) per gli appalti europei. La Commissione Ue ha pubblicato sulla Gazzetta europea del 19 dicembre 2017 i regolamenti che fissano le soglie superate le quali trova applicazione la normativa comunita...

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Con la legge di bilancio arrivano le “imprese culturali e creative”

Charities & Social Enterprises 09-01-2018 Giuseppe Taffari

Dopo un percorso iniziato nel 2015, con la legge di bilancio (legge 27 dicembre 2017 nr. 205) vengono ora introdotte nel nostro ordinamento le “imprese culturali e creative”, una qualifica riservata alle imprese che hann...

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La legge di Bilancio 2018 ha reintrodotto la notifica al Garante?

Privacy & Data Protection 09-01-2018 Chiara Agostini

Attraverso la recente legge di Bilancio 2018, il Legislatore è nuovamente intervenuto in tema privacy, proseguendo nel disegno di armonizzazione della normativa nazionale al GDPR. Tra le novità, particolare perplessità h...

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Colui il quale chiede il risarcimento per i danni subiti all’immobile di cui ha …

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 08-01-2018 Daniele Merighetti

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 30550 del 20.12.2017, ha stabilito che chi agisce in giudizio per chiedere il ristoro dei danni patiti dall’immobile in condominio, di cui ha l’uso, non è tenuto a dimostrare la su...

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Infortuni sul lavoro con condotta anomala, ma non abnorme del lavoratore

Criminal Law 03-01-2018 Piero Magri

Il Tribunale di Bergamo, con sentenza depositata l’11 dicembre 2017, ha ritenuto sussistente la responsabilità del datore di lavoro delegato, pur in presenza di una condotta anomala e pericolosa del lavoratore, evidenzia...

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Tribunale UE: il rischio futuro non ipotetico di parassitismo consente di oppors…

Intellectual Property 28-12-2017 Nicola Berardi

“È possibile, segnatamente nel caso di opposizione fondata su un marchio che gode di una notorietà eccezionalmente ampia, che la probabilità di un rischio futuro non ipotetico di pregiudizio o di indebito vantaggio tratt...

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Predisposte le linee-guida per la donazione di cellule staminali

Life Sciences 19-12-2017 Arianna Cirone

Il Centro nazionale trapianti, il Centro nazionale Sangue e il Registro italiano dei donatori di midollo hanno predisposto le linee-guida dal titolo “Indirizzi per comunicare la donazione di cellule staminali emopoietich...

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Sfruttamento pubblicitario dei beni culturali: i Tribunali di Firenze e Palermo …

Intellectual Property 19-12-2017 Nicola Berardi

Lo sfruttamento commerciale di un bene culturale richiede, ai sensi dell’art. 108, D.Lgs. 42/2004, il consenso dell’autorità che ha in consegna l’opera che può inoltre richiedere il pagamento di un canone di concessione...

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Bando Socialfare per startup

Startup 19-12-2017 Marco Gardino

 È online la Call per Startup ad impatto sociale "Foundamenta #5" di SocialFare. Il bando prevede ️quattro mesi di accelerazione, seed fund fino a 50.000 Euro, ️ confronto con mentor, advisor e startup di successo, oltre...

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Cassazione Civile: la licenza del diritto di sincronizzazione esula dalle compet…

Intellectual Property 18-12-2017 Nicola Berardi

Con sentenza n. 29811 del 12/12/2017, la Corte di Cassazione ha affermato che la sincronizzazione – ossia l’abbinamento con le immagini di un’opera musicale – costituisce atto più complesso della semplice riproduzione ed...

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Il principio di rotazione negli appalti sotto soglia

Enti Pubblici & Appalti 18-12-2017 Pasquale Morra

Con sentenza del 13 dicembre 2017 n. 5854 il Consiglio di Stato ha confermato l’obbligatorietà del principio di rotazione per le gare di lavori, servizi e forniture negli appalti cd. “sotto soglia”. Il principio di rota...

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Codice Privacy: i recenti interventi del legislatore

Privacy & Data Protection 18-12-2017 Chiara Agostini

Con la Legge n. 167/17, pubblicata in G.U. il 27 novembre 2017 ed entrata in vigore lo scorso 12 dicembre, il Legislatore ha formalmente dato il via al processo di armonizzazione della normativa nazionale in tema di trat...

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Approvate le modifiche al regolamento Consob

Corporate M&A 14-12-2017 Marco Gardino

Con delibera n. 20204 la CONSOB è intervenuta sul tema equity crowdfunding approvando alcune modifiche al "Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line", adottato con delibera n. 18592 del 26...

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Linee Guida per la regolamentazione delle modalità di mantenimento dei figli nel…

Famiglia e Successioni 13-12-2017 Maria Grazia Passerini

Il Consiglio Nazionale Forense ha approvato le Linee Guida in materia di mantenimento della prole con particolare riguardo alle c.d. spese straordinarie. In caso di mancato accordo tra i genitori, le spese saranno così ...

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Il committente non è tenuto al risarcimento nei confronti del dipendente dell’ap…

Responsabilità Civile e Risarcimento Danni 13-12-2017 Daniele Merighetti

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 29582/2017, ha stabilito che la responsabilità per la violazione dell’obbligo di adottare le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei prestatori di lavoro si estende al ...

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Precetto inefficace per l’importo eccedente la quota millesimale del condomino i…

Recupero Crediti & Esecuzioni 13-12-2017 Maria Grazia Passerini

La Corte di Cassazione, con la pronuncia n. 22856/2017, ha chiaramente statuito che, in caso di esecuzione forzata conto i singoli condomini per obbligazioni contratte dal Condominio: 1- l’obbligazione contrattuale grava...

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R&P Legal con Simmetrico per Ernesto Che Guevara

News 12-12-2017 La Redazione

R&P Legal ha assistito Simmetrico S.r.l. nella definizione degli accordi per l’ideazione e la realizzazione della mostra “Tu y Todos” dedicata alla vita di Ernesto Che Guevara, in esposizione alla Fabbrica del Vapore...

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Non rileva l’astratta capacità lavorativa della moglie priva di redditi adeguati

Famiglia e Successioni 08-12-2017 Maria Grazia Passerini

Nella separazione personale, i "redditi adeguati" a cui va rapportato l'assegno di mantenimento sono quelli necessari al coniuge 'debole' a mantenere il medesimo tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Nel caso...

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La Corte Costituzionale estende le tutele per i lavoratori della legge Biagi in …

Contratti d'Impresa 07-12-2017 Marco Gardino

Con sentenza 254/2017 pubblicata in data 07/11/2017 la Corte Costituzionale si pronuncia sulla possibilità di estendere il regime di responsabilità solidale del committente nei confronti dei lavoratori dell’appaltatore p...

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Importante decisione della Corte di Giustizia Europea in tema di distribuzione d…

Contratti d'Impresa 06-12-2017 Marco Gardino

La Corte di Giustizia Europea pubblica l’attesa decisione sul caso C-230/16 Coty Germany GmbH / Parfümerie Akzente GmbH. La Corte dichiara che il divieto di intese previsto dal diritto dell’Unione non osta a una clausola...

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BonelliErede e R&P Legal al fianco di Lendlease nell'aggiudicazione della ga…

Enti Pubblici & Appalti 06-12-2017 La Redazione

BonelliErede e R&P Legal hanno assistito il consorzio guidato dalla società australiana Lendlease in relazione alla gara indetta da Arexpo S.p.A. per la realizzazione del masterplan e dello sviluppo di parte dell’are...

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Il datore di lavoro risponde anche per gli infortuni occorsi ai dipendenti della…

Criminal Law 05-12-2017 Letizia Catalano

La Corte di Cassazione con sentenza n. 52129/2017 ha confermato la condanna del datore di lavoro di una società per l’infortunio occorso al dipendente della ditta subappaltatrice a cui erano state affidate le attività di...

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Infortuni sul lavoro e responsabilità del datore di lavoro in caso di negligenza…

Criminal Law 04-12-2017 Piero Magri

In una pregevole sentenza depositata il 3 novembre 2011, il Tribunale di Ivrea ha assolto l’imputato datore di lavoro, ritenendo che la negligente condotta dell’infortunato non esclude di per sé la responsabilità, ma per...

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Accesso abusivo alla casella di posta elettronica dell’ex coniuge

Famiglia e Successioni 04-12-2017 Maria Grazia Passerini

“Integra il reato di cui all’art. 615-ter, c.p., la condotta di colui che accede abusivamente all’altrui casella di posta elettronica, trattandosi di uno spazio di memoria, protetto da una password personalizzata, di un ...

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Garante Privacy: no al “social spam”

Privacy & Data Protection 04-12-2017 Chiara Agostini

Con provvedimento n. 378 del 21 settembre 2017, il Garante Privacy è tornato a pronunciarsi in tema di “social spam”. L’Autorità, riprendendo quanto già stabilito nelle Linee Guida del 4 luglio 2013, ha ribadito che i da...

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Influencer marketing: l’AGCM comunica l’esito positivo della propria attività di…

TMT - Media Entertainment 04-12-2017 Chiara Agostini

Con il comunicato del 1 dicembre 2017, l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha annunciato l’esito positivo della propria iniziativa di moral suasion nei confronti di influencer e società titolari di ...

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Voucher per la digitalizzazione delle PMI

Fondi e Finanziamenti Pubblici 04-12-2017 Pasquale Morra

Il voucher per la digitalizzazione delle PMI è una misura agevolativa per le micro, piccole e medie imprese. Il Ministero dello Sviluppo Economico prevede un contributo di importo non superiore a 10 mila euro, finalizzat...

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Misure anticorruzione

Criminal Law 04-12-2017 La Redazione

Lorenzo Lamberti, partner del dipartimento di diritto amministrativo, e Piero Magri, partner del dipartimento penale, lunedì 4 dicembre saranno presso l'Ordine dei Medici di Padova a  parlare di appalti, trasparenza e mi...

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ISTAT: i numeri di matrimoni e nascite nel 2016

Famiglia e Successioni 01-12-2017 Maria Grazia Passerini

194.377 è il numero dei matrimoni celebrati in Italia nel 2015, 203.358 i matrimoni celebrati nel 2016. Questi i dati rilevati dall’ISTAT ed evidenziati nel report relativo all’anno 2016. Nonostante l’aumento del numero ...

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Avvalimento mediante impresa indiana

Enti Pubblici & Appalti 01-12-2017 Pasquale Morra

Con la recente sentenza del 27 novembre 2017 n. 11764 il TAR per il Lazio ha affermato nel caso di gara di appalto (nella specie concernente la fornitura a nuovo di convogli per il servizio ferroviario regionale di trasp...

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Riccardo Sciaudone moderatore della 4a giornata di formazione privacy in ambito …

Privacy & Data Protection 27-11-2017 La Redazione

Dopo il successo della 3a giornata di formazione privacy in ambito sanitario, l’Avv. Riccardo Sciaudone, Partner dello studio R&P Legal, aprirà gli interventi della 4a giornata di formazione promossa dall’Associazion...

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Commissione europea: sanzioni per 34 milioni di euro nei confronti di cinque lea…

Antitrust & Competition 25-11-2017 Riccardo Sciaudone

In data 22 novembre 2017, la Commissione ha comunicato di aver sanzionato, a conclusione del procedimento AT.39881, le società Tokai Rika, Takata, Autoliv, Toyoda Gosei e Marutaka (le “Società”), per aver violato l’art. ...

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Chiara Agostini

Chiara Agostini

Avvocato esperto nella tutela della proprietà intellettuale ed industriale.

Profilo: http://www.replegal.it/it/cerca-i-professionisti/122-chiara-agostini.html

La legge di Bilancio 2018 ha reintrodotto la notifica al Garante?

Attraverso la recente legge di Bilancio 2018, il Legislatore è nuovamente intervenuto in tema privacy, proseguendo nel disegno di armonizzazione della normativa nazionale al GDPR. Tra le novità, particolare perplessità ha destato il comma 1022 dell’art. 1, laddove si stabilisce che il titolare, ove effettui un trattamento fondato sull’interesse legittimo che prevede l’uso di nuove tecnologie o di strumenti automatizzati, debba darne tempestiva comunicazione al Garante Privacy, utilizzando un modello che dovrà essere predisposto dal tale Autorità entro due mesi dall’entrata in vigore della Legge stessa. Tale emendamento risulterebbe, secondo i primi commenti in dottrina, in palese contrasto con il GDPR, che ha eliminato l’obbligo di notifica al Garante, ritenuto dal legislatore europeo un mero onere amministrativo e finanziario. Sono attesi, in proposito, ulteriori interventi chiarificatori.

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Codice Privacy: i recenti interventi del legislatore

Con la Legge n. 167/17, pubblicata in G.U. il 27 novembre 2017 ed entrata in vigore lo scorso 12 dicembre, il Legislatore ha formalmente dato il via al processo di armonizzazione della normativa nazionale in tema di trattamento dei dati personali con il GDPR. Tali interventi, avvertiti dalla maggioranza come poco chiari, piuttosto ambigui, e, in ogni caso, del tutto inadeguati rispetto ai chiarimenti che si attendevano ai fini della armonizzazione del Codice Privacy con il GDPR, hanno introdotto una parziale rivisitazione della figura del responsabile ex art. 29 del Codice Privacy, attraverso l’inserimento del comma 4-bis e la sostituzione del comma 5, nonché determinato l’aggiunta dell’art. 110-bis, sul riutilizzo dei dati, anche sensibili – ad esclusione di quelli genetici – a condizione che siano adottate forme preventive di minimizzazione e anonimizzazione, e previa autorizzazione del Garante Privacy. Attraverso la suddetta Legge, infine, sono stati disposti alcuni potenziamenti alle risorse del Garante Privacy, nonché estesi a 72 mesi i termini di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico.

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Garante Privacy: no al “social spam”

Con provvedimento n. 378 del 21 settembre 2017, il Garante Privacy è tornato a pronunciarsi in tema di “social spam”. L’Autorità, riprendendo quanto già stabilito nelle Linee Guida del 4 luglio 2013, ha ribadito che i dati reperiti sui social network, quali indirizzi e-mail o numeri di telefono, non possono essere utilizzati liberamente, ancorché gli stessi siano resi pubblici direttamente dall’interessato. In particolare, l’utilizzo di tali dati per l’invio di comunicazioni promozionali non appare compatibile con le funzioni peculiari di tali piattaforme, ovverosia la condivisione di informazioni e lo sviluppo di contatti professionali, e non è da considerarsi implicito all’utilizzo delle stesse. Pertanto, per tali finalità, è sempre necessario ottenere il consenso da parte degli interessati.

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Influencer marketing: l’AGCM comunica l’esito positivo della propria attività di moral suasion

Con il comunicato del 1 dicembre 2017, l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha annunciato l’esito positivo della propria iniziativa di moral suasion nei confronti di influencer e società titolari di marchi di grande notorietà, con l’accoglimento della propria richiesta di palesare l’eventuale carattere pubblicitario di specifici contenuti diffusi dagli influencer sui social media. In tale comunicato, inoltre, l’AGCM sottolinea come gli influencer abbiano recepito le sue indicazioni non solo nei post oggetto di richiesta, ma anche in contenuti relativi ad altri marchi, nonché di aver ottenuto l’impegno da parte degli advertiser coinvolti in tale attività di moral suasion a richiedere ai propri testimonial l’inserimento di chiare avvertenze sulla finalità promozionale dei post da questi diffusi tramite social media, nel rispetto del divieto di pubblicità occulta previsto dal Codice del Consumo.

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Street Art e diritto: il caso di Yulier P. e la normativa italiana

È di fine agosto scorso la notizia della detenzione dell’artista cubano Julier Rodriguez (noto come “Yulier P.”), il quale ha dichiarato di esser stato detenuto in custodia per due giorni e di rischiare di essere accusato per danni alla proprietà qualora non rimuova le variopinte immagini astratte che ha dipinto nei muri di edifici decrepiti nella città di Avana.

Questa notizia fa riflettere sui diversi interessi e diritti in gioco, non solo sul diritto alla libertà di espressione, ma anche sul rapporto tra il diritto di proprietà del proprietario della superficie “tela” dell’artista e il diritto d’autore dell’artista stesso. Che diritti hanno questi writers che creano le loro opere utilizzando mura pubbliche o private altrui? Di seguito verranno analizzati i diversi profili e le interazioni tra gli interessi e i diritti in gioco.

 

Profilo penale.

Dal punto di vista penalistico in Italia, qualora l’artista crei la propria opera su una superficie di proprietà altrui, senza richiedere il consenso del proprietario, potrebbe rischiare la contestazione del delitto di deturpamento e imbrattamento di cose altrui ex articolo 639 del Codice Penale, secondo la quale chiunque deturpi o imbratti cose mobili altrui è punito a querela della persona offesa, con una multa fino a 103 euro.

Se il fatto è tuttavia commesso su beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati, si applica la pena della reclusione da uno a sei mesi o della multa da 300 a 1.000 euro e si procede d’ufficio. Inoltre, grazie al Decreto Legge 20 febbraio 2017 n. 14 in materia di sicurezza della città, è stato previsto che il giudice possa, con la sentenza di condanna per i reati di deturpamento di immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati,  disporre l'obbligo di ripristino e di ripulitura dei luoghi ovvero, qualora ciò non sia possibile, l'obbligo a sostenerne le relative spese o a rimborsare quelle a tal fine sostenute, ovvero, se il condannato non si oppone, la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività per un tempo determinato comunque non superiore alla durata della pena sospesa, secondo le modalità indicate nella sentenza di condanna

 

Profilo del diritto d’autore.

Occorre tuttavia precisare che, a livello di normativa sul diritto d’autore (legge 633/1941), è irrilevante se il supporto nella quale viene impressa l’opera si lecito o meno. L’art. 1 della legge sul diritto d’autore protegge tutte “le opere dell’ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all’architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione”. Non vi è nessuna menzione sulla necessaria liceità o meno del corpus mechanicum (il supporto dove viene fissata l’opera), con la conseguenza che l’artista che crei la propria opera sul muro altrui, ha comunque tutti i diritti che la legge sul diritto d’autore gli riconosce, ossia i diritti morali e di sfruttamento economico.

Ne consegue che deve essere sempre richiesto il consenso dell’artista del murale/graffito per sfruttare economicamente l’opera; un caso noto negli USA di sfruttamento senza consenso dell’autore del murale è quello della American Eagle Outfitters che ha riconosciuto alcune centinaia di migliaia di dollari allo street artist AholSniffsGlue, a seguito dell’utilizzo senza consenso di un suo noto murale come sfondo a fini di pubblicità.

 

Profilo della proprietà della superfice e i diritti morali dell’artista

Non vi sono dubbi sul fatto che il proprietario del muro utilizzato per l’opera essendo il proprietario della superficie dovrebbe avere il diritto di distruggere la superficie stessa.

Questo diritto del proprietario, tuttavia, può porsi in contrasto con i diritti morali dell’autore dell’opera di street art. Si ponga il caso del proprietario della superficie che prima autorizzi l’artista a realizzare un murale sulla propria proprietà, ed in seguito, decida, ad esempio, di ripitturare parte della superfice. In questo caso, i diritti morali dell’artista, che sono inalienabili, entrano in gioco; in particolare il diritto morale dell’artista all’integrità dell’opera, ai sensi dell’articolo 20 della legge sul diritto d’autore, che riconosce all’artista il diritto di opporsi “a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell’opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione”.

In Italia non sì è ancora consolidata una giurisprudenza o dottrina in casi del genere, e molte sono le questioni aperte. Per questo motivo potrebbe essere utile guardare alla normativa statunitense, la quale tenta di conciliare gli interessi del proprietario della superfice con quelli dell’artista.

 

La normativa statunitense

Il VARA (Visual Artists Rights Act – §106A U.S. Copyright Act), infatti riconosce all’autore espressamente il diritto all’integrità dell’opera, che non può essere distrutta dal proprietario della superfice dove è stata realizzata l’opera di street art nei casi in cui sia possibile (ad es. grazie a nuove tecnologie che incidono sul profilo esterno della superficie utilizzata) rimuove l’opera stessa.

Il VARA impone al proprietario dell’immobile l’obbligo di comunicare all’autore dell’opera di street art, dovendo tra l’altro dimostrare che si sia attivato per individuare l’autore stesso, la propria intenzione di distruggere o modificare la superfice.

Una volta che l’autore abbia ricevuto la notificazione dell’intenzione del proprietario di rimuovere la superfice, ha novanta giorni per rimuovere l’opera (viene così riconosciuto un diritto alla rimozione dell’opera prima della distruzione della superficie su cui poggia), a proprie spese; decorso tale termine, e non prima, il proprietario ha la possibilità di distruggere l’opera stessa.

 

Chiara Agostini e Giacomo Pataracchia

 

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Influencer marketing: i rischi della mancata trasparenza e la normativa applicabile

Il tema del rispetto della trasparenza nelle attività di influencer marketing è sempre più sotto i radar delle autorità di controllo nazionali ed estere che vigilano sulla tutela dei consumatori. Il rischio per gli influencer e le società che richiedono i loro servizi, in caso di mancata trasparenza circa la natura pubblicitaria dei post o video sponsorizzati dai vari brand, è quello di essere sanzionati dalle Autorità Indipendenti competenti per pratiche commerciali scorrette.

 

Cosa accade negli U.S.A.

 

La FTC (Federal Trade Commission, l’Autorità Indipendente americana che, tra le varie attività, vigila sulla tutela dei diritti dei consumatori) ha recentemente diffuso un comunicato in cui ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con due noti social media influencer americani: Trevor Martin e Thomas Cassell.  L’oggetto della transazione raggiunta riguarda la pubblicazione dei video dei due influencer su You Tube, ripresi mentre giocavano d’azzardo online al gioco CSGO Lotto senza comunicare al pubblico la loro carica rispettivamente di Presidente e di Vice Presidente della società CSGO Lotto INC. che gestisce il gioco, suscitando così la falsa impressione di essere utenti con indipendenza di giudizio. 

L’azione della FTC in tema di mancata trasparenza nell’attività di influencer marketing non si è fermata all’accordo transattivo con Martin e Cassel; l’Autorità americana ha infatti inviato diverse lettere di moral suasion a vari social influencer accusati di effettuare pubblicità occulta e, soprattutto ha pubblicato una versione aggiornata delle FTC’s Endorsement Guidelines, un documento contenente risposte a domande specifiche sul modo in cui gli Influencer devono mostrare l’intento promozionale delle proprie pubblicazioni.

 

E in Italia?

 

Recentemente, anche l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), si è occupata del tema e nel comunicato dello scorso 24 luglio ha annunciato di aver inviato diverse lettere di moral suasion ad alcuni dei principali influencer nazionali e a importanti società che operano nel settore del lusso e della moda per la diffusione di post sponsorizzati senza che fosse comunicata la loro natura pubblicitaria. L'attività di moral suasion avviata dall'AGCM potrebbe costituire il preludio all'avvio di procedimenti istruttori volti a verificare l'effettivo rispetto dei principi di trasparenza nella pubblicità in ambito digitale; e riguarderà in futuro non solo il tema degli influencer, ma tutto il mondo del digital advertising.

 

Qual è la normativa applicabile in caso di omessa comunicazione della natura pubblicitaria dei contenuti degli influencer?

 

In assenza di una normativa speciale, vengono in considerazione le norme del Codice del Consumo. In particolare, l’articolo 22 che considera come una pratica commerciale scorretta, in quanto omissione ingannevole, quella pratica nella quale un professionista ometta informazioni rilevanti di cui il consumatore medio necessita per prendere una decisione consapevole, o quelle in cui presenti in modo ambiguo tali informazioni o non indichi l’intento commerciale della pratica stessa. Inoltre, l’articolo 23 considera come pratica commerciale ingannevole la condotta consistente nel dichiarare o lasciare intendere, contrariamente al vero, che un soggetto stia agendo quale consumatore e non nell’ambito di un’attività remunerata.

Da queste norme si ricava l’obbligo per l’influencer che agisce in qualità di testimonial di un brand di rivelarlo nei propri post/video/contenuti sponsorizzati.

 

Come garantire la compliance con la normativa italiana? 

 

È necessario palesare l’intento promozionale del contenuto dell’influencer, ed in questo si possono utilizzare diverse tecniche. La digital chart pubblicata dall’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria consiglia, per rendere riconoscibile la natura promozionale dei contenuti postati sui social media e sui siti di content sharing, di inserire in modo ben distinguibile nella parte iniziale del post sponsorizzato diciture come : “Pubblicità /Advertising”, o “Promosso da … brand/Promoted by…brand” o “Sponsorizzato da…brand/Sponsored by…brand” ecc. e/o entro i primi tre hashtag (#) diciture tipo: “#Pubblicità/#Advertising”, o “#Sponsorizzato da … brand/#Sponsored by… brand ” ecc. 

Molto più specifiche e approfondite sono le FTC’s Endorsement Guidelines emanate dall’autorità indipendente americana che vigila sul rispetto dei diritti dei consumatori. In particolare, le Guidelines forniscono esempi specifici di quando le modalità prescelte per evidenziare la sponsorizzazione risultano troppo ambigue o tali da confondere i consumatori. Ad esempio, nel post ringraziare semplicemente l'azienda che ha pagato l'influencer con un ("Grazie, [nome del brand]") non è considerato sufficiente per palesare l’intento promozionale, perché il semplice ringraziare un'azienda o un marchio potrebbe dare l’impressione che provenga da un semplice cliente soddisfatto. Al contrario, fornire ulteriori informazioni che indichino che un qualche vantaggio è stato ricevuto, utilizzando una frase del tipo (“Grazie, [nome del marchio], per il prodotto gratuito"), sarebbe, secondo le Guidelines, idonea a palesare la natura pubblicitaria del contenuto digitale.

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Facebook: il garante della privacy spagnolo multa la società per 1,2 milioni

Lunedi 11 settembre il Garante della Privacy spagnolo, l’Agencia Española de Protección de Datos (cd. Aepd), ha multato Facebook per violazione della legge sulla protezione dei dati personali. In particolare, secondo l’autorità spagnola, Facebook avrebbe raccolto i dati degli utenti (come religione, ideologia, gusti personali ecc.) per scopi pubblicitari senza informarli chiaramente sull’utilizzo e lo scopo della raccolta e continuerebbe a conservare i dati per più di 17 mesi dalla chiusura dell’account degli iscritti. Facebook inoltre, secondo l’Aepd, raccoglierebbe anche dati da utenti non iscritti a Facebook che navigano sulle pagine contenti il pulsante “like”.

Facebook ora dispone di un termine di due mesi per contestare la multa.

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EuroCloud Europe: online il nuovo sito web dedicato al Cloud Computing

In data 26 luglio 2017, EuroCloud Europe, un’organizzazione no-profit che promuove lo sviluppo e la diffusione di tecnologie basate sul Cloud Computing, ha interamente rinnovato il proprio sito web (https://eurocloud.org/) suddividendo, in sette sezioni, tutti i progetti sviluppati nel corso degli anni in materia di tecnologie cloud.

Tra i diversi progetti promossi da EuroCloud Europe sul nuovo sito vi è anche il c.d. “Cloud Privacy Check”, la cui realizzazione è stata curata, per l’Italia, anche dallo Studio R&P Legal (dagli Avv.ti Chiara Rossana Agostini e Gianluca Morretta). Scopo del progetto è la creazione di un modello, rivolto agli operatori del settore (i.e. fornitori di servizi cloud e utenti), per una semplice comprensione della disciplina italiana in materia di trattamento di dati personali attraverso tecnologie cloud.

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Dati personali dei lavoratori: il WP29 aggiorna le regole del trattamento alla luce delle nuove tecnologie informatiche e del GDPR

  1. Introduzione

Con parere dell’8 giugno 2017, il Gruppo di lavoro ex art. 29 (“WP29”) si è pronunciato in merito al trattamento dei dati personali dei lavoratori, integrando quanto già previsto in passato con il Parere n. 8/2001 (“Parere sul trattamento di dati personali nell'ambito dei rapporti di lavoro”) ed il “Documento di lavoro sulla sorveglianza delle comunicazioni elettroniche sul luogo di lavoro” del 2002.

Come precisato dal WP29, tale nuovo parere è finalizzato ad aggiornare le regole per il trattamento dei dati personali dei lavoratori alla luce dell’evoluzione delle tecnologie informatiche (es.: sistemi per il controllo del lavoro da remoto, geolocalizzazione, Data Loss Prevention) nonché della ormai prossima entrata in vigore (25.5.2018) del Regolamento UE n. 679/2016 (cd. “GDPR”).

Nel documento in esame – rivolto non solo ai lavoratori dipendenti bensì anche a quelli autonomi, indipendentemente dalla stipula o meno di un contratto di lavoro subordinato – il WP29 ha, dapprima, ricordato che nell’effettuare il trattamento di tale tipologia di dati personali i datori di lavoro devono tenere ben presenti i diritti fondamentali dei lavoratori, ivi incluso il diritto alla loro riservatezza e, successivamente, individuato le basi giuridiche di tale trattamento, precisando che queste ultime possono ravvisarsi, alternativamente: (i) nell’esecuzione di obblighi derivanti da un contratto di lavoro, ove presente (es.: finalità retributive - ai sensi dell’art. 6.1, lett. b) del GDPR); (ii) nell’adempimento di obbligazioni previste dalla legge (es.: calcolo della ritenuta d’imposta - ex art. 6.1, lett. c) del GDPR); (iii) nell’interesse legittimo del datore di lavoro (es.: prevenzione della perdita di materiali aziendali e/o miglioramento della produttività dei lavoratori - ex art. 6.1, lett. f) del GDPR).

Il WP29, invece, esclude dalle basi giuridiche del trattamento dei dati personali dei lavoratori il mero consenso di questi ultimi in quanto, a causa del rapporto di “dipendenza” nei confronti del datore di lavoro, lo stesso consenso non potrebbe mai ritenersi liberamente prestato né, per le medesime ragioni, liberamente revocabile.

Con particolare riferimento all’interesse legittimo del datore di lavoro, poi, il WP29 ricorda a ciascun datore di lavoro di valutare preventivamente se il trattamento da porre in essere sia necessario e proporzionato per il perseguimento di una finalità legittima, nonché di adottare apposite misure di sicurezza volte a bilanciare tale finalità con i diritti e le libertà fondamentali dei lavoratori, redigendo, se del caso (cfr. art. 35 del GDPR), anche una valutazione di impatto del trattamento (cd. “DPIA”).  

A tal riguardo, il WP29 suggerisce altresì ai datori di lavoro specifiche misure di sicurezza idonee a prevenire eventuali violazioni della riservatezza degli interessati, tra cui, ad esempio, (i) l’esclusione delle cd. “aree sensibili” (ospedali o luoghi religiosi) dalle zone sottoposte a monitoraggio, (ii) il divieto di monitoraggio delle cartelle/dei file e/o delle comunicazioni personali dei dipendenti e/o, ancora, (iii) la previsione di un monitoraggio “a campione”, rispetto ad una sorveglianza continuata nel tempo (sul punto, per l’Italia, cfr. Prov. Garante Privacy n. 247/2017).

Il WP29 ricorda, infine, che nel caso in cui il trattamento dei dati dei lavoratori si fondi sull’interesse legittimo del titolare, quest’ultimo è sempre tenuto a garantire agli interessati il diritto di opporsi al trattamento, esercitando l’omonimo diritto loro conferito dall’art. 21 del GDPR.

 

  1. I casi tipici

Con il parere in esame, il WP29 ha individuato 9 scenari tipici di trattamento di dati personali dei lavoratori - per lo più basati su un interesse legittimo del titolare del trattamento -  che possono presentare dei rischi per i diritti e le libertà fondamentali di questi ultimi.

Per ciascuno di tali scenari, il WP29 ha inoltre ricordato che il datore di lavoro deve procedere, nel rispetto dei principi di “privacy by design” e “privacy by default” previsti dal GDPR, alla previa individuazione della base giuridica del trattamento, alla verifica della necessità delle operazioni di trattamento ed all’esame della correttezza e proporzionalità dello stesso rispetto alle finalità perseguite.

  • Trattamento dei dati dei candidati presenti sui social network

Secondo il WP29, il datore di lavoro può trattare i dati dei candidati presenti sui loro profili social (opinioni personali, abitudini, interessi, ecc.) solo nelle ipotesi in cui tali profili siano utilizzati dagli interessati per finalità lavorative – e non personali – e laddove gli stessi siano necessari e rilevanti per l’esecuzione della prestazione lavorativa cui la domanda del candidato è rivolta. In tale circostanza, il WP29 ricorda ai datori di lavoro di informare preventivamente il candidato del trattamento dei suoi dati personali (mediante, ad esempio, l’inserimento di una specifica indicazione all’interno dell’annuncio di lavoro).

  • Trattamento dei dati dei lavoratori presenti sui social network

Il trattamento dei dati dei lavoratori presenti sui social network ha, secondo il WP29, i medesimi presupposti previsti per il trattamento dei dati dei candidati (necessaria pubblicità del profilo social dell’interessato, preventiva informativa del trattamento resa agli interessati, sussistenza della necessità e rilevanza del trattamento rispetto al legittimo interesse perseguito). A tal riguardo, tuttavia, il WP29 impone sul datore di lavoro l’onere di provare anche l’insussistenza di strumenti meno invasivi per il raggiungimento delle finalità del trattamento (es.: per il WP29 il datore di lavoro può avere un legittimo interesse a monitorare il profilo Linkedin dell’ex dipendente in regime di non concorrenza con la propria società al fine di verificare il rispetto di tale obbligo da parte dell’ex dipendente).

  • Monitoraggio della strumentazione informatica dei lavoratori

Il WP29 ritiene che, stante l’evoluzione delle tecnologie informatiche a disposizione dei datori di lavoro (Data Loss Prevention, Next-Generation Firewalls, Unified Threat Managment, eDiscovery technologies, BYOD), il trattamento dati personali dei lavoratori relativi all’utilizzo della loro strumentazione informatica (es.: e-mail ricevute/inviate; siti web visitati; telefonate effettuate) rappresenti la più grande minaccia per la loro riservatezza.

Per far fronte a tale minaccia, il WP29 incoraggia i datori di lavoro ad adottare specifiche soluzioni volte a prevenire il ricorso ad accessi “successivi” ai dati dei lavoratori (presenti, ad esempio, nella loro cronologia web e/o nella casella di posta elettronica) e suggerisce, a titolo esemplificativo, misure quali: la predisposizione di un elenco di siti in cui la navigazione è vietata; la previsione di calendari di posta personali; la predisposizione di un’apposita policy per l’uso della strumentazione informatica.

Sul punto, un particolare esempio di approccio preventivo alla protezione dei dati è stato configurato dal WP29 con riferimento alla procedura di Data Loss Prevention, utilizzata dai datori di lavoro al fine di individuare e prevenire la trasmissione non autorizzata di informazioni riservate aziendali. Come chiarito dal WP29, nelle ipotesi in cui un datore di lavoro intenda avvalersi di una simile procedura, egli dovrebbe (i) informare i lavoratori dell’implementazione della stessa, (ii) determinare, in modo chiaro, le regole sulla base delle quali il sistema informatico qualifica una e-mail in uscita come in violazione della riservatezza aziendale e (iii) in caso di effettiva violazione, informarne l’interessato al fine di consentire a quest’ultimo di cancellare – e non inviare – tale comunicazione.

Con particolare riferimento all’utilizzo della strumentazione informatica da remoto (es. BYOD), invece, il WP29 ha previsto che, sebbene l’utilizzo di simili tecnologie comporti grandi vantaggi per i lavoratori, esso presenta anche il rischio di accessi non autorizzati ai dati personali da parte di soggetti terzi. Secondo il WP29, pur avendo la necessità di far fronte a tali rischi, il datore di lavoro non può adottare misure di sicurezza quali il monitoraggio dei movimenti del mouse, l’utilizzo di webcam o di tecnologie di “screen capture” – in quanto non proporzionate ed eccessive rispetto alle finalità perseguite – ma deve piuttosto implementare misure di sicurezza che rispettino la riservatezza degli interessati (così, ad esempio, se il datore di lavoro intende accedere agli smartphone dei lavoratori per verificare la perdita di dati personali, dovrebbe evitare l’accesso ad aree “private”, quali l’archivio fotografico).

  • Mobile Device Managment

Le tecnologie di Mobile Device Managment consentono al datore di lavoro di gestire (rectius, geolocalizzare, installare software/applicazioni, cancellare dati personali) da remoto i dispositivi mobili affidati ai lavoratori. In relazione a tali tecnologie, il WP29 ha previsto che ciascun datore di lavoro debba effettuare una DPIA prima dell’inizio del trattamento, al fine di verificare la necessità del trattamento rispetto alle finalità perseguite e garantire il rispetto dei principi di proporzionalità e sussidiarietà. Come precisato dal WP29, inoltre, il datore di lavoro dovrebbe, da un lato, essere in grado di dimostrare che l’utilizzo di tali tecnologie informatiche non rientra in un più ampio programma di trattamento volto all’esclusivo controllo dell’attività dei lavoratori e, dall’altro, adottare sistemi di registrazione delle informazioni volti a raccogliere i dati personali relativi ai dispositivi mobili dei lavoratori solo in casi eccezionali (es. smarrimento).

  • Wearable Devices

Gli strumenti utilizzati dal datore di lavoro al fine di monitorare lo stato di salute e l’attività fisica dei propri lavoratori, spesso anche al di fuori dell’ambiente di lavoro, consentono al datore di raccogliere i dati cd. “sensibili” degli interessati: come sostenuto dal WP29, pertanto, il trattamento dei dati effettuato tramite tali tecnologie informatiche è illecito ai sensi dell’art. 8 della Direttiva 95/46/CE (oggi art. 9 del GDPR). I dati personali raccolti tramite tali strumenti, pertanto, possono essere trattati solo dai diretti interessati ed eventualmente dal fornitore del servizio.

  • Rilevazione della presenza dei lavoratori

Alcuni strumenti aziendali utilizzati dal datore di lavoro per finalità del tutto legittime possono comportare l’indiretto monitoraggio della presenza e dell’attività dei lavoratori sul luogo di lavoro (si pensi, ad esempio, all’installazione di un sistema di rilevazione dei dati biometrici dei lavoratori, volto a monitorare l’accesso degli stessi ad aree contenenti informazioni altamente riservate, ma in grado di consentire al datore di lavoro di verificare l’effettivo svolgimento della prestazione lavorativa). Tali trattamenti di dati, secondo il WP29, si fondano sul legittimo interesse del titolare finalizzato a tutelare la perdita e/o la sottrazione di informazioni riservate di natura aziendale (es.: dati dei clienti) ma, per poter essere effettuati nel rispetto della normativa vigente, devono essere preceduti da una idonea informativa fornita ai lavoratori.

  • Trattamenti di dati mediante sistemi di videosorveglianza

Secondo il WP29, l’utilizzo delle tecnologie che consentono il video monitoraggio dei lavoratori (es.: monitoraggio dell’espressione facciale mediante la videocamera dello smartphone affidato ai lavoratori) è illecito, in quanto sproporzionato rispetto alla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali degli interessati.

  • Geolocalizzazione dei veicoli

Come precisato dal WP29, al fine di valutare la liceità del trattamento dei dati relativi all’ubicazione dei lavoratori mediante installazione di impianti GPS sui veicoli aziendali loro affidati, occorre distinguere. Se tale trattamento è effettuato al solo fine di monitorare il comportamento dei lavoratori e/o la loro posizione geografica, è illecito (cfr. anche WP29 Parere n. 13/2011). Se, diversamente, il trattamento è effettuato per il perseguimento di finalità legittime del datore di lavoro quali, ad esempio, la tutela della sicurezza dei veicoli e/o dei lavoratori ovvero, ancora, per la pianificazione in tempo reale di alcune attività lavorative, tale trattamento risulta lecito (cfr. sul punto anche WP29 parere n. 5/2005). In ogni caso, il WP29 suggerisce ad ogni datore di lavoro di inserire all’interno di ciascun veicolo una informativa privacy ben visibile recante l’indicazione dell’installazione del GPS e di valutare, prima del trattamento, se i veicoli aziendali concessi ai lavoratori possono essere utilizzati dagli stessi anche per finalità private, suggerendo, in tal caso, di garantire ai lavoratori la possibilità di disattivare il sistema GPS nel caso di destinazioni private.

  • Trasferimento dei dati personali dei lavoratori a terzi

In relazione al trasferimento dei dati dei lavoratori a terzi, il WP29 esemplifica, da un lato, il caso in cui tali dati siano trasferiti ai clienti finali e, dall’altro, l’ipotesi in cui i dati siano comunicati tra società del medesimo gruppo aventi sede fuori dall’Italia. Con riferimento alla prima fattispecie, il WP29 ritiene che il trasefrimento possa avvenire solo se fondato su un legittimo interesse del titolare; in relazione alla seconda, invece, il WP29 richiama i principi generali per il trasferimento dei dati previsti dalla Direttiva 95/46/CE e, attualmente, trasposti all’interno del GDPR (garanzia di un adeguato livello di protezione dei dati da parte dello Stato estero e, ove mancante, presenza di una apposita deroga).

 

  1. Conclusioni

Con il parere in esame il WP29 ha introdotto, alla luce delle nuove tecnologie informatiche esaminate al precedente punto 2 ed alla nuova disciplina introdotta dal GDPR, delle specifiche regole per il trattamento dei dati dei lavoratori.

Tali disposizioni forniscono un grande valore aggiunto per i datori di lavoro che intendono trattare i dati personali dei propri lavoratori, in quanto, da un lato, definiscono le basi giuridiche di tale tipologia di trattamento e, dall’altro, tramite esempi pratici, approfondiscono il generico concetto di “legittimo interesse” del titolare, così come previsto dall’art. 6.1 lett. f) del GDPR.

Il parere, inoltre, ricorda ai datori di lavoro di adottare sempre, nel rispetto del principio di “accountability” previsto dal GDPR, misure preventive volte alla protezione della riservatezza dei lavoratori redigendo, se del caso, anche una valutazione di impatto del trattamento che abbia ad oggetto il bilanciamento tra il proprio legittimo interesse e l’impatto delle nuove tecnologie informatiche utilizzate sui diritti e le libertà fondamentali degli interessati.

Chiara Agostini

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Garante Privacy: no al trattamento dei dati giudiziari dei lavoratori in assenza di un’adeguata base giuridica

Con Provvedimento n. 267/2017, il Garante Privacy si è pronunciato in relazione al trattamento, da parte di un datore di lavoro, dei dati giudiziari dei propri dipendenti contenuti nel certificato generale del casellario. Con tale pronuncia – nata da un’istanza presentata dalla società Manutencoop Facility Management S.p.A. al Garante Privacy, volta ad ottenere da quest’ultimo l’autorizzazione al trattamento dei dati giudiziari dei propri lavoratori – il Garante ha, dapprima, ribadito che tale tipologia di trattamento può essere effettuato solo laddove “indispensabile per adempiere a specifici obblighi o compiti previsti dalla legge, dalla normativa dell'UE o da regolamenti e/o contratti collettivi e ai soli fini della gestione del rapporto di lavoro" (cfr. Autorizzazione generale n. 7/2016) e, successivamente, rigettato l’istanza di autorizzazione presentata dalla predetta società, per non avere la stessa dimostrato la sussistenza di una idonea base giuridica (di natura legislativa, regolamentare o contrattuale) atta a legittimare il trattamento dei dati giudiziari dei propri dipendenti. Come precisato dal Garante Privacy, infatti, la mera prospettazione di tale trattamento di dati “in vista di uno stipulando contratto di appalto con terzi” non costituisce una idonea basa giuridica nel senso sopra prospettato.

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