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Pasquale Morra

Pasquale Morra

Svolge attività di consulenza e assistenza in favore di operatori economici e stazioni appaltanti nel settore dei contratti della P.A.: appalti di lavori, servizi e forniture, concessioni di servizi, contratti di partenariato pubblico privato.

Profilo: http://www.replegal.it/it/tutti-i-collaboratori/227-pasquale-morra.html

Il risarcimento per mancata aggiudicazione della gara

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha enunciato alcuni importanti principi sul tema del risarcimento dei danni per mancata aggiudicazione della gara.

Con la recente sentenza del 12 maggio 2017 n. 2 l’Adunanza Plenaria ha affermato che nel caso di mancata aggiudicazione il danno conseguente al lucro cessante si identifica con l’interesse c.d. positivo, che ricomprende sia il mancato profitto (che l’impresa avrebbe ricavato dall’esecuzione dell’appalto), sia il danno c.d. curricolare (ovvero il pregiudizio subìto dall’impresa a causa del mancato arricchimento del curriculum e dell’immagine professionale per non poter indicare in esso l’avvenuta esecuzione dell’appalto).

Spetta, in ogni caso, all’impresa danneggiata offrire, senza poter ricorrere a criteri forfettari, la prova rigorosa dell’utile che in concreto avrebbe conseguito, qualora fosse risultata aggiudicataria dell’appalto, poiché nell’azione di responsabilità per danni la valutazione equitativa, ai sensi dell’art. 1226 cod. civ., è ammessa soltanto in presenza di situazione di impossibilità - o di estrema difficoltà - di una precisa prova sull’ammontare del danno.

La sentenza in esame ha altresì chiarito che il mancato utile spetta nella misura integrale, in caso di annullamento dell’aggiudicazione impugnata e di certezza dell’aggiudicazione in favore del ricorrente, solo se questo dimostri di non aver utilizzato o potuto altrimenti utilizzare maestranze e mezzi, in quanto tenuti a disposizione in vista della commessa. In difetto di tale dimostrazione, può presumersi che l’impresa abbia riutilizzato o potuto riutilizzare mezzi e manodopera per altri lavori, a titolo di aliunde perceptum vel percipiendum.

PON Imprese e Competitività e Iniziativa PMI, online il sito

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato il nuovo sito www.ponic.gov.it per far conoscere la programmazione comunitaria 2014-2020.

Il sito, raggiungibile anche dall'indirizzo www.iniziativaPMI.gov.it, è curato dalla Autorità di Gestione del PON Imprese e Competitività e del PON Iniziativa PMI 2014-2020.

Attraverso il nuovo sito, dedicato ai programmi comunitari gestiti dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’Autorità di Gestione comunica e diffonde i dettagli dei vari Programmi Operativi. La piattaforma on line vuole diventare il luogo ideale per scambio di informazioni, promozione, incontri e confronto di tutti gli attori, attuali e potenziali, interessati ai PON.

Il sito è articolato in 5 “mini-siti” tematici, di semplice e immediata consultazione, uno per ogni “asse” di intervento: Innovazione; Banda ultralarga; competitività PMI; efficienza energetica; accesso al credito.

Il sito dedica grande attenzione alle imprese che hanno utilizzato i finanziamenti e che raccontano se stesse: storie di successo che prendono corpo attraverso una serie di interviste, foto e filmati che danno il senso vero e completo di ciò che l’investimento ha prodotto nei fatti e sul territorio. Tutto questo dovrà diventare stimolo ideale per quanti sono interessati ad un approccio diretto con i fondi comunitari.

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Lombardia, incentivi al restyling di B&B, alberghi e ristoranti

Stanziati 32 i milioni di euro a disposizione delle Pmi lombarde per la realizzazione di progetti di riqualificazione delle strutture ricettive alberghiere, extra-alberghiere (compresi i bed & breakfast) e dei servizi di ristorazione (bar, ristoranti, street food).

Possono beneficiare della misura i proprietari nonché i soggetti che gestiscono in virtù di un contratto di affitto le strutture oggetto di intervento. In forma imprenditoriale, le Pmi la cui attività è classificata con i codici (Ateco 2007) 55 «alloggio». In forma non imprenditoriale, i bed & breakfast che svolgono regolare attività economica.

I progetti di riqualificazione devono riguardare enogastronomia e food experience; natura e green; terme e benessere; sport e turismo attivo; fashion e design; business congressi.

Il contributo, a fondo perduto, per tutti i soggetti beneficiari è pari al 40% della spesa complessiva ammissibile e l’investimento minimo totale non deve essere inferiore a 20mila euro.

Sono ammissibili le spese sostenute per la ristrutturazione e riqualificazione degli immobili/aree destinate a uso ricettivo o di pubblico esercizio (arredi, attrezzature, ecc.) e delle strutture ed infrastrutture complementari direttamente connesse (piscine, campi da tennis, aree a verde, parcheggi, ricoveri biciclette, zone fitness, dehors, vetrine, ecc.) o per l’acquisto e l’installazione di attrezzature e di tecnologie innovative.

Il bando è a sportello: i soggetti interessati possono presentare la domanda di contributo dalle ore 12 del 15 maggio 2017 fino ad esaurimento risorse.

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Correttivo Appalti in Gazzetta. In vigore dal 20 maggio

Dopo più di tre settimane dall’approvazione finale in Consiglio dei ministri (avvenuta lo scorso 13 aprile), il decreto correttivo della riforma degli appalti è arrivato in Gazzetta Ufficiale. La pubblicazione del D. Lgs – che prende il numero 56/2017 – è arrivata nella Gazzetta n. 103 del 5 maggio. Il testo del correttivo conta 131 articoli e produce ben 441 modifiche al nuovo codice degli appalti (D. Lgs 50/2016), varato solo un anno fa. Stazioni Appaltanti e imprese avranno due settimane per prendere confidenza con l’ondata di correzioni. Le novità entreranno in vigore il 20 maggio e dunque si applicheranno ai bandi pubblicati dopo questa data.

Esclusione dalla gara per gravi illeciti professionali

Con sentenza del 27 aprile 2017 n. 1955 il Consiglio di Stato, Sez. V, ha affermato l’illegittimità dell’esclusione di una ditta da una gara di appalto, disposta per asseriti gravi illeciti professionali ex art. 80, comma 5, let. c) del d.lgs. n. 50 del 2016, nel caso in cui l’Amministrazione non abbia compiutamente dimostrato con mezzi adeguati che l’operatore si è reso colpevole di gravi illeciti professionali tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità, e, in particolare, laddove:

  1. l’esclusione sia stata disposta in ragione di una precedente risoluzione contrattuale disposta da altra P.A.;
  2. la ditta interessata abbia formalmente contestato tale risoluzione in sede giudiziale;
  3. il giudizio sia ancora pendente, a nulla rilevando la definizione di un incidente di natura cautelare dello stesso, con decisione avente funzione interinale e strumentale rispetto a quella di merito. In tal caso, infatti, l’allegato inadempimento difetta della prova dei caratteri della definitività e della gravità e la parte interessata non ha, pertanto, provato con mezzi adeguati che l’operatore si è reso colpevole di gravi illeciti professionali.

Bonus R&S, le istruzioni per le imprese

Arrivano le istruzioni per il credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo.

Con la circolare n. 13/E del 27 aprile 2017, elaborata d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Agenzia delle Entrate fornisce i chiarimenti alle imprese che intendono usufruire dell’incentivo, alla luce delle modifiche introdotte l’ultima Legge di bilancio.

Tra le novità, che si applicano da quest’anno, viene concesso un anno in più per effettuare gli investimenti, viene innalzato da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo annuale del credito che ciascun beneficiario può maturare, mentre l’aliquota aumenta al 50% e diventa unica per tutti i tipi di spese ammissibili. E ancora: entrano nella platea dei beneficiari anche le imprese residenti che svolgono attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese committenti non residenti e sono agevolabili le spese relative a tutto il personale impiegato in R&S, a prescindere dalla qualifica e dal titolo di studio del lavoratore. Si tratta di novità significative, che hanno un impatto rilevante sul calcolo dell’incentivo.

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Valorizzazione marchi storici

Il Ministero dello Sviluppo Economico promuove e rilancia i marchi storici nazionali. Le micro, piccole e medie imprese interessate possono ottenere agevolazioni per progetti di valorizzazione produttiva e commerciale di marchi depositati prima del 1967 presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Le risorse disponibili sono pari a 4,5 milioni di euro. Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili per l’acquisizione di servizi specialistici e del 50% per l’acquisto di macchinari, attrezzature e software. Le domande possono essere presentate fino ad esaurimento delle risorse.

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Approvato il decreto correttivo del Codice dei contratti pubblici

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame definitivo, il decreto correttivo del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture. Il decreto, approvato dal Governo il 13 aprile 2017, dovrà essere firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro il 19 aprile p.v. L’intervento apporta modifiche e integrazioni al Codice, volte a perfezionarne l’impianto normativo confermandone i pilastri fondamentali, in modo da perseguire efficacemente l’obiettivo dello sviluppo del settore.

 Tra le novità introdotte si segnalano:

  • appalto integrato: si introduce un periodo transitorio che prevede che l’appalto integrato sia possibile per gli appalti i cui progetti preliminari o definitivi siano stati già approvati alla data di entrata in vigore del codice e nei casi di urgenza;
  • progettazione: si introduce l’obbligatorietà dell’uso dei parametri per calcolare i compensi a base di gara;
  • contraente generale: si prevede una soglia minima pari a 150 milioni di euro per il ricorso all’istituto del contraente generale, per evitare che il ricorso all’istituto per soglie minimali concretizzi una elusione del divieto di appalto integrato;
  • varianti: si integra la disciplina della variante per errore progettuale, specificando che essa è consentita solo entro i limiti quantitativi del de minimis;
  • subappalto: è confermata la soglia limite del 30 per cento sul totale dell’importo contrattuale per l’affidamento in subappalto;
  • semplificazioni procedurali: in caso di nuovo appalto basato su progetti per i quali risultino scaduti i pareri acquisiti, ma non siano intervenute variazioni, vengono confermati i pareri, le autorizzazioni e le intese già rese dalle amministrazioni;
  • manutenzione semplificata: viene definita da un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e nel limite di importo di 2 milioni e mezzo di euro;
  • dibattito pubblico: sarà effettuato sui progetti di fattibilità tecnica economica e non sui documenti delle alternative progettuali come nel testo approvato in via preliminare;
  • costo della manodopera: se ne prevede la specifica individuazione ai fini della determinazione della base d’asta;
  • albo dei collaudatori: è stato inserito l’obbligo, per le amministrazioni, di scegliere i collaudatori da un apposito albo.

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PMI stanziati 225 milioni a favore dei confidi

Il Governo continua a sostenere l’accesso al credito a favore delle piccole e medie imprese. A partire dal prossimo 2 maggio, infatti, i Confidi potranno presentare le domande per accedere ai 225 milioni di euro stanziati per la costituzione di un apposito e distinto fondo rischi, finalizzato alla concessione di nuove garanzie pubbliche alle Pmi associate. È quanto stabilisce un decreto del Ministero dello Sviluppo economico del 23 marzo u.s. La dotazione finanziaria iniziale è di 225 milioni di euro. A questa si potranno aggiungere ulteriori risorse messe a disposizione da Regioni o da altri Enti Pubblici, oppure contributi derivanti dalla programmazione comunitaria 2014-2020.

La procedura per la concessione dei contributi è improntata a criteri di massima celerità, con le valutazioni istruttorie che si concluderanno in 60 giorni dalla data di presentazione della richiesta.

Le domande dovranno essere inoltrate a partire dalle ore 10 del prossimo 2 maggio, accedendo all’apposita sezione Misure per il rafforzamento dei confidi http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/incentivi/impresa/misure-per-il-rafforzamento-confidi

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Il parere del Consiglio di Stato sul decreto correttivo del nuovo codice dei contratti pubblici

Il Consiglio di Stato ha reso il 30 marzo u.s. il parere sul decreto correttivo del nuovo codice dei contratti pubblici in vigore dal 19 aprile 2016. Il decreto correttivo dovrà essere approvato entro il 19 aprile 2017. Si tratta del 18° parere reso dal Consiglio di Stato sulla riforma degli appalti pubblici. Il 15 luglio scorso, con un avviso di rettifica, erano stati già corretti dal Governo oltre 180 errori materiali. Lo schema di correttivo modifica 119 dei 220 articoli del codice.

Il Consiglio di Stato rende noto che il codice non è stato ancora completato con tutti gli atti attuativi previsti, pari a 53: ad oggi, ne sono stati varati 11 espressamente previsti dal codice, e 4 non espressamente previsti, e sono in corso di adozione altri 9 atti attuativi.

Gli interventi correttivi ed integrativi richiesti dal decreto legislativo n. 50 del 2016 possono essere classificati in quattro categorie principali.

  1. eliminazione di refusi ed errori materiali;
  2. coordinamento “esterno” del codice appalti con altri ambiti normativi, e implementazione delle abrogazioni espresse di fonti normative non più attuali;
  3. eliminazione di errori formali e sostanziali di recepimento delle direttive europee e di attuazione della legge delega;
  4. rimedio a difficoltà insorte nella prima applicazione dei nuovi istituti, come emerso dalle audizioni, dal dibattito dottrinale e dalla prima giurisprudenza.

Il Consiglio di Stato ha osservato che l’ultimo obiettivo non può essere pienamente centrato dallo schema di correttivo del codice appalti in esame. Infatti, non essendo stato completato il quadro degli atti attuativi, una buona parte del codice non ha ancora avuto pratica applicazione, e non è stato possibile cogliere a pieno le criticità applicative da correggere.

Consiglio di Stato auspica poi che la legislazione sugli appalti pubblici abbia maggiore stabilità e non venga di continuo modificata, come la precedente (cambiata oltre 50 volte), perché il settore ha bisogno di regole chiare e certe.

I principali rilievi del Consiglio di Stato hanno avuto ad oggetto i seguenti temi: 

  • società in house
  • progetti e progettisti
  • contratti sotto soglia
  • qualificazione delle stazioni appaltanti
  • qualificazione degli operatori economici
  • appalti misti di progettazione ed esecuzione
  • commissari di gara esterni
  • garanzie
  • aggiudicazione al prezzo più basso e offerte anomale
  • subappalto
  • appalti nei servizi sociali
  • appalti della protezione civile
  • concessioni e concessioni autostradali
  • tutela giurisdizionale
  • abrogazioni.

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