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Pasquale Morra

Pasquale Morra

Svolge attività di consulenza e assistenza in favore di operatori economici e stazioni appaltanti nel settore dei contratti della P.A.: appalti di lavori, servizi e forniture, concessioni di servizi, contratti di partenariato pubblico privato.

Profilo: http://www.replegal.it/it/tutti-i-collaboratori/227-pasquale-morra.html

Lombardia, 300 milioni alle Pmi per ampliamenti e riconversione di aree

La Regione Lombardia stanzia quasi 300 milioni di euro per le PMI lombarde a fronte di programmi di sviluppo ad ampio raggio. Le risorse sono dedicate da un lato ad investimenti per programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo (macchinari, attrezzature, sistemi gestionali e opere murarie), dall’altro ad interventi destinati alla riqualificazione o riconversione di aree produttive, compresi gli acquisti di immobili. I fondi verranno erogati in gran parte sotto forma di finanziamenti agevolati (max 2,85 milioni), assistiti da garanzia regionale prestata a titolo gratuito, con la possibilità di arrivare a coprire fino al 95% delle spese ammissibili, previste in un range fino a tre milioni di euro per la linea di sviluppo aziendale, fino a sei milioni nel caso di rilancio delle aree produttive. Venti milioni di euro verranno invece destinati ai contributi in conto capitale, che per alcune tipologie di investimento potranno arrivare fino al 15%. Le domande, per progetti da realizzare in 12 mesi, saranno ammissibili a partire dalle ore 12 del 5 luglio, con uno sportello elettronico che resterà aperto teoricamente fino alla fine del 2019, sempre che le richieste avanzate dalle imprese non arrivino prima a superare il 120% della dotazione finanziaria disponibile.

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Ecobonus e Sismabonus, i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate

Con due provvedimenti del 8 giugno 2017 l'Agenzia delle Entrate attua le novità previste dalla legge di Bilancio 2017 in tema di ecobonus e sismabonus. Sarà più facile deliberare nelle assemblee di condominio gli interventi di efficientamento energetico e quelli per il miglioramento sismico delle parti comuni degli stabili. I due provvedimenti sciolgono il nodo della cessione del credito, anche per i cosiddetti incapienti.

Le principali indicazioni arrivate dall'Agenzia delle Entrate sono le seguenti:

  • la cessione del credito è possibile nei confronti dei fornitori che hanno eseguito i lavori e di altri soggetti privati, quali persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d'impresa, società ed enti privati (con esclusione di banche ed intermediari finanziari);
  • il credito d'imposta cedibile è determinato sulla base dell'intera spesa approvata dalla delibera assembleare per l'esecuzione dei lavori ovvero, anche successivamente, sulla base dell'intera spesa sostenuta dal condòmino nel singolo periodo d'imposta e pagata dal condominio ai fornitori;
  • i condòmini, se i dati non sono indicati nella delibera assembleare che approva gli interventi, devono comunicare all'amministratore di condominio, entro il 31 dicembre del periodo d'imposta di riferimento, l'avvenuta cessione del credito indicando, oltre ai propri dati, anche la denominazione e il codice fiscale di quest'ultimo e la accettazione della cessione;
  • l'amministratore di condominio, a sua volta, comunica all'Agenzia delle Entrate l'accettazione del cessionario, la denominazione e il codice fiscale di quest'ultimo e l'ammontare del credito d'imposta ceduto.

Accesso all’offerta e segreti tecnici e commerciali

Il Codice dei Contratti pubblici limita l’accesso soltanto alla parte di offerta che contiene informazioni che costituiscano segreti tecnici o commerciali; tali parti devono quindi essere indicate, motivate e comprovate da una espressa dichiarazione del concorrente, contenuta nell’offerta stessa. Il divieto di accesso ai documenti di gara peraltro non è assoluto, essendo consentito l’accesso al concorrente che lo chieda in vista della difesa in giudizio dei propri interessi in relazione alla procedura di affidamento del contratto nell’ambito della quale viene formulata la richiesta di accesso, senza che tale possibilità venga meno a seguito del  decorso del termine utile per intraprendere azioni giurisdizionali volte alla contestazione dell’esito della procedura di gara avanti il Tar competente. I principi sopra richiamati sono stati recentemente affermati dalla TAR per la Valle d’Aosta nella sentenza del 5 giugno 2017 n. 34.

Il risarcimento per mancata aggiudicazione della gara

L’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato ha enunciato alcuni importanti principi sul tema del risarcimento dei danni per mancata aggiudicazione della gara.

Con la recente sentenza del 12 maggio 2017 n. 2 l’Adunanza Plenaria ha affermato che nel caso di mancata aggiudicazione il danno conseguente al lucro cessante si identifica con l’interesse c.d. positivo, che ricomprende sia il mancato profitto (che l’impresa avrebbe ricavato dall’esecuzione dell’appalto), sia il danno c.d. curricolare (ovvero il pregiudizio subìto dall’impresa a causa del mancato arricchimento del curriculum e dell’immagine professionale per non poter indicare in esso l’avvenuta esecuzione dell’appalto).

Spetta, in ogni caso, all’impresa danneggiata offrire, senza poter ricorrere a criteri forfettari, la prova rigorosa dell’utile che in concreto avrebbe conseguito, qualora fosse risultata aggiudicataria dell’appalto, poiché nell’azione di responsabilità per danni la valutazione equitativa, ai sensi dell’art. 1226 cod. civ., è ammessa soltanto in presenza di situazione di impossibilità - o di estrema difficoltà - di una precisa prova sull’ammontare del danno.

La sentenza in esame ha altresì chiarito che il mancato utile spetta nella misura integrale, in caso di annullamento dell’aggiudicazione impugnata e di certezza dell’aggiudicazione in favore del ricorrente, solo se questo dimostri di non aver utilizzato o potuto altrimenti utilizzare maestranze e mezzi, in quanto tenuti a disposizione in vista della commessa. In difetto di tale dimostrazione, può presumersi che l’impresa abbia riutilizzato o potuto riutilizzare mezzi e manodopera per altri lavori, a titolo di aliunde perceptum vel percipiendum.

PON Imprese e Competitività e Iniziativa PMI, online il sito

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato il nuovo sito www.ponic.gov.it per far conoscere la programmazione comunitaria 2014-2020.

Il sito, raggiungibile anche dall'indirizzo www.iniziativaPMI.gov.it, è curato dalla Autorità di Gestione del PON Imprese e Competitività e del PON Iniziativa PMI 2014-2020.

Attraverso il nuovo sito, dedicato ai programmi comunitari gestiti dal Ministero dello Sviluppo Economico, l’Autorità di Gestione comunica e diffonde i dettagli dei vari Programmi Operativi. La piattaforma on line vuole diventare il luogo ideale per scambio di informazioni, promozione, incontri e confronto di tutti gli attori, attuali e potenziali, interessati ai PON.

Il sito è articolato in 5 “mini-siti” tematici, di semplice e immediata consultazione, uno per ogni “asse” di intervento: Innovazione; Banda ultralarga; competitività PMI; efficienza energetica; accesso al credito.

Il sito dedica grande attenzione alle imprese che hanno utilizzato i finanziamenti e che raccontano se stesse: storie di successo che prendono corpo attraverso una serie di interviste, foto e filmati che danno il senso vero e completo di ciò che l’investimento ha prodotto nei fatti e sul territorio. Tutto questo dovrà diventare stimolo ideale per quanti sono interessati ad un approccio diretto con i fondi comunitari.

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Lombardia, incentivi al restyling di B&B, alberghi e ristoranti

Stanziati 32 i milioni di euro a disposizione delle Pmi lombarde per la realizzazione di progetti di riqualificazione delle strutture ricettive alberghiere, extra-alberghiere (compresi i bed & breakfast) e dei servizi di ristorazione (bar, ristoranti, street food).

Possono beneficiare della misura i proprietari nonché i soggetti che gestiscono in virtù di un contratto di affitto le strutture oggetto di intervento. In forma imprenditoriale, le Pmi la cui attività è classificata con i codici (Ateco 2007) 55 «alloggio». In forma non imprenditoriale, i bed & breakfast che svolgono regolare attività economica.

I progetti di riqualificazione devono riguardare enogastronomia e food experience; natura e green; terme e benessere; sport e turismo attivo; fashion e design; business congressi.

Il contributo, a fondo perduto, per tutti i soggetti beneficiari è pari al 40% della spesa complessiva ammissibile e l’investimento minimo totale non deve essere inferiore a 20mila euro.

Sono ammissibili le spese sostenute per la ristrutturazione e riqualificazione degli immobili/aree destinate a uso ricettivo o di pubblico esercizio (arredi, attrezzature, ecc.) e delle strutture ed infrastrutture complementari direttamente connesse (piscine, campi da tennis, aree a verde, parcheggi, ricoveri biciclette, zone fitness, dehors, vetrine, ecc.) o per l’acquisto e l’installazione di attrezzature e di tecnologie innovative.

Il bando è a sportello: i soggetti interessati possono presentare la domanda di contributo dalle ore 12 del 15 maggio 2017 fino ad esaurimento risorse.

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Correttivo Appalti in Gazzetta. In vigore dal 20 maggio

Dopo più di tre settimane dall’approvazione finale in Consiglio dei ministri (avvenuta lo scorso 13 aprile), il decreto correttivo della riforma degli appalti è arrivato in Gazzetta Ufficiale. La pubblicazione del D. Lgs – che prende il numero 56/2017 – è arrivata nella Gazzetta n. 103 del 5 maggio. Il testo del correttivo conta 131 articoli e produce ben 441 modifiche al nuovo codice degli appalti (D. Lgs 50/2016), varato solo un anno fa. Stazioni Appaltanti e imprese avranno due settimane per prendere confidenza con l’ondata di correzioni. Le novità entreranno in vigore il 20 maggio e dunque si applicheranno ai bandi pubblicati dopo questa data.

Esclusione dalla gara per gravi illeciti professionali

Con sentenza del 27 aprile 2017 n. 1955 il Consiglio di Stato, Sez. V, ha affermato l’illegittimità dell’esclusione di una ditta da una gara di appalto, disposta per asseriti gravi illeciti professionali ex art. 80, comma 5, let. c) del d.lgs. n. 50 del 2016, nel caso in cui l’Amministrazione non abbia compiutamente dimostrato con mezzi adeguati che l’operatore si è reso colpevole di gravi illeciti professionali tali da rendere dubbia la sua integrità o affidabilità, e, in particolare, laddove:

  1. l’esclusione sia stata disposta in ragione di una precedente risoluzione contrattuale disposta da altra P.A.;
  2. la ditta interessata abbia formalmente contestato tale risoluzione in sede giudiziale;
  3. il giudizio sia ancora pendente, a nulla rilevando la definizione di un incidente di natura cautelare dello stesso, con decisione avente funzione interinale e strumentale rispetto a quella di merito. In tal caso, infatti, l’allegato inadempimento difetta della prova dei caratteri della definitività e della gravità e la parte interessata non ha, pertanto, provato con mezzi adeguati che l’operatore si è reso colpevole di gravi illeciti professionali.

Bonus R&S, le istruzioni per le imprese

Arrivano le istruzioni per il credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo.

Con la circolare n. 13/E del 27 aprile 2017, elaborata d’intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico, l’Agenzia delle Entrate fornisce i chiarimenti alle imprese che intendono usufruire dell’incentivo, alla luce delle modifiche introdotte l’ultima Legge di bilancio.

Tra le novità, che si applicano da quest’anno, viene concesso un anno in più per effettuare gli investimenti, viene innalzato da 5 a 20 milioni di euro l’importo massimo annuale del credito che ciascun beneficiario può maturare, mentre l’aliquota aumenta al 50% e diventa unica per tutti i tipi di spese ammissibili. E ancora: entrano nella platea dei beneficiari anche le imprese residenti che svolgono attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese committenti non residenti e sono agevolabili le spese relative a tutto il personale impiegato in R&S, a prescindere dalla qualifica e dal titolo di studio del lavoratore. Si tratta di novità significative, che hanno un impatto rilevante sul calcolo dell’incentivo.

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Valorizzazione marchi storici

Il Ministero dello Sviluppo Economico promuove e rilancia i marchi storici nazionali. Le micro, piccole e medie imprese interessate possono ottenere agevolazioni per progetti di valorizzazione produttiva e commerciale di marchi depositati prima del 1967 presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Le risorse disponibili sono pari a 4,5 milioni di euro. Le agevolazioni sono concesse nella forma di contributo in conto capitale in misura massima pari all’80% delle spese ammissibili per l’acquisizione di servizi specialistici e del 50% per l’acquisto di macchinari, attrezzature e software. Le domande possono essere presentate fino ad esaurimento delle risorse.

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