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Mario Balliano

Mario Balliano

Svolge la propria attività prevalentemente nell’ambito del contenzioso civile.

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La Suprema corte si pronuncia nuovamente sul danno da lesione della reputazione

Con ord. n. 9385 del 16 aprile 2018, la Suprema Corte di Cassazione ha inteso dare continuità al proprio consolidato orientamento, tornando nuovamente a ribadire che il danno derivante dalla lesione di valori della persona costituzionalmente protetti non è in re ipsa.

Le Sezioni Unite si pronunciano in tema di accessione degli edifici costruiti sul terreno comune da uno dei comproprietari senza il permesso dell’altro

Con la sentenza del 16 febbraio 2018 n. 3873 le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione hanno definito il contrasto sorto fra le sezioni ordinarie del medesimo giudice di legittimità e riguardanti l’operatività, o meno, dell’art. 934 c.c. rispetto al caso in cui la costruzione accedente al terreno comune sia stata edificata da uno dei comproprietari senza il permesso dell’altro.

Sulla validità delle clausole vessatorie che, al momento della sottoscrizione, risultavano illeggibili

Con l’ordinanza n. 3307 del 12.02.2018, la Suprema Corte di Cassazione si è recentemente espressa in merito alla validità delle clausole vessatorie nel caso in cui le medesime risultino illeggibili (nel caso concreto si trattava di clausola di deroga alla competenza territoriale del giudice), chiarendo che, qualora le stesse siano riportate in moduli o formulari appositamente predisposti al fine di disciplinare in modo uniforme determinati rapporti, la difficile o impossibile comprensione delle clausole per motivi di natura tipografica impone al contraente l'onere di vigilare affinché non vengano apposte firme "ad occhi chiusi".

Il rito applicabile nelle controversie riguardanti liquidazione compenso avvocato

Con la sentenza del 04 gennaio 2018 n. 68 la Suprema Corte di Cassazione, dando seguito al proprio consolidato indirizzo (Cass. 6225/2010; Cass. 7652/2004), il quale tuttavia era stato messo recentemente in discussione da una pronuncia in segno opposto della sezione IV° della medesima (Cass. 5843/2017), ha ritenuto che la speciale procedura di liquidazione dei compensi per le prestazioni degli avvocati in materia civile, regolata dagli artt. 28 ss. della Legge del 13 giugno 1942 n. 794, si debba applicare in via esclusiva alle controversie aventi ad oggetto la sola quantificazione della misura del corrispettivo spettante al professionista.

All’opposto, nel caso esaminato dal giudice di legittimità e qui oggetto di discussione, era controverso non solo il quantum ma anche l’an (ovvero l’esistenza) del diritto al compenso, oltre alla presenza, o meno, di cause estintive e/o limitative delle pretese attoree. Conseguentemente, nel caso di controversie aventi ad oggetto questioni eterogenee, sarà applicabile il rito ordinario.

Si aggiunga che, secondo la rigida interpretazione della Suprema Corte, nell’ipotesi in cui l’attore abbia contestato il solo quantum ma, in seguito alle contestazioni dei convenuti, il thema decidendum si è allargato ad altri profili di diritto, il giudice avrà l’onere di disporre il mutamento del rito.

La gestione collettiva dei diritti d’autore: la fine dell’esclusiva SIAE

A seguito delle numerose polemiche intervenute negli ultimi anni e sulla scorta di quanto statuito dalla direttiva europea 26/2014, il governo ha finalmente deciso di intervenire sulla gestione collettiva dei diritti d’autore, ponendo fine all’esclusiva della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE). Quest’ultima, a norma dell’art. 180 della L 633/1941, era infatti l’unica a poter esercitare l’attività di intermediario. Con l’art. 19 del decreto legge n. 148 del 16 ottobre 2017, la quale, a sua volta, richiama le disposizioni del d.lgs 35/2017, tale possibilità si è estesa anche ad altri enti, a condizione che gli stessi non perseguano alcun scopo di lucro. La nuova normativa, pur volta a cercare di conformare la legislazione italiana a quella di molti altri paesi europei, è già stata da molti bollata come inefficace, in quanto non creerebbe, come in altre realtà, un mercato realmente competitivo. In altre parole, l’attuale posizione di predominio della SIAE rimarrebbe, di fatto, quasi immutata e le tanto lamentate inefficienze del sistema permarrebbero, contribuendo a mantenere, almeno in parte, frustrati gli interessi economici sottesi allo sfruttamento ed alla libera circolazione delle opere protette. Tuttavia, a voler spezzare una lancia, in ogni caso non si può che affermare come, seppur lentamente, ci si muova nella giusta direzione.

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