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Letizia Catalano

Letizia Catalano

Svolge la sua attività nel settore del diritto penale, con particolare riferimento ai reati contro il patrimonio e della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche ex D. Lgs. 231/2001.

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Pubblicate le Linee Guida per l’applicazione della Legge Sapin II in Francia

L’Agenzia Francese Anticorruzione (“AFA”) ha pubblicato le Linee Guida per l’applicazione della Legge Sapin II che, come noto, ha introdotto l’obbligo di adottare dei compliance program - assimilabili ai Modelli Organizzativi di cui al D. Lgs. 231/2001 - per le imprese francesi d’oltremare e per le società straniere che esercitano tutte o alcune delle loro attività sul territorio francese.

La non punibilità per particolare tenuità del fatto non si estende alla responsabilità “231”

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9072/2018, ha chiarito che, in assenza di una espressa disposizione legislativa, debba ritenersi che la non punibilità per particolare tenuità del fatto - disciplinata dall’art. 131 bis c.p., ma non richiamata dal D. Lgs. 231/2001 – non trovi applicazione nei confronti dell’Ente imputato.

Incentivi alle imprese per l’adozione dei Modelli ex D. Lgs. 231/2001

L’INAIL ha approvato i criteri generali per l’attivazione della procedura sugli incentivi alle imprese in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Tra le attività finanziate – per un totale di circa 250 milioni di euro – rientrano, a titolo esemplificativo, i progetti di investimento, quelli per l’adozione dei Modelli Organizzativi e di responsabilità sociale, per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi o di bonifica da materiali contenenti amianto.

Per quanto riguarda i progetti per l’adozione dei Modelli Organizzativi e di responsabilità sociale, il plafond ammonta a 100 milioni di euro con un contributo singolo che può variare da 5 mila a 130 mila euro.

Le domande potranno riguardare una sola tipologia di progetto e dovranno essere inoltrate tramite il sito internet di INAIL a partire dal 19 aprile prossimo.

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Il datore di lavoro risponde anche per gli infortuni occorsi ai dipendenti della ditta subappaltatrice

La Corte di Cassazione con sentenza n. 52129/2017 ha confermato la condanna del datore di lavoro di una società per l’infortunio occorso al dipendente della ditta subappaltatrice a cui erano state affidate le attività di carico e scarico della merce. Secondo la Suprema Corte, infatti, il datore di lavoro è garante non solo della incolumità fisica dei propri lavoratori, ma anche di quella di persone estranee al ciclo produttivo, o al mondo imprenditoriale, che frequentino l’azienda per motivi collegati in qualunque modo all’attività della stessa. Questo sempre che sia ravvisabile il nesso causale tra l’infortunio e la violazione della disciplina sugli obblighi di sicurezza.

Confermata anche la condanna dell’ente ex D. Lgs. 231/2001 essendo ravvisabile l’interesse e vantaggio dell’ente e l’assenza di un Modello Organizzativo.

Whistleblowing e “231”: via libera definitivo della Camera

È stato approvato definitivamente dalla Camera il Disegno di Legge in materia di Whistleblowing che introduce importanti modifiche all’art. 6 del D. Lgs. 231/2001. In particolare, i Modelli Organizzativi dovranno prevedere dei canali che consentano ai soggetti apicali o subordinati dell’ente di segnalare condotte illecite rilevanti ex D. Lgs. 231/2001, o eventuali violazioni dello stesso Modello Organizzativo. Tali canali dovranno garantire la tutela della riservatezza dell’identità del segnalante e prevedere il divieto di ritorsioni o discriminazioni nei suoi confronti. Il sistema disciplinare predisposto dall’ente dovrà, inoltre, sanzionare l’eventuale violazione delle misure poste a tutela dei whistleblowers, nonché le condotte di strumentalizzazione delle segnalazioni.

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In vigore dal 19 novembre la legge di riforma del Codice Antimafia

Lo scorso 4 novembre è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge n. 161/2017 (in vigore dal 19 novembre prossimo) che stabilisce modifiche al Codice penale, alle Disposizioni di attuazione del Codice di procedura penale ed al D. Lgs. 231/2001.

Come già anticipato, la Legge introduce nuovi reati presupposto all’art. 25-duodecies del D. Lgs. 231/2001 (trasporto di stranieri irregolari nel territorio dello Stato e favoreggiamento della permanenza di stranieri irregolari nel territorio dello Stato) e prevede, inoltre, la possibilità per il Tribunale di imporre all’Amministratore Giudiziario, nell’ambito della disciplina del controllo giudiziario delle aziende, l’adozione delle misure organizzative disciplinate dagli articoli 6, 7 e 24-ter del D. Lgs. 231/2001.

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Esteso il catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti ex D. Lgs. 231/2001

Lo scorso 27 settembre la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il Disegno di Legge di modifica del Codice Antimafia che, tra le altre cose, ha esteso il catalogo dei reati presupposto della responsabilità amministrativa degli enti. Il novellato art. 25-duodecies D. Lgs. 231/2001, infatti, prevede a carico dell’ente la sanzione pecuniaria da 400 a 1000 quote per il reato di trasporto di stranieri irregolari nel territorio dello Stato (art. 12, comma 3, 3-bis e 3-ter D. Lgs. 286/1998) e da 100 a 200 quote per il reato di favoreggiamento della permanenza di stranieri irregolari nel territorio dello Stato (art. 12, comma 5, D. Lgs. 286/1998). Per entrambi i reati è prevista, inoltre, l’applicazione delle sanzioni interdittive ex art. 9, comma 2, D. Lgs. 231/2001 per un tempo non inferiore ad un anno. Il testo entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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I modelli aziendali ISO UNI EN ISO 9001 non equivalgono ai “Modelli organizzativi” ex D. Lgs. 231/2001

I modelli aziendali conformi alla norma ISO UNI EN ISO 9001 non hanno efficacia esimente ai sensi dell’art. 6 del D. Lgs. 231/2001 in quanto non contengono l’individuazione degli illeciti da prevenire e la specificazione di un sistema sanzionatorio delle violazioni del modello, ma si riferiscono esclusivamente al controllo della qualità del lavoro. Con questa pronuncia (sentenza n. 41768/2017 - dep. 13 settembre 2017) la Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi degli enti imputati che si fondavano sulla prospettata equivalenza tra sistema di gestione della qualità ISO 9001 e Modelli 231. Lo stesso provvedimento, inoltre, ha escluso l’efficacia esimente del Modello Organizzativo adottato dopo la commissione del reato presupposto che non prevedeva, tra l’altro, un codice etico aziendale, un sistema di procedure, incluse quelle per la conoscenza del Modello, né tantomeno un adeguato sistema sanzionatorio.

Disastro di Viareggio: il Tribunale di Lucca affronta il tema della applicabilità del D. Lgs. 231/2001 agli enti stranieri operanti in Italia

Il Tribunale di Lucca, aderendo alla tesi condivisa dalla giurisprudenza maggioritaria, ha affermato che le società estere operanti sul territorio italiano hanno l’obbligo di rispettare le norme vigenti in Italia, con la conseguenza che il D. Lgs. 231/2001 si applica anche agli enti stranieri, a prescindere dalla presenza sul territorio nazionale di una sede secondaria o di uno stabilimento. Con queste argomentazioni, il Tribunale ha quindi affermato la responsabilità di alcune società estere per l’illecito amministrativo previsto dall’art. 25 septies del D. Lgs. 231/2001 (omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime con violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro) che non avevano deliberato alcun Modello Organizzativo, ma solo adottato codici di condotta o manuali della qualità.

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