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Luigi Macioce

Luigi Macioce

E’ specializzato in operazioni straordinarie internazionali, M&A e private equity.

Profilo: http://www.replegal.it/it/tutti-i-soci/269-luigi-macioce.html

Italia candidata speciale a diventare polo attrattivo per i collezionisti lungimiranti

  • 15 November 2017 |
  • Pubblicato in Art Law

Oggi, il 15 novembre sarà battuto all’asta a New York il celeberrimo “Salvator Mundi”, l’ultima opera attribuita - con poche riserve - al Maestro Leonardo da Vinci e ancora in mani private.

L’opera, con una base di partenza di 100 milioni di Dollari (circa 84,5 milioni di Euro), sarà offerta come lotto speciale in occasione della Evening Sale di Post-War and Contemporary Art di Christie’s New York.

La stima record dell’opera nonché il valore intrinseco alla stessa hanno riacceso il “tam” mediatico e posto i riflettori sul mercato dell’arte e dei suoi recenti sviluppi.

È noto, infatti, come l’arte sia un asset molto apprezzato (soprattutto dai c.d. High Net Worth Individual) sia in quanto “espressione d’individualismo”, capace di dare piacere al possessore, sia in quanto vero e proprio investimento, in grado di generare plusvalenze che nulla hanno da invidiare alle “tradizionali” forme di investimento nel comparto immobiliare e in quello finanziario.  

Se al valore dell’arte, come forma di piacere personale e allo stesso tempo come bene rifugio, si aggiunge l’intervento delle nuove tecnologie che hanno permesso lo sviluppo, nonostante il rallentamento generale del mercato globale, della vendita d’arte e dei collectible via web (di recente, Sotheby’s ha introdotto una piccola rivoluzione con il circuito No Buyer’s Premium Online Only Auctions - per cui alle aste completamente online non sarà più applicato il buyer’s premium), è evidente come il mercato dell’arte risulti essere orientato verso un pubblico sempre più vasto e caratterizzato da una crescente fruibilità.

Per suffragare tali affermazioni è sufficiente analizzare due dei principali report sulla salute del mercato dell’arte, il TEFAF Art Market Report 2017, edito dall’European Fine Art Foundation, e l’Art&Finance Report 2017 prodotto da Deloitte e ArtTactic.

E non è un caso che proprio a Milano sia stato presentato, lo scorso 7 novembre l’Art&Finance Report di Deloitte e ArtTactic e che la settimana precedente Milano sia stata inserita nel prestigioso circuito delle No Buyer’s Premium Online Only Auctions, insieme con Londra, New York, Hong Kong, Ginevra e Parigi.

A piacere nel mondo, infatti, non è solo l’arte del Bel Paese (domani, 16 novembre, l’altro, andrà all’asta anche un altro capolavoro italiano, questa volta “contemporaneo”, “Nero Plastica L.A.” di Alberto Burri, durante la Contemporary Art Evening Auction di Sotheby’s New York) ma è anche il quadro normativo che mano a mano si è delineato come sempre più favorevole ad attrarre collezionisti e investitori stranieri. Numerose sono, infatti, le norme di favore presenti nel nostro ordinamento.

Partendo dalla più recente novità in materia, dopo circa vent’anni di stallo e numerose richieste da parte di collezionisti e professionisti nel mondo dell’arte, sono state finalmente ampliate le maglie del regime di esportazione delle stesse contenuto nel Codice dei Beni Culturali. La c.d. soglia di vetustà delle opere, infatti, è stata portata da 50 a 70 anni ed è stata, inoltre, introdotta una soglia di valore al di sotto della quale le opere sono liberamente esportabili.

Ma le agevolazioni più importanti rimangono quelle in materia tributaria. In particolare, con riferimento alle plusvalenze realizzate dalla vendita di opere d’arte, il nostro ordinamento prevede una normativa favorevole ossia una esclusione da tassazione diretta, seppur in maniera non sempre deterministica e chiara, alla luce della difficile demarcazione tra la figura del “collezionista puro” e quella dello “collezionista-speculatore occasionale”.

Tali norme assumono, poi, un’ulteriore rilevanza a seguito dell’introduzione con la Legge di Bilancio 2017 delle misure per attrarre investimenti e, soprattutto, investitori in Italia. Non è difficile pensare, infatti, ad un “mecenate” che, attratto dalle bellezze artistiche del nostro paese, decida di trasferire la propria residenza e, magari la propria collezione, in Italia e beneficiare della flat tax (imposta sostitutiva IRPEF in misura fissa, omnicomprensiva di tutti i redditi prodotti all’estero, pari ad Euro 100.000).

E non vi è dubbio che tali soggetti possano essere interessati alle opportunità che, in materia di pianificazione successoria e, in generale di estate planning, il nostro ordinamento prevede e disciplina.

Gli investitori trasferiti in Italia così come i collezionisti ivi stanziati, infatti, potrebbero, attraverso la duttilità dello strumento del trust, pianificare in maniera efficiente, non solo ai fini tributari, la trasmissione generazionale di una collezione, evitandone la frammentazione e il depauperamento, ovvero la devoluzione della stessa a fondazioni, musei, istituti e, in generale, a tutti quegli enti che si pongono come obiettivo la valorizzazione e la fruibilità delle opere d’arte.

Ancora molte sono le barriere da abbattere ma appare auspicabile che l’Italia - oltre ad essere la patria dei più celebri artisti e depositaria di un patrimonio artistico sconfinato - possa aspirare anche a divenire luogo di elezione per nuovi mecenati, collezionisti e investitori interessati non solo ad accumulare e ampliare le proprie collezioni ma anche tramandare le stesse in maniera efficiente e porsi come garanti del nostro patrimonio.

 

R&P Legal Art Law Department

Amendments to the Italian Cultural Heritage Code: one small step in the legal framework, one giant leap in the Italian art market

  • 12 August 2017 |
  • Pubblicato in Art Law

According to the “Art Market 2017” (a report on the 2016 global art market issued by Art Economics and released during Art Basel Hong Kong) Italy represents one of the less developed art markets in the world, even though the successes of the Italian Sales at Sotheby’s and Christie’s in London and New York.

Actually, this scenario did not come unexpected. The disadvantageous fiscal system and the obsolete and inconsistent legal framework in force to date weakened the Italian art market charme and made Italy unable to compete with the other characters involved in the worldwide art market. However, starting from the 2nd August 2017, the regime regulating the circulation of cultural property in Italy has been amended by the yearly issued anti-trust law, which modifies the Italian Cultural Heriage Code and aims to simplify and enhance Italian art market’s efficiency as follows:

1. The introduction of a new “time limit”

The previous regulation provided that cultural objects made by artist who are dead and realized more than 50 years ago needed an exportation certificate issued by the administrative authority before they could live the Italian territory. Under the new regime, the mentioned time limit has been extended to 70 years, which implies that cultural objects aged less that 70 years will circulate in an easier way. This new aspect represents an outstanding acceleration for the circulation of Italian art in the global art market: art crafts belonging to Italian artists from the fifties and sixties, such as Alberto Burri, Enrico Castellani, Lucio Fontana e Mimmo Rotella will be able to be freely exported without being subject to strict requirements.

On the other hand, exportation of cultural objects will remain subject to the previous notification to the Ministry of Cultural Affairs (“Mibact”), which remains able to prevent such exportation as well, by declaring the existence of an “outstanding value” for the Italian cultural heritage of the cultural object concerned.

2. The economic value 

Secondly, the new regulation introduces an economic threshold of Euro 13.500, under which cultural objects can be freely exported with a mere selfcertification. On one hand, such economic threshold will enhance the art market efficiency, by simplifying – for instance – custom procedures and export controls.
However, on the other hand, the amount fixed by the amendments is so low that it risks to be totally inapplicable to concrete cases of exportation.

The art law reform provides also the following aspects. Firstly, in the 60 days after the release of the mentioned anti-law, the Mibact will set the criteria to be followed by administrative authorities to impede the exportation of cultural objects, reducing the high discretion that such authorities had to date. Secondly, the Mibact will set the contents of a new document, the “passport” of the cultural object exported, which has been introduced to record the progressive changes of ownership of the art craft concerned and which will be valid for a period of 5 years. In the light of the above-mentioned evaluation, it cannot be affirmed that these amendments will resolve all the weak point of the existing scenario: however, they surely constitute an attempt to promote the development of art and culture and show an increasing interest of the legislator to enhance the competitiveness and the dynamism of the Italian art market on a worldwide level.

Modifica al Codice dei Beni Culturali: un piccolo passo nel mondo legale; un grande salto per l’art market in Italia

  • 12 August 2017 |
  • Pubblicato in Art Law

Secondo “Art Market 2017” (report sul mercato globale dell’arte nel 2016 prodotto da Art Economics e rilasciato in occasione di Art Basel Hong Kong) l’Italia rappresenta uno dei mercati meno sviluppoati e dinamici nel mercato globale dell’arte, nonostante il forte appeal dell’arte contemporanea italiana (basti guardare le ultime Italian Sales di Sotheby’s e Christie’s a Londra e New York).

Non è un mistero, infatti, che la debolezza del nostro mercato sia dovuta, oltre allo sfavorevole regime fiscale, ad una disciplina arcaica, poco organica e inadeguata a trovare spazio in uno scenario sempre più dinamico e globalizzato. Tuttavia, a partire dal 2 agosto 2017, una serie di modifiche hanno interessato il Codice dei Beni Culturali e, in particolare, il regime sulla circolazione delle opere d’arte. Tale modifica, introdotta dalla Legge annuale in materia di concorrenza, rappresenta forse una risposta simbolica ma sicuramente un considerevole punto di inizio, finalizzato a semplificare la circolazione internazionale dei beni culturali. Le novità apportate dalla Legge sono:

1. L’introduzione di una nuova “soglia temporale” 

Fino ad oggi, esportare definitivamente dall’Italia un’opera d’arte, eseguita da un autore scomparso e realizzata più di 50 anni fa, richiedeva il rilascio di un attestato alla libera circolazione da parte degli Uffici Esportazioni delle Soprintendenze competenti. Con le modifiche al codice, si alza a 70 anni il “limite di età” delle opere, al di sotto del quale le stesse possono circolare senza alcun vincolo. Un’accelerazione notevole se si pensa che i lavori di alcuni dei maggiori artisti italiani degli anni 50 e 60, come Alberto Burri, Enrico Castellani, Lucio Fontana e Mimmo Rotella, diventerebbero liberamente esportabili senza autorizzazione preventiva.

Vero è che la libera circolazione rimane limitata dall’obbligo di notificare al Mibact l’intenzione di esportare l’opera e alla possibilità dello stesso Mibact di dichiararne “l’interesse culturale”, bloccandone l’esportazione.

2. La soglia economica

È stata, inoltre, fissata a € 13.500 la soglia di valore al di sotto della quale i beni possono liberamente uscire dal territorio nazionale presentando una semplice autodichiarazione. Se da un lato, una soglia simile avrà come conseguenza positiva la semplificazione delle procedure in dogana, a vantaggio degli operatori professionali o di chiunque voglia vendere un bene culturale, dall’altro, essendo veramente irrisoria (risulta ad oggi la più bassa d’Europa, nda), rischia di essere del tutto inapplicabile ai casi concreti.

Ma la riforma del mercato dell’arte italiano non si limita alle novità esposte. Innanzitutto, è attesa nei 60 giorni successivi all’emanazione della legge, la definizione da parte del MIBACT dei nuovi criteri in forza dei quali l’esportazione dell’opera in questione potrà essere bloccata, la quale inciderà sulla discrezionalità sino ad oggi adottata dalle Soprintendenze nel rilasciare o negare il certificato d’esportazione.
Il Mibact, inoltre, nei 60 giorni successivi l’emanazione della legge, dovrà fissare le caratteristiche di un nuovo strumento introdotto con la stessa, il “passaporto” per i beni culturali, documento di durata quinquennale nel quale registrare passaggi di proprietà ed esportazioni.

Le novità descritte si pongono sulla scia degli ultimi interventi normativi a sostegno dell’arte e della cultura, fortemente richiesti dagli operatori professionali del settore dell’arte (tra cui gallerie, case d’asta, antiquari e mercanti d’arte) e costituiscono la prova de crescente interesse da parte del legislatore non solo al mondo dei beni culturali, ma anche alla concreta necessità di globalizzazione e dinamicità che l’art market nazionale richiede per porsi in competizione con quello globale.

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