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Luigi Macioce

Luigi Macioce

E’ specializzato in operazioni straordinarie internazionali, M&A e private equity.

Profilo: http://www.replegal.it/it/tutti-i-soci/269-luigi-macioce.html

Tassazione del trust: l’incertezza regna sovrana

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo

La tassazione dei trust ed il relativo momento impositivo continuano ad ingenerare incertezza tra gli operatori.

L’incertezza regna sovrana anche tra i corridoi della Cassazione.

Emblematica l’antitesi tra l'ordinanza n. 1131 del 17 gennaio u.s. e l’Ordinanza 734/19, antecedente di soli due giorni.

La Cassazione rende meno appetibile il patto di famiglia

di Luigi M. Macioce - Andrea E. M. Eliseo

La Cassazione è recentemente intervenuta, per la prima volta, in materia di patto di famiglia.

Più specificatamente, l’Ordinanza del 19 dicembre 2018 numero 32823, ha precisato come alla corresponsione posta in essere dall'assegnatario in favore dei legittimari non assegnatari si debba applicare l’imposta sulle donazioni facendo riferimento al rapporto di parentela intercorrente tra assegnatario e legittimario non assegnatario.

Secondo l’Agenzia delle Entrate la scissione asimmetrica di società semplici volta alla suddivisione di un patrimonio immobiliare tra due distinti rami di una famiglia non integra né abuso del diritto né un vantaggio tributario indebito

  • 18 December 2018 |
  • Pubblicato in Tax

di Luigi M. Macioce e Andrea E. M. Eliseo

La società semplice è molto utilizzata nella gestione dei patrimoni familiari e per la trasmissione intergenerazionale degli stessi.

Nella fattispecie oggetto di indagine da parte della Amministrazione Finanziaria detto strumento è stato utilizzato per suddividere un patrimonio immobiliare tra due distinti rami di una famiglia.

Italia candidata speciale a diventare polo attrattivo per i collezionisti lungimiranti

  • 15 November 2017 |
  • Pubblicato in Art Law

Oggi, il 15 novembre sarà battuto all’asta a New York il celeberrimo “Salvator Mundi”, l’ultima opera attribuita - con poche riserve - al Maestro Leonardo da Vinci e ancora in mani private.

L’opera, con una base di partenza di 100 milioni di Dollari (circa 84,5 milioni di Euro), sarà offerta come lotto speciale in occasione della Evening Sale di Post-War and Contemporary Art di Christie’s New York.

La stima record dell’opera nonché il valore intrinseco alla stessa hanno riacceso il “tam” mediatico e posto i riflettori sul mercato dell’arte e dei suoi recenti sviluppi.

È noto, infatti, come l’arte sia un asset molto apprezzato (soprattutto dai c.d. High Net Worth Individual) sia in quanto “espressione d’individualismo”, capace di dare piacere al possessore, sia in quanto vero e proprio investimento, in grado di generare plusvalenze che nulla hanno da invidiare alle “tradizionali” forme di investimento nel comparto immobiliare e in quello finanziario.  

Se al valore dell’arte, come forma di piacere personale e allo stesso tempo come bene rifugio, si aggiunge l’intervento delle nuove tecnologie che hanno permesso lo sviluppo, nonostante il rallentamento generale del mercato globale, della vendita d’arte e dei collectible via web (di recente, Sotheby’s ha introdotto una piccola rivoluzione con il circuito No Buyer’s Premium Online Only Auctions - per cui alle aste completamente online non sarà più applicato il buyer’s premium), è evidente come il mercato dell’arte risulti essere orientato verso un pubblico sempre più vasto e caratterizzato da una crescente fruibilità.

Per suffragare tali affermazioni è sufficiente analizzare due dei principali report sulla salute del mercato dell’arte, il TEFAF Art Market Report 2017, edito dall’European Fine Art Foundation, e l’Art&Finance Report 2017 prodotto da Deloitte e ArtTactic.

E non è un caso che proprio a Milano sia stato presentato, lo scorso 7 novembre l’Art&Finance Report di Deloitte e ArtTactic e che la settimana precedente Milano sia stata inserita nel prestigioso circuito delle No Buyer’s Premium Online Only Auctions, insieme con Londra, New York, Hong Kong, Ginevra e Parigi.

A piacere nel mondo, infatti, non è solo l’arte del Bel Paese (domani, 16 novembre, l’altro, andrà all’asta anche un altro capolavoro italiano, questa volta “contemporaneo”, “Nero Plastica L.A.” di Alberto Burri, durante la Contemporary Art Evening Auction di Sotheby’s New York) ma è anche il quadro normativo che mano a mano si è delineato come sempre più favorevole ad attrarre collezionisti e investitori stranieri. Numerose sono, infatti, le norme di favore presenti nel nostro ordinamento.

Partendo dalla più recente novità in materia, dopo circa vent’anni di stallo e numerose richieste da parte di collezionisti e professionisti nel mondo dell’arte, sono state finalmente ampliate le maglie del regime di esportazione delle stesse contenuto nel Codice dei Beni Culturali. La c.d. soglia di vetustà delle opere, infatti, è stata portata da 50 a 70 anni ed è stata, inoltre, introdotta una soglia di valore al di sotto della quale le opere sono liberamente esportabili.

Ma le agevolazioni più importanti rimangono quelle in materia tributaria. In particolare, con riferimento alle plusvalenze realizzate dalla vendita di opere d’arte, il nostro ordinamento prevede una normativa favorevole ossia una esclusione da tassazione diretta, seppur in maniera non sempre deterministica e chiara, alla luce della difficile demarcazione tra la figura del “collezionista puro” e quella dello “collezionista-speculatore occasionale”.

Tali norme assumono, poi, un’ulteriore rilevanza a seguito dell’introduzione con la Legge di Bilancio 2017 delle misure per attrarre investimenti e, soprattutto, investitori in Italia. Non è difficile pensare, infatti, ad un “mecenate” che, attratto dalle bellezze artistiche del nostro paese, decida di trasferire la propria residenza e, magari la propria collezione, in Italia e beneficiare della flat tax (imposta sostitutiva IRPEF in misura fissa, omnicomprensiva di tutti i redditi prodotti all’estero, pari ad Euro 100.000).

E non vi è dubbio che tali soggetti possano essere interessati alle opportunità che, in materia di pianificazione successoria e, in generale di estate planning, il nostro ordinamento prevede e disciplina.

Gli investitori trasferiti in Italia così come i collezionisti ivi stanziati, infatti, potrebbero, attraverso la duttilità dello strumento del trust, pianificare in maniera efficiente, non solo ai fini tributari, la trasmissione generazionale di una collezione, evitandone la frammentazione e il depauperamento, ovvero la devoluzione della stessa a fondazioni, musei, istituti e, in generale, a tutti quegli enti che si pongono come obiettivo la valorizzazione e la fruibilità delle opere d’arte.

Ancora molte sono le barriere da abbattere ma appare auspicabile che l’Italia - oltre ad essere la patria dei più celebri artisti e depositaria di un patrimonio artistico sconfinato - possa aspirare anche a divenire luogo di elezione per nuovi mecenati, collezionisti e investitori interessati non solo ad accumulare e ampliare le proprie collezioni ma anche tramandare le stesse in maniera efficiente e porsi come garanti del nostro patrimonio.

 

R&P Legal Art Law Department

Amendments to the Italian Cultural Heritage Code: one small step in the legal framework, one giant leap in the Italian art market

  • 12 August 2017 |
  • Pubblicato in Art Law

According to the “Art Market 2017” (a report on the 2016 global art market issued by Art Economics and released during Art Basel Hong Kong) Italy represents one of the less developed art markets in the world, even though the successes of the Italian Sales at Sotheby’s and Christie’s in London and New York.

Actually, this scenario did not come unexpected. The disadvantageous fiscal system and the obsolete and inconsistent legal framework in force to date weakened the Italian art market charme and made Italy unable to compete with the other characters involved in the worldwide art market. However, starting from the 2nd August 2017, the regime regulating the circulation of cultural property in Italy has been amended by the yearly issued anti-trust law, which modifies the Italian Cultural Heriage Code and aims to simplify and enhance Italian art market’s efficiency as follows:

1. The introduction of a new “time limit”

The previous regulation provided that cultural objects made by artist who are dead and realized more than 50 years ago needed an exportation certificate issued by the administrative authority before they could live the Italian territory. Under the new regime, the mentioned time limit has been extended to 70 years, which implies that cultural objects aged less that 70 years will circulate in an easier way. This new aspect represents an outstanding acceleration for the circulation of Italian art in the global art market: art crafts belonging to Italian artists from the fifties and sixties, such as Alberto Burri, Enrico Castellani, Lucio Fontana e Mimmo Rotella will be able to be freely exported without being subject to strict requirements.

On the other hand, exportation of cultural objects will remain subject to the previous notification to the Ministry of Cultural Affairs (“Mibact”), which remains able to prevent such exportation as well, by declaring the existence of an “outstanding value” for the Italian cultural heritage of the cultural object concerned.

2. The economic value 

Secondly, the new regulation introduces an economic threshold of Euro 13.500, under which cultural objects can be freely exported with a mere selfcertification. On one hand, such economic threshold will enhance the art market efficiency, by simplifying – for instance – custom procedures and export controls.
However, on the other hand, the amount fixed by the amendments is so low that it risks to be totally inapplicable to concrete cases of exportation.

The art law reform provides also the following aspects. Firstly, in the 60 days after the release of the mentioned anti-law, the Mibact will set the criteria to be followed by administrative authorities to impede the exportation of cultural objects, reducing the high discretion that such authorities had to date. Secondly, the Mibact will set the contents of a new document, the “passport” of the cultural object exported, which has been introduced to record the progressive changes of ownership of the art craft concerned and which will be valid for a period of 5 years. In the light of the above-mentioned evaluation, it cannot be affirmed that these amendments will resolve all the weak point of the existing scenario: however, they surely constitute an attempt to promote the development of art and culture and show an increasing interest of the legislator to enhance the competitiveness and the dynamism of the Italian art market on a worldwide level.

Torino
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